
{"id":25324,"date":"2013-02-02T19:00:33","date_gmt":"2013-02-02T18:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25324"},"modified":"2013-02-05T11:31:25","modified_gmt":"2013-02-05T10:31:25","slug":"il-programma-di-politica-del-lavoro-e-del-welfare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25324","title":{"rendered":"IL PROGRAMMA DI POLITICA DEL LAVORO E DEL WELFARE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\">SEMPLIFICAZIONE, SUPERAMENTO DEL DUALISMO PROTETTI\/NON PROTETTI, PIANO STRAORDINARIO PER L&#8217;OCCUPAZIONE GIOVANILE, DETASSAZIONE SELETTIVA DEI REDDITI DI LAVORO FEMMINILE, ACTIVE AGEING E SICUREZZA DEI SESSANTENNI NEL MERCATO DEL LAVORO<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Il documento programmatico che segue, presentato da Mario Monti il 2 febbraio 2013 come parte integrante del proprio programma di governo per la XVII legislatura, \u00e8 il frutto di un lavoro di gruppo cui hanno partecipato Alberto Bombassei, Giuliano Cazzola, Stefano Grassi, Pietro Ichino, Andrea Olivero, Marco Simoni e\u00a0Irene Tinagli &#8211;\u00a0\u00c8 on line anche <a title=\"Scheda riassuntiva su lavoro e welfare, 2.2.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25375\" target=\"_blank\">una scheda riassuntiva dei contenuti del documento<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><!--more--><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019AZIONE DEL GOVERNO MONTI <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le <strong>riforme delle pensioni e del mercato del lavoro<\/strong> hanno fortemente caratterizzato l\u2019azione del Governo Monti e hanno contribuito a far recuperare credibilit\u00e0 al nostro Paese sul piano europeo e su quello internazionale. Il Governo e la maggioranza hanno dimostrato di avere il coraggio di affrontare questioni rimaste per lungo tempo irrisolte o non risolte nella maniera adeguata.<\/p>\n<p><strong>La riforma delle pensioni <\/strong>del dicembre 2011 si \u00e8 ispirata a criteri di uguaglianza tra le generazioni, ha messo in sicurezza la previdenza dei liberi professionisti, ha promosso il superamento delle pensioni di anzianit\u00e0, che costituivano un\u2019anomalia tutta italiana nel contesto europeo.<br \/>\nQueste scelte hanno comportato dei <strong>problemi<\/strong> nell\u2019immediato, che il Governo ha affrontato garantendo a 130mila \u201c<strong>esodati<\/strong>\u201d (quelli che avrebbero maturato la pensione tra il 2012 e il 2014) di andare in pensione sulla base delle regole valide in precedenza, creando altres\u00ec un apposito <strong>Fondo di salvaguardia<\/strong> per i casi che si presenteranno negli anni successivi.<br \/>\nIl Governo ha anche avviato la soluzione del problema delle \u201c<strong>ricongiunzioni onerose<\/strong>\u201d, ereditato dal precedente esecutivo: un problema che aveva costretto decine di migliaia di lavoratori a sostenere costi incredibili per poter ricongiungere i versamenti contributivi presso diversi Enti e in diversi regimi.<\/p>\n<p>La <strong>riforma del mercato del lavoro<\/strong>, entrata in vigore nel luglio 2012, pur muovendosi su un terreno delicatissimo anche in conseguenza degli effetti della crisi economica, ha promosso un migliore equilibrio tra le regole dell\u2019assunzione e quelle della risoluzione del rapporto di lavoro. Ha corretto gli abusi nell\u2019utilizzazione dei \u201c<strong>rapporti flessibili<\/strong>\u201d e ha reso meno rigida la disciplina del licenziamento individuale, senza per\u00f2 abbassare il livello delle tutele contro i licenziamenti discriminatori e immotivati.