
{"id":25189,"date":"2013-01-20T21:08:50","date_gmt":"2013-01-20T20:08:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25189"},"modified":"2013-01-21T09:09:25","modified_gmt":"2013-01-21T08:09:25","slug":"cultura-e-istruzione-nella-terza-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25189","title":{"rendered":"CULTURA E ISTRUZIONE NELLA TERZA REPUBBLICA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\"> LE PAROLE D&#8217;ORDINE: MERITO, SEMPLIFICAZIONE, AUTONOMIA E RESPONSABILIT\u00c0, PARI OPPORTUNIT\u00c0 DI ACCESSO (PER MEZZO DEI PRESTITI D&#8217;ONORE)<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento <strong>di Stefania Giannini<\/strong>, Rettore dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Perugia, svolto il\u00a017 novembre<\/em> <em>2012 a Roma nel corso della convention <\/em>Verso la Terza Repubblica &#8211; <em>In argomento v. anche <\/em><a title=\"10 domande e 10 risposte - 21.1.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25181\" target=\"_blank\">Dieci domande e dieci risposte su Universit\u00e0 e Ricerca<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIl nostro progetto politico per il nostro Paese mette <em>al centro dell&#8217;agenda l&#8217;istruzione, la cultura e la ricerca<\/em>, perch\u00e9 la speranza non diventi utopia. Sembrer\u00e0 paradossale per un paese come l&#8217;Italia, ma nessuna forza politica l&#8217;ha fatto finora.<br \/>\nCultura e istruzione sono parte integrante dello sviluppo umano e civile di ciascun cittadino e concorrono in maniera decisiva alla crescita (anche economica) della comunit\u00e0.<br \/>\nCultura e istruzione creano le condizioni per lo sviluppo di quei sentimenti diffusi e condivisi di consapevolezza e rispetto per la nostra identit\u00e0, quella che sentiamo noi, dall&#8217;interno del nostro Paese, e quella che ci attribuiscono gli altri, da fuori.<br \/>\nIl patrimonio tangibile (dal paesaggio rurale a quello urbano, i monumenti, i palazzi, le chiese e i musei) e il patrimonio intangibile (le nostre capacit\u00e0 creative e le nostre intelligenze, umanistiche e scientifiche) sono la nostra storia e il nostro futuro. La vera innovazione non pu\u00f2 che ripartire da l\u00ec.<br \/>\nSi tratta di una visione etica della bellezza che dobbiamo recuperare e affermare.<br \/>\nE allora la cultura potr\u00e0 tornare ad essere centrale e non periferica, popolare e non elitaria, produttiva e non assistita.<br \/>\nPer dare concretezza a questi princ\u00ecpi, dobbiamo definire un progetto potente e ambizioso, e fondarlo su una premessa irrinunciabile. Il nostro modello di universit\u00e0 e di formazione dovr\u00e0 insegnare, praticare e sancire il principio che non \u00e8 la posizione che garantisce la competenza, ma la competenza che legittima la posizione.<br \/>\nVeniamo da una lunga stagione in cui la tutela della posizione, in tutti i campi e in tutti i sensi, \u00e8 stata linea-guida. Ci\u00f2 ha generato un Paese statico, bloccato, con conseguenze devastanti per giovani e adulti, per chi dovrebbe entrare e chi vorrebbe uscire dal mondo del lavoro e non ha certezze, per chi vorrebbe trasformare la passione per la ricerca scientifica in un mestiere e trova un muro. E potrei continuare.<br \/>\nIntrodurre e applicare con coerenza questo principio a partire dalla scuola e dall&#8217;universit\u00e0, da tutti quei luoghi in cui la conoscenza serve a formare le coscienze, significa scegliere la cultura del merito e generare dinamismo. E ne abbiamo un bisogno drammatico.<br \/>\nLe conseguenze non sono petizioni di principio, sono scelte concrete, di metodo e di risultato.