
{"id":247,"date":"2008-06-07T14:08:45","date_gmt":"2008-06-07T13:08:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=247"},"modified":"2008-06-07T16:53:32","modified_gmt":"2008-06-07T15:53:32","slug":"che-cosa-si-puo-e-si-deve-fare-contro-gli-infortuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=247","title":{"rendered":"NON C&#8217;E&#8217; NULLA DI BIANCO NELLE MORTI BIANCHE"},"content":{"rendered":"<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"color: #993300;\">TRE PROPOSTE ETERODOSSE PER COMBATTERE GLI INFORTUNI SUL LAVORO<\/span><\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>La denuncia di un rappresentante per la sicurezza e, nella\u00a0risposta,\u00a0alcune proposte non convenzionali su quel che si potrebbe fare subito e a costo zero, in alternativa alla pratica auto-assolutoria e inconcludente di\u00a0emanare nuove leggi e proclamare scioperi.<\/em><\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em><\/em>\u00a0<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">6 giugno 2008<br \/>\nGioved\u00ec 29 Maggio nel giro di poche ore sono morti sul lavoro 5 lavoratori. Quando questi poveri lavoratori muoiono, molte volte non si sa neanche il nome, come fossero solo dei numeri, invece non \u00e8 cos\u00ec, sono persone in carne e ossa:<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><!--more-->Santino Guida, 54 anni, muratore;<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Stefano Locatelli, 30 anni, operaio;<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Dario Ubertoli, 30 anni, operaio;<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Salvatore De Moro, 73 anni, agricoltore;<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ermiono Croda, 54 anni, agricoltore.<\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mercoled\u00ec 4 giugno, Dilawar Singh, un operaio indiano \u00e8 morto sul lavoro, colpito al capo dal braccio meccanico di un macchinario. Aveva solo vent&#8217;anni!<\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La politica \u00e8 stata fortemente impegnata con il<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">decreto sulla sicurezza pubblica, e con l\u2019emendamento \u201csalva retequattro\u201d, come se fossero le priorit\u00e0 del paese. E\u2019 vero, c\u2019\u00e8 un emergenza sicurezza nel nostro paese, ma sul LAVORO, che io oserei definire una\u00a0vera e propria emergenza nazionale, perch\u00e8 non \u00e8 degno di un paese civile che ci siano cos\u00ec tanti infortuni e morti sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Abbiamo una media impressionante di morti sul lavoro (4 al giorno). Questi sono numeri da paese<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">del \u201cterzo mondo\u201d, non da paese civile. Cosa aspetta la politica ad occuparsi di questa emergenza? Ma soprattutto cosa aspettano i sindacati confederali a proclamare uno sciopero generale di otto ore, con manifestazione nazionale a Roma?<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">O i 5 morti sul lavoro di gioved\u00ec 29 e quelli che ci sono stati nelle settimane passate e tutti gli infortuni e gli invalidi sul lavoro non sono abbastanza?<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Come disse a suo tempo il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, intervistato da La Repubblica:\u00a0&#8220;Dobbiamo tornare in prima linea. Dobbiamo tornare con fatica a sporcarci le mani con la<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">condizione del lavoro&#8230;&#8230;\u00e8 di un&#8217; \u00abautoriforma\u00bb che ha bisogno anche il sindacato, senza nascondersi dietro le responsabilit\u00e0 e le debolezze degli altri. Ogni morto &#8211; spiega &#8211; \u00e8 per noi una sconfitta.