<br \/>\nIn concreto, la <strong>legge Fornero<\/strong> ha compiuto un primo passo importante per realizzare il modello della<em> flexsecurity <\/em>e per superare il<strong> dualismo di protezioni <\/strong>tra dipendenti e collaboratori. Lo ha fatto:<br \/>\n\u2022 portando sia la disciplina dei licenziamenti sia il trattamento di disoccupazione (Assicurazione Sociale per l\u2019Impiego al 70% dell\u2019ultima retribuzione per tutti i settori del lavoro dipendente) agli standard del centro-Europa;<br \/>\n\u2022 riportando la Cassa integrazione alla sua funzione di garantire il sostegno del reddito quando c\u2019\u00e8 la prospettiva ragionevole di riprendere il lavoro nella stessa azienda.<br \/>\nGi\u00e0 nel corso del 2012 si sono visti alcuni primi risultati importanti sul terreno del superamento del dualismo delle protezioni, come nel caso dell\u2019<strong>accordo per il settore del marketing operativo<\/strong> che prevede la regolarizzazione di 100.000 lavoratori a progetto.<br \/>\nResta ancora da realizzare in modo efficace e incisivo quanto la legge Fornero prevede per i<strong> servizi di assistenza intensiva nella ricerca di una nuova occupazione<\/strong>.\u00a0 Inoltre, \u00e8 indispensabile \u2013 per evitare ulteriori perdite di occupazione \u2013 offrire a imprese e lavoratori la possibilit\u00e0 di <strong>sperimentare un modello di rapporto di lavoro dipendente flessibile e meno costoso<\/strong>, col quale sia possibile regolarizzare centinaia di migliaia di vecchie collaborazioni autonome in posizione di sostanziale dipendenza, senza perdite di occupazione dovute ad aumenti di costo o di rigidit\u00e0 (v.<em> infra<\/em>).<\/p>\n<p>Il Governo Monti ha poi reso<strong> strutturali le agevolazioni contributive e fiscali <\/strong>a favore delle forme di retribuzione, contrattate a livello decentrato, <strong>per\u00a0 migliorare\u00a0 la produttivit\u00e0 e la qualit\u00e0 del lavoro<\/strong>. Nello stesso tempo ha sollecitato le parti sociali\u00a0 a realizzare\u00a0 un\u2019intesa specifica in materia, effettivamente raggiunta nel novembre 2012. Si tratta di interventi molto importanti perch\u00e9 consentono, attraverso adeguate e pertinenti politiche retributive, di incrementare la competitivit\u00e0 del sistema produttivo nell\u2019ambito dell\u2019economia globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Le politiche attive del lavoro come ponte tra le riforme delle pensioni e del mercato del lavoro<\/strong><br \/>\nNel disegno comune alle due riforme, tra gli altri aspetti economici e sociali c\u2019era il proposito di interrompere la consuetudine di ricorrere alle pensioni di anzianit\u00e0 come sbocco e prosecuzione di un percorso durato anni all\u2019interno della rete degli ammortizzatori sociali e degli incentivi alla risoluzione consensuale del rapporto. Si \u00e8 abusato di questa prassi per lungo tempo, ma essa oggi \u00e8 diventata insostenibile perch\u00e9 \u00e8 del tutto in contrasto con la necessit\u00e0 di:<br \/>\n\u2022 aumentare l\u2019et\u00e0\u00a0di pensionamento\u00a0<strong>effettiva<\/strong> (come disposto dalla riforma del dicembre 2011);<br \/>\n\u2022 garantire nel tempo l\u2019equilibrio dei sistemi pensionistici pubblici nonostante il progressivo invecchiamento del Paese e le ricadute che ci\u00f2 comporta sul mercato del lavoro.<\/p>\n<p>In materia di lavoro, si affianca all\u2019intervento sull\u2019et\u00e0 pensionabile, attuato\u00a0nel dicembre 2011,\u00a0l\u2019istituzione nel luglio 2012 e con effetto dal 1\u00b0 gennaio 2013\u00a0dell\u2019<strong>ASpI (Assicurazione Sociale per l\u2019Impiego)<\/strong>, cio\u00e8 di un trattamento di disoccupazione di livello europeo (70% dell\u2019ultima retribuzione) universalmente applicabile a tutti i lavoratori dipendenti, che, una volta a regime, contribuir\u00e0 a evitare gli eccessi e gli sprechi nell\u2019utilizzazione degli ammortizzatori sociali, collegando il sostegno del reddito alla ricerca effettiva della nuova occupazione.<\/p>\n<p>Questi sono dunque i temi cruciali delle due riforme. Si tratta di una sfida che potr\u00e0 essere vinta soltanto se verr\u00e0 attuato un vero e proprio<strong> salto di qualit\u00e0 nel campo delle politiche attive del lavoro<\/strong>, in stretta collaborazione tra gli operatori pubblici e privati che fanno dei servizi per l\u2019impiego la propria missione di funzione o d\u2019impresa.