<br \/>\n<em>Merito<\/em>, prima parola d&#8217;ordine, significa prima di tutto valorizzare il talento e l&#8217;impegno di chi impara e di chi insegna con sistemi di valutazione semplici e trasparenti, per l&#8217;accesso, il reclutamento e la progressione in carriera.<br \/>\nVent&#8217;anni di acrobazie normative hanno cambiato di continuo le regole del gioco, senza incidere significativamente sui risultati. Oggi, le procedure spesso soffocano i processi e i sistemi di controllo spesso sostituiscono quelli di valutazione.<br \/>\nUn&#8217;altra parola d&#8217;ordine \u00e8 <em>semplificazione<\/em>.<br \/>\nNon entro qui in tecnicismi incomprensibili. Qualunque strumento di misurazione della qualit\u00e0 del nostro lavoro, anche il pi\u00f9 trasparente pu\u00f2 diventare un trucco. Dipende dall&#8217;onest\u00e0 e dalla cautela di chi lo usa, certamente. Dipende soprattutto da se e in che misura chi lo usa \u00e8 riconosciuto come responsabile. Assumere un somaro al posto di uno bravo \u00e8 pi\u00f9 imbarazzante mettendoci la faccia, piuttosto che delegando ad altri. Riaffermare in tutti i ruoli di governo il <em>principio di responsabilit\u00e0 <\/em>\u00e8 una priorit\u00e0 politica.<br \/>\nLa cultura del merito \u00e8 nemica della retorica del merito, quella che confonde il diritto allo studio (sacrosanto, inviolabile e sancito dalla Costituzione) con il diritto alla laurea, sogno antico di mamme moderne, e che rischia di far confondere a quelle mamme e a tutta quanta la societ\u00e0 italiana il pezzo di carta con le competenze che esso dovrebbe garantire. Se un ragazzino sale su una Ferrari, la mia prima preoccupazione (e anche quella del Presidente Montezemolo, credo) \u00e8 che la sappia guidare non che abbia la patente.<br \/>\nIl titolo di studio, perch\u00e9 non resti un semplice pezzo di carta, deve tornare a riempirsi di sostanza, cio\u00e8 di dottrina e competenze. Una generazione di maestri l&#8217;ha fatto con noi e noi dobbiamo farlo con i nostri studenti.<br \/>\nAnche qui forse \u00e8 d&#8217;obbligo parlare senza veli: ai &#8220;capaci e meritevoli&#8221; un Paese avanzato e genuinamente orientato al futuro deve garantire non solo di raggiungere i pi\u00f9 alti gradi dell&#8217;istruzione (art. 33), ma anche di poter sviluppare al meglio il proprio talento dopo gli studi.<br \/>\nSiamo onesti: dare l\u2019universit\u00e0 a tutti indipendentemente dal merito, ma dargliela svalutata \u00e8 come inflazionare la moneta per far tutti milionari. Cio\u00e8 una truffa.<br \/>\nSmontare il mito dell\u2019universit\u00e0 dell\u2019obbligo \u00e8 un atto politico coraggioso. Creare al tempo stesso una cultura dell\u2019apprendistato e della formazione professionale qualificata \u00e8 un atto politico necessario e significa ridare dignit\u00e0 al lavoro e riaffermare la cultura del lavoro.<br \/>\nMa ci\u00f2 potr\u00e0 avvenire solo ad alcune condizioni.<br \/>\nPrimo: <em>una buona universit\u00e0 <\/em>che generi e trasmetta conoscenza e competenze multidisciplinari senza condizionamenti dall&#8217;esterno (la vera autonomia), ma <em>che sappia anche trasferire contenuti e metodi verso il mondo dell&#8217;impresa, delle professioni e delle istituzioni <\/em>(la vera professionalizzazione).<br \/>\nSecondo: <em>un sistema di orientamento <\/em>che apra precocemente ai ragazzi altri orizzonti e altre opportunit\u00e0 concrete di formazione qualificata e che finalmente colleghi scuola e istruzione post-secondaria in un progetto unico e articolato.<br \/>\nLa sfida moderna dell\u2019istruzione e della formazione professionale \u00e8 necessariamente polifonica.