
{"id":24349,"date":"2012-11-29T17:45:20","date_gmt":"2012-11-29T16:45:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24349"},"modified":"2012-12-03T09:53:22","modified_gmt":"2012-12-03T08:53:22","slug":"ricongiunzione-onerosa-come-cambiarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24349","title":{"rendered":"RICONGIUNZIONE ONEROSA: COME CAMBIARLA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">COME CORREGGERE LA STORTURA GENERATA DA UNA NORMA DEL 2010: L&#8217;IPOTESI SU CUI STA LAVORANDO IL GOVERNO E LA PROPOSTA DELL&#8217;ECONOMISTA<\/span><\/p>\n<p><em>I termini della questione possono riassumersi come segue:<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">. <\/span>&#8211; va preliminarmente chiarita la distinzione tra <strong>la <\/strong><\/em><strong>ricongiunzione<em> di periodi contributivi <\/em><\/strong><em><em>e <\/em><\/em><strong>totalizzazione<\/strong><em><em>: quest&#8217;ultima comporta soltanto la sommatoria degli importi versati, ai fini della determinazione del capitale sul quale verr\u00e0 determinata la rendita vitalizia secondo il criterio di calcolo c.d. &#8220;contributivo&#8221;; la ricongiunzione, invece, consente di mantenere il sistema di calcolo della rendita vitalizia c.d. &#8220;retributivo&#8221;, cio\u00e8 riferito\u00a0alla retribuzione dell&#8217;ultimo periodo lavorativo (che in genere \u00e8 molto pi\u00f9 favorevole per la persona interessata, poich\u00e9 l&#8217;ultima retribuzione \u00e8 solitamente maggiore di quella percepita nelle fasi precedenti della vita lavorativa);<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211;\u00a0il problema di cui ci occupiamo qui riguarda la <\/em><\/em><em><em>di periodi contributivi maturati presso istituti previdenziali diversi; non la possibilit\u00e0 di <\/em><\/em>totalizzazione<em><em>, <\/em><\/em><em><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; <strong>fino all&#8217;entrata in vigore della legge 30 luglio\u00a02010 n. 122 <\/strong>(conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78), chi aveva lavorato sia nel settore pubblico (Inpdap) sia in quello privato (Inps) poteva <\/em>ricongiungere<em> i due periodi gratuitamente se in questo modo il criterio di valorizzazione dei contributi versati non era pi\u00f9 vantaggioso (passaggio da Inpdap a Inps), oppure onerosamente, se il criterio era pi\u00f9 vantaggioso (passaggio da Inps a Inpdap);<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; nel 2010 il comma 12-<\/em>sexies<em> dell&#8217;articolo 12 della legge n. 122, ha dato attuazione alla <strong>sentenza della Corte di Giustizia europea del 13 novembre 2008<\/strong> (che aveva vietato la differenziazione dell&#8217;et\u00e0 di pensionamento delle donne rispetto a quella degli uomini nel settore pubblico), prevedendo l&#8217;aumento graduale\u00a0a\u00a065 anni; poich\u00e9 questa disposizione avrebbe rischiato di provocare una\u00a0forte migrazione dall&#8217;Inpdap all&#8217;Inps, dove la differenza di et\u00e0 pensionabile per le donne veniva mantenuta, il comma 12-<\/em>septies<em> dello stesso articolo 12 disponeva che le ricongiunzioni fossero\u00a0onerose anche in questo caso, nonostante che il criterio di valorizzazione dei contributi presso l&#8217;Inps non fosse pi\u00f9 vantaggioso rispetto all&#8217;Inpdap;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; sugli <strong>aspetti equitativi della regola introdotta nel 2010<\/strong> v. <a title=\"Lettera di E. Fornero al Corriere della Sera, 15.1.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19646\" target=\"_blank\">un intervento del ministro Fornero del 15 febbrtaio scorso<\/a>; su <strong>alcune conseguenze irragionevoli<\/strong> prodotte da quella nuova regola, v. in questo sito il <a title=\"Parere di A. Fortunat in materia di ricongiunzione - 27.