
{"id":23254,"date":"2012-09-28T16:31:11","date_gmt":"2012-09-28T15:31:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23254"},"modified":"2012-09-28T23:08:03","modified_gmt":"2012-09-28T22:08:03","slug":"provincia-di-como-i-temi-caldi-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23254","title":{"rendered":"PROVINCIA DI COMO: I TEMI CALDI DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">MARCHIONNE NON \u00c8 UN MALFATTORE &#8211; IL MERITO FONDAMENTALE E I DIFETTI DELLA RIFORMA FORNERO &#8211; LA SFIDA TRA BERSANI E RENZI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Alberto Galimberti,\u00a0pubblicata\u00a0sul quotidiano <\/em>La Provincia di Como<em>, 28 settembre 2012<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a title=\"La Provincia di Como\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/La-Provincia.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-180\" title=\"icona-dwl8\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a> <a title=\"La Provincia di Como\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/La-Provincia.pdf\" target=\"_blank\">Scarica il testo dell&#8217;intervista (con un sottotitolo inaccettabilmente scorretto) in formato pdf<\/a><\/p>\n<p>Marchionne non \u00e8 un malfattore, la Riforma Fornero ha avuto il merito di riscrivere l\u2019art. 18 e la sfida Renzi\u2013Bersani va giocata sul terreno dell\u2019Agenda Monti. Pietro Ichino, giuslavorista e senatore Pd, intervenuto luned\u00ec 24 a Turate in un dibattito pubblico organizzato dall\u2019associazione \u201cProgettiamoTurate\u201d, conferma di essere un \u201cbattitore libero\u201d che ama andare controcorrente.<\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, iniziamo dalla Fiat. I 20 miliardi del progetto \u201cFabbrica Italia\u201d sono scomparsi, permangono esuberi e cassa integrazione, eppure Marchionne ribadisce che l\u2019azienda torinese non lascer\u00e0 l\u2019Italia. \u00c8 credibile?<\/strong><br \/>\nNel 2003 la Fiat era tecnicamente un\u2019impresa fallita. In quelle condizioni \u00e8 stata affidata a Marchionne, che ha realizzato l\u2019internazionalizzazione del gruppo attraverso la fusione con la Chrysler: un assetto che consente alla Fiat di reggere oggi una perdita, in Italia, di 700 milioni l\u2019anno. Nel 2010 Marchionne ha proposto un progressivo investimento sugli stabilimenti italiani, con la prospettiva di un totale di 20 miliardi in 10 anni. La prima <em>tranche<\/em> d\u2019investimento, pari a 1 miliardo e mezzo, era prevista su Pomigliano e Grugliasco-Bertone. Per questa prima parte, l\u2019investimento \u00e8 stato fatto. Ma non dimentichiamo che quando l\u2019Ad torinese ha presentato il piano, nel 2010, il mercato europeo delle automobili aveva gi\u00e0 perso il 15% del volume delle vendite: si sperava per\u00f2 che la recessione fosse passata e che, dopo aver toccato il fondo, sarebbe venuta presto la ripresa.<\/p>\n<p><strong>Non era meglio puntare sulla progettazione e la commercializzazione di nuovi modelli?<\/strong><br \/>\nMarchionne dice che in quella fase lanciare un nuovo modello avrebbe comportato un ulteriore miliardo d\u2019investimento, e che ora la Fiat starebbe molto peggio se avesse compiuto quella scelta. La speranza di una ripresa del mercato dell\u2019auto si \u00e8 rivelata infondata, perch\u00e9 negli ultimi due anni esso ha continuato a contrarsi in tutta Europa, con l\u2019Italia che registra i peggiori dati rispetto al resto del Continente.<\/p>\n<p><strong>La Fiom propone la nazionalizzazione della Fiat.<\/strong><br \/>\nLa nazionalizzazione della Fiat significherebbe tornare a quanto accadeva con l\u2019Alfa Romeo, quando una Giulietta veniva messa sul mercato a 5 milioni di lire, mentre ne occorrevano 10 per produrla.<\/p>\n<p><strong>Crisi nel settore automobilistico, ma pi\u00f9 in generale crisi occupazionale: perch\u00e9 si sono inceppati gli ingranaggi del mercato del lavoro italiano?