
{"id":23175,"date":"2012-09-22T10:58:36","date_gmt":"2012-09-22T09:58:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23175"},"modified":"2012-09-28T18:57:35","modified_gmt":"2012-09-28T17:57:35","slug":"il-pd-e-lagenda-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23175","title":{"rendered":"IL PD E L&#8217;AGENDA MONTI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN MEMORANDUM SUGLI IMPEGNI CHE RITENIAMO DEBBANO CARATTERIZZARE IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PD PER LE PROSSIME ELEZIONI, IN CONTINUIT\u00c0 CON LA STRATEGIA EUROPEA DEL GOVERNO CHE IL PD STESSO STA SOSTENENDO IN QUESTO ULTIMO TRATTO DELLA LEGISLATURA, MA ANCHE CON ALCUNE RILEVANTI INTEGRAZIONI<\/span><\/p>\n<p><em>Documento predisposto <strong>da Pietro Ichino ed Enrico Morando <\/strong>per l&#8217;<\/em><a title=\"Programma dell'assemblea del 29.9.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22904\" target=\"_blank\"><em>assemblea aperta su <\/em>Il PD e l&#8217;Agenda Monti<\/a><em> del 29 settembre 2012 &#8211; In argomento v. anche <a title=\"La proposta per il 29.9.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23262\" target=\"_blank\">la proposta elaborata dai promotori dell\u2019assemblea del 29 settembre 2012<\/a><\/em><\/p>\n<p><!--more-->1-\u00a0<strong>Ecco che cosa significa portare l&#8217;Agenda Monti oltre il 2013<\/strong><br \/>\nL&#8217;intervento di Berlusconi sul Fiscal Compact e la discussione sopra la opportunit\u00e0 o no di richiedere &#8220;l&#8217;aiuto&#8221; del meccanismo anti <em>spread<\/em> rafforzano l&#8217;esigenza che il PD avanzi al Paese una proposta che al tempo stesso dia garanzie circa la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 del Paese di proseguire il cammino di stabilizzazione e rilancio intrapreso negli ultimi mesi e crei le condizioni per l&#8217;apertura di quel lungo ciclo di governo riformista che solo pu\u00f2 realizzare il radicale cambiamento necessario.<br \/>\nCon l&#8217;attacco al <em>Fiscal Compact<\/em> &#8211; indispensabile premessa per tornare a promettere la cancellazione dell&#8217;IMU &#8211; Silvio Berlusconi evoca la prospettiva di un ritorno all&#8217;indietro, quasi a ripetere quanto avvenne nell&#8217;estate 2011, quando il Governo italiano &#8211; ottenuto il massiccio intervento della BCE per l&#8217;acquisto di titoli del debito pubblico italiano sul mercato secondario &#8211; ritenne di non ottemperare alla condizionalit\u00e0 fissata nella lettera della BCE, assistita dal consenso della Commissione e del Consiglio. Con i risultati che tutti ricordano.<br \/>\nMa \u00e8 una tentazione presente anche a sinistra, cambiato quel che c&#8217;\u00e8 da cambiare: hanno un significato analogo, se non identico (e, soprattutto, potrebbero condurci ad esiti simili), le iniziative\/promesse volte a rimettere in discussione sia l&#8217;intervento del governo Monti sul sistema previdenziale sia quello sulla riforma del mercato del lavoro. Ci riferiamo, sul primo terreno, alla mozione unitaria PD-PDL in Commissione lavoro della Camera sul tema degli &#8220;esodati&#8221;, che riteniamo debba essere affrontato con politiche di sostegno del reddito e nella ricerca di nuova occupazione, non tornando alle pensioni di anzianit\u00e0. Sul terreno della riforma del mercato del lavoro ci riferiamo all\u2019iniziativa referendaria promossa da SEL e IdV, che mina in radice la credibilit\u00e0 di una proposta di alleanza tra PD e SEL che veda quest\u2019ultimo partito protagonista della maggioranza di governo nella prossima legislatura.<\/p>\n<p>2-\u00a0<strong>Il memorandum d&#8217;intesa? Scriviamocelo noi<\/strong><br \/>\n\u00c8 letteralmente insensato porre la questione della &#8220;violazione&#8221; della sovranit\u00e0 cui darebbe luogo l&#8217;accettazione della condizionalit\u00e0 conseguente alla richiesta di intervento del Fondo europeo anti-<em>spread<\/em>.