
{"id":23942,"date":"2012-11-10T12:41:37","date_gmt":"2012-11-10T11:41:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23942"},"modified":"2012-11-11T23:30:21","modified_gmt":"2012-11-11T22:30:21","slug":"che-cosa-e-di-destra-e-che-cosa-e-di-sinistra-ancora-sul-ruolo-del-politico-di-complemento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23942","title":{"rendered":"CHE COSA \u00c8 &#8220;DI DESTRA&#8221; E CHE COSA \u00c8 &#8220;DI SINISTRA&#8221; (ancora sul ruolo del &#8220;politico di complemento&#8221;)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN LETTORE MANIFESTA IL PROPRIO SCONCERTO PER IL FATTO CHE IO ASSUMA TALVOLTA POSIZIONI CHE APPAIONO \u201cDI DESTRA\u201d \u2013 RISPONDO RICORDANDOGLI LA FUNZIONE PECULIARE (E MOLTO SCOMODA) CHE COMPETE ALLO STUDIOSO PRESTATO ALLA POLITICA<\/span><\/p>\n<p><em>Messaggio pervenuto il 6 novembre 2012 \u2013 <strong>Segue la mia risposta<\/strong>, che deve intendersi riferita anche ad alcuni altri messaggi di dissenso dalla mia <a title=\"Intervista al Secolo XIX - 2.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23825\" target=\"_blank\">intervista al <\/a><\/em><a title=\"Intervista al Secolo XIX - 2.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23825\" target=\"_blank\">Secolo XIX<\/a><em> sugli ultimi sviluppi della vicenda Fiat\u00a0\u2013 In argomento v. anche la mia intervista a Ivan Scalfarotto <\/em><a title=\"Il rischio \u00e8 il nostro mestiere\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22933\" target=\"_blank\">Il rischio \u00e8 il nostro mestiere<\/a><\/p>\n<p><!--more-->Chiar.mo Prof. Ichino,<br \/>\nda avvocato giuslavorista ed elettore democratico da tempo sono attento alle sue idee ed alle sue iniziative. La sua <a title=\"Segnalazione del libro &quot;Pensare la sinistra&quot;\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23793\" target=\"_blank\">segnalazione del libro <em>Pensare la sinistra<\/em><\/a> (che purtroppo non ho ancora letto) rimanda ad una questione veramente sensibile, che mi sta molto a cuore; e credo di non sbagliare se penso che allo stesso modo stia nel cuore di molti riformisti.<br \/>\nSecondo la strategia di comunicazione di certa sinistra \u201cconservatrice\u201d, i riformisti (mi scuso se per sintetizzare banalizzo gli attributi) sono bollati con sdegno come liberisti, normali neo o iper. Nessuno mi convincer\u00e0 che non sono di sinistra, per quanto sento forte il bisogno di giustizia, di uguaglianza, di libert\u00e0. E nessuno mi convincer\u00e0 che non lo siano persone come lei , e tanti altri \u201criformisti\u201d. Ma l\u2019altra sinistra non accetta la discussione sui mezzi e non si accorge (voglio essere buono) che i vecchi mezzi conducono a risultati differenti, ed a volte diametralmente opposti a quelli che si dichiara di voler perseguire. Tale parte politica vuole che la gente non ci distingua da chi ha scelto (legittimamente, sia chiaro!) di privilegiare la ragioni della produzione per cultura o ideologia.<br \/>\nReputo importante quindi mostrare con forza che siamo sempre \u201cda questo lato\u201d, perch\u00e9 si abbia il sostegno ed il consenso di chi vogliamo tutelare.<br \/>\nE vengo al dunque. Da un po\u2019 di tempo, le sue posizioni appaiono sempre pi\u00f9 ripiegate sulle ragioni delle aziende. Non faccio fatica ad ammettere che si tratti di una distorsione mediatica, ma per un politico anche l\u2019immagine \u00e8 sostanza, poich\u00e9 incide sul consenso dei cittadini.<br \/>\nDa ultimo, sulla questione Fiat, con approccio tecnico, lei ha criticato le sentenze sulla discriminazione ai danni di lavoratori iscritti alla Fiom [<a title=\"Intervista al Secolo XIX - 2.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23825\" target=\"_blank\">intervista al <\/a><em><a title=\"Intervista al Secolo XIX - 2.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23825\" target=\"_blank\">Secolo XIX<\/a><\/em> &#8211; <em>n.d.r.