
{"id":25181,"date":"2013-01-20T19:35:31","date_gmt":"2013-01-20T18:35:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25181"},"modified":"2013-01-20T23:09:03","modified_gmt":"2013-01-20T22:09:03","slug":"dieci-domande-e-dieci-risposte-su-universita-e-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25181","title":{"rendered":"DIECI DOMANDE E DIECI RISPOSTE SU UNIVERSIT\u00c0 E RICERCA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL MODO MIGLIORE PER INVESTIRE SULLA RICERCA DELL\u2019ECCELLENZA NEGLI ATENEI E NELL\u2019ATTIVIT\u00c0 SCIENTIFICA, GARANTENDO L\u2019ACCESSO A TUTTI INDIPENDENTEMENTE DAL REDDITO <\/span><\/p>\n<p><em>Scheda elaborata in <\/em><em>funzione della risposta alle domande formulate dal <a title=\"Pagina web Gruppo 2003\" href=\"http:\/\/www.gruppo2003.org\/\" target=\"_blank\">Gruppo 2003<\/a><\/em> <em> associazione che <\/em><em>riunisce gli scienziati italiani pi\u00f9 citati nella letteratura scientifica <\/em><em>internazionale), 19 gennaio 2013<img decoding=\"async\" title=\"More...\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-includes\/js\/tinymce\/plugins\/wordpress\/img\/trans.gif\" alt=\"\" \/> &#8211; Sul progetto di finanziamento indiretto\u00a0delle eccellenze universitarie mediante gli <\/em>Income contingent loans<em> v. anche i documenti raggiungibili attraverso <a title=\"Portale sul finanziamento dell'Universit\u00e0\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17427\" target=\"_blank\">il relativo Portale<\/a> in questo sito &#8211; In argomento v. inoltre <a title=\"Intervento di S. Giannini, 17.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25189\" target=\"_blank\">l&#8217;intervento di Stefania Giannini del 17 novembre 2012<\/a><\/em><\/p>\n<p><em><!--more--><\/em><strong><span style=\"color: #993300;\">LE DIECI DOMANDE DEL GRUPPO 2003<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>1. Investimento in Ricerca. <\/strong><br \/>\nIl nostro Paese investe meno della met\u00e0 di tutti i suoi competitori in ricerca (circa 1% del PIL). Questo divario \u00e8 solo in parte spiegato dal fatto che la nostra struttura industriale \u00e8 costituita in larga misura da piccole e medie imprese. L\u2019investimento in ricerca \u00e8 stato costantemente sacrificato a scapito del futuro del Paese.<br \/>\nDi quanto vi impegnate ad aumentare in modo realistico la percentuale del PIL dedicata a ricerca ed istruzione superiore all\u2019anno nei prossimi tre anni? Con che scaletta? Il Gruppo 2003 propone un aumento del 20% all\u2019anno nei prossimi 3 anni indipendentemente dalla situazione economica contingente e dalle pressioni di interessi particolari.<br \/>\nCome e dove troverete le risorse per questo aumento di investimento?<br \/>\nA che settori darete la priorit\u00e0?<br \/>\nCome eviterete che, in un sistema ancora scarsamente meritocratico, un aumento di investimento si risolva in spreco di denaro?<br \/>\nSiete d\u2019accordo su detassare le donazioni agli enti di ricerca ed in generale le attivit\u00e0 di ricerca? Se s\u00ec come ed in che tempi?<\/p>\n<p><strong>2. Valutazione e Premialit\u00e0.<\/strong><br \/>\nI meccanismi di distribuzione dei fondi di ricerca pubblici soffrono di meccanismi scarsamente trasparenti e meritocratici. Ancora, negli ultimi anni il 10% o poco pi\u00f9 del finanziamento ordinario delle universit\u00e0 (FFO) \u00e8 stato distribuito sulla base dei parametri di valutazione emersi dall\u2019esercizio CIVR condotto oltre 8 anni fa. Con un percorso bipartisan \u00e8 stata attivata un\u2019agenzia di valutazione (ANVUR) ed \u00e8 in corso un esercizio di valutazione detto VQR.<br \/>\nIntendete aumentare la quota di FFO distribuita sulla base dei parametri di valutazione della ricerca?<br \/>\nDi quanto e con che tempi?<br \/>\nLa valutazione dei progetti di ricerca \u00e8 cruciale per assicurarsi che il finanziamento sia erogato in maniera meritocratica attraverso una valutazione esente da conflitti di interessi. Il processo di &#8220;peer review&#8221;, che coinvolge esperti internazionali, indipendenti, e che lavorano in anonimato, \u00e8 applicato a livello internazionale allo scopo di ottenere una valutazione meritocratica. In che modo intendete applicare seriamente questo tipo di selezione ai meccanismi di finanziamento pubblico della ricerca?<\/p>\n<p><strong>3. Competitivit\u00e0 Internazionale e Premialit\u00e0.