
{"id":23952,"date":"2012-11-09T22:28:09","date_gmt":"2012-11-09T21:28:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23952"},"modified":"2012-11-10T17:21:50","modified_gmt":"2012-11-10T16:21:50","slug":"perche-rivalutiamo-l%e2%80%99inno-di-mameli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=23952","title":{"rendered":"PERCH\u00c9 RIVALUTIAMO L\u2019INNO DI MAMELI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN\u2019IDEA DI PATRIA INTESSUTA DI SOLIDARIET\u00c0, DI RESPONSABILIT\u00c0 RECIPROCA TRA CITTADINI E SENSO CIVICO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento in Senato <strong>di Albertina Soliani<\/strong> nel corso della discussione dei disegni di legge sull\u2019insegnamento dell\u2019Inno di Mameli nelle scuole e su \u201cCittadinanza e Costituzione\u201d, 7 novembre 2012<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more-->PRESIDENTE. \u00c8 iscritta a parlare la senatrice Soliani. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Scheda Soliani\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/16\/BGT\/Schede_v3\/Attsen\/00004696.htm\" target=\"_blank\">SOLIANI<\/a> (<em>PD<\/em>). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi senatori, due proposte di legge, un&#8217;unica domanda: cos&#8217;\u00e8 la Patria oggi, che la si debba celebrare e che la si debba insegnare alle nuove generazioni? \u00c8 una grande riflessione, quella che stiamo compiendo oggi in Senato; non so se sia la pi\u00f9 bella, ma \u00e8 certamente grande.<br \/>\nNon \u00e8 un \u00abcero votivo\u00bb, collega Franco Paolo, \u00e8 il senso del nostro essere e della nostra vita, che \u00e8 lacrime, sangue &#8211; come si suol dire &#8211; e sogno, ieri come oggi. E unisce non divide, con il Paese i territori da cui ciascuno di noi diversamente proviene: l&#8217;Italia \u00e8 i suoi territori, le sue citt\u00e0.<br \/>\nNel 2011, il Presidente della Repubblica, con una scelta di grande significato morale, culturale e civile, seguita a quella di Ciampi, ha semplicemente posto l&#8217;Italia di fronte ai suoi centocinquant&#8217;anni anni di storia unitaria, dagli staterelli al Regno d&#8217;Italia, dalla dittatura fascista alla Repubblica, alla democrazia, all&#8217;Unione europea. Tutto questo noi siamo, perch\u00e9 lo siamo stati: forse non l&#8217;abbiamo scelto, ma la storia ci ha cos\u00ec determinato nella vita del mondo e non possiamo rinnegare nulla. Il presidente Napolitano lo ha fatto perch\u00e9 il Paese si riconoscesse nel processo unitario che lo ha costituito e ne ricordasse i fatti, le idee, i protagonisti, ne riscoprisse valori e identit\u00e0. E perch\u00e9 &#8211; penso io &#8211; si guardasse allo specchio, oggi, ritrovando la direzione del proprio destino.<br \/>\nUn anno memorabile, questo del centocinquantenario, di cui il popolo, le citt\u00e0, le scuole sono stati partecipi oltre ogni previsione. Le scuole, a cui una scelta miope dei Governi di questi anni &#8211; lasciatemelo dire &#8211; ha imposto lo studio dell&#8217;Ottocento e del Novecento solo a partire dall&#8217;ultimo anno della scuola media, non prima: come se i ragazzi italiani fino ai 12 anni potessero essere privati della storia pi\u00f9 recente (dalla Rivoluzione francese alla prima e alla seconda guerra mondiale), una storia che coincide con quella delle loro famiglie e delle loro comunit\u00e0 e che \u00e8 la sola storia che pu\u00f2 far nascere una visione del mondo in cui i ragazzi oggi vivono.