
{"id":24199,"date":"2012-11-24T16:25:13","date_gmt":"2012-11-24T15:25:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24199"},"modified":"2012-11-24T16:38:22","modified_gmt":"2012-11-24T15:38:22","slug":"laccordo-sulla-produttivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24199","title":{"rendered":"LIBERO: L&#8217;ACCORDO SULLA PRODUTTIVIT\u00c0 CONTA SOPRATTUTTO PER GLI INTENTI CHE IN ESSO SI MANIFESTANO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">RIPRENDE, MA \ufeff\ufeffSENZA LA CGIL,\u00a0L\u2019ACCORDO DEL 28 GIUGNO 2011 \u2013 DUE LE NOVIT\u00c0: IL CONTRATTO AZIENDALE POTR\u00c0 DEROGARE SU MANSIONI, ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E RETRIBUZIONI <\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Alessandro Giorgiutti,\u00a0pubblicata da <\/em>Libero il<em> 23 novembre 2012 &#8211; In argomento v. anche <a title=\"Intervista ad Affaritaliani, 23.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24206\" target=\"_blank\">l&#8217;intervista pubblicata da <\/a><\/em><a title=\"Intervista ad Affaritaliani, 23.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24206\" target=\"_blank\">Affaritaliani<\/a><em> lo stesso giorno<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Come valuta la bozza d&#8217;accordo sulla produttivit\u00e0 tra le parti sociali?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 una ripresa dell\u2019accordo interconfederale del 28 giugno dell\u2019anno scorso, con molte ripetizioni del suo contenuto e due passi avanti ulteriori abbastanza notevoli. Uno \u00e8 la derogabilit\u00e0 in sede aziendale delle norme in materia di mansioni e organizzazione del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Immagino che l\u2019altro a cui lei pensa sia l&#8217;adeguamento dei salari all&#8217;inflazione, con la fine degli incrementi automatici regolati sull&#8217;indice dei prezzi al consumo Ipca. Ma pochi, mi sembra, lo hanno affrontato nel modo diretto e crudo di Tito Boeri, secondo cui il vero obiettivo della trattativa sulla produttivit\u00e0 \u00e8 la moderazione salariale. Scrive Boeri che nell&#8217;ultimo decennio in Germania la produttivit\u00e0 \u00e8 aumentata mediamente del 2% l&#8217;anno e i salari dello 0,5%, mentre in Italia la prima \u00e8 aumentata dello 0,4% e i secondi dello 0,9%. Ora il trend italiano va adeguato a quello tedesco e quindi dobbiamo aspettarci &#8220;riduzioni in termini reali delle retribuzioni&#8221;. E&#8217; una lettura corretta?<br \/>\n<\/strong>Io lo vedo in modo diverso. Questo passaggio del nuovo accordo significa, anche se in forma un po\u2019 nebulosa, che d\u2019ora in poi i contratti nazionali dovranno affidare alla contrattazione aziendale la gestione di una parte almeno dell\u2019adeguamento retributivo all\u2019inflazione, attuandolo attraverso premi legati a redditivit\u00e0 o produttivit\u00e0 aziendale.<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0, ma come ci si regoler\u00e0 nelle imprese piccole \u2013 la grande maggioranza in talia \u2013 dove mancano i sindacati interni e dunque anche la contrattazione aziendale?<br \/>\n<\/strong>Un modo per risolvere questo problema c\u2019\u00e8, anche se l\u2019intesa non lo indica chiaramente. Il contratto nazionale, invece di stabilire un aumento secco dei minimi retributivi tabellari come ha sempre fatto nei decenni passati, dispone che l\u2019aumento sia costituito dalla distribuzione ai lavoratori di una determinata percentuale dell\u2019aumento del margine operativo lordo; lasciando, per\u00f2, che questa regola possa essere sostituita dal contratto aziendale con qualsiasi altra clausola di collegamento della retribuzione a indici di redditivit\u00e0 o produttivit\u00e0. Cos\u00ec questo elemento della retribuzione collegato all\u2019aumento della produzione di ricchezza sarebbe comunque garantito in tutte le imprese, perch\u00e9 in tutte il m.o.l. \u00e8 facilmente individuabile; ma non si tratterebbe di un meccanismo rigido e inderogabile.<\/p>\n<p><strong>Secondo lei il rischio di un effetto di riduzione dei livelli salariali non c\u2019\u00e8?