<\/strong><br \/>\nTutti i Paesi, in modo diverso, hanno scelto di investire in modo selettivo e competitivo su pochi atenei e centri di ricerca con l\u2019obiettivo di renderli competitivi e fra i migliori a livello internazionale. Ad esempio, Germania, Francia, Inghilterra, Cina, ecc, investono selettivamente in alcuni atenei. Gli atenei italiani non vanno bene nei ranking internazionali, anche se vanno meglio nei <em>ranking<\/em> basati su parametri obiettivi e non reputazionali. Ancora, a livello di finanziamenti europei alla ricerca scientifica, il nostro Paese recupera solo circa la met\u00e0 delle risorse che mette a disposizione, risultando poco competitivo. In pi\u00f9, e paradossalmente, chi ottiene finanziamenti internazionali paga l&#8217;IRAP sui fondi vinti!<br \/>\nSiete d\u2019accordo nel selezionare un numero limitato di atenei (10 sull\u2019esempio tedesco?) e centri di ricerca dotandoli di risorse adeguate a\u00a0 portarli al livello dei migliori nei <em>ranking<\/em> internazionali?<br \/>\nSe s\u00ec, con che tempi, che risorse, che modalit\u00e0?<br \/>\nIntendete introdurre meccanismi premiali per chi ottiene finanziamenti\u00a0 internazionali, secondo modelli e modalit\u00e0 internazionali?<\/p>\n<p><strong>4. Cabina di Regia.<\/strong><br \/>\nLo scarso investimento in ricerca del Paese passa attraverso finanziamenti erogati da diversi ministeri e si disperde in rivoli spesso scarsamente controllati o incontrollabili.<br \/>\nSiete disponibili a condurre un\u2019analisi rigorosa per conoscere tutti i fondi del sistema pubblico disponibili per la ricerca e per descriverne i criteri di erogazione?<br \/>\nIl Gruppo 2003 ha proposto un\u2019Agenzia Nazionale della Ricerca, una struttura di coordinamento che dovrebbe essere leggera, efficiente e trasparente, fondata su meccanismi di <em>peer-review<\/em>, sia per finanziamenti <em>top-down<\/em> che <em>bottom-up<\/em>. Siete disponibili a creare questa agenzia per rendere pi\u00f9 coordinato, efficiente e trasparente il sistema di distribuzione dei fondi di ricerca ?<br \/>\nCome migliorerete l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;ANVUR?<br \/>\nPer quanto riguarda il settore biomedico, le charities come Telethon e AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) dimostrano che \u201csi pu\u00f2 fare\u201d. Intendete utilizzare come modello queste organizzazioni private non-profit?<\/p>\n<p><strong>5. Lacci e Lacciuoli.<br \/>\n<\/strong>L&#8217;utilizzo efficiente delle scarse risorse del Paese \u00e8 ostacolato da un\u2019infinit\u00e0 di \u201clacci e lacciuoli\u201d. Il Gruppo 2003 e il pi\u00f9 alto organo di consulenza del Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca (CEPR) hanno pi\u00f9 volte richiamato l\u2019attenzione su questo problema ed identificato in modo specifico una serie di \u201clacci e lacciuoli\u201d.<br \/>\nIntendete tagliare i \u201clacci e lacciuoli\u201d identificati dal CEPR? Quali e con che tempi?<\/p>\n<p><strong>6. Valore Legale del Titolo di Studio.<br \/>\n<\/strong>L&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio aumenterebbe la competizione tra Universit\u00e0 e produrrebbe un effetto benefico sulla qualit\u00e0 degli atenei e sulla loro produttivit\u00e0, innescando un circolo virtuoso. Il Gruppo 2003 da 10 anni propone l\u2019abolizione del valore legale del titolo di studio. Il Governo Monti si \u00e8 mosso per depotenziare in alcuni settori il valore legale del titolo.<br \/>\nSiete d\u2019accordo con l\u2019abolizione del valore legale del titolo di studio?<br \/>\nIn subordine, siete d\u2019accordo con un ulteriore depotenziamento del valore legale del titolo di studio? Se s\u00ec, come lo farete?<\/p>\n<p><strong>7. Attrattivit\u00e0 e Rientro dei Cervelli.<\/strong><br \/>\nSu scala globale \u00e8 in atto una vera e propria corsa ad accaparrarsi l\u2019oro del terzo millennio, non pi\u00f9 l\u2019oro giallo o l\u2019oro nero, ma l\u2019oro grigio costituito dai cervelli. Il nostro Paese su questo piano soffre, non solo e non tanto, di un\u2019emorragia di cervelli, ma anche e soprattutto di una scarsa attrattivit\u00e0. I Programmi di Rientro dei cervelli hanno dato risultati spesso discutibili sul piano della qualit\u00e0 e dell\u2019impegno.<br \/>\nSiete d\u2019accordo nell\u2019individuare un percorso dedicato e facilitato (visti, permessi di soggiorno), anche dal punto di vista fiscale, per l\u2019entrata dei cervelli stranieri nel nostro Paese?<br \/>\nIl \u201crientro dei cervelli\u201d \u00e8 privo di senso se non si \u00e8 in grado di offrire dei package attrattivi, ad esempio dal punto di vista dei vincitori di competizioni internazionali come il Programma IDEAS dello European Research Council. Vanno offerti percorsi di durate medio-lunga, per attirare anche chi all&#8217;estero ha posizioni stabili o permanenti e facilitare chiamate dirette. Intendete stanziare risorse per pacchetti di offerta su base flessibile e competitiva per fare entrare o rientrare cervelli? Da dove otterrete le risorse necessarie?