
{"id":24335,"date":"2012-11-28T19:11:39","date_gmt":"2012-11-28T18:11:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24335"},"modified":"2012-12-06T23:20:47","modified_gmt":"2012-12-06T22:20:47","slug":"la-guerra-di-pomigliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24335","title":{"rendered":"LA GUERRA DI POMIGLIANO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA VECCHIA SINISTRA ITALIANA \u00c8 COSTRETTA A SOSTENERE CHE IL LAVORO IN QUELLO STABILIMENTO \u00c8 UN INFERNO; MA (SALVA LA QUESTIONE DELLA DISCRIMINAZIONE CONTRO GLI ISCRITTI ALLA FIOM, SORTA SOLO NELL&#8217;ULTIMO ANNO), \u00a0TUTTI GLI INDICI DISPONIBILI DICONO IL CONTRARIO &#8211; \u00c8 TEMPO CHE ENTRAMBE LE PARTI DEPONGANO LE ARMI<\/span><\/p>\n<p><em>Recensione dell&#8217;ultimo libro di Ritanna Armeni <\/em>Lo squalo e il dinosauro<em>, che\u00a0appare nel catalogo dell&#8217;Editrice Ediesse\u00a0con il sottotitolo <\/em>La Fiat spiegata a Pietro Ichino<em>; sulla copertina questo sottotitolo \u00e8 stato cambiato in un secondo tempo in <\/em>La vita operaia nella Fiat di Marchionne\u00a0<em>(28 novembre 2012)\u00a0&#8211; Seguono, in questo post, <strong>la replica dell&#8217;Autrice del libro<\/strong><\/em><em>, comparsa sul quotidiano <\/em>Pubblico <em>il 30 novembre,<\/em><em> e <strong>una mia controreplica<\/strong> del giorno successivo &#8211; Su questo stesso tema sono stato <strong>intervistato da Barbara Palombelli nella sua trasmissione <\/strong><\/em><strong>28 minuti<\/strong> <em>su Radio 2 Rai il 5 dicembre 2012<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><a title=\"Intervista a Radio 2 Rai, 5.11.12\" href=\"http:\/\/www.radio2.rai.it\/dl\/Radio2\/popupaudio.html?t=28%20MINUTI%20del%2005%2F12%2F2012&amp;p=28%20MINUTI%20del%2005%2F12%2F2012&amp;d=&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42541156.mp3\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-180\" title=\"icona-dwl8\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a> <strong><a title=\"Intervista a Radio 2 Rai, 5.11.12\" href=\"http:\/\/www.radio2.rai.it\/dl\/Radio2\/popupaudio.html?t=28%20MINUTI%20del%2005%2F12%2F2012&amp;p=28%20MINUTI%20del%2005%2F12%2F2012&amp;d=&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42541156.mp3\" target=\"_blank\">Scarica la mia intervista a cura di Barbara Palombelli del 5 dicembre 2012<\/a><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #993300;\">RECENSIONE DEL LIBRO DI RITANNA ARMENI, <em>LO SQUALO E IL DINOSAURO<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il premio assegnato allo stabilimento Fiat di Pomigliano come la migliore fabbrica di automobili in Europa dal punto di vista tecnologico ed ergonomico pone alla Fiom-Cgil un problema non facile: quello di giustificare il rifiuto opposto a questo insediamento industriale fin dall\u2019inizio del 2010, quando ancora esso era soltanto allo stato di progetto. E quando ancora non si era posto alcun problema di discriminazione nei confronti dei rappresentanti aziendali della stessa Fiom-Cgil e dei suoi iscritti.