
{"id":23793,"date":"2012-11-02T16:17:10","date_gmt":"2012-11-02T15:17:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23793"},"modified":"2012-11-04T23:28:31","modified_gmt":"2012-11-04T22:28:31","slug":"due-sinistre-divergenti-tra-equita-e-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23793","title":{"rendered":"DUE SINISTRE (DIVERGENTI) TRA EQUIT\u00c0 E LIBERT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DALLA DIVERSA ACCOGLIENZA AL RECENTE SAGGIO DI DUE ECONOMISTI RISALTANO LE DUE ANIME DELLA CULTURA DEI PROGRESSISTI ITALIANI: DIVERGENTI\u00a0SOPRATTUTTO, MA NON SOLO, SUI GRANDI\u00a0TEMI DEL LAVORO, DELLA QUESTIONE MERIDIONALE E DELLA SCUOLA<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale di <strong>Giuseppe Bedeschi <\/strong>sul <\/em>Corriere della Sera<em> del 30 ottobre 2012 &#8211; Il libro, straordinariamente interessante,\u00a0a cui questo articolo si riferisce \u00e8 di <strong>Pietro Reichlin e Aldo Rustichini, <\/strong><\/em><strong>Pensare la sinistra. Tra equit\u00e0 e libert\u00e0<\/strong><em><strong>, Laterza, 2012, pp. 280, \u20ac 18 <\/strong>(a un corposo saggio dei due autori, che occupa la prima met\u00e0 del libro, seguono\u00a033 brevi\u00a0interventi di intellettuali di sinistra, da Marco Revelli a Michele Salvati, Da Laura Pennacchi a Claudia Mancina, da Stefano Fassina a Franco Debenedetti, da\u00a0Silvana Sciarra a\u00a0Salvatore Biasco, e le conclusioni degli stessi autori)<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La grave crisi che ha investito gli Stati Uniti e l&#8217;Europa ha sollecitato gli economisti a riflettere sui meccanismi dello sviluppo economico quale si \u00e8 realizzato negli ultimi decenni, a rivedere convincimenti che sembravano ormai assodati, a rimettere in discussione teoremi che apparivano acquisiti una volta per tutte. Questo ripensamento ha luogo sia nello schieramento di centrosinistra che in quello di centrodestra. Ma direi che a sinistra la ricerca e il dibattito mostrano un impegno e una intensit\u00e0 maggiori. Una interessantissima testimonianza di ci\u00f2 \u00e8 il saggio di due economisti, Pietro Reichlin e Aldo Rustichini, <em>Pensare la sinistra. Tra equit\u00e0 e libert\u00e0 <\/em>(ed. Laterza), che essi hanno sottoposto a un buon numero di personalit\u00e0 (economisti, sociologi, giuristi, politologi). Secondo un pensiero molto diffuso a sinistra, essi dicono, la crisi che l&#8217;Italia e altri Paesi attraversano \u00e8 il risultato della speculazione, della globalizzazione finanziaria e di un mercato libero da ogni vincolo. Essendo queste le cause, i rimedi sarebbero la crescita della spesa pubblica e una maggiore presenza dello Stato nell&#8217;economia. Ma, dicono gli autori, nel caso dell&#8217;Italia gridare contro la speculazione e la finanza globale significa schivare questioni reali e parlare d&#8217;altro. \u00abI nostri problemi non nascono con la crisi del 2008, ma sono stati prodotti in un arco di tempo molto pi\u00f9 ampio. Un trentennio in cui le scelte pubbliche hanno sacrificato la crescita economica e l&#8217;equit\u00e0 intergenerazionale, provocato una lievitazione incontrastata della pressione fiscale e prodotto una crisi del patto sociale\u00bb. Ci piacerebbe, incalzano gli autori, che la sinistra riconoscesse queste premesse e tornasse a discutere come migliorare le politiche e le istituzioni pubbliche, in nome della giustizia sociale s\u00ec, ma anche dell&#8217;efficienza. Ma per fare ci\u00f2 la sinistra dovrebbe assumere \u00abun volto moderno che, noi crediamo, non \u00e8 ancora riuscita ad avere\u00bb; dovrebbe \u00abtrovare il modo di parlare alle nuove generazioni e all&#8217;insieme della societ\u00e0 presentandosi come agente di cambiamento e non di conservazione\u00bb. In particolare, la sinistra dovrebbe affrontare di petto alcuni nodi di grande rilevanza. C&#8217;\u00e8 in primo luogo l&#8217;enorme problema del lavoro. Qui bisogna cercare di