<\/p>\n<p><strong>8. Ricerca Industriale e Trasferimento Tecnologico.<\/strong><br \/>\nIl sistema di ricerca del Paese soffre di un insufficiente trasferimento dei suoi risultati alla societ\u00e0 nel suo complesso ed all\u2019industria. Ad esempio, i dati indicano che in un\u2019ipotetica partita Italia-Germania sul piano della ricerca, usando come indicatore della ricerca fondamentale le citazioni, il nostro Paese \u00e8 al 75% della Germania (un grande risultato se si considera la differenza in entit\u00e0 e qualit\u00e0 dell\u2019investimento), ma \u00e8 solo al 19% se consideriamo un indicatore di trasferimento del <em>know how<\/em> all\u2019industria. Insomma, l\u2019imbuto del trasferimento \u00e8 stretto in modo anomalo.<br \/>\nCosa intendete fare per il trasferimento tecnologico?<br \/>\nChe misure concrete intendete prendere per favorire un rapporto trasparente e proficuo mirato al trasferimento tecnologico?<br \/>\nL\u2019industria nel nostro Paese investe in ricerca in modo insufficiente, un difetto correlabile in una certa misura alla prevalenza di strutture di piccole e medie dimensioni.\u00a0 Cosa intendete fare per promuovere la ricerca industriale?<br \/>\nRiteniamo che i programmi di ricerca nell\u2019industria, finanziati dallo Stato, siano stati e siano scarsamente produttivi per macchinosit\u00e0, lentezza, richieste di aggregazioni surrettizie, ecc. Intendete detassare davvero l\u2019investimento in ricerca?<br \/>\nIn che misura?<br \/>\nCon che meccanismi?<\/p>\n<p><strong>9. Giovani, Capaci e Meritevoli.<\/strong><br \/>\nIl cosiddetto \u201cCapitale Umano\u201d costituisce la vera ricchezza del Paese. Il Sistema Paese sta perdendo una generazione di ricercatori a causa della scarsit\u00e0 delle risorse e l\u2019inaffidabilit\u00e0 dei percorsi di carriera.<br \/>\nEsistono criteri e parametri elaborati a livello internazionale che definiscono i requisiti necessari per poter accedere alle diverse posizioni di carriera del ricercatore e le procedure di valutazione sia in ingresso sia in itinere. L&#8217;applicazione di tali criteri e parametri a livello nazionale \u00e8 urgente.<br \/>\nCome procederete per realizzare percorsi di carriera per i ricercatori affidabili e meritocratici secondo standard internazionali?<br \/>\nVi impegnate a non favorire alcuna entrata o promozione \u201cope legis\u201d comunque mascherata?<br \/>\nIl diritto dei capaci e meritevoli di accedere ai livelli pi\u00f9 alti dell\u2019istruzione e di contribuire alla ricerca scientifica \u00e8 di fatto in larga misura negato nel nostro Paese dall\u2019insufficienza, ad esempio, delle borse di studio, degli assegni di ricerca, ecc.<br \/>\nCosa intendete fare per migliorare il diritto allo studio ed il diritto-dovere a contribuire al sistema di ricerca del Paese dei nostri migliori cervelli indipendentemente dal ceto sociale di origine?<br \/>\nVi impegnate a trovare\u00a0 le risorse per promuovere l\u2019entrata in ricerca di una leva di giovani (borse di studio, assegni di ricerca, ecc.)? Con che risorse?<\/p>\n<p><strong>10.<\/strong> Ritenete indispensabile promuovere e rilanciare<strong> la Cultura della Scienza e della Ricerca<\/strong> in un paese che l\u2019ha sostanzialmente da sempre trascurata?<br \/>\nQuali iniziative sostenibili nel tempo intendete adottare?<br \/>\nVi impegnate ad\u00a0 investire nella formazione scientifica dei giovani?<br \/>\nCon quali iniziative?<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><strong> <\/strong><\/strong><span style=\"color: #993300;\"><strong>LE DIECI RISPOSTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>1. Investimento in Ricerca <\/strong><br \/>\nLa proposta sintetizzata in appendice (v. l&#8217;ultima sezione di questo post) \u00a0\u2013 da qui in avanti indicata come <em>Progetto<\/em> \u2013 consente di reperire nuove risorse per gli atenei, senza oneri a carico del bilancio statale, concentrandole proprio l\u00ed dove potrebbero dare migliori frutti. Sulla base di simulazioni realistiche, essa consentirebbe un aumento netto di risorse (utilizzabili anche per la ricerca)\u00a0 nell\u2019ordine dell\u201911-13% per\u00a0 gli atenei che sappiano migliorare la loro offerta formativa in modo convincente. Un ateneo che fosse capace di creare in modo credibile nuovi corsi di laurea eccellenti per 500 studenti, potrebbe accedere a circa 10 milioni di risorse fresche annue, portate da maggiori tasse universitarie, diversificate per reddito della famiglia d\u2019origine, versate da studenti che per i loro meriti abbiano ricevuto un finanziamento sufficiente a pagare quelle maggiori tasse, oltre che i costi di una eventuale scelta universitaria