<br \/>\nCi sono settori produttivi, arti e mestieri che ci hanno resi famosi nel mondo e in cui l&#8217;offerta continua a superare di gran lunga la domanda. In tutti questi settori, cui si deve una fetta non trascurabile della nostra ricchezza (turismo e beni culturali, moda, artigianato e alimentare, e potrei continuare in un elenco a voi noto), l\u2019improvvisazione diventa dilettantismo e la frammentazione produce spreco. Non possiamo pi\u00f9 permettercelo.<br \/>\nGli Istituti Tecnici Superiori sono nati su ispirazione di altre esperienze europee nel gennaio del 2008, allo scopo di riequilibrare il rapporto fra domanda e offerta e di stimolare l\u2019occupazione (D.P.C.M. 25 gennaio 2008, 220 ml.), ma allo scopo andranno ricondotti con scelte coordinate e di sistema, guidandone obiettivi e vocazioni in sintonia con gli obiettivi e le vocazioni imprenditoriali dei territori.<br \/>\nQualche esempio concreto. Trovo naturale e incoraggiante vedere che dei 59 Istituti esistenti ad oggi sul territorio nazionale, ben 28 formino nuovi professionisti per il made in Italy. Sorprendente che solo 6 siano orientati al turismo culturale e fra questi appena 2 in Italia centrale (Lazio ed Emilia Romagna).<br \/>\nAnche gli ultimi dati Censis (-6.5% di immatricolazioni fra negli ultimi cinque anni, a fronte di un incremento rapido del tasso di iscrizione negli ITS, +1.9%) vanno letti e interpretati in questo quadro pi\u00f9 complesso.<br \/>\nGli obiettivi si raggiungono con strumenti efficaci, alcuni li abbiamo citati, e con risorse economiche adeguate.<br \/>\nAumentare le risorse per cultura, istruzione e ricerca \u00e8 un obbligo politico urgente, basta fare un paragone col resto del mondo per capire l&#8217;imbarazzo: 11.000\u00a0dollari per studente in USA, 8.000\u00a0euro la media dei paesi OECD, 6.000\u00a0euro in Italia.<br \/>\nMa non basta. Oggi il costo degli studi universitari, anche quello degli studenti pi\u00f9 ricchi, viene scaricato sulla fiscalit\u00e0 generale. Servono <em>meccanismi di vera equit\u00e0 (borse di studio e prestiti d&#8217;onore) e criteri premiali per la distribuzione dei fondi nazionali <\/em>(ormai ridotti all&#8217;osso)<em> e dei fondi europei <\/em>(80 miliardi di euro\u00a0stanziati). Siamo onesti: non tutti gli istituti di ricerca hanno gli stessi risultati brillanti, n\u00e9 tutti devono essere incoraggiati a fare tutto dappertutto. Serve pi\u00f9 specializzazione per riequilibrare le funzioni del sistema.<br \/>\nAllora anche gli investimenti privati, ancora occasionali e timidi in Italia, vanno incoraggiati e incentivati sul piano fiscale e della mentalit\u00e0. Il credito d&#8217;imposta strutturale \u00e8 uno strumento gi\u00e0 sperimentato con successo in molti paesi.<br \/>\nQuesto progetto ambizioso va inserito nel contesto europeo e internazionale, perch\u00e9 non muoia sul nascere di quello stesso male che affligge il nostro Paese in molti altri settori e che si chiama provincialismo.<br \/>\nCi aiutano due parole chiave: <em>competizione e cooperazione<\/em>.<br \/>\nLa competizione stimola condizioni di concorrenza fra atenei nel libero mercato internazionale, le migliori universit\u00e0 per i migliori studenti, ma soprattutto per ricchi (Harvard \u00e8 il paradigma noto), la cultura della cooperazione mira all&#8217;inclusione sociale: universit\u00e0 di massa con libero accesso per tutti, ma spesso svalutate.