eliminare il dualismo del nostro mercato del lavoro e fare in modo che i giovani (oltre che le donne e gli immigrati) abbiano un trattamento migliore, cio\u00e8 salari pi\u00f9 elevati e pi\u00f9 contratti a tempo indeterminato. Ma questo risultato pu\u00f2 essere ottenuto solo riducendo i costi di licenziamento e allineando i salari alla produttivit\u00e0. La recente riforma del mercato del lavoro in tema di licenziamenti, varata dal governo Monti, \u00e8 solo un primo tentativo in questa direzione. Ma \u00e8 evidente, dicono gli autori, che bisogna fare di pi\u00f9 (e rinviano al <a title=\"D.d.l. nn. 1872 e 1873, presentati l'11-11-2009 \" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\">disegno di legge del senatore Ichino<\/a>).<br \/>\nUn altro fronte sul quale la sinistra dovrebbe realizzare un ripensamento radicale \u00e8 quello del nostro Mezzogiorno. \u00abHa senso, ad esempio, che le organizzazioni sindacali nazionali si sforzino di imporre condizioni contrattuali uniformi su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalle condizioni economiche regionali, come la produttivit\u00e0, le infrastrutture e il costo della vita?\u00bb No, non ha senso. Del resto la contrattazione collettiva nazionale ha perso terreno rispetto alla contrattazione a livello aziendale quasi ovunque, anche nei Paesi a tradizione socialdemocratica, come la Germania e la Svezia.<br \/>\nUn altro grande problema da ripensare \u00e8 quello dell&#8217;istruzione. Si sente spesso affermare che l&#8217;istruzione deve essere gratuita per consentire anche ai figli dei poveri di andare a scuola o all&#8217;Universit\u00e0. Ma l&#8217;obiettivo dell&#8217;equit\u00e0 pu\u00f2 essere raggiunto in tanti modi diversi, e, probabilmente, lo strumento della scuola gratuita per tutti non \u00e8 quello pi\u00f9 efficace. Nel caso della nostra istruzione universitaria, con tasse uguali per tutti facciamo un grande regalo alle famiglie benestanti, e mettiamo in difficolt\u00e0 le famiglie povere (fino a escluderle completamente dall&#8217;educazione terziaria). Sarebbe molto pi\u00f9 equo aumentare il costo d&#8217;iscrizione all&#8217;Universit\u00e0 e, nello stesso tempo, creare un ampio sistema di borse di studio, di \u00abprestiti d&#8217;onore\u00bb ecc. per gli studenti economicamente svantaggiati.<br \/>\nQueste alcune delle argomentazioni di Reichlin e Rustichini. Come hanno reagito i loro interlocutori? Alcuni con vivo interesse (Michele Salvati, Claudia Mancina ecc.), altri assai negativamente. Cos\u00ec Salvatore Biasco dichiara che la discussione avviata dai due economisti, \u00e8 \u00abdel tutto estranea alla sinistra\u00bb; Stefano Fassina rifiuta con forza l&#8217;idea che l&#8217;unica ideologia possibile per una sinistra dinamica e innovativa sia quella liberista; Piero Bevilacqua afferma che la critica di Reichlin e Rustichini alla sinistra \u00ab\u00e8 un distillato ideologico del neoliberismo\u00bb, e come tale da respingere fermamente. Anche in questo confronto appare evidente che nella cultura della sinistra ci sono (nettamente distinte, anzi contrapposte) due anime<span style=\"color: #000000;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8230;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DALLA DIVERSA ACCOGLIENZA AL RECENTE SAGGIO DI DUE ECONOMISTI RISALTANO LE DUE ANIME DELLA CULTURA DEI PROGRESSISTI ITALIANI: DIVERGENTI\u00a0SOPRATTUTTO, MA NON SOLO, SUI GRANDI\u00a0TEMI DEL LAVORO, DELLA QUESTIONE MERIDIONALE E DELLA SCUOLA Editoriale di Giuseppe Bedeschi sul Corriere della Sera del 30 ottobre 2012 &#8211; Il libro, straordinariamente interessante,\u00a0a cui questo articolo si riferisce \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-23793","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23793","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23793"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23793\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}