lontano da casa. A questo proposito, \u00e8 bene ricordare che la questione non \u00e8 se l\u2019universit\u00e0 debba essere gratis o a pagamento, ma se il suo costo, <em>che comunque c\u2019\u00e8<\/em>, debba essere coperto da tutti i contribuenti o solo da coloro che la frequentano. Le nuove risorse generate dall\u2019attuazione del <em>Progetto<\/em> sarebbero sufficienti a finanziare quei corsi, ma anche e soprattutto la ricerca dei migliori ricercatori internazionali che in essi verrebbero ad insegnare. Solo quella ricerca pu\u00f2 rendere credibile e davvero eccellente l\u2019offerta formativa che l\u2019ateneo mette a disposizione degli studenti. Gli studenti ripagheranno il finanziamento quando troveranno un lavoro e in proporzione al reddito che guadagneranno: pagheranno cio\u00e8 poco (o nulla) quando il loro reddito sar\u00e0 basso, e pagheranno di pi\u00f9 quando se lo potranno permettere.<\/p>\n<p><strong>2. Valutazione e Premialit\u00e0 <\/strong><br \/>\nIl <em>Progetto<\/em> consente di affiancare alla valutazione centralizzata dell\u2019ANVUR un meccanismo di valutazione decentralizzata e di mercato. Una vera \u201cfacolt\u00e0 di scelta\u201d da parte degli studenti rappresenta proprio quello stimolo alla competizione di cui l\u2019universita italiana ha bisogno; \u00e8 l\u2019ingrediente che manca alla riforma Gelmini, al suo impianto di valutazione troppo centralizzato. L\u2019Anvur sta facendo un buon lavoro, ma da questa esperienza \u00e8 facile capire quanto sia complesso, costoso e potenzialmente criticabile da ogni lato, un processo di valutazione centralizzato e uniforme per tutte le discipline.<\/p>\n<p><strong>3. Competitivit\u00e0 Internazionale e Premialit\u00e0<\/strong><br \/>\nIl <em>Progetto<\/em> consente e prevede esplicitamente di reperire nuove risorse con uno schema che necessariamente le convoglia proprio su \u201cpochi e atenei\u201d (e quindi sui loro centri di ricerca) \u201cche sappiano meritarsele con l\u2019obiettivo di renderli competitivi e fra i migliori a livello internazionale\u201d: esattamente quello che il Gruppo 2003 auspica.<br \/>\nIn ogni caso, pi\u00f9 in generale,\u00a0\u00e8 necessario attribuire un peso molto maggiore di quello che viene attribuito oggi al parametro legato al grado di internazionalizzazione degli studi e della ricerca in un Ateneo, ai fini della distribuzione delle risorse.<\/p>\n<p><strong>4. Cabina di Regia<\/strong><br \/>\nIl <em>Progetto <\/em>consente di sperimentare gradualmente un metodo nuovo per finanziare gli atenei, non burocratico e potenzialmente in grado di eliminare le colossali inefficienze e iniquit\u00e0 dell\u2019attuale sistema di finanziamento dell\u2019universit\u00e0 italiana. Non crediamo che servano nuove Agenzie statali, le quali facilmente sarebbero a rischio di essere catturate dalla burocrazia tentacolare e dalla parte pi\u00f9 conservatrice del mondo universitario. Serve invece lasciare che la cabina di regia sia nelle mani del mercato, seppur all\u2019interno di binari fissati dalla collettivit\u00e0 ma non troppo stretti.<\/p>\n<p><strong>5. Lacci e Lacciuoli <\/strong><br \/>\nIl <em>Progetto<\/em> prevede che sia concessa ampia autonomia agli atenei partecipanti allo schema, non solo nel disegno dell\u2019offerta formativa, ma anche nelle scelte riguardanti assunzioni, retribuzioni e promozioni di docenti e ricercatori, lasciando che sia poi\u00a0la valutazione del mercato a \u201cmetterli in riga\u201d.\u00a0 Questo significa che gli atenei o i singoli dipartimenti che aderiscano alla proposta non avranno pi\u00f9 lacci e lacciuoli di alcun tipo, non solo nella gestione delle risorse umane ma anche nella gestione di ogni altra risorsa (macchinari, laboratori, strutture etc.) Ma se non produrranno risultati gli atenei dovranno accettare di perdere i finanziamenti e al limite di essere chiusi.<\/p>\n<p><strong>6. Valore Legale del Titolo di Studio <\/strong><br \/>\nIl <em>Progetto<\/em> prevede esplicitamente l\u2019abolizione del valore legale del titolo di studio: le maggiori risorse che la proposta consente di reperire saranno convogliate solo alle Universit\u00e0 che se le meritano in quanto capaci di offrire un\u2019istruzione <em>con valore reale<\/em>, e non oggetto di una presunzione legale.