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=20910\" target=\"_blank\">parere professionale espresso da A. Fortunat il 27 aprile scorso<\/a>; si osservi, per\u00f2, che\u00a0&#8211; come \u00e8 sottolineato nell&#8217;intervento del ministro &#8211;\u00a0il problema si pone sempre soltanto per le vecchie generazioni, che hanno interesse a conservare il privilegio del calcolo &#8220;retributivo&#8221; della pensione (abolito dalla riforma Dini del 1995 per tutti coloro che abbiano incominciato a lavorare dopo il 1978, e abolito per tutti dalla riforma del dicembre 2011, in riferimento alle quote di pensione maturate dal 1\u00b0 gennaio 2012): col passaggio al calcolo &#8220;contributivo&#8221; per tutti,\u00a0per le quote di pensione che\u00a0maturano\u00a0dal 1\u00b0 gennaio 2012, il problema andr\u00e0 progressivamente scomparendo;<br \/>\n<\/em><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; ora \u00e8 <strong>allo\u00a0studio del Governo una disposizione<\/strong> (che potrebbe essere contenuta anche in una circolare ministeriale interpretativa) in base alla quale potrebbero\u00a0ottenere la ricongiunzione all&#8217;Inps gratuitamente tutti coloro che abbiano cessato la contribuzione all&#8217;Inpdap prima dell&#8217;entrata in vigore della legge n. 122\/2010; ma questo non risolverebbe il problema di coloro che invece hanno cessato la contribuzione all&#8217;Inpdap dopo quella data;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; <strong>alla Camera dei Deputati \u00e8 allo studio un&#8217;ipotesi ulteriore <\/strong>molto ragionevole, oggetto di una <strong>proposta degli on. Giuliano Cazzola e Marialuisa Gnecchi<\/strong>, che prevede la possibilit\u00e0 di ottenere la ricongiunzione\u00a0gratuita accettando che l&#8217;entit\u00e0 della pensione finale risulti dalla somma di quote di pensione maturate presso ciascun istituto previdenziale, ciascuna calcolata secondo il relativo regime;<br \/>\n<em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span> &#8211; su <\/em><\/em>la Repubblica <em><em><em>del 29 novembre 2012 <\/em><strong>l&#8217;economista\u00a0Tito Boeri, con l&#8217;articolo riportato qui sotto, propone una terza soluzione possibile<\/strong>: una disposizione che consenta la ricongiunzione gratuita soltanto ai fini del conseguimento della pensione di vecchiaia, mentre chi chiede la pensione anticipata<\/em><em> dovrebbe accettare il criterio di calcolo c.d. &#8220;contributivo&#8221;, rinunciando al criterio &#8220;retributivo&#8221; <\/em><\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\">LA PROPOSTA\u00a0DI TITO BOERI<\/span><br \/>\n\u00c8\u00a0tempo di porre fine a una grave ingiustizia, quella delle cosiddette \u201cricongiunzioni onerose\u201d. Ci riferiamo ai costi altissimi (in taluni casi si superano i 300.000 euro) imposti a chi vuole mettere insieme contributi versati a enti diversi (ad esempio Inps e Inpdap), come se fossero stati versati a un unico fondo, ai fini del calcolo della propria pensione. Si tratta di una norma, bene sottolinearlo, sulla quale il presente Governo non ha alcuna responsabilit\u00e0. Fu infatti introdotta di soppiatto da Giulio Tremonti per ridurre il ricorso alle pensioni di anzianit\u00e0, con un accorgimento opaco quanto odioso:\u00a0 il ricongiugnigimento avrebbe infatti permesso a molti lavoratori, soprattutto nell\u2019ambito del sistema a quote precedente la riforma Fornero, di andare in pensione prima.\u00a0 Invece di intervenire sulle pensioni di anzianit\u00e0, il Ministro Tremonti aveva ritenuto di rendere oltremodo costoso il ricongiungimento, venendo cos\u00ec a colpire tutti i lavoratori che hanno carriere discontinue. Particolarmente colpite le donne che subiscono frequenti interruzioni di carriera in corrispondenza dei periodi di maternit\u00e0. Si tratta di una grave ingiustizia perch\u00e8 introduce una \u00a0differenza di trattamento tra lavoratori con stessa et\u00e0 e stessi contributi versati a seconda che questi siano su un unico fondo piuttosto che su pi\u00f9 fondi.<br \/>\nLa riforma delle pensioni del dicembre 2011 non ha rimosso questo iniquo provvedimento. Peccato perch\u00e8 \u00e8 in palese contraddizione con il principio, ribadito pi\u00f9 volte in sede di approvazione della riforma del mercato del lavoro, secondo cui \u00e8 opportuno oggi favorire una maggiore mobilit\u00e0 del lavoro.