<\/p>\n<p>Cerca di risolvere questo problema Ritanna Armeni con il suo ultimo libro \u2013 <em>Lo squalo e il dinosauro. La Fiat spiegata a Pietro Ichino<\/em>, Ediesse \u2013 nel quale le condizioni di lavoro a Pomigliano sono descritte come peggio non si pu\u00f2. Non avrei motivo di replicare, se non fosse che met\u00e0 del libro \u00e8 dedicata a confutare drasticamente la descrizione che di quello stabilimento feci sul <em>Corriere<\/em> all\u2019inizio di quest\u2019anno (<strong><em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19200\">Pomigliano: quando la sinistra sbaglia il bersaglio<\/a><\/em><\/strong>, 24 gennaio 2012). Il quadro offerto ora\u00a0in questo <em>pamphlet<\/em> \u00e8 quello di una catena di montaggio alla <em>Tempi Moderni<\/em> di Charlot, con lavoratori in grave difficolt\u00e0 per i ritmi, addirittura coperti di lividi per i continui urti con le scocche in movimento, costretti a non bere per ore stante l\u2019impossibilit\u00e0 di recarsi alla toilette, vessati dai capi con continue contestazioni e provvedimenti disciplinari, che alla terza volta portano al licenziamento.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 dal gennaio scorso le cose potrebbero essere mutate profondamente, ho voluto verificare come esse vadano davvero con alcuni rappresentanti aziendali della Cisl e della Uil che conosco da tempo. Stante il quadro diversissimo che essi tracciano della situazione, ho cercato alcuni dati oggettivi, che possano costituire almeno un indice della qualit\u00e0 dell\u2019organizzazione e dell\u2019ambiente di lavoro. Apprendo dunque (prego Ritanna Armeni di verificare anche lei e segnalarmi se c\u2019\u00e8 qualche inesattezza) innanzitutto che nell\u2019intero anno e mezzo di funzionamento del nuovo stabilimento, su 2150 persone che vi hanno lavorato a tempo pieno, all\u2019Inail non risulta neppure un solo caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale. Zero: neppure un livido o un graffio. Ora, poich\u00e9 invece lo stesso Inail indica una frequenza di oltre 30 casi all\u2019anno ogni mille lavoratori nell\u2019intero settore dell\u2019industria e dei trasporti, delle due l\u2019una: o a Pomigliano nascondono gli infortuni e le malattie professionali, o la performance dello stabilimento \u00e8, almeno per questo aspetto niente affatto secondario, straordinariamente positiva. Una possibile spiegazione c\u2019\u00e8: ora l\u00ec tutte le lavorazioni pericolose e nocive, in particolare saldatura e verniciatura, vengono svolte da 600 robot, in ambiente isolato in cui nessuno pu\u00f2 mettere piede; e il lavoro al montaggio \u2013 come effettivamente avevo potuto verificare direttamente durante la mia visita del gennaio scorso \u2011 \u00e8 organizzato secondo criteri molto sofisticati dal punto di vista ergonomico, cio\u00e8 del benessere e della minor fatica del lavoratore. Anche per quel che riguarda le possibili necessit\u00e0 di sosta: ogni sei operai (non pi\u00f9 ogni dodici, come prima) c\u2019\u00e8 un caposquadra che sostituisce quello di essi che debba sospendere il lavoro.<\/p>\n<p>Stesso discorso per quel che riguarda i licenziamenti disciplinari: neppure uno in un anno e mezzo. Ma anche i provvedimenti disciplinari minori sono molto al di sotto della frequenza normale in qualsiasi fabbrica di grandi dimensioni: in un anno e mezzo, sui 2150 addetti allo stabilimento di Pomigliano, un solo caso di sospensione e venti sole multe, da una a quattro ore di paga-base. Venti in tutto anche le ammonizioni.<\/p>\n<p>Apprendo poi che \u2013 come dicevo all\u2019inizio \u2011 pochi giorni fa a Lipsia, nel corso del settimo congresso internazionale organizzato dalla pi\u00f9 importante rivista specializzata tedesca del settore, \u201cAutomobil Produktion\u201d, lo stabilimento di Pomigliano \u00e8 stato premiato come il migliore d\u2019Europa sotto il profilo tecnologico, organizzativo ed ergonomico.