<\/p>\n<p><strong>7. Attrattivit\u00e0 e Rientro dei Cervelli<\/strong><br \/>\nIl <em>Progetto <\/em>elimina il sistema concorsuale per i singoli dipartimenti e atenei che aderiscono allo schema, dando loro totale autonomia nelle selezione dei docenti e dei ricercatori, nella determinazione delle retribuzioni e nelle regole per le progressioni di carriera. Queste scelte potranno essere fatte in linea con le <em>best practices<\/em> internazionali tipiche di ogni disciplina, ponendo fine ai rigidi meccanismi centralizzati attuali che\u00a0 hanno ingessato il sistema. L\u2019autonomia si deve anche estendere alla gestione dei finanziamenti, degli acquisti e di ogni ambito operativo, economico e finanziario dell\u2019ateneo o dipartimento partecipante. Chi sapr\u00e0 usare bene questa autonomia, e le risorse ad essa congiunte, riuscir\u00e0 a portare in Italia i migliori cervelli internazionali. Riteniamo inoltre che il problema non sia solo di far rientrare i brillantissimi scienziati italiani costretti finora ad emigrare, ma pi\u00f9 in generale di rendere le universit\u00e0 italiane pi\u00f9 attraenti per i migliori cervelli indipendentemente dalla loro nazionalit\u00e0. Per questo servono maggiori risorse e il <em>Progetto <\/em>descrive un modo concreto, realistico ed efficace per ottenerle. Non sono necessari complicati percorsi dedicati e \u201criserve indiane\u201d per richiamare cervelli: servono risorse e incentivi corretti per usarle al meglio. Questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che il<em> Progetto<\/em> consente di fare.<\/p>\n<p><strong>8. Ricerca Industriale e Trasferimento Tecnologico <\/strong><br \/>\nLe priorit\u00e0 per il Paese, anche ai fini di liberare maggiori risorse per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, sono la riduzione del debito pubblico e l\u2019iniezione di maggiore concorrenza nei mercati dei prodotti e del lavoro. Non serve una ricerca industriale che funziona solo grazie a stampelle pubbliche, che comunque lo Stato italiano oggi non pu\u00f2 permettersi pi\u00f9 di offrire.\u00a0 Non appena la crisi della finanza pubblica lo consentir\u00e0 \u00e8 senz\u2019altro un nostro obiettivo arrivare a detassare gli investimenti in ricerca, attraverso lo strumento del credito d&#8217;imposta strutturale (gi\u00e0 sperimentato con successo altrove, dal Canada a Singapore). Ma nella situazione attuale il servizio pi\u00f9 grande che il nuovo governo pu\u00f2 offire alla ricerca industriale \u00e8 la riduzione del costo del denaro, quindi dello spread, che rende ogni investimento in Italia pi\u00f9 costoso che in altri paesi comparabili al nostro, in particolare la Germania. E per ridurre il costo del denaro, bisogna ridurre il debito pubblico.<\/p>\n<p><strong>9. Giovani, Capaci e Meritevoli<\/strong><br \/>\nIl <em>Progetto<\/em> punta a dare agli atenei e ai singoli dipartimenti e centri di ricerca quella autonomia nella definizione dei meccanismi di accesso alle carriere e progressione in esse, che in altri sistemi, in particolare quello anglosassone, hanno dato ampia prova di consentire i risultati migliori proprio sul fronte dell\u2019investimento nel capitale umano dei giovani capaci e meritevoli. Un cardine di questa proposta \u00e8 l\u2019idea che il sistema universitario, come la sua storia ci insegna, sia la modalit\u00e0 con cui la societ\u00e0 trasmette la frontiera pi\u00f9 avanzata della conoscenza a quella parte della popolazione che \u00e8 meglio in grado di riceverla e di estenderla. \u00c8 un sistema intrinsecamente elitario, perch\u00e9 si fonda su una ineliminabile disuguaglianza nei talenti e nelle capacit\u00e0 delle persone. \u00c8 una disuguaglianza che non deve dipendere dalla ricchezza o dal reddito della famiglia d\u2019origine, e bisogna fare ogni possibile sforzo per rompere questo legame; ma cos\u00ec come non sarebbe possibile che tutti vadano alle olimpiadi, \u00e8 inevitabile che alcuni tra noi siano pi\u00f9 di altri in grado di prendere il testimone della conoscenza. Ci\u00f2 non \u00e8 in contrasto con quanto affermato nella nostra Costituzione (articolo 34), dove si stabilisce il diritto di \u00abraggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi\u00bb per i \u00abcapaci e meritevoli, anche se privi di mezzi\u00bb. Questa \u00e8 una qualificazione importante e spesso trascurata: non per tutti, solo per i capaci e meritevoli.<\/p>\n<p><strong>10. Cultura della Scienza e della Ricerca<\/strong><br \/>\nSiamo fermamente convinti del grave ritardo con cui il nostro Paese si sta accorgendo dell\u2019importanza della Scienza e della Ricerca, ritardo dovuto a condizionamenti culturali e ideologici certo non recenti. Riteniamo che interventi mirati a riformare la scuola primaria e secondaria siano quelli che maggiormente possono ridurre questo grave ritardo. Tra questi interventi, il pi\u00f9 importante \u00e8 differenziare le retribuzioni degli insegnanti in base al merito\u00a0 e alle condizioni del mercato del lavoro rilevante per ciascuna specifica disciplina, al fine di attrarre alla carriera docente i migliori laureati nelle materie scientifiche. Solo questi migliori laureati possono trasferire alle future generazione la passione per la scienza e la ricerca. Oggi pur con eccezioni encomiabili, molti insegnanti della scuola italiana vivono il loro lavoro come un ripiego, e non hanno incentivi a dare il meglio per motivare le giovani generazioni alla passione per la scienza e la ricerca.