<br \/>\nChe cos&#8217;\u00e8 la Patria, dunque, che esiste solo se \u00e8 unita? Il battesimo storico dell&#8217;Unit\u00e0 \u00e8 avvenuto in quel 17 marzo 1861 intorno a cui oggi stiamo ragionando. E qual \u00e8 il sogno &#8211; che vide la luce nell&#8217;autunno del 1847 &#8211; cantato da Mameli, che lo scrisse quand&#8217;era ancora studente ventenne, ma gi\u00e0 patriota genovese, e che poi un altro genovese, Michele Novaro, music\u00f2 a Torino, nel fervore patriottico che precedette la guerra contro l&#8217;Austria, che occupava il Lombardo-Veneto?\u00a0(<em>Applausi della senatrice Baio<\/em>).<br \/>\nLa Repubblica italiana &#8211; come ha ben ricordato il senatore Molinari &#8211; ufficializz\u00f2 l&#8217;inno come Canto degli italiani quel 12 ottobre del 1946, quando ancora le macerie ingombravano le strade e le piazze: avevano molto da pensare, ma ci sar\u00e0 una ragione se hanno pensato a questa cosa!\u00a0(<em>Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo: ApI-FLI e\u00a0dei senatori Astore e Garavaglia Mariapia<\/em>).\u00a0Un Canto amato, perch\u00e9 con le sue parole &#8211; che sono quelle di centocinquant&#8217;anni fa &#8211; canta inequivocabilmente il ridestarsi dell&#8217;Italia e con quel \u00abFratelli d&#8217;Italia\u00bb canta la fratellanza degli italiani, chiamati ad essere uniti contro la divisione e l&#8217;oppressione. Perch\u00e9 se siamo divisi, siamo oppressi.\u00a0(<em>Commenti del senatore Bricolo. Repliche dal Gruppo PD. Richiami del Presidente<\/em>).<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Colleghi, presidente Bricolo, \u00e8 un dibattito davvero molto interessante, perch\u00e9 interromperlo?<\/p>\n<p>SOLIANI\u00a0(<em>PD<\/em>). Vi \u00e8 in questi versi l&#8217;animo puro ed entusiasta della giovent\u00f9, che allora volle il cambiamento. Ricorda l&#8217;inno di Mameli che \u00abdall&#8217;Alpi a Sicilia, ovunque \u00e8 Legnano\u00bb: l&#8217;epopea dal Carroccio che difende la libert\u00e0 contro il Barbarossa come epopea nazionale. Sembra oggi incredibile, dopo la stagione politica di questi anni, ma \u00e8 cos\u00ec: la Lega di allora aveva come obiettivo l&#8217;unit\u00e0 nazionale. Mettiamo le cose a posto, almeno nella storia!\u00a0(<em>Applausi dal Gruppo PD e del senatore Gustavino<\/em>).<br \/>\nMameli morir\u00e0 il 3 giugno del 1849, a 22 anni, dopo essere stato ferito alla gamba sinistra combattendo in prima linea per la Repubblica romana, dopo aver partecipato alle Cinque giornate di Milano, a capo di 300 volontari. Non foss&#8217;altro che per questa vita, per questa giovane vita, dovremmo un grande rispetto alle parole del suo inno, che \u00e8 diventato l&#8217;inno degli italiani.<br \/>\nVoglio ricordare che il 27 gennaio di quell&#8217;anno a Roma venne rappresentata al teatro Argentina per la prima volta \u00abLa battaglia di Legnano\u00bb di Giuseppe Verdi. Capite che tempi? Tra l&#8217;altro, la censura costrinse Verdi a modificare parole e toni. \u00abLa battaglia di Legnano\u00bb si apre con il coro: \u00abViva l&#8217;Italia! Un sacro patto tutti stringe i figli suoi. Esso, alfin, di tanti ha fatto un sol popolo di eroi\u00bb. Colleghi, questa \u00e8 l&#8217;idea di Patria che l&#8217;inno esprime: ci\u00f2 che fa dei singoli un noi. Ci\u00f2 che fa dei pezzi una sola cosa, con una identit\u00e0 e una missione di libert\u00e0 e di unit\u00e0.