<\/p>\n<p>Insomma, a me sembra che Ritanna Armeni faccia benissimo a protestare contro le discriminazioni ai danni degli iscritti alla Fiom nelle assunzioni; ma sbagli di grosso \u2013 e indebolisca anche la parte giustificata della propria protesta \u2011 quando cerca di presentarci questo insediamento industriale come un inferno. E che la sinistra politica e sindacale si sia assunta una responsabilit\u00e0 grave nei confronti dei lavoratori e dell\u2019intero Paese, scatenando contro questo stabilimento, fin da quando era ancora allo stadio di mero progetto, una guerra mediatica senza precedenti. Anche perch\u00e9 tutti sanno che il vero motivo di quella guerra, all\u2019origine, era costituito soltanto da tre deroghe tutto sommato marginali al contratto collettivo nazionale richieste dal progetto; e che nel giugno del 2011 la stessa Cgil ha ritenuto quelle deroghe pienamente ammissibili con la firma dell\u2019accordo interconfederale del 28 giugno. Dunque, non sarebbe venuto il momento di deporre le armi, da entrambe le parti, nell\u2019interesse di tutti?<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA REPLICA DI RITANNA ARMENI: HAI GUARDATO LO SPLENDORE DELLA CASA, NON LA MISERIA DI CHI CI VIVE <\/strong><\/span><\/p>\n<p>Gentile professore Ichino, leggo sul suo blog e sul <em>Corriere della sera<\/em> una polemica garbata, ma molto convinta a proposito del mio libro <em>Lo squalo e il dinosauro<\/em> nel quale cerco di raccontare le condizioni di vita e di lavoro degli operai nella Fiat di Marchionne.<\/p>\n<p>Lei contrappone alle mie descrizioni la sua. Quella di una fabbrica moderna, altamente tecnologizzata, in cui molte mansioni vengono svolte dai robot, nella quale non ci sono n\u00e8 malati n\u00e8 infortuni. Una fabbrica in cui &#8221; il lavoro di montaggio \u00e8 organizzato secondo criteri molto sofisticati, dal punto di vista ergonomico, cio\u00e8 del benessere e della minor fatica del lavoratore&#8221;. Non ho motivo di dubitare della descrizione che lei fa dello stabilimento, delle macchine, dei robot, dei pavimenti tirati a lucido, della pulizia degli impianti e neppure della scientificit\u00e0 ergonomica, ma credo, gentile professore, che per andare a fondo della questione Fiat, che sta evidentemente a cuore ad entrambi, dobbiamo partire dalla constatazione che il nostro approccio \u00e8 diverso. Lei ha guardato lo stabilimento, le statistiche, i robot, io ho parlato con le donne e gli uomini che lavorano. Emergono evidentemente due narrazioni differenti dello stesso luogo. E come se lei descrivesse una casa raccontando del magnifico parquet, degli elettrodomestici ultimo modello, descrivesse i quadri alle pareti e la magnificenza dei mobili. Io, invece, indagassi sulle persone che la abitano e sui loro rapporti e dalle loro parole &#8211; continuo con\u00a0 l&#8217;esempio &#8211; scoprissi che i rapporti familiari sono pessimi che il marito \u00e8 violento, che la moglie lo odia, che i figli sono vessati e a loro volta detestano i genitori. Sono due approcci diversi non crede? E l&#8217;uno &#8211; la meraviglia e il<br \/>\nlusso della casa &#8211; non esclude l&#8217;altro &#8211; i pessimi rapporti e l&#8217;infelicit\u00e0 di chi vi abita.<\/p>\n<p>A mio parere la descrizione della vita delle persone, di chi lavora, nel caso della Fiat, \u00e8 molto pi\u00f9 importante della descrizione delle meraviglie dello stabilimento. E, soprattutto penso, ed \u00e8 per questo che ho scritto il libro che lei critica, finora la condizione delle persone \u00e8 stata sistematica ignorata dando per certo e incontrovertibile che chi vive \u00a0quella &#8220;bella casa&#8221; non possa avere che una vita felice e dei rapporti armoniosi.