\u00a0\u00c8 inoltre incongruente con l\u2019integrazione di Inpdap e Enpals nel super-Inps decisa da questo esecutivo. Sulle scelte contraddittorie del Governo ha pesato, probabilmente, la valutazione della Ragioneria dello Stato secondo cui la rimozione della norma sarebbe costata quasi\u00a0 2 miliardi e mezzo, rimangiando una parte consistente dei risparmi della riforma pensionistica. Il problema, come si \u00e8 detto, \u00e8 che per molte persone il ricongiungimento consentirebbe l\u2019accesso alla pensione in via anticipata rispetto all\u2019et\u00e0 di vecchiaia. Quindi l\u2019eliminazione dell\u2019onerosit\u00e0 della ricongiunzione costa allo Stato non solo e non tanto a causa del venir meno dei pagamenti oggi in essere e in virt\u00f9 delle pensioni pi\u00f9 alte che si dovrebbero liquidare a chi totalizzasse i contributi, ma soprattutto perch\u00e9 si alzerebbe immediatamente il numero delle pensioni erogate per via del pensionamento anticipato dei lavoratori messi in grado di ricongiungere versamenti su fondi diversi.<br \/>\nLa soluzione dovrebbe essere quella di rendere possibile la ricongiunzione senza onere alcuno per chi ne fa domanda, ma solo dopo aver raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia. Per chi volesse andare in pensione prima dovrebbe invece essere concesso di cumulare i contributi versati a partire dal compimento dei 63 anni di et\u00e0, applicando a questi il metodo contributivo, come gi\u00e0 oggi previsto dall\u2019istituto della \u201ctotalizzazione\u201d. In questo modo si andrebbe verso il ripristino di una parit\u00e0 di trattamenti fra diverse generazioni di lavoratori, senza aggravi eccessivi per i conti previdenziali (i costi non dovrebbero superare qualche centinaio di milioni).<br \/>\nLe pensioni sono materia delicata perch\u00e8 basate su di un patto intergenerazionale. Per questo il perseguimento dell\u2019equit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec importante: serve a cementare, a rendere credibile, il patto. La stessa Ragioneria dello Stato dovrebbe tenere conto del fatto che i trucchi per ottenere risparmi contabili possono, a lungo andare, produrre effetti opposti a quelli preventivati perch\u00e8 danno un segnale di assoluta arbitrariet\u00e0 delle norme al contribuente.\u00a0 Siamo sicuri che un Ministro assai competente in materia come Elsa Fornero vorr\u00e0 dunque porre rimedio a questa ingiustizia prima della scadenza del suo mandato senza porre ulteriori rattoppi. Analoga attenzione, ci permettiamo di suggerirle nel modificare l\u2019indicizzazione delle pensioni. Non si pu\u00f2 pensare di fare cassa per affrontare il problema degli esodati, bloccando nuovamente l\u2019indicizzazione delle pensioni per alcune categorie di quiescenze.\u00a0 Se si ritiene che la spesa per i trattamenti gi\u00e0 in essere sia incompatibile con il processo di consolidamento fiscale, meglio semmai cambiare le regole di indicizzazione per tutti e una volta per tutte, ad esempio legandole all\u2019andamento del monte salari, che rappresenta dopotutto la base fiscale, la massa di denaro da cui vengono raccolti i soldi per pagare le pensioni.\u00a0 Sarebbe un modo di legare pi\u00f9 strettamente le sorti dei pensionati a quelle dei lavoratori, chi oggi riceve dopo aver pagato per molti anni e chi oggi paga augurandosi di venire un domani trattato allo stesso modo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COME CORREGGERE LA STORTURA GENERATA DA UNA NORMA DEL 2010: L&#8217;IPOTESI SU CUI STA LAVORANDO IL GOVERNO E LA PROPOSTA DELL&#8217;ECONOMISTA I termini della questione possono riassumersi come segue: . &#8211; va preliminarmente chiarita la distinzione tra la ricongiunzione di periodi contributivi e totalizzazione: quest&#8217;ultima comporta soltanto la sommatoria degli importi versati, ai fini della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-24349","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24349","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24349"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24349\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}