<\/p>\n<p>Per coloro che perdono il lavoro in et\u00e0 matura la sola alternativa non dovr\u00e0 pi\u00f9 essere quella di trascorrere alcuni anni, prima in cassa integrazione poi in mobilit\u00e0, in attesa di accedere alla pensione.<strong> Chi resta disoccupato, da anziano, dovr\u00e0 avere un\u2019altra opportunit\u00e0 per rientrare nel mercato del lavoro<\/strong>, potendo contare nel frattempo su un sistema di ammortizzatori sociali che non si limiti ad assicurare un reddito, ma sia funzionale alla promozione di un adeguato re-impiego (v.<em> infra<\/em>).<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>IL PROGRAMMA<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Se creare pi\u00f9 posti e occasioni di lavoro costituisce l\u2019ambizioso traguardo dei prossimi anni, occorre, per\u00f2, anche <strong>migliorare la qualit\u00e0 del lavoro<\/strong>.<br \/>\nIn Italia, la non buona qualit\u00e0 del lavoro \u00e8 una conseguenza non soltanto del dualismo fra lavoratori protetti e non protetti e di un mercato del lavoro molto vischioso, che non favorisce la migliore allocazione delle risorse umane, ma soprattutto dell\u2019ampia fascia di lavoro sommerso, irregolare e clandestino, che contribuisce a creare condizioni di esclusione sociale e di sottoutilizzo di capitale umano.<br \/>\nUn mercato del lavoro flessibile deve migliorare la qualit\u00e0, oltre che la quantit\u00e0 dei posti di lavoro, <strong>rendere pi\u00f9 fluido l\u2019incontro tra obiettivi e desideri delle imprese e dei lavoratori e consentire ai singoli individui di cogliere le opportunit\u00e0 lavorative pi\u00f9 proficue<\/strong>, evitando che rimangano intrappolati in situazioni a rischio di forte esclusione sociale.<br \/>\nCi\u00f2 induce a sperimentare <strong>nuove forme di regolamentazione<\/strong>, che rendano possibili modelli davvero in linea con gli interessi del singolo lavoratore e con le specifiche aspettative riposte in lui dal datore di lavoro. Inoltre, alla contrattazione collettiva va affidata una maggiore autonomia nel definire gli aspetti applicativi delle norme di carattere generale, in modo che essa possa al tempo stesso essere strumento di flessibilit\u00e0 e di adeguato controllo sociale.<\/p>\n<p><strong>LA RIMODULAZIONE SPERIMENTALE DEL CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO<\/strong><br \/>\nUna soluzione ragionevole su cui lavorare \u00e8 quella di sperimentare una rimodulazione del contratto a tempo indeterminato, tesa a <strong>renderlo pi\u00f9 flessibile e meno \u201ccostoso\u201d<\/strong>. Per questo occorre far leva su di una incisiva riduzione del cuneo fiscale e contributivo collegata ad alcune guidelines per la contrattazione collettiva aziendale, tendenti al superamento dell\u2019attuale dualismo del mercato del lavoro e, al tempo stesso, a dare risposte adeguate alle esigenze di flessibilit\u00e0 delle imprese e dei processi produttivi.<br \/>\nIn questa prospettiva, a fronte di un\u2019assunzione a tempo indeterminato, diventer\u00e0 possibile assicurare <strong>maggiori tutele sostanziali<\/strong>, anche sul piano della continuit\u00e0 del lavoro, del reddito e della relativa contribuzione pensionistica, a tanti giovani che oggi ne sono del tutto privi, <strong>senza rilevanti aumenti di costo o di rigidit\u00e0<\/strong> per le imprese.<br \/>\nAttraverso l\u2019introduzione di strumenti propri di un sistema che coniughi flessibilit\u00e0 delle strutture produttive e politiche attive per la sicurezza economica e professionale dei lavoratori (<strong><em>flexsecurity<\/em><\/strong>), si realizzeranno esperienze e buone pratiche di promozione del lavoro, ben oltre la salvaguardia del posto. In particolare, il progetto mirer\u00e0, attivando gli incentivi giusti per imprese e lavoratori, anche alla<strong> riorganizzazione e irrobustimento dei servizi all\u2019impiego pubblici e privati<\/strong>, e soprattutto dell\u2019assistenza intensiva nella ricerca della nuova occupazione (<em>outplacement<\/em>), con l\u2019obiettivo di una drastica riduzione dei periodi di disoccupazione.