<\/em>], nella parte in cui \u00e8 stata disposta la reintegrazione in luogo del risarcimento. Per contro non ho sentito \u2013 e forse \u00e8 stata una mia carenza \u2013 una sua condanna forte per una operazione che le sentenze in questione hanno rivelato essere palesemente discriminatoria, vergognosa incivile. Discriminare sulla base delle idee politiche, dare lavoro a chi ha una tessera sindacale e non ne ha un\u2019altra, \u00e8 quanto di pi\u00f9 vicino al fascismo si sia visto in questi ultimi tempi.<br \/>\nEd \u00e8 un peccato, perch\u00e9 l\u2019AD di Fiat aveva iniziato un meritorio processo di svecchiamento delle relazioni industriali.<br \/>\nLe posso assicurare che tra i cittadini, tra i simpatizzanti del centro sinistra riformista, la discriminazione di Fabbrica Italia \u00e8 stata esecrata senza attenuanti. Soprattutto, sono rimasti spiazzati tutti quelli che avevano fino a quel momento sempre difeso la Fiat, durante la tempesta degli accordi che hanno segnato la rottura con la Fiom.<br \/>\nImmagino, e lo comprendo, che lei senta forte anche il dovere della coerenza con le sue ragioni dottrinarie e le sue iniziative istituzionali. Ma le pongo una domanda: Non pensa che se la sensibilit\u00e0 dei cittadini la colloca a destra, la sua azione politica risulter\u00e0 molto meno efficace?<br \/>\nCon immensa stima<br \/>\nG. G.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">CHE COSA E&#8217; &#8220;DI DESTRA&#8221;\u00a0E\u00a0CHE COSA\u00a0\u00c8 &#8220;DI SINISTRA&#8221; (ancora sul ruolo del politico di complemento)<br \/>\n<\/span><\/strong><strong>1. <em>La storica difficolt\u00e0 della sinistra di distinguere la destra dalla sinistra<\/em> &#8211; <\/strong>Prima di questa sedicesima legislatura, sono stato deputato nel corso dell\u2019ottava (1979-83), nel Gruppo comunista. Se allora avessi rispettato il divieto di sostenere cose che l\u2019opinione dominante della mia parte politica considerava \u201cdi destra\u201d, avrei dovuto astenermi dal sostenere la necessit\u00e0 del\u00a0riconoscimento del lavoro a tempo parziale; e, ancor pi\u00f9, astenermi dal sostenere l\u2019abolizione del monopolio statale dei servizi di collocamento nel mercato del lavoro e della regola dell\u2019avviamento al lavoro \u201csu richiesta numerica\u201d in base a graduatoria. Ricordo che proprio a causa delle mie tesi in materia di collocamento pubblico Emilio Pugno, autorevole capo-operaio della Fiat e in quella legislatura vice-presidente della Commissione Industria della Camera, mi diceva (bonariamente, ma con piena convinzione): \u201ctu sei l\u2019ala destra; ma non del movimento operaio: della borghesia\u201d. Fu cos\u00ec che nel 1984 il Pci vot\u00f2 contro il riconoscimento del <em>part-time<\/em>, fonte di \u201cghettizzazione\u201d delle donne; e per tutto il decennio successivo Pci e poi Pds continuarono pervicacemente a difendere il monopolio statale del collocamento, baluardo a difesa della dignit\u00e0 e libert\u00e0 dei lavoratori contro le discriminazioni. Per\u00f2 \u2013 ironia della sorte \u2013 ad abolire quel monopolio fu nel 1997 una maggioranza di centrosinistra, di cui faceva parte anche Rifondazione comunista. E oggi neppure\u00a0 Bertinotti o Vendola propongono di tornare indietro, n\u00e9 rispetto alla liberalizzazione dei servizi nel mercato del lavoro, n\u00e9 rispetto al riconoscimento del <em>part-time<\/em>. \u00c8 andata cos\u00ec anche per la regola dell\u2019inderogabilit\u00e0 assoluta del contratto collettivo nazionale, per anni considerata da sinistra sacra e intangibile, poi travolta dall\u2019accordo interconfederale del giugno 2011, firmato anche dalla Cgil; e sta andando cos\u00ec per l\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: fra cinque o dieci anni anche questo sar\u00e0 considerato da tutti a sinistra un ferro vecchio irrecuperabile.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> Questi sono soltanto alcuni esempi scelti nel campo di mia competenza; ma potrei proporne molti altri: basti pensare che negli anni \u201970 erano considerati dal Pci \u2013 cio\u00e8 da un italiano su tre \u2013 \u201cdi destra\u201d anche il processo di integrazione europea e la televisione a colori.