<br \/>\nPer questa idea di Patria, giovani generosi scelsero, in epoche diverse, di vivere e di morire: per la libert\u00e0, per una convivenza civile libera e prospera, per una appartenenza allo Stato e alle istituzioni di ogni cittadino, senza distinzioni di sesso, di razza, di religione, di condizione sociale.<br \/>\nQuesta giornata del 17 marzo, solennit\u00e0 civile, dovr\u00e0 essere la celebrazione di una cittadinanza protagonista del destino comune, ogni giorno, dentro una storia che, da italiana, si fa sempre pi\u00f9 europea e mondiale.<br \/>\nPerch\u00e9 cos&#8217;\u00e8 la Patria se non la casa che ti accoglie, tutela i diritti, ti offre lavoro, futuro, istruzione, salute? E ti chiede solidariet\u00e0, doveri, rispetto della legge? Una Patria, l&#8217;Italia, in cui ci si chiama, nei fatti, fratelli; una Patria che ti d\u00e0 certezza nell&#8217;incertezza del tempo presente; che non lascia partire i suoi giovani ancora una volta per cercare altrove lavoro e vita.<br \/>\nLa Patria \u00e8, innanzitutto, responsabilit\u00e0 di ciascuno e di tutti, e in primo luogo della classe politica e dirigente. Una Patria, l&#8217;Italia, che \u00e8 amata e cercata nel mondo. Non possiamo, e non potremmo, spegnere questa luce che nel mondo, da secoli, rappresenta qualcosa di unico.<br \/>\nChe cosa insegnare, dunque, ai giovani se non questo legame, che unisce le generazioni nella fatica e nella speranza? Sono le generazioni che hanno fatto l&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, quelle che sono cadute in trincea, sul Carso, quelle che hanno riscattato la Patria con la Resistenza. Ma erano tutti giovani, sapete? In tutti i passaggi dell&#8217;Italia in cui qualcosa \u00e8 morto e qualche altra cosa \u00e8 nata, in cui la Patria \u00e8 cresciuta, l\u00ec c&#8217;erano i giovani e sono stati protagonisti. Sono le generazioni che hanno fatto la Repubblica e la Costituzione, e hanno ricostruito le strade, le fabbriche, le scuole. Anche quelle che sono immigrate lungo questi centocinquant&#8217;anni portando l&#8217;Italia nel mondo: le donne e gli uomini che hanno fatto il nostro Paese. Le donne, presenti in ogni vicenda: dalle Cinque giornate di Milano alla lotta per la liberazione dell&#8217;Italia. Quelle sorelle d&#8217;Italia che oggi, e solo oggi, vengono finalmente chiamate per nome nella storia.<br \/>\nQuesto 17 marzo ci dice, infine, che la Patria siamo noi, oggi, con la responsabilit\u00e0 di ricostruirla, di risanarla, di ripulirla dal fango della corruzione e dell&#8217;illegalit\u00e0, di servirla con disciplina e onore, se siamo nei luoghi pubblici, come dice la Costituzione, di risvegliarla ai suoi compiti storici e di darle fiducia nel domani con la bussola della Carta costituzionale.<br \/>\nLa Patria siamo noi, quanti viviamo qui, anche se veniamo da altri continenti, anche se siamo figli di immigrati. Il 2 giugno di qualche anno fa, celebrando la festa della Repubblica ho ascoltato il discorso di un giovane del Punjab. A Novellara, in provincia di Reggio Emilia, ci sono molte associazioni di immigrati e c&#8217;\u00e8 il pi\u00f9 grande tempio\u00a0<em>sikh<\/em> d&#8217;Europa. Questo giovane ha parlato a nome di tutte le altre associazioni di immigrati e ha detto: \u00abQuesta \u00e8 la mia festa, anche perch\u00e9 mio nonno ha combattuto a Montecassino\u00bb.<br \/>\nLe truppe alleate che arrivarono a liberare noi, al Sud, erano costituite anche dai soldati delle colonie inglesi.