<br \/>\nQual \u00e8 la nostra principale funzione se non quella di tutelare l&#8217;integrit\u00e0, innanzitutto fisica, del lavoratore? C&#8217; \u00e8 anche una nostra quota di responsabilit\u00e0, accanto alla mancanza di controlli e alle colpe delle imprese che spesso non si curano della sicurezza in nome del profitto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Lo ripeto nuovamente, il Dlgs per un testo unico per la sicurezza sul lavoro \u00e8 stata solo una \u201cpezza\u201d che \u00e8 stata messa, ma non \u00e8, ripeto, non \u00e8, la soluzione di tutti i mali che affliggono i luoghi di lavoro, ci vorr\u00e0 molto, ma molto di pi\u00f9, per fermare tutti questi omicidi nei luoghi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Vorrei rivolgere un invito a tutti: la si smetta una volta per tutte di chiamarle morti bianche: sono dei veri e propri assassinii sul lavoro, non c\u2019\u00e8 nulla di bianco in una morte sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Marco Bazzoni, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.<\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><a href=\"mailto:bazzoni_m@tin.it\">bazzoni_m@tin.it<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>Hai ragione, Marco: il testo unico per la sicurezza non basta; ci vuole molto di pi\u00f9 per fermare la serie degli infortuni sul lavoro: di quelli mortali come degli altri. Anzi, per certi aspetti l&#8217;intervento legislativo immediato, all&#8217;indomani di una strage, ha persino una possibile valenza negativa, perch\u00e9 sottintende una sorta di autoassoluzione: se il problema sta in un difetto della legislazione, nessuno ha colpa, non occorre correggere i comportamenti quotidiani delle istituzioni e delle persone, di ciascuno di noi.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>La realt\u00e0 \u00e8 che la nostra legislazione in materia di sicurezza e igiene del lavoro \u00e8 allineata agli standard comunitari , che sono tra i pi\u00f9 avanzati del mondo. Anch&#8217;essa, certo,\u00a0\u00e8 sempre perfettibile,\u00a0 ma non \u00e8 l\u00ec il problema maggiore; la causa del nostro tasso di infortuni pi\u00f9 alto rispetto agli altri Paesi europei va cercata semmai nel tasso troppo alto di <strong>ineffettivit\u00e0<\/strong> di questa nostra legislazione.\u00a0Anche la migliore delle leggi \u00e8 del tutto inutile se resta disapplicata.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>Tutti i dati empirici\u00a0mostrano &#8211;\u00a0sia nel confronto tra Paesi, sia nel confronto tra regioni italiane &#8211;\u00a0una forte correlazione diretta del tasso degli infortuni sul lavoro\u00a0rispetto al tasso di lavoro irregolare, o una correlazione inversa rispetto agli indici di diffusione\u00a0e radicamento della cultura della legalit\u00e0, del senso civico\u00a0(quello che\u00a0nella lingua delle sicenze sociali viene chiamata\u00a0<\/em>civicness<em>, o\u00a0<\/em>civic attitudes<em>). <\/em><em>E su questo terreno tutti siamo in qualche misura responsabili, se non altro per quella forma di opportunismo farisaico che ci spinge a chiudere gli occhi sul fenomeno del lavoro totalmente irregolare anche quando esso si presenta in modo macroscopico nel cuore delle nostre citt\u00e0 (rinvio in proposito al bel libro di Paolo Berizzi, <\/em>Morte a tre euro. Nuovi schiavi nell&#8217;Italia del lavoro<em>, ed. Baldini Castoldi Dalai, 2008).<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>Una sola nota critica su quel che scrivi: in materia di sicurezza del lavoro il sindacato pu\u00f2 e deve fare qualche cosa di pi\u00f9 che proclamare uno sciopero. Anche l&#8217;ennesimo sciopero, come l&#8217;ennesimo intervento legislativo,\u00a0rischia di avere un significato\u00a0auto-assolutorio; come dire: la responsabilit\u00e0 di quel che accade \u00e8 tutta dello Stato e delle imprese. Anche il sindacato e i lavoratori, invece,\u00a0hanno delle responsabilit\u00e0 e possono fare di pi\u00f9 su questo terreno.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>Qualche idea su quel che potremmo tutti &#8211; Stato, imprese, enti locali, sindacato e lavoratori &#8211; concretamente fare subito, pi\u00f9 di quanto abbiamo fatto finora:<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>\u00a0\u00a0 &#8211; <strong>sul piano amministrativo<\/strong>, intensificare i controlli sia contro il lavoro irregolare in generale (di competenza degli Ispettorati del lavoro), sia contro le violazioni della normativa di prevenzione (di competenza degli Ispettorati delle Asl); per questo occorre <strong>potenziare immediatamente entrambi gli Ispettorati<\/strong>; e lo <strong>si pu\u00f2 fare subito e a costo zero<\/strong> assegnando a