<\/p>\n<p>Sono in molti a fare questo errore e lei &#8211; glielo\u00a0dico senza polemica &#8211; proprio perch\u00e8 autorevole studioso \u00e8 fra coloro che lo legittima\u00a0 e, con le sue descrizioni entusiaste di Pomigliano, sostiene la &#8220;vulgata&#8221; secondo cui Sergio Marchionne \u00e8 uno straordinario e moderno innovatore e la Fiom e la sinistra sono &#8220;dinosauri&#8221; incapaci di capire.<\/p>\n<p>Sono d&#8217;accordo con lei: \u00e8 ora di uscire da una sterile polemica. Mi aiuti a farlo rispondendo ad alcune mie curiosit\u00e0. Le sue risposte possono essere di grande interesse in un momento in cui la sinistra, anche attraverso la straordinaria partecipazione alle primarie, sta cercando se stessa e spera di tornare al governo del paese.<\/p>\n<p>\u00c8 vero o non \u00e8 vero che con l&#8217;accordo Fiat, prima a Pomigliano e poi negli altri stabilimenti le condizioni di lavoro, sono notevolmente peggiorate? Oppure secondo lei sono diventati migliori? \u00c8 vero o non \u00e8 vero che la stessa Fiat, che ha ammesso queste condizioni\u00a0 ma le ha ritenute indispensabili per poter investire ancora in Italia, nel settembre scorso ha ritirato gli investimenti? Come giudica questo comportamento e la strategia aziendale della nostra pi\u00f9 grande industria nazionale? Rassicurante? O anche lei pensa come l&#8217;attuale presidente del Consiglio che l&#8217;azienda pu\u00f2 fare quello che crede anche se ci sono in gioco decine di migliaia di posti di lavoro?\u00a0\u00c8 vero o non \u00e8 vero\u00a0che gli stabilimenti Fiat sono in gran parte in cassa integrazione, hanno scarse prospettive di ripresa e vi regna la paura e il terrore di perdere il posto di lavoro? E che forse \u00e8 questo che spinge chi ha la fortuna di<br \/>\ncontinuare a lavorare a non lamentarsi, a non denunciare gli infortuni e tanto meno a protestare sulla organizzazione del lavoro.<\/p>\n<p>Infine. Le pare democraticamente accettabile che un sindacato, il pi\u00f9 forte, sia cacciato dall&#8217;azienda perch\u00e8 non ne condivide l&#8217;azione? E che quindi si avvalori l&#8217;idea che un sindacato per poter agire deve essere d&#8217;accordo con la controparte? Perch\u00e8 lei che \u00e8 cos\u00ec ascoltato, su questo non ha aperto un fronte di discussione e di polemica. In nome della democrazia<br \/>\ne di un principio liberale, non in nome della sinistra e della difesa di una posizione sindacale e politica quale \u00e8 quella della Fiom.<\/p>\n<p>Mi creda professore, io sono rimasta sconvolta dai miei colloqui con i lavoratori della Fiat. E sono rimasta colpita dalle sue parole di entusiasmo per quella azienda. Lei che esprime in genere giudizi prudenti, articolati quando parla della Fiat \u00e8 straordinariamente infervorato. A tratti &#8211; mi consenta di dirlo &#8211; acritico.\u00a0Ho scritto <em>Lo squalo e il dinosauro<\/em> perch\u00e8 volevo che qualcuno raccontasse, che non si fermasse ad ammirare i robot, ma andasse un po&#8217; oltre. Che illuminasse anche coloro che in questa vicenda Fiat, che ha occupato abbondantemente i mass media, sono rimasti &#8220;invisibili&#8221; e parlasse della loro vita, delle loro paure. Tutto qui.