
{"id":23202,"date":"2012-09-22T19:02:54","date_gmt":"2012-09-22T18:02:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23202"},"modified":"2012-09-22T19:17:37","modified_gmt":"2012-09-22T18:17:37","slug":"trasparenza-totale-anche-a-legislazione-invariata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23202","title":{"rendered":"TRASPARENZA TOTALE SUBITO: ANCHE PRIMA CHE ARRIVI LA LEGGE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">INCOMINCIAMO\u00a0\u00a0FIN D\u2019ORA AD APPLICARE I PRINCIPI E LE REGOLE DELLA <em>FULL DISCLOSURE<\/em>: VALORIZZANDO LE NORME GI\u00c0 ESISTENTI, ANTICIPANDO LA RIFORMA LEGISLATIVA CON I NOSTRI COMPORTAMENTI, CORREGGENDO LA DISTORSIONE CHE SI \u00c8 DETERMINATA NELLA CULTURA GIURIDICA DELLA <em>PRIVACY<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>Intervento di Pietro Ichino al convegno del 19 settembre 2012 presso la F.N.S.I , <\/em>Iniziativa per l\u2019adozione di un <em>Freedom of Information Act<\/em> (FOIA) anche in Italia,<em> in occasione della Giornata della Trasparenza<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In questo mio breve intervento accenner\u00f2 soltanto a tre punti che mi paiono importanti: valorizzare le norme gi\u00e0 esistenti; anticipare la riforma legislativa della trasparenza totale con i nostri comportamenti; correggere la distorsione che si \u00e8 determinata nella cultura giuridica della <em>privacy<\/em>. A ben vedere questi tre punti possono essere ricondotti a uno solo: incominciamo a praticare i principi e le regole della <em>full disclosure<\/em> subito, anche a legislazione invariata. Questo preparer\u00e0 il terreno a una maggiore effettivit\u00e0 della nuova legge, quando finalmente arriveremo a dotarcene.<\/p>\n<p><strong><em>1. Valorizzare le norme gi\u00e0 esistenti. <\/em>\u2013 <\/strong>Sia pure in modo assai difettoso, tuttavia il principio della trasparenza totale ha gi\u00e0 incominciato a essere enunciato nella legge-delega per la riforma del 2009 delle amministrazioni pubbliche (legge n. 15\/2009, articolo 4, comma 2, lettera <em>h)<\/em>, che vincola le amministrazioni ad \u201cassicurare la totale accessibilit\u00e0 dei dati relativi ai servizi resi dalla pubblica amministrazione\u201d), a essere precisato nel decreto-delegato emanato in adempimento di quella delega legislativa (d.lgs. n. 150\/2009, articolo 11, che sancisce il principio di \u201caccessibilit\u00e0 totale \u2026 delle informazioni concernenti ogni aspetto dell\u2019organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all\u2019utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati delle attivit\u00e0 di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti\u2026\u201d) e a essere ulteriormente precisato nel <em>Codice della protezione dei dati personali <\/em>(comma 3-<em>bis <\/em>inserito nell\u2019articolo 19 del d.lgs. n. 196\/2003 dall\u2019articolo 14 del <em>Collegato lavoro<\/em>, l. n. 183\/2010, che sgombera il campo da un ostacolo sistematicamente opposto al tentativo di impedire la piena attuazione della norma del 2009, vincolando le amministrazioni a rendere accessibili a chiunque \u201cle notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto a una funzione pubblica e la relativa valutazione, con la sola eccezione delle \u201cnotizie concernenti la natura delle infermit\u00e0 e degli impedimenti personali o familiari che causino l\u2019astensione dal lavoro\u201d). Queste norme, certo, non hanno l\u2019incisivit\u00e0 dei <em>Freedom of Information Acts <\/em>statunitensi e britannici; ma costituiscono pur sempre un punto di riferimento normativo importante, che potrebbe essere valorizzato molto pi\u00f9 di quanto non si sia fatto in questi primi tre anni di loro applicazione.<br \/>\nLa stessa legge del 2009, poi, ha istituito un\u2019autorit\u00e0 indipendente, la <em>Commissione per la valutazione, l\u2019integrit\u00e0 e la trasparenza delle amministrazioni-CIVIT<\/em>, che dovrebbe considerarsi preposta anche all\u2019attuazione e promozione di quel principio di trasparenza. E, aggiungo io, che dovrebbe costituire una sorta di contraltare dell\u2019Autorit\u00e0 per la protezione dei dati personali, promuovendo nel settore pubblico il necessario contemperamento tra i principi di <em>full disclosure <\/em>e <em>privacy<\/em>.