<br \/>\nCi\u00f2 che va messo in evidenza \u00e8 che si tratterebbe di condizioni conosciute fin d&#8217;ora e corrispondenti al nostro interesse. Perch\u00e8 in parte conseguenti ad accordi liberamente sottoscritti e gi\u00e0 ratificati dal Parlamento; e perch\u00e8 interamente considerate nelle procedure definite dalla &#8220;sessione di Bilancio europea&#8221; e fissate nelle &#8220;Raccomandazioni&#8221; all&#8217;Italia della Commissione europea dello scorso 30 maggio, approvate dal Consiglio Europeo di fine giugno e descritte al Parlamento nazionale dal Governo nel luglio scorso.<br \/>\nEsse sono sei: le prime due, riguardano il deficit e il debito. Il Parlamento nazionale ha gi\u00e0 modificato l&#8217;art. 81 della Costituzione, introducendovi il principio del pareggio <em>strutturale<\/em> del bilancio. \u00c8 un obiettivo realizzabile nei tempi previsti (2013), dato il netto miglioramento gi\u00e0 ottenuto nel 2012, malgrado il grave peggioramento del ciclo economico, che produce effetti di aumento dell&#8217;indebitamento <em>nominale<\/em>.<br \/>\nQuanto al debito, l&#8217;obiettivo fissato nel Fiscal compact e nelle Raccomandazioni \u00e8 conseguibile, in presenza di una ripresa, anche non vivace, dell&#8217;economia, grazie all&#8217;effettivo mantenimento nel tempo del pareggio strutturale. Ma pu\u00f2 e deve essere accelerato attraverso operazioni sul patrimonio pubblico.<br \/>\nLe altre quattro raccomandazioni \u2013 inerenti alla crescita e all&#8217;equit\u00e0 \u2013 riguardano il mercato del lavoro, l&#8217;efficienza della Pubblica Amministrazione, l&#8217;istruzione e la giustizia. Una strategia di radicali riforme strutturali \u2013 appena avviate dal Governo Monti \u2013 \u00e8 comunque necessaria, anche se potesse prescindersi dalle raccomandazioni europee.<br \/>\nL&#8217;occasione della presentazione della <em>Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza<\/em> e della discussione\/approvazione delle relative risoluzioni parlamentari \u00e8 ottima per fissare un orientamento preciso del sistema Paese su questo insieme di problemi: il Governo pu\u00f2 e deve fissare gli obiettivi per il 2013, sia per ci\u00f2 che attiene alla finanza pubblica (deficit e debito, in primo luogo; ma anche obiettivi di spesa, distinti per sottosettori e, separatamente, obiettivi di pressione fiscale), sia per le riforme strutturali (disegni di legge collegati alla legge di Stabilit\u00e0). Il Governo pu\u00f2 e deve definire questi obiettivi in termini triennali (2013-2016), ma pu\u00f2 andare ben oltre il triennio. A loro volta, i gruppi parlamentari non solo devono approvare con apposita risoluzione la <em>Nota di aggiornamento <\/em>del DEF, ma possono a loro volta formulare impegni, almeno per il triennio e oltre.<br \/>\nDi qui la possibilit\u00e0 che l&#8217;Italia, alla fine di questo processo \u2013 cio\u00e8 entro il dicembre 2012 \u2013 giunga a definire una sorta di <em>Agenda 2020<\/em>, che potrebbe fare da cornice condivisa a pi\u00f9 particolari proposte programmatiche, nella campagna elettorale, da parte dei singoli partiti, in naturale competizione tra di loro.<br \/>\nMa non sarebbe la rissa devastante che molti (Visco per primo) paventano.<\/p>\n<p>3-\u00a0<strong>Le scelte essenziali.<br \/>\n<em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> 3a.<\/em> Unione fiscale, unione finanziaria, unione politica.<\/strong><br \/>\nL\u2019Italia pu\u00f2 oggi svolgere un ruolo trainante per accelerare la costruzione delle strutture federali \u2013 politico-istituzionali, economiche, fiscali e bancarie \u2013 che rendano l\u2019Unione Europea capace di perseguire efficacemente e secondo linee corrette, democraticamente decise e controllate, la crescita economica e lo sviluppo sociale del continente. L&#8217;accordo del 28-29 giugno 2012 \u2013 dalla vigilanza bancaria alla garanzia comune sui depositi, all&#8217;intervento sulle crisi bancarie, passando per l&#8217;effettiva attuazione del dispositivo anti-s<em>pread <\/em>\u2013 deve essere attuato con la piena attivazione del M.E.S., accettando pienamente l&#8217;Italia la relativa condizionalit\u00e0.<br \/>\nIl Governo che nascer\u00e0 dalle elezioni del 2013 si impegna a sostenere \u2013 sul piano politico e istituzionale \u2013 l&#8217;elezione &#8220;diretta&#8221; del Presidente della Commissione (possibilmente unificando la carica con quella di Presidente permanente del Consiglio) in occasione delle prossime elezioni del Parlamento Europeo.