<\/p>\n<p>In sostanza, non si propone una revisione della nuova disciplina dei licenziamenti individuali introdotta dalla legge n. 92\/2012, ma la possibilit\u00e0 di sperimentare soluzioni pi\u00f9 flessibili, in particolare per la regolarizzazione delle collaborazioni continuative autonome irregolari. Questa appare oggi una scelta utile e facilmente praticabile con modifiche legislative minime, dal momento che le parti sociali gi\u00e0 possono avvalersi di quanto \u00e8 loro consentito <strong>dall\u2019articolo 8 del decreto legge n. 138 del 2011<\/strong>, anche per quanto riguarda gli effetti del recesso dal rapporto di lavoro. Si tratta di una <strong>norma-chiave <\/strong>che indica una serie di materie derogabili, attraverso la contrattazione collettiva decentrata, ma<strong> la cui utilizzazione va opportunamente orientata e sostenuta mediante<em> guidelines<\/em><\/strong> tracciate al livello nazionale. La norma stessa indica gli obiettivi che in questo modo possono e devono essere perseguiti: la maggiore occupazione, la qualit\u00e0 dei contratti di lavoro, l\u2019adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, l\u2019emersione del lavoro irregolare, gli incrementi di competitivit\u00e0 e di salario, la gestione delle crisi aziendali e occupazionali, gli investimenti e\u00a0 l\u2019avvio di nuove attivit\u00e0.\u00a0 Le intese possono prevedere deroghe alle norme di fonte pubblica o contrattuale, fermo restando il rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro. Ricordiamo in proposito che la <strong>contrattazione in deroga<\/strong> \u2013 che in Italia significa restituire alla contrattazione collettiva il ruolo che nell\u2019ultimo mezzo secolo le \u00e8 stato tolto da una legislazione statuale troppo intrusiva \u2013 \u00e8 diffusa nei principali Paesi europei e ha consentito in molti casi, per esempio in Germania, di rafforzare le relazioni industriali e di farne un elemento determinante per la ripresa economica.<\/p>\n<p><strong>UN NUOVO SISTEMA DI WELFARE CHE DIA SICUREZZA A TUTTI, INDIPENDENTEMENTE DAL TIPO DI LAVORO<\/strong><br \/>\nL\u2019obiettivo di valorizzare, come rapporto di lavoro prevalente, il contratto a tempo indeterminato rimodulato su maggiore flessibilit\u00e0, mobilit\u00e0 e occupabilit\u00e0, diverge dalla proposta del &#8220;contratto unico&#8221; , poich\u00e9 non riduce tutti i possibili tipi di contratto di lavoro a uno solo: il nostro tessuto produttivo non pu\u00f2 certo fare a meno dell&#8217;apprendistato, dei contratti a termine, o delle vecchie e nuove forme di collaborazione autonoma continuativa. Purch\u00e9, per\u00f2, queste non vengano utilizzate per nascondere la sostanziale elusione della disciplina del rapporto di lavoro subordinato.<br \/>\nSuperando le resistenze ideologiche di un passato recente, lo <strong><em>staff leasing<\/em><\/strong> e il rapporto di fornitura di lavoro temporaneo hanno acquisito sempre pi\u00f9 le caratteristiche della <strong>flessibilit\u00e0 buona<\/strong>, soprattutto quando il personale, adeguatamente e correntemente impegnato in programmi di formazione, viene assunto a tempo indeterminato dalle Agenzie specializzate in questa attivit\u00e0 di servizio al mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Tuttavia, quanto pi\u00f9 sar\u00e0 reso meno oneroso e pi\u00f9 flessibile il lavoro a tempo indeterminato tanto pi\u00f9 sar\u00e0 possibile contrastare le forme non autentiche di lavoro autonomo.