ciascun ispettore come assistenti, mediante trasferimento d&#8217;ufficio,\u00a0uno o due impiegati male o per nulla utilizzati in altri comparti delle amministrazioni pubbliche locali: in questo modo si potrebbe raddoppiare in brevissimo tempo\u00a0l&#8217;efficienza degli ispettorati\u00a0(\u00e8 quanto ho proposto con Tito Boeri su <\/em>lavoce.info<em>\u00a0l&#8217;anno scorso, nell&#8217;articolo <\/em><a title=\"Ipocreisie bianche\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=195\">Ipocrisie bianche<\/a><em>); certo, questo implica che i lavoratori del settore pubblico e i loro sindacati accettino il trasferimento da un ufficio a un altro nella stessa citt\u00e0, rinunciando alla regola &#8211; non scritta, ma di fatto rigorosamente applicata &#8211; della consensualit\u00e0, che oggi lo impedisce;<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>\u00a0\u00a0 &#8211; <strong>in azienda<\/strong>, stimolare il controllo reciproco tra lavoratori, anche pari grado, sul rispetto delle misure di sicurezza:\u00a0imprese e sindacati dovrebbero negoziare <strong>premi individuali <\/strong>per chiunque segnali misure utili di perfezionamento della prevenzione e\u00a0<strong>premi di reparto<\/strong> che scattano soltanto se nel mese precedente non si \u00e8 verificato neppure un infortunio di minima entit\u00e0; questo sarebbe molto utile per sensibilizzare tutti gli interessati sulla prevenzione di ogni rischio, anche il pi\u00f9 piccolo (osservo per inciso che il premio di reparto contribuirebbe anche a combattere il fenomeno, che in qualche azienda ha una diffusione non del tutto trascurabile, della simulazione dell&#8217;infortunio lieve finalizzata a una breve assenza abusiva);<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>\u00a0\u00a0 &#8211; <strong>fuori dell&#8217;azienda<\/strong>, combattere pi\u00f9 efficacemente <strong>gli infortuni stradali<\/strong>, che per un verso <strong>costituiscono met\u00e0 degli infortuni sul lavoro<\/strong>, per altro verso sono,\u00a0nel loro complesso, dieci volte pi\u00f9 numerosi di quelli sul lavoro; anche su questo terreno l&#8217;Italia, con il suo tasso abnorme di mortalit\u00e0 da traffico stradale,\u00a0\u00e8 purtroppo il fanalino di coda tra i maggiori Paesi europei; e qui la responsabilit\u00e0 riguarda non soltanto tutti i guidatori, ma anche i responsabili degli enti locali e di tutti gli altri enti competenti per la sicurezza della circolazione, ivi compresa la polizia stradale e i vigili urbani. Se incominciassimo a <strong>far dipendere una parte cosistente delle retribuzioni dei dirigenti di\u00a0questi enti dalla frequenza\u00a0degli infortuni<\/strong> che si registrano nella parte di rete stradale di loro competenza,\u00a0molto probabilmente il numero dei morti e dei feriti incomincerebbe a diminuire. Ai dirigenti apicali, in particolare,\u00a0si dovrebbe assegnare l&#8217;obiettivo dell&#8217;allineamento entro due o tre anni anni del nostro tasso di infortuni stradali alla media europea, legando al conseguimento di questo obiettivo almeno il 30 per cento delle loro laute retribuzioni (rinvio in proposito all&#8217;articolo 12 del\u00a0<a title=\"Disegno di legge sulla trasparenza e valutazione nelle p.a.\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?cat=18\" target=\"_blank\">disegno di legge sulla valutazione e misurazione nelle amministrazioni pubbliche<\/a> presentato nei giorni scorsi).<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoPlainText\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><em>p.i.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRE PROPOSTE ETERODOSSE PER COMBATTERE GLI INFORTUNI SUL LAVORO La denuncia di un rappresentante per la sicurezza e, nella\u00a0risposta,\u00a0alcune proposte non convenzionali su quel che si potrebbe fare subito e a costo zero, in alternativa alla pratica auto-assolutoria e inconcludente di\u00a0emanare nuove leggi e proclamare scioperi. \u00a0 6 giugno 2008 Gioved\u00ec 29 Maggio nel giro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-247","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=247"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/247\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}