<\/p>\n<p><strong>2. <em>Il ruolo insostituibile del politico di complemento capace di andare controcorrente &#8211;<\/em><\/strong> Tutto sbagliato, dunque, in quella vecchia sinistra? No: c\u2019era anche molto di buono. Ma quella sinistra aveva bisogno pure di qualcuno che, al suo interno, preparasse il terreno per gli sviluppi futuri. Spero di non peccare di presunzione ipotizzando che le mie battaglie degli anni \u201970, \u201980 e \u201990 abbiano avuto qualche peso nel rendere possibile la svolta compiuta dalla sinistra\u00a0 italiana, in materia di politica del lavoro, con le leggi Treu del 1997; ma quanti improperi, quante accuse di \u201cessere di destra\u201d mi sono sorbito per condurre quelle battaglie!<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> A un partito che non voglia fare soltanto il piccolo cabotaggio ma voglia allargare gli orizzonti della propria strategia, cogliendo in anticipo i segni dei tempi, non pu\u00f2 bastare la &#8211; pur indispensabile &#8211; competenza del politico di professione, la sua capacit\u00e0 di coltivare e raccogliere il consenso entro la prima scadenza elettorale. Quel partito ha bisogno anche di studiosi, opinionisti, intellettuali, capaci di svolgere, come \u201cpolitici di complemento\u201d, il compito difficile e ingrato di dire le cose vere ma impopolari e scomode per l&#8217;apparato, di segnalare quanto accade nei Paesi pi\u00f9 avanzati anche quando ne deriva una sollecitazione ad abbandonare inerzie domestiche e luoghi comuni radicati, di indicare ci\u00f2 che prevedibilmente accadr\u00e0 dopo le scadenze elettorali pi\u00f9 vicine anche se si concilia male con le logiche politiche contingenti; insomma, di esporre il frutto delle proprie ricerche e studi anche quando questo comporta l\u2019andare\u00a0controcorrente. In un sistema democratico sono indispensabili i professionisti del consenso utile subito; sono per\u00f2 indispensabili anche i politici meno applauditi oggi, ma\u00a0dedicati a costruire un ponte tra il consenso di oggi e quello di domani.<\/p>\n<p><strong>3. <em>La vicenda della Fiat vista dal 2020<\/em> &#8211; <\/strong>Per tornare al tema di questa lettera, credo che tra qualche anno apparir\u00e0 evidente a tutti \u2013 anche all\u2019intero Pd \u2013 la follia di un Paese\u00a0allo stremo, affamato di investimenti e di possibilit\u00e0 di lavoro, che fa la guerra contro\u00a0il lancio di uno stabilimento-gioiello come quello di Pomigliano &#8211; che viene premiato dall&#8217;UE come <em>best place to work <\/em>in Europa, e fa registrare l&#8217;indice massimo di sicurezza, igiene e protezione dallo stress da lavoro &#8211; e contro\u00a0la prospettiva che la stessa esperienza si ripeta altrove. Motivo dello scontro? Tre deroghe (molto marginali, peraltro) al contratto collettivo nazionale di settore.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> Sbaglier\u00f2, ma nel 2020 apparir\u00e0 evidente che le scorrettezze commesse dalla Fiat a Pomigliano contro la\u00a0 Fiom\u00a0sono state precedute da altre scorrettezze di gravit\u00e0 almeno pari commesse dalla Fiom ai danni della stessa Fiat, della maggioranza dei lavoratori dello stabilimento e dei loro sindacati; che la discriminazione nelle assunzioni\u00a0\u00e8 stata preceduta da un attacco frontale contro il piano industriale di Marchionne denunciato fin dall\u2019inizio come \u201cillegittimo\u201d o addirittura come costituente un \u201cattentato alla Costituzione\u201d (denunce respinte da tutte le sentenze che si sono registrate sul punto): cosa ben diversa, questa,\u00a0dal dissentire sull&#8217;opportunit\u00e0 di firmare l&#8217;accordo aziendale, rispettando per\u00f2 la volont\u00e0\u00a0espressa dalla maggioranza dei lavoratori.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> Per questo, pur criticando la discriminazione perpetrata dalla Fiat ai danni della Fiom a Pomigliano, sento il dovere di tenere la mia critica distinta da quella di chi non ha speso e continua a non spendere una sola parola sulle responsabilit\u00e0 gravi della Fiom in quella vicenda.