
{"id":23146,"date":"2012-09-18T10:46:48","date_gmt":"2012-09-18T09:46:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23146"},"modified":"2012-09-18T19:42:32","modified_gmt":"2012-09-18T18:42:32","slug":"perche-non-cambio-giudizio-sugli-accordi-di-pomigliano-e-mirafiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23146","title":{"rendered":"PERCH\u00c9 NON CAMBIO GIUDIZIO SUGLI ACCORDI DI POMIGLIANO E MIRAFIORI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA CRISI DEL COMPARTO ITALIANO DI FIAT-CHRYSLER NON TOGLIE NULLA ALLA BONT\u00c0 DELLA SCELTA COMPIUTA DALLA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI DI POMIGLIANO, MIRAFIORI E GRUGLIASCO NEL 2010 E DELLA SVOLTA CHE QUEGLI ACCORDI AZIENDALI HANNO PROPIZIATO NEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Intervista a cura di Nando Santonastaso, pubblicata sul quotidiano <\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\">il Mattino<\/span><em><span style=\"color: #000000;\">, il 18 settembre 2012 &#8211; In argomento v. <a title=\"Penati\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23155\" target=\"_blank\">l&#8217;articolo di Alessandro Penati pubblicato su <\/a><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><a title=\"Penati\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23155\" target=\"_blank\">la Repubblica<\/a>\u00a0<\/span><em><span style=\"color: #000000;\">il 17 settembre 2012<\/span><\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>\u00c8 stato uno dei sostenitori della \u00abrivoluzione contrattuale\u00bb della Fiat, partita nella primavera del 2010 a Pomigliano. Ma oggi che il Piano Fabbrica Italia sembra finito nel cassetto, Pietro Ichino, giuslavorista, senatore indipendente eletto nel Pd, non ha cambiato opinione.<\/strong><br \/>\n<strong>Il mondo politico e sindacale, quasi al completo, rimprovera a Marchionne scarsa chiarezza: e lei?<\/strong><br \/>\nNon cambierei di una virgola le opinioni espresse negli ultimi due anni sulla vicenda dei contratti aziendali di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. Sia sotto il profilo giuridico, perch\u00e9 quelle pattuizioni erano e restano pienamente legittime, sia sotto il profilo dell&#8217;opportunit\u00e0 sindacale e industriale di votare &#8216;s\u00ec&#8217; ai relativi referendum.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 un modello che di fatto rischia di venire meno se proprio la Fiat rinuncia ai suoi investimenti.<\/strong><br \/>\nInnanzitutto, non dimentichiamo che nel 2003, quando Marchionne ha assunto la guida del Gruppo, la Fiat era in stato fallimentare. Aggiungo, poi, che quegli accordi hanno una parte rilevante del merito della svolta nel nostro sistema delle relazioni industriali che si \u00e8 concretata l\u2019anno successivo, con l\u2019accordo interconfederale del 28 giugno 2011, firmato anche dalla Cgil. Senza la vicenda Fiat, probabilmente quella svolta non ci sarebbe stata. E senza gli accordi aziendali del 2010 non ci sarebbero stati neppure gli investimenti in essi previsti; non vedo, dunque, che cosa i lavoratori interessati avrebbero guadagnato col respingere quegli accordi, come la Fiom li invitava a fare.<\/p>\n<p><strong>Ma la Cgil e la Fiom denunciavano il limite di quel piano.<\/strong><br \/>\n\u00c8 vero che il piano industriale lasciava aperti alcuni interrogativi sul futuro, ma che cosa mai avrebbero guadagnato i lavoratori e il nostro Paese dal respingerlo in limine? Oltre tutto quando quegli accordi sono stati discussi e sottoposti a referendum, non era ancora sorta la questione della esclusione della Fiom dalle rappresentanze sindacali riconosciute in azienda: esclusione che \u00e8 avvenuta solo dopo la sottoscrizione, proprio in conseguenza del rifiuto di firmare da parte della stessa Fiom, in applicazione di quanto previsto dall\u2019articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori come modificato dal referendum del 1995.<\/p>\n<p><strong>Crisi di mercato a parte, secondo lei c\u2019entra anche lo scontro giudiziario con la Fiom nella revisione dei piani Fiat per l\u2019Italia?<\/strong><br \/>\nEro e resto dell\u2019idea che la guerra senza esclusione di colpi condotta dalla Fiom contro il piano industriale della Fiat \u00e8 stato un gravissimo errore, oltre che un fatto incompatibile con un sistema di relazioni industriali moderno ed efficiente. Certo non \u00e8 questa guerra la causa della crisi che oggi gli stabilimenti Fiat stanno attraversando, ma altrettanto certamente essa non ha giovato n\u00e9 all\u2019impresa, n\u00e9 ai lavoratori, n\u00e9 alla nostra immagine di fronte agli operatori economici di tutto il resto del mondo, come giustamente osserva Alessandro Penati sulla <em>Repubblica<\/em> di oggi [ieri &#8211; <em>ndr<\/em>.].<\/p>\n<p><strong>Difficile per\u00f2 convincere oggi i lavoratori che il futuro \u00e8 lo stesso.<\/strong><br \/>\nHo ben presente l\u2019ansia, pi\u00f9 che giustificata, che i lavoratori della Fiat oggi provano per la crisi attuale della nostra industria automobilistica; e sono ben convinto della necessit\u00e0 di una politica industriale che elimini le ragioni di quest\u2019ansia. Ma questa politica non pu\u00f2 che consistere nell\u2019aprire il nostro Paese agli investimenti stranieri, facendone un luogo ospitale e attraente per chi vuole insediarvi le proprie iniziative economiche; non mi sembra che a questo scopo sia di aiuto il continuare a dipingere e trattare, qui da noi, come un demonio quello stesso Sergio Marchionne che i sindacati e i lavoratori americani considerano invece un grande capitano d\u2019industria.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">h<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CRISI DEL COMPARTO ITALIANO DI FIAT-CHRYSLER NON TOGLIE NULLA ALLA BONT\u00c0 DELLA SCELTA COMPIUTA DALLA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI DI POMIGLIANO, MIRAFIORI E GRUGLIASCO NEL 2010 E DELLA SVOLTA CHE QUEGLI ACCORDI AZIENDALI HANNO PROPIZIATO NEL SISTEMA ITALIANO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI Intervista a cura di Nando Santonastaso, pubblicata sul quotidiano il Mattino, il 18 settembre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-23146","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23146"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23146\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}