<br \/>\n<strong><em><span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span>3.b<\/em> La politica economica nazionale come oggetto di interesse comune europeo.<\/strong><br \/>\nAnche in funzione dell\u2019obiettivo di cui al punto 3a, in questa fase transitoria e preparatoria l\u2019Italia fa proprio il principio secondo cui la politica economica (in particolare le misure volte alla crescita e quelle di politica finanziaria) di ciascun Paese sono oggetto di un interesse comune dell\u2019UE e come tali sono soggette a coordinamento, orientamento e monitoraggio da parte della stessa. Questo significa che \u2013 anche indipendentemente dalla richiesta di attivazione del meccanismo anti-<em>spread<\/em> \u2013 la progressiva gestione comune della politica di bilancio, di quote del debito pubblico e della politica economica pu\u00f2 procedere solo in parallelo con la progressiva assunzione di responsabilit\u00e0, in ciascuno di questi campi, degli organismi comunitari. Quelli esistenti (Commissione, Consiglio), e quelli da costruire (&#8220;Ministro delle Finanze&#8221; europeo). In questo quadro l\u2019Italia conferma, sul terreno della disciplina della finanza pubblica, e in particolare del Patto di stabilit\u00e0 e crescita, il proprio impegno specifico:<br \/>\n&#8211; a conseguire entro il 2013 l&#8217;obiettivo (di cui al nuovo articolo 81 della nostra Costituzione) del <em>pareggio di bilancio strutturale<\/em>, cio\u00e8 al netto degli effetti del ciclo economico sul bilancio stesso; entro il 2012 dovr\u00e0 essere varata la nuova legge di contabilit\u00e0, con le relative modifiche ai regolamenti parlamentari; il nostro Parlamento, inoltre, dovr\u00e0 essere dotato al pi\u00f9 presto di un organismo capace di svolgere, in piena autonomia rispetto al Governo, l\u2019analisi dei dati economici e di finanza pubblica;<br \/>\n&#8211; alla riduzione fin d\u2019ora dello<em> stock <\/em>del debito pubblico a un ritmo sostenuto e sufficiente in relazione agli obiettivi concordati (tenuto conto del fatto che, realizzato il pareggio di bilancio e in presenza di un tasso anche modesto di crescita, l&#8217;obiettivo fissato dal <em>Fiscal Compact <\/em>di riduzione dello <em>stock<\/em> del debito sarebbe automaticamente rispettato);<br \/>\n&#8211; a realizzare operazioni di dismissione\/valorizzazione del patrimonio pubblico, ivi incluse le concessioni, dedicate alla riduzione dello stock del debito pubblico (ogni provento deve essere integralmente destinato a questo scopo), assicurando i seguenti risultati: 25 mld di euro nel 2013; 40 mld nel 2014 e 50 per il 2015, 2016 e 2017.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><strong><em>3c.<\/em> Avanti con la revisione integrale della spesa.<\/strong><br \/>\nIn funzione della riduzione e\/o riqualificazione della spesa corrente, il Governo Italiano si impegna a fare del controllo di congruit\u00e0 e appropriatezza di ogni voce di spesa, indipendentemente dalla sua anzianit\u00e0 di iscrizione nei bilanci, il metodo ordinario e universale di gestione delle amministrazioni pubbliche, prima fra tutte quella statale. Con questo si intende, in particolare, l\u2019adozione del criterio dello <em>zero based budgeting<\/em>, della comparazione sistematica dei risultati fondata sulla valutazione indipendente, dei relativi effetti sulla remunerazione\u00a0 dei dipendenti pubblici (a partire dai dirigenti), che deve essere resa il pi\u00f9 possibile indipendente dall\u2019anzianit\u00e0 di servizio.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><strong><em>3d. <\/em>Efficienza delle amministrazioni e trasparenza totale <\/strong><br \/>\nIn particolare, il metodo del <em>benchmarking<\/em> comparativo \u2013 reso possibile da un sistema di valutazione indipendente delle <em>performances<\/em> \u2013 sar\u00e0 applicato in funzione dell\u2019allineamento ai migliori standard europei del carico burocratico gravante sulle imprese e i cittadini, nonch\u00e9 dei livelli di efficienza delle amministrazioni di ciascun settore. Dovr\u00e0 in particolare essere garantito alle imprese un credito automatico pari all&#8217;aggravio dei costi determinato da qualsiasi appesantimento degli oneri burocratici imposti da nuove leggi e regolamenti alle imprese stesse.