<\/p>\n<p>Cordialmente, mi creda, Ritanna Armeni<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong><br \/>\nLA MIA CONTROREPLICA: NON \u00c8 COS\u00cc, HO PARLATO A TU PER TU CON MOLTI OPERAI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Non mi pare proprio di avere considerato soltanto il magnifico parquet e lo splendore dei mobili della casa, senza considerare la qualit\u00e0 della vita di chi la abita. Proprio per evitare questo errore, il 20 gennaio scorso sono andato di persona a visitare lo stabilimento di Pomigliano e vi ho passato una mattina, parlando con numerosi operai scelti del tutto a caso (non mi risulta che Ritanna Armeni abbia fatto altrettanto, n\u00e9 che i suoi interlocutori siano stati scelti con lo stesso criterio casuale). Perch\u00e9 i colloqui fossero pi\u00f9 genuini e credibili, ho chiesto di poter essere io a scegliere le persone con cui parlare e che il colloquio si svolgesse a tu per tu, senza la presenza del responsabile dello stabilimento, col quale pure avevo avuto un colloquio preliminare. Con l&#8217;autorizzazione dello stesso responsabile, ho dunque girato liberamente per l&#8217;intero grande ambiente che ospita la catena di montaggio; e ho potuto constatare che, quando chiedevo di parlare con un operaio o un&#8217;operaia, essi chiedevano a loro volta molto semplicemente al capo-squadra di sostituirli per il tempo del colloquio. E mi hanno spiegato che mentre prima i capi-squadra pronti alla sostituzione\u00a0erano uno ogni dodici, ora sono uno ogni sei (questo rende davvero poco credibile quanto riportato da una interlocutrice, nel libro <em>Lo squalo e il dinosauro<\/em>, circa l&#8217;impossibilit\u00e0 di recarsi alla toilette per ore e ore durante il lavoro).<\/p>\n<p>A ciascuno degli operai e operaie con cui ho parlato quella mattina ho chiesto se a loro pareva che le condizioni di lavoro fossero complessivamente migliorate o peggiorate rispetto a prima; tutti &#8211; ripeto: tutti &#8211; mi hanno risposto che le consideravano nettamente migliorate, sia sotto il profilo della fatica, sia sotto quello ambientale. Erano percezioni soggettive, certo; ma univoche. Ora, a distanza di un anno, apprendo che lo stabilimento di Pomigliano &#8211; unico tra quelli delle stesse dimensioni in Italia &#8211; ha realizzato la <em>performance<\/em> eccezionale dell&#8217;azzeramento degli infortuni: cio\u00e8 ha realizzato per la prima volta un obiettivo che il movimento sindacale indica da mezzo secolo come traguardo di civilt\u00e0; e anche per questo viene premiato come la fabbrica di auto pi\u00f9 sicura, meglio organizzata e tecnologicamente avanzata d&#8217;Italia. Queste non sono impressioni soggettive, sono fatti oggettivi. Ed \u00e8 in base a questi fatti che rispondo alla domanda di Ritanna Armeni: s\u00ec, le condizioni materiali di lavoro a Pomigliano sono nettamente migliorate rispetto a prima.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 d&#8217;obbligo chiedersi: \u00a0se le cose stanno cos\u00ec, perch\u00e9 tanto accanimento da parte della Fiom nel demonizzare questo insediamento produttivo, nel presentare questa fabbrica come un inferno? Non riesco a trovare una risposta diversa da questa: venuto meno, con l&#8217;accordo interconfederale del giugno 2011 firmato anche dalla Cgil, l&#8217;unico motivo ragionevole di rifiuto dell&#8217;accordo aziendale (ovvero la rigida inderogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale di settore), per poter giustificare di fronte all&#8217;opinione pubblica quel rifiuto la Fiom ha bisogno di presentare la nuova fabbrica come un inferno. A costo di dare una rappresentazione falsa della realt\u00e0 (falsit\u00e0 di cui &#8211; beninteso &#8211; non accuso Ritanna Armeni, che probabilmente in quella fabbrica non c&#8217;\u00e8 mai stata, ma gli interlocutori e interlocutrici da cui ha tratto le informazioni raccolte nel suo libro). E a costo del paradosso di presentare uno stabilimento-modello come un male peggiore rispetto alla piaga del lavoro nero controllato dalla camorra, che domina in tutto il territorio circostante.