
{"id":24567,"date":"2012-12-12T21:16:13","date_gmt":"2012-12-12T20:16:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24567"},"modified":"2012-12-16T12:05:59","modified_gmt":"2012-12-16T11:05:59","slug":"se-i-poveri-pagano-luniversita-ai-ricchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24567","title":{"rendered":"SE I POVERI PAGANO L&#8217;UNIVERSIT\u00c0 AI RICCHI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I CONTRIBUENTI MENO AGIATI ACCEDONO DI MENO ALL&#8217;UNIVERSIT\u00c0, MA CONTRIBUISCONO IN PROPORZIONE IN MISURA MOLTO SUPERIORE AL SUO FINANZIAMENTO RISPETTO AI PI\u00d9 AGIATI\u00a0\u2013 CHIUNQUE VINCA LE ELEZIONI DOVR\u00c0 RIPENSARE\u00a0IL\u00a0FINANZIAMENTO UNIVERSITARIO PER ELIMINARE QUESTA EVIDENTE INGIUSTIZIA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Andrea Ichino e Daniele Terlizzese <\/strong>pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera <em>del 10 dicembre 2012 &#8211; Seguono la <strong>replica di Alessandro Fig\u00e0 Talamanca<\/strong>, professore di matematica alla &#8220;Sapienza&#8221; di Roma, e la <strong>controreplica di Andrea Ichino<\/strong><\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La campagna elettorale \u00e8 di fatto aperta. La nostra speranza \u00e8 che l\u2019universit\u00e0 sia al centro del dibattito, per le sue implicazioni riguardanti la crescita e l\u2019equit\u00e0 sociale. Il confronto non dovrebbe per\u00f2 essere contaminato da controversie su questioni non controvertibili, perch\u00e9 riguardanti dati di fatto. Una di queste \u00e8 se sia vero o no che in Italia i poveri pagano l\u2019universit\u00e0 ai ricchi. Nei giorni scorsi, Francesco Giavazzi l\u2019ha affermato; Marco Meloni (responsabile Pd per l\u2019universit\u00e0) l\u2019ha messo in dubbio (vedi <em>www.lavoce.it<\/em>).<br \/>\nChe cosa dicono i dati? Che il finanziamento universitario opera ogni anno un trasferimento ingente, circa 2,5 mld di euro, dalle famiglie con reddito inferiore ai 40.000 euro lordi annui a quelle con reddito superiore. Non si pu\u00f2 discutere di diritto allo studio e di finanziamento dell\u2019universit\u00e0 se prima non si riconosce questa macroscopica e odiosa ingiustizia.<br \/>\nLe famiglie con un reddito fino a 40.000 euro sono il 93% del totale dei contribuenti e pagano solo il 54% del gettito Irpef, dato che questa \u00e8 una tassa progressiva (Dipartimento delle finanze). Quindi queste famiglie finanziano attraverso l\u2019Irpef il 54% di quanto lo Stato d\u00e0 all\u2019universit\u00e0, con un contributo di 4,9 mld di euro. Tuttavia da esse proviene solo un quarto degli studenti universitari italiani, mentre dal 7% di famiglie pi\u00f9 ricche vengono i restanti tre quarti (Banca d\u2019Italia). Le famiglie pi\u00f9 povere ricevono perci\u00f2, sotto forma di istruzione, un quarto di quanto lo Stato spende per gli atenei: circa 2,2 miliardi. La differenza tra quanto pagano e quanto ricevono (2,7 mld) \u00e8 un regalo alle famiglie pi\u00f9 abbienti. \u00c8 vero quindi che, in proporzione al loro reddito, i pi\u00f9 ricchi pagano pi\u00f9 Irpef, ma non in misura tale da compensare l\u2019uso maggiore che essi fanno dell\u2019universit\u00e0. Tenendo conto delle altre imposte, che sono sicuramente meno progressive dell\u2019Irpef, l\u2019entit\u00e0 del regalo aumenta.<br \/>\nCambiano le conclusioni considerando le rette universitarie? No. La loro somma, per legge, non pu\u00f2 superare il 20% dei bilanci degli atenei. Inoltre la loro struttura \u00e8 marcatamente regressiva: da un rapporto di Federconsumatori si desume che, in proporzione al reddito, le rette incidono per il 15,6% sui redditi pi\u00f9 bassi, ma solo per il 4,3% su quelli di 40.000 euro, fino a quasi annullarsi a livelli ancora pi\u00f9 alti. I ricchi pagano di pi\u00f9, ma non molto; tenendo conto delle rette di iscrizione, il regalo che ricevono dai poveri resta comunque di 2,4 mld. E sarebbe di 2,2 mld anche se le tasse universitarie, rimanendo ai bassi livelli attuali, fossero interamente pagate dai pi\u00f9 ricchi.<br \/>\n\u00c8 un trasferimento inaccettabile, che si perpetua solo perch\u00e9 i pi\u00f9 ignorano come stanno realmente le cose. Che possa essere maggiore in Paesi dove l\u2019universit\u00e0 \u00e8 del tutto gratuita non lo rende meno odioso e paradossale,<br \/>\nUna volta che questi fatti siano riconosciuti da tutti, possiamo discutere di come venirne fuori. E qui le prospettive, legittimamente, possono essere diverse. Una, a cui forse aspira Meloni, potrebbe essere che tutti i giovani frequentino l\u2019universit\u00e0, cos\u00ec come gi\u00e0 frequentano la scuola dell\u2019obbligo. In questo modo tutti ne fruirebbero in modo uguale ma i ricchi pagherebbero di pi\u00f9 per via del prelievo fiscale progressivo, e il paradosso scomparirebbe.