<br \/>\nI paesi che hanno privilegiato l&#8217;uno o l&#8217;altro stanno consumando il loro futuro, perch\u00e9 lasciare l&#8217;istruzione superiore a chi se la pu\u00f2 permettere indipendentemente dal merito \u00e8 contro la storia e l&#8217;idea stessa di progresso. Cos\u00ec come dare l&#8217;universit\u00e0 a tutti, ma dargliela svalutata \u00e8 come inflazionare la moneta per far tutti milionari. Cio\u00e8 una truffa. Per lo sviluppo di una societ\u00e0 globale e mobile, con tassi elevati di immigrazione (+15% nel Sud d&#8217;Europa dal 2005) e tassi drammaticamente elevati di disoccupazione giovanile (oltre il 20% in tutta l&#8217;eurozona), educazione e cultura devono rispondere ad entrambe le missioni (inclusiva e competitiva) con equilibrio di strumenti, metodi e risorse. Partendo dalla scuola.<br \/>\nNelle nostre scuole primarie e secondarie, la percentuale di bambini stranieri sfiora il 10%. Spesso sono nati qui e sono frutto di una mobilit\u00e0 forzata, di fughe per disperazione da paesi vicini nello spazio ma lontanissimi nelle condizioni e nelle opportunit\u00e0 di una vita decente presente e futura. Ci chiedono soprattutto istruzione oggi, in lingua e cultura italiana, perch\u00e9 sia lavoro (lavoro qualificato) domani e perch\u00e9 possano loro stessi diventare parte integrante della societ\u00e0 italiana. Cittadini italiani, nella forma e nella sostanza.<br \/>\nA questo tipo di <em>mobilit\u00e0<\/em>, che non si arresta per decreto, dobbiamo rispondere col dovere educativo di una scuola aggiornata e preparata ad un nuovo esercizio. Prima di aumentare le ore di lezione, si dia l&#8217;opportunit\u00e0 concreta ai nostri insegnanti di crescere professionalmente in questo nuovo esercizio e di andare in classe con competenze adeguate. Non credo manchi la loro disponibilit\u00e0, finora sono mancate le occasioni.<br \/>\nMa c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra mobilit\u00e0 fisica e intellettuale, che \u00e8 libera circolazione di idee e di persone che scelgono di muoversi e che dobbiamo impegnarci a sostenere in entrata e in uscita. Il 3% di studenti stranieri nelle universit\u00e0 italiane \u00e8 meglio di ieri, ma gi\u00e0 non basta per l&#8217;oggi, figuriamoci domani.<br \/>\nQuesta mobilit\u00e0 \u00e8 esplosa con la generazione <em>Erasmus <\/em>(anno di nascita 1986) grazie a un progetto rivoluzionario figlio di un&#8217;Europa ottimista e lungimirante. <em>Erasmus <\/em>ha messo in moto 2 milioni di ragazzi europei e ne coinvolger\u00e0 5 milioni entro il 2020. Non possiamo accettare che col taglio annunciato in questi giorni (a Bruxelles gi\u00e0 mancano 90 milioni in bilancio) si tradisca una generazione e l&#8217;idea stessa di Europa. La crisi economica pu\u00f2 dettare misure necessarie e dolorose, ma non deve diventare un alibi alla miopia della politica.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE PAROLE D&#8217;ORDINE: MERITO, SEMPLIFICAZIONE, AUTONOMIA E RESPONSABILIT\u00c0, PARI OPPORTUNIT\u00c0 DI ACCESSO (PER MEZZO DEI PRESTITI D&#8217;ONORE) Intervento di Stefania Giannini, Rettore dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Perugia, svolto il\u00a017 novembre 2012 a Roma nel corso della convention Verso la Terza Repubblica &#8211; In argomento v. anche Dieci domande e dieci risposte su Universit\u00e0 e Ricerca<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-25189","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25189","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25189"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25189\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25189"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25189"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25189"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}