<br \/>\n<\/strong>Riduzione della parte fissa delle retribuzioni determinata al livello nazionale non significa affatto riduzione dei livelli salariali complessivi, se questa riduzione \u00e8 compensata da un aumento dello spazio lasciato alla parte variabile. D\u2019altra parte, questa maggiore flessibilit\u00e0 delle retribuzioni, con un loro pi\u00f9 marcato collegamento all\u2019andamento della produttivit\u00e0, ha effetti positivi sui livelli occupazionali e al tempo stesso, incentivando il miglioramento delle performance aziendali, crea le condizioni perch\u00e9 il livello complessivo delle retribuzioni aumenti.<\/p>\n<p><strong>La Cgil alla fine firmer\u00e0 o si asterr\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Temo che si asterr\u00e0. E sar\u00e0 davvero un peccato, perch\u00e9 in questo modo si perderanno i frutti positivi della firma da parte di Susanna Camusso dell\u2019accordo dell\u2019anno scorso per il sistema italiano delle relazioni industriali.<\/p>\n<p><strong>Quali saranno le conseguenze del no della Cgil?<br \/>\n<\/strong>Un indebolimento del sistema delle relazioni industriali. Una sua pi\u00f9 marcata dipendenza dai poteri dello Stato, esecutivo e legislativo.<\/p>\n<p><strong>Una volta ottenuto un accordo sul fronte della contrattazione, quali altri passi dovrebbero essere fatti, in particolare da governo e Parlamento, per aumentare la competitivit\u00e0 del nostro sistema economico?<br \/>\n<\/strong>Occorrer\u00e0 incentivare la contrattazione nazionale e aziendale di clausole di collegamento della retribuzione a indici di produttivit\u00e0 o redditivit\u00e0 dell\u2019impresa; e nel contempo incentivare forme di informazione e partecipazione nell\u2019impresa, che consentano ai lavoratori di controllare da vicino gli indici della performance aziendale.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;ultima domanda sulla riforma del mercato del lavoro. Se tra qualche mese lei dovesse avere responsabilit\u00e0 di governo quali sono le prime modifiche e\/o integrazioni che farebbe alla Legge Fornero?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto sostituirei l\u2019intera legislazione di fonte nazionale in materia di lavoro con un codice semplificato: quello che ho proposto con il disegno di legge n. 1873 presentato nel 2009, affinato in centinaia di incontri sindacali, con gli imprenditori, e in sede universitaria. 60 articoli in tutto, chiari, concisi, comprensibili per ciascuno dei milioni di lavoratori e imprenditori, traducibile in inglese. Sarebbe un formidabile biglietto da visita con cui presentarci agli operatori stranieri. E semplificherei drasticamente tutta la burocrazia che circonda il lavoro in Italia. Questo consentirebbe di togliere sabbia dagli ingranaggi, ridurrebbe i costi di transazione e avrebbe comunque un effetto tonificante sul funzionamento del mercato del lavoro. E non costerebbe nulla.<\/p>\n<p><strong>Dopo l\u2019\u201cinnanzitutto\u201d c\u2019\u00e8 un \u201cin secondo luogo\u201d?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec: lancerei la sperimentazione, per le nuove assunzioni, di un modello di <em>flexsecurity <\/em>ispirato alle migliori esperienze scandinave. Sono convinto che potrebbe funzionare benissimo anche da noi, senza costi per l\u2019erario e con vantaggi notevolissimi per lavoratori e imprese. Comunque, il metodo sperimentale consentirebbe di mettere a punto il modello strada facendo, prima di arrivare a generalizzarlo, dopo qualche anno di verifica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIPRENDE, MA \ufeff\ufeffSENZA LA CGIL,\u00a0L\u2019ACCORDO DEL 28 GIUGNO 2011 \u2013 DUE LE NOVIT\u00c0: IL CONTRATTO AZIENDALE POTR\u00c0 DEROGARE SU MANSIONI, ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E RETRIBUZIONI Intervista a cura di Alessandro Giorgiutti,\u00a0pubblicata da Libero il 23 novembre 2012 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;intervista pubblicata da Affaritaliani lo stesso giorno<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-24199","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24199","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24199"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24199\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}