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">SINTESI DEL\u00a0PROGETTO<\/span><br \/>\n<\/strong><em>(scheda elaborata da Andrea Ichino e Daniele Terlizzese, autori del libro <\/em>Facolt\u00e0 di scelta<em>, Rcs, 2013)<\/em><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nL\u2019universit\u00e0 italiana deve <strong>migliorare<\/strong>. E ha bisogno di <strong>maggiori finanziamenti<\/strong>. Ma nuove risorse favoriscono il miglioramento soltanto se <strong>concentrate dove possono pi\u00f9 facilmente dare buoni frutti<\/strong>. Inoltre, non possono venire dal bilancio pubblico; non solo perch\u00e9 i conti dello Stato non lo permettono, ma anche perch\u00e9 finanziare ancor pi\u00f9 gli atenei attraverso la fiscalit\u00e0 generale aggraverebbe per le famiglie meno abbienti e senza figli all\u2019universit\u00e0 l\u2019onere di finanziare studi universitari redditizi intrapresi prevalentemente dai figli delle famiglie benestanti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un modo per reperire maggiori risorse e indirizzarle dove meglio possono essere usate. Non un nuovo terremoto riformatore, ma una creazione <strong>graduale <\/strong>di condizioni che consentano lo <strong>sviluppo sperimentale di corsi universitari operanti in modo diverso e con risorse autonomamente raccolte<\/strong>. Nulla cambierebbe per chi preferisse continuare con il veccho sistema. Se i nuovi corsi saranno anche migliori la sperimentazione contager\u00e0 positivamente il resto del sistema. In caso contrario, il fallimento non sar\u00e0 costato molto.<\/p>\n<p>La nostra proposta si fonda sull\u2019idea che i principali utenti dell\u2019universit\u00e0, gli studenti, debbano essere coloro che ne giudicano la qualit\u00e0 e, scegliendo dove andare, premiano gli atenei migliori e penalizzano i peggiori. Una <strong>maggiore concorrenza<\/strong> e una <strong>reale <em>facolt\u00e0 di scelta<\/em><\/strong> consapevole ed esigente <strong>degli studenti<\/strong> possono <strong>migliorare la qualit\u00e0 del sistema universitario<\/strong>. Perch\u00e9 questo possa funzionare sono necessarie tre condizioni concatenate:<br \/>\n1. gli studenti devono avere i <strong>mezzi economici per scegliere<\/strong> dove andare e quindi per non essere costretti a<br \/>\nrestare nella citt\u00e0 dei genitori;<br \/>\n2. <strong>un ateneo<\/strong> che viene scelto da molti studenti di valore <strong>deve trarne un beneficio<\/strong> (e simmetricamente un ateneo in cui nessuno vuole andare deve esserne penalizzato);<br \/>\n3. <strong>gli atenei devono avere l\u2019autonomia e le risorse necessarie<\/strong> per costruire un\u2019offerta formativa in<br \/>\ngrado di attrarre gli studenti.<\/p>\n<p><strong>Per garantire la prima condizione<\/strong>, proponiamo che <strong>gli studenti meritevoli<\/strong>, sulla base dei risultati ottenuti nella scuola superiore, <strong>ricevano un finanziamento, che ripagheranno quando troveranno un lavoro e in proporzione al reddito che guadagneranno<\/strong>: pagheranno cio\u00e8 poco (o nulla) quando il loro reddito sar\u00e0\u00a0 basso, e pagheranno di pi\u00f9 quando se lo potranno permettere.<br \/>\n<strong>Per garantire la seconda<\/strong>, proponiamo che le universit\u00e0 possano raccogliere, dagli studenti che le scelgono, <strong>maggiori risorse attraverso maggiori tasse universitarie, differenziate per reddito della famiglia d\u2019origine<\/strong>; quindi non uguali per tutti, ma in media pi\u00f9 elevate di adesso (e non in sostituzione delle risorse che oggi le universit\u00e0 ricevono dallo Stato).<br \/>\n<strong>Per garantire la terza<\/strong>, proponiamo che sia <strong>concessa ampia autonomia agli atenei<\/strong>, non solo nel<br \/>\ndisegno dell\u2019offerta formativa, ma anche nelle scelte riguardanti assunzioni, retribuzioni e promozioni di docenti e ricercatori, lasciando che sia poi la valutazione degli studenti a \u201cmetterli in riga\u201d.<\/p>\n<p>Proposte di questo tenore provocano solitamente la contrariet\u00e0 di chi pensa che l\u2019universit\u00e0 debba essere<br \/>\nnecessariamente <strong>\u201cgratis per tutti\u201d<\/strong>. \u00c8 uno slogan molto efficace. Ma \u00e8 sbagliato per almeno tre ragioni.