<\/p>\n<p>La flessibilit\u00e0 del lavoro e le norme che la regolano, sono nate e vivono per rispondere alla realt\u00e0 di un mercato e di un tessuto imprenditoriale che ha bisogno di risposte non forzatamente uniformi per affrontare differenti fasi della sua crescita, come pure differenti fasi dell\u2019economia e del processo produttivo.<\/p>\n<p>\u00c8 la sfida di un <strong>nuovo sistema di welfare<\/strong> pensato in modo da agevolare e rendere possibile lo sblocco del mercato del lavoro, e da riunificare il pi\u00f9 possibile ci\u00f2 che l\u2019organizzazione del lavoro tende a distinguere e a separare. In sostanza, <strong>a tutte le tipologie contrattuali dovranno essere riconosciuti diritti sociali e previdenziali il pi\u00f9 possibile uniformi<\/strong>. I sistemi di welfare potranno cos\u00ec diventare il momento unificatore\u00a0\u00a0 di una realt\u00e0 frantumata (non pi\u00f9 riconducibile a un solo modello, pur essendo prevalente quello del lavoro a tempo indeterminato) e favorire nel contempo, la flessibilit\u00e0 del lavoro.<\/p>\n<p>Al lavoro stabile e per un\u2019intera carriera si contrappongono oggi sempre pi\u00f9 spesso frequenti cambiamenti di occupazione e professione che richiedono tutele pi\u00f9 adeguate. I mutamenti del mondo del lavoro implicano la nascita di esigenze che spiazzano un sistema di tutele ingessato (perch\u00e9 fatto di norme rigide sulla carta e poco adattabili alla mutevole realt\u00e0 del lavoro), imponendo di introdurre regole pi\u00f9 duttili e di definire diritti tendenzialmente universali e tutele di natura promozionale.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 diventa necessario <strong>riequilibrare la spesa sociale<\/strong> spostandola dalla copertura dei rischi pi\u00f9 tradizionali (vecchiaia, superstiti), a favore invece di altri (formazione, disoccupazione, sostegno al reddito, nuove povert\u00e0) fino a oggi gravemente sacrificati. \u00c8 la frontiera del <em><strong>welfare to work<\/strong><\/em>: un sistema di welfare in grado di riunificare un mondo del lavoro le cui differenze congenite potrebbero, invece, esaltare e rendere irreversibile il dualismo ora esistente.<\/p>\n<p><strong>La previdenza complementare<\/strong><br \/>\nLa legislatura appena trascorsa non ha adeguatamente considerato l\u2019importanza strategica che potrebbe assumere l\u2019ulteriore sviluppo della <strong>previdenza complementare privata a capitalizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p>A partire dalla riforma delle pensioni del Governo Monti sono state ipotizzate, <strong>sia pure sul terreno programmatico e sottoposto a verifiche di sostenibilit\u00e0<\/strong>, \u201c<em>eventuali forme di decontribuzione parziale dell\u2019aliquota contributiva obbligatoria verso schemi previdenziali integrativi in particolare a favore delle giovani generazioni<\/em>\u201d. <strong>Si tratta cio\u00e8 di consentire a un lavoratore<\/strong>, in particolare se giovane e privo di un rapporto di lavoro dipendente (quindi nell\u2019impossibilit\u00e0 di avvalersi del tfr per aderire a un fondo), <strong>di finanziare volontariamente una forma di previdenza complementare<\/strong> (che pu\u00f2 essere gestita dallo stesso Inps, o da altro gestore scelto dalla persona interessata) <strong>con una parte della sua contribuzione obbligatoria<\/strong>. In questo modo potrebbe distribuire il proprio rischio previdenziale su una quota pubblica a ripartizione e una privata a capitalizzazione, <strong>senza dover sostenere maggiori costi<\/strong>. L\u2019esperienza pratica dimostra che i giovani non si avvicinano ai fondi pensione proprio perch\u00e9 non dispongono di ulteriori risorse rispetto a quelle che sono tenuti a versare alle gestioni obbligatorie. Con questo tipo di soluzioni, inoltre, si otterrebbe certamente una copertura pubblica inferiore, ma sarebbe possibile ottenere rendimenti pi\u00f9 generosi sui mercati.<\/p>\n<p><strong>UN NUOVO CODICE DEL LAVORO PI\u00d9 SEMPLICE E COMPRENSIBILE<\/strong><\/p>\n<p>Oggi la legislazione sul rapporto di lavoro \u00e8 talmente voluminosa, caotica e disorganica, da essere difficilmente comprensibile anche per gli esperti.