
{"id":2357,"date":"2009-03-16T16:58:43","date_gmt":"2009-03-16T15:58:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2357"},"modified":"2009-03-22T11:55:21","modified_gmt":"2009-03-22T10:55:21","slug":"il-difficile-equilibrio-fra-diritto-di-sciopero-e-diritto-alla-mobilita%e2%80%99","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2357","title":{"rendered":"IL DIFFICILE EQUILIBRIO FRA DIRITTO DI SCIOPERO E DIRITTO ALLA MOBILITA\u2019"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">&#8220;L&#8217;INTERVENTO LEGISLATIVO SULLO SCIOPERO NEL SETTORE DEI TRASPORTI NON DEVE INTACCARE IL DIRITTO COSTITUZIONALE A QUESTA FORMA DI LOTTA SINDACALE&#8221;<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento di <strong>Nino Cortorillo<\/strong>, segretario regionale della FILT-CGIL lombarda &#8211; 11 marzo 2009. Segue una mia breve replica<\/em><\/p>\n<p>Il disegno di legge presentato dal Governo sul diritto di sciopero, o come scritto \u201csulla prevenzione dei conflitti\u201d, se si tramuter\u00e0 in legge, modificher\u00e0 radicalmente l\u2019attuale impianto derivato dalla 146\/90 e dalla 83\/2000.<\/p>\n<p><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0 La premessa del Governo, nonch\u00e9 altre proposte di legge che si sono susseguite negli ultimi anni, parte da valutazioni negative sul numero complessivo dei conflitti &#8211;\u00a0anche quelli legittimamente indetti-,\u00a0sulla loro cadenza, sulla loro sovrapposizione, a volte sulla natura spontanea e priva di comunicazione anticipata all\u2019utenza, sull\u2019alto numero di soggetti sindacali titolati alla proclamazione di uno sciopero, e sulla inefficacia delle sanzioni, spesso coincidente con il settore dei trasporti e della mobilit\u00e0 delle persone.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 La recente relazione della Commissione di Garanzia ha fornito dati complessivi degli scioperi indetti, senza una lettura dei dati disaggregati. Mancano\u00a0i soggetti che indicono gli scioperi, la distribuzione nazionale, regionale e aziendale, le ragioni e l\u2019esito del conflitto. Da una nostra analisi degli scioperi indetti tra marzo ed aprile, per un periodo di circa 30 giorni, abbiamo\u00a0riscontrato che nei settori ferroviario, aereo e trasporto pubblico locale, sono stati indetti 60 scioperi, nazionali e locali, di cui 17 da parte di soli sindacati confederali, 29 soli sindacati autonomi, 14 confederali ed autonomi. Foa e Di Vittorio, cos\u00ec come Lama, che era fortemente convinto di una legge, sono i nostri riferimenti ed \u00e8 evidente che il diritto di sciopero ed il diritto alla mobilit\u00e0, vissuto come un diritto individuale della persona, hanno contenuti e conseguenze oggi ben diverse rispetto al passato. E sbaglieremmo a non tenere conto di bisogni ed esigenze delle persone e della societ\u00e0 cos\u00ec tanto cambiati. L\u2019equilibrio tra due diritti costituzionalmente garantiti, ancorch\u00e9 demandati a norme applicative, deve trovare per\u00f2 principi e procedure coerenti. Quale sia questo equilibrio sta non solo al legislatore, ma ad una complessa, e per\u00f2 indispensabile valutazione, non solo del conflitto, ma\u00a0 delle relazioni nel quale esso si esprime, che attiene anche ad imprese, organizzazioni sindacali, associazioni degli utenti, ed opinione pubblica. L\u2019insieme delle norme proposte punta invece, come fine, a ridurre il numero degli scioperi, se non ad impedirli, sia attraverso la riduzione dei soggetti titolati all\u2019indizione, sia per mezzo di complicate procedure da mettere in atto.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Lo sciopero diventa quindi un disvalore e di fronte all\u2019incapacit\u00e0 del sistema di renderlo sopportabile, il legislatore ritiene di interviene alla radice del problema. Lo sciopero diviene un problema puramente quantitativo, che si affronta attraverso un insieme di disposizioni, regole e procedure volte a ridurne unicamente il numero e l\u2019impatto. Molti dei contributi e delle opinioni lette in questi giorni disegnano un quadro, sia nei comportamenti sindacali di tutti i sindacati, che delle imprese,\u00a0ed ipotetici modelli di relazioni sindacali, che non trovano riscontro nella realt\u00e0. Nel 2003 il famoso sciopero di Atm, ancorch\u00e9 improvviso e certamente sbagliato, veniva dopo ben 13 scioperi, inutilmente fatti in 24 mesi, per il rinnovo del