<\/p>\n<p><em>In primo luogo<\/em> si tratta di uno slogan illusorio: la questione non \u00e8 se l&#8217;universit\u00e0 debba essere gratis o a pagamento, ma <strong>se il suo costo, <em>che comunque c&#8217;\u00e8<\/em>, debba essere coperto da tutti i contribuenti o solo da coloro che la frequentano<\/strong>. La prima possibilit\u00e0 genera un paradosso difficilmente accettabile: oggi in Italia la parte preponderante delle famiglie pi\u00f9 povere paga l\u2019universit\u00e0 ai figli di quelle pi\u00f9 ricche. Possiamo stimare (su dati 2008\/09) che<strong> le famiglie<\/strong> (relativamente) <strong>pi\u00f9 povere <\/strong>(in cui nessuno guadagna pi\u00f9 di 31.000 euro lordi l\u2019anno) <strong>che non hanno figli all\u2019universit\u00e0 <\/strong>(composte da circa il 60% dei contribuenti) <strong>trasferiscono circa 2,5 miliardi all\u2019anno alle famiglie con figli all\u2019universit\u00e0<\/strong>: tra queste, circa la met\u00e0 sono composte da contribuenti pi\u00f9 ricchi. Si tratta quindi di un trasferimento dai pi\u00f9 poveri ai pi\u00f9 ricchi di circa 1,4 miliardi l\u2019anno. L\u2019altra parte dei 2,5 miliardi va a contribuenti altrettanto poveri; ma i futuri laureati di quelle famiglie avranno redditi pi\u00f9 elevati (questo ci dicono tutte le statistiche), e saranno quindi i ricchi di domani (almeno, relativamente parlando); quindi, anche questo \u00e8 un trasferimento da poveri a ricchi.<\/p>\n<p><em>In secondo luogo<\/em>, per i giovani meno abbienti <strong>il prestito \u00e8 un potente strumento di equit\u00e0. Sostituisce la capacit\u00e0 personale alla casualit\u00e0 dell\u2019appartenenza familiare<\/strong>: con il prestito non sono i redditi correnti (dei genitori) a essere importanti, ma quelli futuri (del laureato). E prestiti <strong>condizionati al reddito futuro (non a rata fissa, come i mutui per la casa)<\/strong> evitano rimborsi insostenibili e offrono una parziale assicurazione contro il rischio di investire in istruzione terziaria, perch\u00e9 spostano l\u2019onere maggiore del rimborso in quei periodi in cui esso \u00e8 pi\u00f9 facilmente sopportabile: per questo facilitano l\u2019iscrizione all\u2019universit\u00e0 soprattutto per chi viene da famiglie economicamente svantaggiate (pi\u00f9 soggette a vincoli di liquidit\u00e0 e pi\u00f9 avverse al rischio).<\/p>\n<p><em>In terzo luogo<\/em>, un sistema di prestiti agli studenti consente di <strong>convogliare maggiori risorse agli atenei che le meritano<\/strong>, senza gravare sullo Stato e aumentando la qualit\u00e0 del sistema universitario, grazie alla pressione concorrenziale esercitata sugli atenei stessi dalle scelte degli studenti: avere fiducia in loro \u00e8 la chiave di volta.<br \/>\nIl Progetto ha per oggetto <strong>questa riforma graduale<\/strong>: ne sono stati studiati approfonditamente i dettagli e simulata la sostenibilit\u00e0 finanziaria. <strong>Senza costi aggiuntivi per il bilancio pubblico<\/strong>, la riforma, con i parametri qui di seguito descritti, consentirebbe un <strong>aumento netto di risorse<\/strong> nell\u2019ordine dell\u201911-13% per gli atenei che sappiano migliorare la loro offerta formativa inmodo convincente.<\/p>\n<p>Lo schema di cui simuliamo la sostenibilit\u00e0 economica prevede di offrire ai giovani pi\u00f9 promettenti (per esempio, i circa 50000 studenti che ogni anno superano la Maturit\u00e0 con un voto superiore a 90; ma altri criteri sono possibili) un prestito di <strong>15000 euro all\u2019anno per 5 anni<\/strong>, per coprire i costi di sostentamento e le tasse universitarie di una laurea magistrale, da restituire (con un interesse del 2% reale) mediante un <strong>prelievo del 10%<\/strong> sulla parte del loro <strong>reddito futuro che superi i 15000 euro lordi all\u2019anno<\/strong>.<\/p>\n<p>Il MIUR deve concedere agli atenei che intendono partecipare allo schema <strong>la possibilit\u00e0 di aumentare le tasse universitarie al valore medio per studente di 7500 euro annui<\/strong>, pur differenziandole a seconda del reddito della famiglia d\u2019origine. Deve inoltre concedere agli atenei l\u2019autonomia per disegnare liberamente l\u2019offerta formativa, chiamare i migliori docenti, anche dall\u2019estero, con retribuzioni adeguate, acquistare attrezzature d\u2019avanguardia senza vincoli burocratici. Proprio <strong>il miglioramento dell\u2019offerta didattica, generato dalle risorse aggiuntive, dai docenti pi\u00f9 qualificati e dalla maggiore autonomia<\/strong> delle universit\u00e0, crea l\u2019incentivo per gli studenti a scegliere bene, con attenzione al valore <em>reale<\/em> del titolo, non a quello <em>legale<\/em>. E dal canto loro le universit\u00e0 hanno un incentivo ad attrarre gli studenti destinatari dei prestiti, in modo da acquisire le maggiori risorse da essi portate. <strong>Gli studenti infatti potranno utilizzare il prestito solo nei corsi di laurea per i quali gli atenei intendono partecipare allo schema<\/strong>. Le universit\u00e0 avranno quindi un incentivo molto forte a partecipare per prime.