<br \/>\nPriorit\u00e0 assoluta sar\u00e0 data, mediante le necessarie misure organizzative e gestionali, all\u2019allineamento dell\u2019efficienza\u00a0 dei servizi scolastici (v. lettera 3b) e dell\u2019amministrazione giudiziaria.<br \/>\nSar\u00e0 introdotto come principio generale non derogabile quello della <a title=\"Trasparenza totale\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23262\" target=\"_blank\">trasparenza totale<\/a>, secondo le procedure e le regole dei <em>Freedom of information Acts <\/em>degli USA e del Regno Unito. Lo stesso sistema di regole non derogabili dovr\u00e0 essere imposto e rigorosamente applicato all&#8217;amministrazione dei partiti e dei loro gruppi in Parlamento e nei consigli regionali, provinciali e comunali, prevedendo in particolare che ogni voce di entrata e spesa venga analiticamente collocata e resa perfettamente consultabile<em> on line<\/em>, col corredo della relativa documentazione.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><strong><em>3e.<\/em> Utilizzazione efficace dei Fondi strutturali europei <\/strong><br \/>\nIn funzione della crescita economica il Governo italiano si impegna a incrementare la capacit\u00e0 (oggi gravemente insufficiente) delle amministrazioni di promuovere progetti suscettibili di fruire del finanziamento da parte dei Fondi strutturali dell\u2019UE, proponendosi l\u2019obiettivo di utilizzazione almeno dell\u201980% dei contributi disponibili. Si impegna inoltre a dare impulso alla modernizzazione delle infrastrutture di trasporto e comunicazione sul territorio nazionale.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><strong><em>3f.<\/em> Riduzione e riequilibrio dei carichi fiscali<\/strong><br \/>\nIl Governo italiano si impegna a quantificare ogni anno e pluriennalmente l&#8217;obiettivo di aumento strutturale del gettito\u00a0 fiscale derivante dalla lotta all&#8217;evasione e a destinarlo <em>integralmente<\/em>, ogni anno in sede di assestamento, a finanziare un piano preciso di riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sull&#8217;impresa, definito preventivamente in modo da essere reso esigibile, e coerente con le priorit\u00e0 indicate nei successivi paragrafi<em> h e i<\/em>. La riduzione stessa del carico fiscale gravante su lavoro e impresa va perseguita anche\u00a0 trasferendone parte su consumi e patrimoni.<br \/>\nSui primi, non si deve agire sulle aliquote IVA, ma sulla enorme evasione ed elusione. Con la sua energica azione di contrasto, il Governo Monti ha ottenuto in proposito significativi risultati. Sui secondi, il Governo Monti ha introdotto una robusta imposta patrimoniale. che pu\u00f2 essere corretta. Ma non pu\u00f2 certo essere smentita. Il nuovo Governo dovr\u00e0 ora fare il resto: utilizzare ogni Euro rinveniente dal successo nella lotta all&#8217;evasione e dal riequilibrio nel prelievo sulle diverse basi imponibili per operare una robusta riduzione del prelievo fiscale sui produttori, sul lavoro e sull&#8217;impresa.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><strong><em>3g.<\/em> Liberalizzazione dei mercati dei beni e dei servizi<\/strong><br \/>\nIl Governo italiano si impegna a proseguire e intensificare la politica di apertura dei mercati dei beni e dei servizi, ivi compresi quelli resi da lavoratori autonomi e liberi professionisti, nonch\u00e9 di rimozione dei vincoli che limitano in essi la concorrenza. In questo quadro si colloca l\u2019attuazione del progetto di riordino e drastico sfrondamento degli incentivi alle imprese elaborato, su mandato del Governo, dal prof. Francesco Giavazzi.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><strong><em>3h.