Contratto Nazionale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno ha memoria di una lotta cos\u00ec lunga ed inascoltata in qualunque settore privato? Il sindacato sbaglierebbe a non assumersi responsabilit\u00e0 di un sistema che complessivamente ha portato a comportamenti e degenerazioni nell\u2019utilizzo del conflitto. Analoga responsabilit\u00e0 dovrebbe essere assunta dalle imprese e da un ceto manageriale spesso (penso a tante aziende pubbliche o che forniscono servizi pubblici) assolutamente inadeguato e insensibile al tema dei diritti degli utenti. Salvo scoprirli in occasione degli scioperi. Cos\u00ec come le istituzioni, sia locali che nazionali, dovrebbero avere un ruolo pi\u00f9 attivo nella gestione e prevenzione dei conflitti, non limitandosi a quello burocratico o autoritario. Non mi convince invece l\u2019unificazione del ruolo dell\u2019attuale Commissione di Garanzia con la nuova \u201cCommissione per le relazioni di lavoro\u201d poich\u00e9 il mediatore della trattativa diventerebbe il garante della legge sugli scioperi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Giungendo al rischio di esser chiamato a giudicare i propri atti e comportamenti in una vertenza specifica o ad assumere decisioni funzionali ai due ruoli, la mia esperienza di molti anni nel sindacato dei trasporti mi ha portato a maturare alcune convinzioni che provo quindi a riassumere. Se in un settore, e quindi per i sindacati ed i lavoratori coinvolti, si trova una specifica regolazione e limitazione dell\u2019esercizio del diritto di sciopero, cosa che ritengo assolutamente corretta, si dovrebbe anche riscrivere l\u2019applicazione dell\u2019insieme delle norme che attengono alla rappresentanza, ai diritti di relazione, informazione, e partecipazione. Se quindi il legislatore ritiene che nei trasporti il conflitto dovrebbe essere regolato diversamente dagli altri settori, allora a quei sindacati e lavoratori vanno fornite garanzie, tutele e opportunit\u00e0, attraverso una disciplina specifica. Faccio un esempio. Se la procedura di licenziamento collettivo ( L. 223\/93) o di cessione d\u2019attivit\u00e0 ( L. 428\/90) ha tempi utili ad una valutazione congiunta e permette al sindacato di usare anche lo sciopero per condizionare l\u2019impresa in un qualunque settore privato, nel settore dei trasporti lo sciopero arriverebbe a valle della procedura. Quindi a licenziamenti o trasferimenti effettuati.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 In che modo impedire che l\u2019impresa utilizzi le norme sul diritto di sciopero per disequilibrare i rapporti con il sindacato? Non sarebbe quindi opportuno determinare differenti tempi e modalit\u00e0 nelle procedure di legge? Si tratta inoltre di disciplinare l\u2019effettivit\u00e0 dei rinnovi dei Ccnl, dei contratti aziendali, e di altre rilevanti vertenze, anche assegnando un diverso ruolo arbitrale a soggetti istituzionali non coinvolti nella vertenza. Nulla si aggiunge, poi, sulla necessit\u00e0 di un nuovo sistema di relazioni sindacali, nel quale ai soggetti siano assegnate maggiori responsabilit\u00e0, luoghi permanenti di confronto, e magari al sindacato la possibilit\u00e0 di esprimere per intero, anche sulle decisioni strategiche, la propria opinione. Nessun settore, come quello dei trasporti, ha una presenza cos\u00ec diffusa ed articolata di sindacati: confederali, autonomi, di base, di mestiere, ed aziendali, spesso privi di rappresentanza o portatori di interessi particolari.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Condivido da tempo la necessit\u00e0 di misurare e rendere effettiva la rappresentanza e semplificare i soggetti dotati di potere contrattuale, attribuendo a valle anche la titolarit\u00e0 dell\u2019esercizio del diritto di sciopero. Analogamente ai contenuti della legge sulla rappresentanza del pubblico impiego, si dovrebbe consegnare ai lavoratori di un\u2019impresa e\/o di un settore, la libera scelta di quali sindacati sono rappresentativi. Andrebbero individuati e misurati tre criteri di rappresentativit\u00e0 attraverso: l\u2019iscrizione ad un sindacato, il voto dei lavoratori, la contrattazione nazionale o aziendale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Cos\u00ec come prevede la legge 300, si dovrebbe distinguere tra la libera associazione e il riconoscimento di specifici diritti e prerogative ai soggetti che dimostrano una reale rappresentativit\u00e0. Una rappresentativit\u00e0 forte e certificata ed un superamento dell\u2019attuale frammentazione, ai fini dell\u2019indizione dello sciopero, non pu\u00f2 per\u00f2 avvenire in forma surrettizia come si ricava dalle attuali proposte di legge. Immaginare infatti di inserire procedure di referendum preventivo sullo sciopero, in realt\u00e0 nelle quali nemmeno si vota per le Rsu o sulla validazione degli accordi, suona oggettivamente strumentale. Questi tempi infatti consentirebbero al datore di lavoro di mettere in atto in assoluta autonomia e senza alcun ostacolo qualunque decisione.