<\/p>\n<p>I prestiti sono finanziati dalla <strong>generazione dei padri che investe in quella dei figli<\/strong> e dei nipoti, in uno scambio dal <strong>potente valore simbolico<\/strong>, ma con una sua <strong>razionalit\u00e0 economica<\/strong>. Veicoli di questo scambio sono la <strong>Fondazione per il merito (FM)<\/strong>, una \u201cscatola\u201d per ora vuota recentemente creata dal Ministero dell\u2019Economia e dal MIUR con lo scopo di finanziare gli studi universitari degli studenti pi\u00f9 meritevoli, e la <strong>Cassa depositi e prestiti (CDP)<\/strong>, che raccoglie e gestisce il risparmio postale. Questo risparmio viene convogliato dalla CDP alla FM, che eroga i prestiti e che offre a garanzia dei mancati riborsi i contributi che le sono stati conferiti. Quindi il finanziamento che la CDP pu\u00f2 razionalmente erogare sar\u00e0<strong> un multiplo della garanzia che la FM<\/strong> offre, in relazione alla <strong>frazione che non verr\u00e0 restituita<\/strong>. Sotto l\u2019ipotesi che la proposta, come crediamo, sia in grado di migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa e le prospettive di reddito degli studenti, portandole al livello oggi osservato per i laureati di una delle migliori universit\u00e0 italiane, <strong>stimiamo che la frazione di prestiti non restituita sia nell\u2019ordine del 12%<\/strong>, assumendo 40 anni di vita utile del laureato. La quota non restituita salirebbe al 15% nello scenario pi\u00f9 pessimista in cui i redditi dei laureati fossero simili a quelli dei migliori studenti di una media universit\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>La fonte principale di <strong>conferimenti alla FM, da utilizzare a garanzia dei prestiti, deve provenire dagli atenei stessi<\/strong>. Quelli che vorranno partecipare potranno conferire alla FM una parte del loro Fondo di finanziamento ordinario. <strong>L\u2019incentivo a farlo deriva dall\u2019aumento complessivo di risorse che cos\u00ec essi otterrebbero<\/strong>. Le nostre simulazioni mostrano che il conferimento da parte di un ateneo di una quota del suo FFO porterebbe <strong>a un aumento netto di risorse pari in media a 2 volte la quota conferita<\/strong>. Per un ateneo che fosse capace di creare in modo credibile nuovi corsi di laurea eccellenti per 500 studenti,<strong> una garanzia di circa 5 milioni <\/strong>di euro all\u2019anno consentirebbe di acquisire circa <strong>10 milioni di risorse fresche annue <\/strong>sufficienti a finanziare quei corsi, lasciando anche margini per parziali redistribuzioni al resto dell\u2019ateneo.<\/p>\n<p><strong>Aumentare le dimensioni del programma <\/strong>a un numero maggiore di studenti, obiettivo in s\u00e9 desiderabile, richiederebbe di allentare i criteri sul merito per la concessione del prestito; questo probabilmente aumenterebbe<strong> il rischio che la frazione di prestiti non restituita sia maggiore<\/strong>. Se e quando la crisi finanziaria dello Stato sar\u00e0 superata, rendendo possibile una maggiore garanzia pubblica per i prestiti, il programma potr\u00e0 eventualmente essere allargato a un numero maggiore di studenti.<\/p>\n<p>La nostra proposta, sintetizzata in questo\u00a0<em>Progetto<\/em>, <strong>non \u00e8 l\u2019ennesimo intervento dirigista sull\u2019universit\u00e0<\/strong>, con obblighi e divieti per tutti. Vogliamo iniettare nel sistema una dose di concorrenza, e lasciare autonomia ai vari attori. Non ci saranno, a priori, atenei di serie A o B: tutti potranno partecipare a questo gioco a somma positiva, se sapranno costruire un\u2019offerta convincente che attragga nuove risorse. Ma potranno anche andare avanti col vecchio sistema, se \u00e8 questo che preferiscono.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MODO MIGLIORE PER INVESTIRE SULLA RICERCA DELL\u2019ECCELLENZA NEGLI ATENEI E NELL\u2019ATTIVIT\u00c0 SCIENTIFICA, GARANTENDO L\u2019ACCESSO A TUTTI INDIPENDENTEMENTE DAL REDDITO Scheda elaborata in funzione della risposta alle domande formulate dal Gruppo 2003 associazione che riunisce gli scienziati italiani pi\u00f9 citati nella letteratura scientifica internazionale), 19 gennaio 2013 &#8211; Sul progetto di finanziamento indiretto\u00a0delle eccellenze universitarie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-25181","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25181"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25181\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}