<\/em> Semplificazione, flessibilit\u00e0, sicurezza e superamento del dualismo nel mercato del lavoro<\/strong><br \/>\nIl Governo italiano si impegna, innanzitutto, a una drastica semplificazione normativa e amministrativa in materia di lavoro, secondo le guidelines fornite dal <em>Decalogue for Smart Regulation <\/em>emanato a cura della Commissione Europea a Stoccolma il 12 novembre 2009. Si impegna inoltre a consolidare e rafforzare le misure volte<br \/>\n&#8211; al superamento del dualismo tra lavoratori sostanzialmente dipendenti protetti e non protetti;<br \/>\n&#8211; a rendere pi\u00f9 fluido e sicuro il passaggio dei lavoratori dalle imprese in crisi o comunque meno produttive a quelle pi\u00f9 produttive o comunque in fase di espansione, riducendo al minimo i tempi del passaggio da un\u2019occupazione all\u2019altra;<br \/>\n&#8211; a coniugare il massimo possibile di flessibilit\u00e0 delle strutture produttive con il massimo possibile di sicurezza economica e professionale dei lavoratori nel mercato del lavoro;<br \/>\n&#8211; a spostare verso i luoghi di lavoro il baricentro della contrattazione collettiva, favorendo il collegamento di una parte maggiore delle retribuzioni alla produttivit\u00e0 e\/o alla redditivit\u00e0 delle aziende;<br \/>\n&#8211; a promuovere la partecipazione dei lavoratori nelle imprese in funzione della sperimentazione di piani industriali innovativi, volti all\u2019incremento della produttivit\u00e0 e quindi delle retribuzioni;<br \/>\n&#8211; a stanziare un robusto finanziamento per la defiscalizzazione di quote di salario prodotte dall\u2019aumento di produttivit\u00e0, siano esse erogate in forma di partecipazione agli utili o di premio di produttivit\u00e0 tradizionale;<br \/>\n&#8211; a promuovere l\u2019afflusso di investimenti stranieri, adottando tutte le misure suggerite nel documento presentato al Governo stesso dal Comitato Investitori Esteri di Confindustria il 1\u00b0 dicembre 2011.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><strong><em>3i. <\/em>Incremento dei tassi di occupazione giovanile, femminile e degli anziani<\/strong><br \/>\nIl Governo italiano si impegna a porre in atto misure specifiche finalizzate ad allineare alla media europea i tassi di occupazione (oggi gravemente inferiori):<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span>&#8211; <strong>delle donne:<\/strong> l\u2019obiettivo \u00e8 di aumentare di un punto e mezzo ogni anno il tasso attuale (46%) fino al raggiungimento dell\u2019obiettivo fissato a Lisbona nell\u2019ormai lontano anno 2000 (60%); a tal fine si adotter\u00e0 l\u2019\u201dazione positiva\u201d della detassazione selettiva dei redditi di lavoro femminile e si promuover\u00e0 lo sviluppo dei servizi alla famiglia, alle persone non autosufficienti e alle comunit\u00e0 locali, sia in funzione dell\u2019aumento della domanda di lavoro femminile, sia in funzione della liberazione dell\u2019offerta potenziale di lavoro femminile, oggi inespressa;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span>&#8211; <strong>nella fascia di et\u00e0 tra i 18 e i 30 anni<\/strong>, mediante le misure di cui al lettera 3j in materia di scuola, formazione professionale, e servizi capillari di orientamento scolastico e professionale e la drastica riduzione dei costi di transazione relativi ai rapporti di apprendistato; infine, mediante il lancio di un programma di formazione mirata agli <em>skill shortages<\/em>, finanziato progressivamente secondo la straordinaria esperienza olandese dell\u2019ultimo ventennio;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span>&#8211; nella fascia di et\u00e0 superiore ai 55 anni:\u00a0 in particolare, le misure di innalzamento dell\u2019et\u00e0 di pensionamento ultimamente adottate verranno consolidate e completate con misure volte a promuovere l\u2019invecchiamento attivo, a incentivare l\u2019assunzione di persone anziane, ad offrire agli <em>over<\/em> 55 disoccupati e non ancora in possesso dei requisiti per la pensione un sostegno del reddito condizionato alla loro disponibilit\u00e0 al lavoro.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><strong><em>3j.<\/em> Miglioramento del sistema universitario, scolastico e della formazione professionale<\/strong><br \/>\nL\u2019obiettivo strategico deve consistere nell\u2019attivazione di una larga autonomia degli istituti scolastici e degli atenei, anche riguardo alla selezione del personale didattico e amministrativo, con responsabilizzazione piena dei rispettivi vertici e corrispondente pieno recupero da parte loro delle prerogative programmatorie e dirigenziali necessarie. Questo obiettivo va preparato attraverso una\u00a0 fase transitoria nella quale si incominci a responsabilizzare atenei e istituti scolastici\u00a0 mediante una valutazione della <em>performance<\/em> gestita da una struttura indipendente centralizzata. I due sottoparagrafi che seguono sono riferiti a questa fase transitoria.