<br \/>\nMa oggi, insieme con l&#8217;inno di Mameli, dobbiamo insegnare nelle scuole anche l&#8217;Inno alla gioia di Beethoven, che \u00e8 l&#8217;inno dell&#8217;Unione europea. In fondo il processo \u00e8 il medesimo, \u00e8 un processo di unit\u00e0, crescente e pi\u00f9 ampia nel mondo globale di oggi.<br \/>\nAll&#8217;Unione europea, di recente, \u00e8 stato conferito il premio Nobel per la pace, per la sua storia, per il suo esserci nella storia. L&#8217;Unione europea, una grande responsabilit\u00e0 per tutti noi, cittadini europei.<br \/>\nCos\u00ec la Patria \u00e8 insieme il nostro passato e il nostro futuro ed \u00e8 il nostro presente; sul quale, lasciatemi dire, pare risuonare di nuovo lo struggente coro del Nabucco \u00abOh mia Patria, s\u00ec bella e perduta\u00bb.<br \/>\nChe cos&#8217;\u00e8 la Patria per la quale ancora si vive e ancora si muore, in terre lontane di conflitto, e da cui si torna avvolti nel tricolore? Di questo, colleghi, stiamo parlando oggi, un po&#8217; sommessamente, un po&#8217; sbagliando, un po&#8217; cercando di mettere insieme delle parole.<br \/>\nUna bandiera, il tricolore che ci rappresenta nel mondo, nato a Reggio Emilia il 7 gennaio del 1797, su proposta di un tale Giuseppe Compagnoni, per volont\u00e0 delle popolazioni di Ferrara, Modena, Bologna, Reggio Emilia, i cui rappresentanti hanno proclamato la Repubblica cispadana. Un giorno, anch&#8217;esso il 7 gennaio, solennit\u00e0 civile, come stabilito dalla legge.<br \/>\nL&#8217;Italia, dunque, \u00e8 una storia di libert\u00e0. La Patria \u00e8 questa storia di libert\u00e0, mai separata dalla storia degli altri popoli, ieri per la costruzione dell&#8217;unit\u00e0 nazionale, oggi per la costruzione dell&#8217;unit\u00e0 politica dell&#8217;Europa. Stato e Nazione, Europa e cittadini: questa \u00e8 la Patria di oggi ed \u00e8 a questi ultimi, i cittadini, che oggi \u00e8 affidata la responsabilit\u00e0 di determinare la coesione della Patria e di alimentarne la democrazia con un nuovo patriottismo (possiamo dirlo?) per dare all&#8217;Italia un futuro, un nuovo Risorgimento, per dare una risurrezione, perch\u00e9 Risorgimento equivale a risurrezione.<br \/>\nQuesta Patria ha i suoi giorni di solennit\u00e0 civile, ma \u00e8 la sua anima che deve essere ritrovata con la stessa passione civile dei giorni nei quali una giovane generazione, dal 1848 al 1918 fino poi al 1945, ha fatto il sogno e il sacrificio della storia d&#8217;Italia, che oggi \u00e8 semplicemente la nostra grande storia. (<em>Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PD, PdL, Per il Terzo Polo: ApI-FLI e dei senatori Fleres e Gustavino. Molte congratulazioni<\/em>).<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">j<\/span><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN\u2019IDEA DI PATRIA INTESSUTA DI SOLIDARIET\u00c0, DI RESPONSABILIT\u00c0 RECIPROCA TRA CITTADINI E SENSO CIVICO Intervento in Senato di Albertina Soliani nel corso della discussione dei disegni di legge sull\u2019insegnamento dell\u2019Inno di Mameli nelle scuole e su \u201cCittadinanza e Costituzione\u201d, 7 novembre 2012<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-23952","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23952"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23952\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}