<br \/>\nDunque non mancano disposizioni legislative alle quali ben potrebbe farsi riferimento per incominciare a praticare su larga scala i principi e il metodo della full disclosure nelle amministrazioni. Invece, su questo fronte tutto tace; e anche la Civit, fino a oggi, si \u00e8 mostrata assai poco attiva su questo fronte. Non solo: si assiste anche a comportamenti amministrativi che vistosamente contraddicono quei principi e quel metodo. Solo alcuni esempi: nessuna amministrazione mette on line i mandati di pagamento e gli atti su cui essi si basano, in particolare i contratti con i fornitori e collaboratori privati; quasi nessuna amministrazione mette on line i dati relativi alle valutazioni della propria performance, i dati sui propri organici, sulle qualifiche, mansioni specifiche e retribuzioni dei dipendenti, sui loro tassi di assenze, sulle valutazioni delle loro prestazioni: qui domina ancora l\u2019idea che il diritto alla <em>privacy <\/em>escluda questa pubblicazione, nonostante che due anni fa \u2013 come si \u00e8 visto \u2013 nel <em>Codice della protezione dei dati personali <\/em>sia stata inserita una disposizione mirata esplicitamente ad affermare il contrario. E ultimamente l\u2019ANVUR (che pure merita per altri aspetti tutto il nostro plauso), ignorando totalmente quella disposizione, ha addirittura pubblicamente addotto esigenze di protezione della riservatezza individuale a giustificazione della non pubblicazione delle valutazioni dei risultati individuali della ricerca universitaria.<\/p>\n<p><strong><em>2. Anticipare la riforma con i nostri comportamenti. <\/em>\u2013 <\/strong>A questa inerzia occorre incominciare a contrapporre il maggior numero possibile di iniziative volte ad applicare fin d\u2019ora i principi e le regole della<em> full disclosure<\/em>, anche a legislazione invariata, in attesa che un <em>Freedom of Information Act <\/em>nostrano segni definitivamente la svolta, con il pieno allineamento per questo aspetto dell\u2019Italia ai Paesi pi\u00f9 avanzati.<br \/>\nVedo un primo luogo dove questa anticipazione sarebbe integralmente possibile, con effetti dirompenti, negli enti locali \u2013 Comuni e Province \u2013 alla cui testa stia un sindaco o presidente che crede nel valore della trasparenza totale. Cos\u00ec, per esempio, ho salutato con grande soddisfazione il fatto che Matteo Renzi abbia inserito nel proprio programma per le primarie del centrosinistra un capitoletto sull\u2019introduzione del <em>Freedom of Information Act <\/em>nel nostro Paese; ma ho anche osservato che Renzi \u00e8 oggi sindaco di una grande citt\u00e0 italiana; e che, se crede davvero in questo principio, nulla gli impedisce di farlo applicare in modo totale e rigoroso nell\u2019amministrazione municipale di cui egli \u00e8 il capo.<br \/>\nSono anche convinto che solo l\u2019applicazione rigorosa del principio di trasparenza totale possa testimoniare la volont\u00e0 dei partiti di voltar pagina in modo radicale rispetto alle malversazioni di cui abbiamo purtroppo visto negli ultimi mesi e ancora in questi ultimi giorni numerose tragiche manifestazioni, in tutto l\u2019arco delle forze politiche rappresentate in Parlamento. Per questo mi sono battuto affinch\u00e9 il gruppo parlamentare a cui appartengo adottasse fin d\u2019ora la <em>full disclosure <\/em>come principio ispiratore di tutta la propria amministrazione; una delibera in questo senso \u00e8 stata effettivamente adottata dalla Presidenza del gruppo dei senatori democratici nel luglio scorso, ma a tutt\u2019oggi non ha ancora incominciato a essere messa in pratica: spero che l\u2019attuazione non tardi. Ma penso che tutti i partiti dovrebbero sentire la necessit\u00e0 vitale \u2013 prima ancora che il dovere morale \u2013 di incominciare immediatamente\u00a0 ad applicare questo principio, se vogliono recuperare la fiducia di una parte almeno del loro elettorato. E invece si assiste alla ridicola discussione circa la certificazione dei bilanci dei gruppi parlamentari: come se il problema