<br \/>\n<em>3j.1. Valutazione degli Istituti scolastici<\/em>: completamento e rafforzamento del nuovo Sistema di Valutazione centrato sull\u2019azione di Invalsi e Indire, con la prospettiva di avvicinare gradualmente il nostro modello a quello britannico centrato sull\u2019azione della Ofsted (organizzazione indipendente che cura la valutazione sistematica della performance degli istituti scolastici) ; gli indici di <em>performance<\/em> degli istituti saranno basati sui test all\u2019uscita dal ciclo scolastico, sulla rilevazione sistematica degli esiti scolastici e\/o occupazionali a sei mesi e tre anni dall\u2019uscita stessa e delle valutazioni delle famiglie (degli studenti stessi, dai 16 anni in su); gli indici di <em>performance<\/em> di ciascun istituto verranno ovviamente tarati in relazione alle caratteristiche del bacino di utenza e in particolare alle condizioni di istruzione ed educazione degli studenti in entrata.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><em>3j.2. Incentivi ai dirigenti scolastici<\/em>: la valutazione del dirigente \u00e8 basata essenzialmente sulla valutazione della <em>performance<\/em> delle strutture affidategli.\u00a0 A regime, almeno un terzo della retribuzione del preside dipender\u00e0 dall\u2019indice di performance dell\u2019istituto. Agli istituti migliori verr\u00e0 affidato una funzione di <em>benchmark<\/em> per gli altri e di disseminazione delle buone pratiche, con relativa remunerazione aggiuntiva per il personale docente coinvolto.\u00a0 In caso di insufficienza, dopo un periodo di avvertimento, se la sufficienza non viene raggiunta il dirigente viene rimosso e nei casi pi\u00f9 gravi l\u2019istituto stesso viene chiuso e il personale docente e non docente trasferito in altri istituti.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><em>3j.3. Valutazione e incentivazione degli insegnanti<\/em>: in ciascun istituto scolastico verr\u00e0 attivato un meccanismo finalizzato all\u2019attribuzione di un premio economico annuale agli insegnanti migliori, scelti da un comitato composto dal preside, da due insegnanti eletti dagli altri (cui andr\u00e0 il 50% del premio e non potranno ovviamente essere selezionati per il premio intero) e da un rappresentante delle famiglie eletto dalle stesse, sulla scorta del progetto pilota \u201c<em>Valorizza<\/em>\u201d (su cui v. il <em>Rapporto<\/em> conclusivo del MIUR) sperimentato in quattro province nel corso del 2010-2011.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><em>3j.4.<\/em> Il Governo italiano si impegna inoltre a operare in modo incisivo ed efficace:<br \/>\n&#8211; per una riduzione del tasso troppo alto (18%) di abbandono scolastico precoce;<br \/>\n&#8211; per assicurare a ogni adolescente che esce da un ciclo scolastico un servizio efficiente di orientamento scolastico e professionale;<br \/>\n&#8211; per assicurare la rilevazione sistematica e pubblicazione on line dei tassi di coerenza della formazione\/educazione; impartita in ciascun istituto scolastico o di formazione professionale con gli esiti occupazionali o scolastici a sei mesi e a tre anni dal conseguimento del diploma.<br \/>\n<em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span>3j.5<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">. <\/span>Valutazione della ricerca universitaria<\/em>: occorre proseguire, potenziare e affinare il progetto avviato dall\u2019Anvur (Agenzia Nazionale per la Valutazione dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca) per il censimento e la valutazione sistematica dei prodotti di ricerca.\u00a0 Di ogni facolt\u00e0 viene rilevata in modo sistematico la coerenza degli esiti occupazionali a sei mesi e tre anni dal conseguimento della laurea. I risultati di entrambe le rilevazioni, per ciascuna facolt\u00e0, ciascun dipartimento e ciascun professore e ricercatore, sono resi accessibili <em>on line<\/em>.