<\/strong><br \/>\nMarchionne avr\u00e0 anche fatto degli errori, ma \u00e8 sbagliato considerarlo come un malfattore colpevole di averci danneggiato. Purtroppo sono molte le zavorre che appesantiscono il nostro tessuto produttivo, a cominciare dai difetti di funzionamento delle amministrazioni e delle infrastrutture, per continuare con il costo eccessivo dell\u2019energia e con un tasso innaturalmente basso di senso civico diffuso. Poi c\u2019\u00e8 il malfunzionamento del nostro mercato del lavoro: il tasso di occupazione pi\u00f9 basso e le buste paga pi\u00f9 leggere, a parit\u00e0 di altre condizioni, rispetto al resto di Europa; la grande anomalia di una forte discriminazione tra una fascia di lavoratori dipendenti supertutelati e una di precari senza diritti, quello che ho definito un vero e proprio apartheid; da ultimo, un tessuto produttivo ermeticamente chiuso agli investimenti stranieri.<\/p>\n<p><strong>Chi ne risente maggiormente sono i giovani. Secondo gli ultimi dati Istat, il 33% di coloro che hanno tra i 16 e i 24 anni \u00e8 senza lavoro.<\/strong><br \/>\nL\u2019Italia ha un tasso elevatissimo di <em>skill shortages<\/em>, cio\u00e8 soffre la mancanza di persone con le qualit\u00e0 adatte per coprire i posti di lavoro richiesti. Si calcola che in Veneto, con una popolazione di circa 5 milioni, ci siano permanentemente 45.000 posti di lavoro scoperti per mancanza di personale qualificato. Posti che aspettano lavoratori da formare per svolgere quelle professioni. Questo \u00e8 un altro grave problema: la formazione in Italia \u00e8 sempre stata concepita in funzione degli interessi dei formatori e non degli allievi. Non si rilevano mai i tassi di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi: si preferisce nascondere il sudicio sotto il tappeto.<\/p>\n<p><strong>Come valuta la riforma del lavoro varata dal ministro Fornero? <\/strong><br \/>\nLa legge Fornero ha il difetto di esser scritta male, con una tecnica legislativa che ne rende complessa la lettura. Anche per quel che riguarda i contenuti, va detto che ci sono cose che andrebbero corrette. Tuttavia, essa ha il merito di aver realizzato qualcosa che non \u00e8 eccessivo indicare come una svolta epocale. In primo luogo perch\u00e9 ha riscritto l\u2019art. 18, ci\u00f2 che non era per niente scontato si riuscisse a fare: l\u2019Italia in questo modo passa da un regime di<em> job property <\/em>a un regime molto pi\u00f9 allineato rispetto al resto di Europa. Inoltre la legge ha realizzato una riforma degli armonizzatori sociali che era attesa ormai da 18 anni e nessun governo precedente era riuscito a fare: il governo Monti ha vinto la resistenza congiunta di sindacati e Confindustria, voltando pagina rispetto all\u2019uso dissennato della cassa integrazione e introducendo un unico trattamento di disoccupazione al 70% applicabile a tutti per la durata di un anno. Infine, essa ha incominciato a intaccare il dualismo del mercato del lavoro di cui si diceva, tra gli inamovibili e i totalmente precari.<\/p>\n<p><strong>Il dibattito sulle primarie agita il centrosinistra. Chi sosterr\u00e0 Ichino: il segretario Bersani o il sindaco \u201crottamatore\u201d Renzi?<\/strong><br \/>\nIl tema delle prossime elezioni politiche \u00e8 lo stesso di quello delle primarie: siamo convinti della scommessa europea dell\u2019Italia che il governo Monti ha impostato, raggiungendo su questo terreno alcuni primi risultati di enorme importanza? Oppure vogliano imboccare un\u2019altra strada, come ha tentato di fare la Grecia dopo le prime elezioni della primavera scorsa? La mia scelta tra Renzi e Bersani avverr\u00e0 sulla base della coerenza dei loro rispettivi programmi con l\u2019Agenda Monti. Se Renzi riuscir\u00e0 a coniugare la capacit\u00e0 di parlare ai delusi della politica con una seria metabolizzazione di un programma impegnativo e per nulla demagogico come quello che ha presentato il 13 settembre scorso a Verona, potrebbe essere lui la novit\u00e0 di cui la politica ha bisogno, il Tony Blair Italiano.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">H<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MARCHIONNE NON \u00c8 UN MALFATTORE &#8211; IL MERITO FONDAMENTALE E I DIFETTI DELLA RIFORMA FORNERO &#8211; LA SFIDA TRA BERSANI E RENZI Intervista a cura di Alberto Galimberti,\u00a0pubblicata\u00a0sul quotidiano La Provincia di Como, 28 settembre 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-23254","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23254"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23254\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}