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> Poi mi chiedo: \u00e8 mai possibile che Sergio Marchionne sia nello stesso tempo \u201cdi destra\u201d in Italia e \u201cdi sinistra\u201d negli Stati Uniti, dove \u00e8 amatissimo non solo dai sindacati e dai lavoratori dell\u2019automobile, ma anche da\u00a0Barack Obama (della cui campagna elettorale nel decisivo Ohio ha costituito un volto e un argomento di primo piano)?<\/p>\n<p><strong>4.\u00a0<em>La questione del provvedimento giudiziale &#8211;<\/em> <\/strong>Veniamo infine alla questione strettamente tecnico-giuridica da cui questa discussione \u00e8 nata. Oggi in Italia siamo ancora abituati a considerare la reintegrazione dei lavoratori o la costituzione coattiva del rapporto di lavoro come provvedimento tendenzialmente \u201cdi sinistra\u201d, mentre la sanzione del risarcimento del danno, la \u201cmonetizzazione\u201d, sarebbe tendenzialmente \u201cdi destra\u201d. Cos\u00ec, nel caso specifico, preferiamo chiudere gli occhi sul fatto che <em>a)<\/em> qui la costituzione coattiva del rapporto di lavoro non avrebbe potuto comunque essere disposta per tutti i 300 lavoratori discriminati, ma soltanto per met\u00e0 di essi (e l\u2019altra met\u00e0? si arrangi!), mentre il risarcimento del danno per perdita di <em>chance<\/em> di lavoro avrebbe potuto essere riconosciuto a tutti gli interessati; e sarebbe stata per l\u2019impresa una perdita patrimoniale, pagata principalmente dagli azionisti; <em>b)<\/em> viceversa, la sentenza non pu\u00f2 imporre all\u2019imprenditore di mantenere durevolmente un organico sovradimensionato rispetto alle esigenze aziendali effettive; imporre la costituzione di un posto di lavoro aggiuntivo stabile significa dunque prima o poi metterne a repentaglio un altro.<\/p>\n<p><strong>5. <em>Non \u00e8 &#8220;di destra&#8221;\u00a0valutare i costi delle tutele e chiedersi chi li paga &#8211;<\/em> <\/strong>A ben vedere, l\u2019apertura della procedura di riduzione del personale da parte della Fiat evidenzia un rischio, e quindi un costo, che deriverebbe comunque per tutti i lavoratori dal provvedimento del giudice, anche nel caso in cui la procedura non fosse stata attivata o il licenziamento collettivo non venisse attuato: i posti di lavoro in un&#8217;azienda con organico sovradimensionato, operante in un settore fortemente concorrenziale, sono tutti a rischio. Questo \u2013 il costo delle misure protettive e chi effettivamente lo sopporta \u2013 \u00e8 il dato su cui noi, a sinistra, quando discutiamo di diritto del lavoro tendiamo a chiudere indebitamente gli occhi. \u00c8 evidente che qualsiasi sanzione contro un comportamento discriminatorio in qualche misura grava sul conto economico dell&#8217;impresa che viene puntia; ma l&#8217;analisi economica del diritto consente di individuare le sanzioni pi\u00f9 efficaci e produttive di minori effetti indesiderati.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">. <\/span> I giuslavoristi ortodossi italiani \u2013 non per caso \u2013 \u00a0considerano \u201cdi destra\u201d l\u2019analisi economica del diritto del lavoro (quella che gli anglosassoni chiamano <em>labor law and economics<\/em>); e quindi oggi la snobbano, quando addirittura non la demonizzano. Scommettiamo che fra dieci anni, in ritardo di venti rispetto ai loro colleghi d\u2019oltremanica e di trenta rispetto a quelli di oltreatlantico, anche i giuslavoristi italiani si accorgeranno che l&#8217;analisi economica del diritto del lavoro \u00e8 uno strumento indispensabile per correggere in modo migliore le distorsioni del mercato del lavoro?\u00a0 \u00a0<em>(p. i.)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN LETTORE MANIFESTA IL PROPRIO SCONCERTO PER IL FATTO CHE IO ASSUMA TALVOLTA POSIZIONI CHE APPAIONO \u201cDI DESTRA\u201d \u2013 RISPONDO RICORDANDOGLI LA FUNZIONE PECULIARE (E MOLTO SCOMODA) CHE COMPETE ALLO STUDIOSO PRESTATO ALLA POLITICA Messaggio pervenuto il 6 novembre 2012 \u2013 Segue la mia risposta, che deve intendersi riferita anche ad alcuni altri messaggi di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,12],"tags":[],"class_list":["post-23942","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23942\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}