<br \/>\nCos\u00ec come la pre-adesione individuale, da effettuarsi ben prima dello sciopero non esclude pressioni e condizionamenti, fra l\u2019altro gi\u00e0 oggi presenti in molte realt\u00e0, pensiamo solo ai lavoratori precari e pi\u00f9 giovani. Lo sciopero virtuale, penso all\u2019esperienza dei controllori al volo non ha prodotto gli obiettivi che vengono citati, quasi fosse una medicina miracolosa. Hanno, almeno ad oggi, aggiunto un livello di raffreddamento nelle vertenze prima dell\u2019effettuazione dello sciopero. Altro caso sarebbe la tutela del cittadino e dell\u2019utente, salvaguardato dall\u2019effetto dello sciopero, ma che potrebbe e dovrebbe comportare un reale ed effettivo danno per l\u2019impresa. Mentre per\u00f2 la proposta di legge individua &#8211; da subito &#8211; le sanzioni per i lavoratori ed i sindacati, non definisce nuove responsabilit\u00e0 e sanzioni a carico delle imprese. E questo non appare casuale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0 Da ultimo. Nella mia esperienza reale la Filt, con la\u00a0Cgil, \u00e8 il sindacato che maggiormente si \u00e8 fatto carico dell\u2019equilibrio dei diritti di lavoratori e cittadini. Deriva dalla sua storia,\u00a0ed ancora oggi da una concezione di sindacato generale che tenta di coniugare principi di coesione sociale e di tutela di diritti specifici. I diritti non sono mai assoluti. Vanno difesi, ma anche gestiti con ponderazione. Lo sciopero non \u00e8 l\u2019unico strumento di tutela dei lavoratori, lascio questa idea ad altri sindacati. Ma un sindacato confederale che non sapesse tenere insieme rappresentanza, contrattazione e titolarit\u00e0 del diritto di sciopero, perderebbe in poco tempo questo suo ruolo o lo vedrebbe trasformato profondamente in altro. Non \u00e8 detto che sarebbe pi\u00f9 avanzato e moderno di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Nino Cortorillo<br \/>\nSegretario Generale FILT Lombardia<br \/>\nMail: <a href=\"mailto:Nino.Cortorillo@cgil.lombardia.it\">Nino.Cortorillo@cgil.lombardia.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Concordo con molte delle cose che scrive Nino Cortorillo. Ma mi sembra che da\u00a0tutto il dibattito in corso sullo sciopero nel settore dei trasporti pubblici non emerga la consapevolezza della degenerazione gravissima verificatasi nell&#8217;ultimo quarto di secolo nel sistema di relazioni sindacali in questo settore. La media di pi\u00f9 di uno sciopero al mese in ciascuno dei comparti, con scioperi regolarmente proclamati anche la settimana dopo la firma del contratto collettivo, con le confederazioni sindacali maggiori sistematicamente messe nell&#8217;angolo dai sindacati autonomi e\u00a0talora &#8211; come nel caso Alitalia &#8211;\u00a0anche questi ultimi messi nell&#8217;angolo da comitati estemporanei, tutto questo impone un intervento legislativo che aiuti il sistema a ritrovare se stesso. Non possiamo, poi, non confrontare la nostra disciplina della materia con quella degli altri maggiori Paesi europei, tutti &#8211; tranne quello francese &#8211; caratterizzati da una regola maggioritaria. Mi interesserebbe conoscere il pensiero di Nino Cortorillo anche sul <a title=\"Ddl sullo sciopero nei trasporti - 25.2.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=758\" target=\"_blank\">disegno di legge che ho presentato, insieme a numerosi altri senatori del PD, PR e UDC, il 25 febbraio scorso<\/a>.\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L&#8217;INTERVENTO LEGISLATIVO SULLO SCIOPERO NEL SETTORE DEI TRASPORTI NON DEVE INTACCARE IL DIRITTO COSTITUZIONALE A QUESTA FORMA DI LOTTA SINDACALE&#8221; Intervento di Nino Cortorillo, segretario regionale della FILT-CGIL lombarda &#8211; 11 marzo 2009. 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