fosse quello di confermare la solidit\u00e0 di quei bilanci (chi mai dubita della solvibilit\u00e0 di questi soggetti?), e non quello della trasparenza, della possibilit\u00e0 di controllo da parte dell\u2019opinione pubblica su ogni voci di spesa di quel denaro, che \u00e8 pubblico all\u2019origine e resta sostanzialmente tale quando \u00e8 usato per far funzionare un ente di rilevanza costituzionale, quali sono i partiti e i loro gruppi parlamentari. Occorrerebbe che l\u2019opinione pubblica esigesse fin d\u2019ora, con grande forza, l\u2019applicazione di questo principio da parte dei partiti e gruppi parlamentari, cos\u00ec forzando anche il legislatore a disporre nello stesso senso in sede di riforma del finanziamento pubblico della politica.<\/p>\n<p><strong><em>3. Correggere gli eccessi e le distorsioni della cultura della <\/em>privacy. \u2013<\/strong> Infine, occorre che gli studiosi del diritto e gli opinionisti incomincino a sottoporre a una revisione attenta e profonda l\u2019intera costruzione giurisprudenziale che \u00e8 venuta formandosi, soprattutto per opera dell\u2019Autorit\u00e0 per la protezione dei dati personali,\u00a0 intorno alla nozione di diritto alla riservatezza e alle sue implicazioni in materia di conoscibilit\u00e0 e circolazione dei dati. Ho proposto poc\u2019anzi alcuni esempi dell\u2019uso indebito che del principio di protezione della <em>privacy <\/em>si \u00e8 progressivamente fatto nell\u2019ultimo ventennio per evitare la trasparenza totale delle amministrazioni e impedire la circolazione di dati che nulla hanno a che fare con la vita privata delle persone.\u00a0 Dal principio costituzionale di protezione della persona umana si \u00e8 voluto dedurre una regola di inconoscibilit\u00e0 dei dati inerenti alla vita delle persone, che \u2013 secondo i suoi sostenitori \u2013 dovrebbe essere considerata come regola generale, suscettibile soltanto di eccezioni ben delimitate disposte da norme legislative specifiche. Questa costruzione viene, cos\u00ec, utilizzata di volta in volta per affermare la non conoscibilit\u00e0 delle valutazioni dell\u2019attivit\u00e0 didattica e di ricerca dei singoli professori universitari, la non utilizzabilit\u00e0 dei dati di cui le scuole dispongono sulle carriere scolastiche degli studenti, o dei dati di cui dispongono le amministrazioni giudiziarie sull\u2019attivit\u00e0 dei singoli magistrati nell\u2019esercizio della loro funzione, e cos\u00ec via. Siamo arrivati all\u2019assurdo per cui, in nome della <em>privacy <\/em>(qui utilizzata per coprire la pigrizia degli addetti), la quasi totalit\u00e0 degli Istituti scolastici rifiuta di fornire informazioni sui diplomi, con i relativi voti di profitto, rilasciati ai propri ex-studenti!<br \/>\nCredo che il danno prodotto da questa distorsione della nozione di protezione dei dati personali per il progresso civile ed economico del nostro Paese sia molto grave. In attesa di una legge che ristabilisca l\u2019equilibrio necessario tra diritto delle persone al riserbo e libert\u00e0 di circolazione delle informazioni, e di un\u2019autorit\u00e0 per la trasparenza delle amministrazioni che si occupi di difendere questo equilibrio, \u00e8 indispensabile che incominciamo fin d\u2019ora a costruire nel settore pubblico la cultura della <em>full disclosure<\/em>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INCOMINCIAMO\u00a0\u00a0FIN D\u2019ORA AD APPLICARE I PRINCIPI E LE REGOLE DELLA FULL DISCLOSURE: VALORIZZANDO LE NORME GI\u00c0 ESISTENTI, ANTICIPANDO LA RIFORMA LEGISLATIVA CON I NOSTRI COMPORTAMENTI, CORREGGENDO LA DISTORSIONE CHE SI \u00c8 DETERMINATA NELLA CULTURA GIURIDICA DELLA PRIVACY Intervento di Pietro Ichino al convegno del 19 settembre 2012 presso la F.N.S.I , Iniziativa per l\u2019adozione di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,10],"tags":[],"class_list":["post-23202","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-22-lavoro-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23202","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23202"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23202\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}