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><em>3j.6. Tagliare sprechi e rendite parassitarie<\/em>: si possono liberare rilevanti risorse tagliando chirurgicamente i molti sprechi e rendite che pullulano nelle nostre universit\u00e0: per esempio dimezzando (o comunque riducendo in misura apprezzabile) lo stipendio a professori e ricercatori la cui attivit\u00e0 di ricerca negli ultimi cinque anni sia valutata \u201czero\u201d.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><em>3j.7. Consentire la scommessa degli atenei e degli studenti sui progetti di eccellenza<\/em>: agli atenei che vi sono interessati deve essere consentito di aumentare le tasse universitarie in funzione di progetti di eccellenza didattica: lo Stato compenser\u00e0 gli aumenti per le famiglie con reddito medio o basso; lo Stato prester\u00e0 integralmente il necessario allo studente, con un meccanismo per cui la restituzione rateizzata \u2013 parziale o integrale \u2013 incomincer\u00e0 soltanto da quando il laureato avr\u00e0 un reddito superiore a determinate soglie (per esempio: 24.000 euro annui per la restituzione parziale e 30.000 euro annui per quella integrale); i casi di mancata restituzione per non raggiungimento del livello minimo di reddito saranno coperti (in tutto o in parte) dalle universit\u00e0 stesse interessate, che cos\u00ec ne risulteranno responsabilizzate riguardo alla qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento.<br \/>\n<strong><em>3l. <\/em>Efficienza degli uffici giudiziari<\/strong><br \/>\nL\u2019esperienza eccellente del Tribunale di Torino e gli esperimenti in corso nelle sezioni lavoro dei Tribunali di Bologna e Roma dimostrano che si possono dimezzare i tempi della giustizia a costo quasi-zero con una migliore organizzazione dei tribunali: occorre generalizzare queste buone pratiche, responsabilizzando i dirigenti degli uffici giudiziari in relazione agli obiettivi e costringendo i magistrati meno efficienti ad allinearsi alla media.<\/p>\n<p><strong>4. La minaccia pi\u00f9 seria: instabilit\u00e0 politica e crisi dei partiti<\/strong><br \/>\n<a title=\"Lettera a Bersani\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23140\" target=\"_blank\">La lettera del gruppo dei 15 al Segretario Bersani<\/a> in tema di riforma costituzionale ed elettorale (<em>Corriere della Sera<\/em> del 18 settembre scorso) ci consente qui un semplice rinvio alle valutazioni e proposte contenute in quel testo.<br \/>\nDa un lato, l&#8217;adozione della forma di governo semipresidenziale alla francese pu\u00f2 fornire una risposta istituzionale alla drammatica caduta della capacit\u00e0 di rappresentanza dei partiti politici. Dall&#8217;altro, il sistema elettorale uninominale a doppio turno consentirebbe ai cittadini elettori di scegliere al tempo stesso il loro rappresentante e il governo.<br \/>\nMa anche questo non basterebbe: va finalmente attuato l&#8217;art. 49 della Costituzione sui partiti politici, sia rendendo perfettamente esigibili i loro statuti, sia sottoponendo la loro gestione ai principi e regole della <em>trasparenza totale <\/em>(di cui si \u00e8 detto sopra in riferimento alle amministrazioni pubbliche), sia riformando le norme sul loro finanziamento pubblico, facendolo derivare dalla libera scelta dei contribuenti, secondo un meccanismo analogo a quello del 5&#215;1000.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">g<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN MEMORANDUM SUGLI IMPEGNI CHE RITENIAMO DEBBANO CARATTERIZZARE IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PD PER LE PROSSIME ELEZIONI, IN CONTINUIT\u00c0 CON LA STRATEGIA EUROPEA DEL GOVERNO CHE IL PD STESSO STA SOSTENENDO IN QUESTO ULTIMO TRATTO DELLA LEGISLATURA, MA ANCHE CON ALCUNE RILEVANTI INTEGRAZIONI Documento predisposto da Pietro Ichino ed Enrico Morando per l&#8217;assemblea aperta su [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-23175","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23175"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23175\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}