<\/p>\n<p>Detto questo, devo rispondere anche alle altre domande che l&#8217;Autrice del libro mi pone. Sul fatto che anche a Pomigliano sia tornata la Cassa integrazione\ufeff: tutti avremmo preferito che questo non accadesse; ma \u00e8 certo che, senza l&#8217;accordo della primavera 2010, anche i 2150 che oggi sono al lavoro, e che allora erano gi\u00e0 in Cassa integrazione, ci sarebbero rimasti per tutto questo tempo senza soluzione di continuit\u00e0. Quanto al fatto che alla Fiom non venga riconosciuto il diritto alla rappresentanza sindacale in azienda, tutti sanno<br \/>\nche esso deriva da un referendum del 1995 promosso anche dall&#8217;ala sinistra del movimento sindacale; e Ritanna Armeni sa benissimo che un anno prima degli accordi Fiat ho presentato, con altri 54 senatori del Pd, un progetto di riforma della materia (<a title=\"D.d.l. 11.11.2009 n. 1872\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4987\" target=\"_blank\">d.d.l. n. 1872\/2009<\/a>) mirato a garantire alla coalizione sindacale maggioritaria il potere di negoziare con effetti estesi a tutti i dipendenti dell&#8217;azienda, e al sindacato minoritario il diritto di non firmare l&#8217;accordo senza per questo perdere il diritto alla rappresentanza in azienda. E sa anche che ho sempre condannato la discriminazione nei confronti degli iscritti alla Fiom. Ma all&#8217;origine, nel 2010, quando la Fiom dichiar\u00f2 la guerra contro l&#8217;accordo, quest&#8217;ultima<br \/>\nquestione non era ancora sorta; n\u00e9 essa era ancora sorta quando, nel giugno 2011, la Cgil ha firmato l&#8217;accordo interconfederale che ha segnato la fine dell&#8217;inderogabilit\u00e0 rigida del contratto collettivo nazionale.<\/p>\n<p>Se &#8220;mi infervoro&#8221; &#8211; come Ritanna Armeni osserva &#8211; in questo discorso, non \u00e8 perch\u00e9 io abbia alcun particolare legame, economico, politico, professionale o comunque personale con la Fiat: con la quale non ho e non ho mai avuto nulla a che fare, se si esclude la Panda che condivido con mia moglie da quindici anni. Mi infervoro perch\u00e9 non mi rassegno a vedere la Fiom,  che \u00e8 stata quarant&#8217;anni fa il mio primo sindacato e la mia prima datrice di lavoro, assumersi una responsabilit\u00e0 gravissima nei confronti dei lavoratori: quella di indurli, con\u00a0 argomenti non veri, a rifiutare l&#8217;unico nuovo grande insediamento industriale che sia stato fatto nel nostro Mezzogiorno negli ultimi vent&#8217;anni. E di contribuire a tener lontani gli altri grandi investitori che potrebbero essere interessati a compierne altri analoghi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA VECCHIA SINISTRA ITALIANA \u00c8 COSTRETTA A SOSTENERE CHE IL LAVORO IN QUELLO STABILIMENTO \u00c8 UN INFERNO; MA (SALVA LA QUESTIONE DELLA DISCRIMINAZIONE CONTRO GLI ISCRITTI ALLA FIOM, SORTA SOLO NELL&#8217;ULTIMO ANNO), \u00a0TUTTI GLI INDICI DISPONIBILI DICONO IL CONTRARIO &#8211; \u00c8 TEMPO CHE ENTRAMBE LE PARTI DEPONGANO LE ARMI Recensione dell&#8217;ultimo libro di Ritanna Armeni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-24335","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24335","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24335"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24335\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}