<br \/>\nMa si tratta di una prospettiva realistica, o desiderabile? Certamente vanno rimossi tutti gli ostacoli che scoraggiano i ragazzi poveri e di talento dall\u2019acquisire un\u2019istruzione superiore. La qualificazione \u00abdi talento\u00bb non \u00e8 per\u00f2 un inciso retorico, va presa sul serio. Il sistema universitario \u00e8 la modalit\u00e0 con cui la societ\u00e0 trasmette la frontiera pi\u00f9 avanzata della conoscenza a chi \u00e8 meglio in grado di riceverla ed estenderla. \u00c8 un sistema intrinsecamente elitario, perch\u00e9 si fonda su un\u2019ineliminabile disuguaglianza nelle capacit\u00e0 delle persone. \u00c8 una disuguaglianza che non deve dipendere dalla ricchezza della famiglia d\u2019origine, e bisogna fare ogni sforzo per rompere questo legame; ma cos\u00ec come non \u00e8 possibile che tutti vadano alle Olimpiadi, \u00e8 inevitabile che alcuni siano pi\u00f9 di altri in grado di prendere il testimone della conoscenza. Ci\u00f2 non \u00e8 in contrasto con la nostra Costituzione (art. 34), dove stabilisce il diritto di \u00abraggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi\u00bb per i \u00abcapaci e meritevoli, anche se privi di mezzi\u00bb. Anche questa \u00e8 una qualificazione importante e spesso trascurata: non per tutti, solo per i capaci e meritevoli.<br \/>\nLa scuola \u00e8 e deve essere per tutti: \u00e8 l\u00ec che si devono davvero creare le pari opportunit\u00e0. L\u2019universit\u00e0 \u00e8 altra cosa. Chiunque vinca dovr\u00e0 ripensare al suo finanziamento.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA REPLICA DI ALESSANDRO\u00a0FIG\u00c0 TALAMANCA<\/strong><\/span><br \/>\nDue economisti, Andrea Ichino e Daniele Terlizzese (<em>Corriere<\/em> 10 dicembre) ritengono che un futuro governo, nel disegnare la sua politica nei riguardi dell&#8217;universit\u00e0, debba partire da un interrogativo morale: &#8220;E&#8217; giusto che i poveri paghino l&#8217;universit\u00e0 per i ricchi?&#8221; Il confine tra poveri e ricchi sarebbe un reddito annuo lordo famigliare di 40.000 euro. Pi\u00f9 concretamente, e senza la pretesa di difendere valori morali,\u00a0 mi sembra che la domanda che dovrebbe porsi un futuro\u00a0 governo sia\u00a0 piuttosto se \u00e8 opportuno, per l&#8217;Italia, raggiungere\u00a0 una percentuale di giovani con istruzione universitaria almeno pari alla media dei paesi OCSE. In caso affermativo il problema sarebbe quello di modulare le tasse di iscrizione, e l&#8217;accesso alle borse di studio in modo da aumentare il numero degli iscritti in grado di completare gli studi, senza aumentare, ovviamente, la spesa pubblica.\u00a0 Ricordiamo che in Gran Bretagna la risposta all&#8217;interrogativo morale che il Governo Blair aveva posto negli stessi termini di Ichino e Terlizzese, ha causato invece una consistente diminuzione degli iscritti e quindi dei laureati. Pu\u00f2 permetterselo l&#8217;Italia con il 20% di laureati tra i giovani dai 25 ai 34 anni, mentre la percentuale media dei paesi dell&#8217;OCSE \u00e8 28%?.<br \/>\nAlessandro Fig\u00e0 Talamanca<br \/>\nOrdinario di matematica\u00a0all&#8217;Universit\u00e0 \u00a0&#8220;La Sapienza&#8221; di Roma<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA CONTROREPLICA DI ANDREA ICHINO<\/strong><\/span><br \/>\nNon abbiamo dilemmi morali, diamo per scontato che non sia giusto. E comunque, i cittadini a cui spetta decidere devono sapere quel che oggi accade. Con una soglia inferiore ai 40.000 euro il paradosso sarebbe ancora pi\u00f9 evidente. L&#8217;economist del 4 febbraio 2012 e studi dell&#8217;Institute for Fiscal Studies non segnalano diminuzioni degli iscritti alle universita&#8217; in UK dopo la riforma; e anzi suggeriscono che essa abbia aumentato la mobilita&#8217; sociale. In un libro che uscira&#8217; tra breve con Rizzoli, facciamo le nostre proposte. Ma in ogni caso, perch\u00e9 intanto non far pagare la laurea a chi pu\u00f2 certamente permetterselo?<br \/>\nAndrea Ichino<br \/>\nOrdinario di economia del lavoro nell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I CONTRIBUENTI MENO AGIATI ACCEDONO DI MENO ALL&#8217;UNIVERSIT\u00c0, MA CONTRIBUISCONO IN PROPORZIONE IN MISURA MOLTO SUPERIORE AL SUO FINANZIAMENTO RISPETTO AI PI\u00d9 AGIATI\u00a0\u2013 CHIUNQUE VINCA LE ELEZIONI DOVR\u00c0 RIPENSARE\u00a0IL\u00a0FINANZIAMENTO UNIVERSITARIO PER ELIMINARE QUESTA EVIDENTE INGIUSTIZIA Articolo di Andrea Ichino e Daniele Terlizzese pubblicato sul Corriere della Sera del 10 dicembre 2012 &#8211; Seguono la replica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-24567","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24567"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24567\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}