<br \/>\n\u00c8 possibile e assolutamente necessario, anche per contribuire ad aprire il sistema Italia agli investimenti stranieri, ridurre (abrogando e riorganizzando centinaia di norme stratificatesi nel tempo) la legislazione nazionale a <strong><a title=\"Codice del Lavoro\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24064\" target=\"_blank\">un Codice del lavoro<\/a>, integrato nel Codice civile, composto da un numero limitato di articoli, leggibile e comprensibile direttamente dai milioni di persone interessate alla sua applicazione e traducibile in inglese<\/strong>, secondo le linee-guida dettate dall\u2019Unione Europea con il <a title=\"Decalogue \" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6836\" target=\"_blank\"><em>Decalogue for Smart Regulation<\/em><\/a> (Stoccolma, 12 novembre 2009).<br \/>\nEsso costituir\u00e0 un \u201cbiglietto da visita\u201d molto importante per l\u2019Italia nel mondo, dando l\u2019immediata percezione del suo allineamento ai migliori standard legislativi dei Paesi pi\u00f9 avanzati e di una sua nuova capacit\u00e0 di stare nell\u2019economia globale.<\/p>\n<p><strong>IL MONITORAGGIO DELL\u2019APPLICAZIONE E DEGLI EFFETTI DELLA LEGGE FORNERO<\/strong><br \/>\nMolta attenzione dovr\u00e0 essere rivolta al <strong>monitoraggio<\/strong> previsto dalla riforma Fornero, anche sollecitando <strong>avvisi comuni<\/strong> delle parti sociali nei casi in cui la pratica metta in evidenza esigenze di revisione, integrazione e modifica.<\/p>\n<p>Bisogna, inoltre, completare, secondo criteri di semplificazione,\u00a0 la riforma del mercato del lavoro con la <strong>normativa di carattere applicativo<\/strong> e, dove \u00e8 previsto, mediante la <strong>contrattazione collettiva<\/strong>, come nel caso del lavoro a termine, che ha sollevato rilevanti problemi in settori contraddistinti dalla presenza strutturale di lavoro stagionale. Un altro aspetto<strong> da rivedere<\/strong> \u00e8 quello del <strong>previsto incremento graduale <\/strong>al 33% dell\u2019aliquota contributiva \u2013 una misura\u00a0 rivelatasi\u00a0 insostenibile \u2013 per\u00a0 gli iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l\u2019Inps (collaboratori, titolari di partita IVA, professionisti privi di un ordine, ecc,). Gi\u00e0 il Parlamento ha provveduto a posticipare la prima tranche al 2014, proprio per consentire una riconsiderazione dell\u2019intera materia nella prossima legislatura.<\/p>\n<p>In generale, occorre <strong>semplificare, razionalizzare e rendere pi\u00f9 efficaci le norme sulla flessibilit\u00e0 nel mercato del lavoro<\/strong>, potenziare le politiche attive per il lavoro, attraverso una formazione pi\u00f9 calibrata sulle esigenze del sistema produttivo e rendendo effettiva l\u2019alternanza scuola-lavoro negli istituti professionali, per valorizzare il capitale umano.<\/p>\n<p><strong>LE DONNE NELLA SOCIET\u00c0 E NELL\u2019ECONOMIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia non \u00e8 un Paese per donne ma \u00e8 prioritario che lo diventi<\/strong> se vogliamo che aumentino la crescita del nostro vivere civile, la partecipazione femminile al lavoro e la possibilit\u00e0 di beneficiare dei diritti che ne derivano.<\/p>\n<p>La popolazione femminile \u00e8 pi\u00f9 numerosa di quella maschile e in media pi\u00f9 qualificata, tuttavia,<strong> il mercato del lavoro non incoraggia la partecipazione delle donne<\/strong>, che vi entrano con pi\u00f9 difficolt\u00e0 e vi rimangono con oggettivi vincoli rispetto ad altri ruoli: <strong>salari pi\u00f9 bassi e incertezze <\/strong>che non le mettono in grado di avere figli ed essere finanziariamente indipendenti.<\/p>\n<p>\u00c8 necessaria una grande \u201cazione positiva\u201d volta a realizzare l\u2019obiettivo degli accordi europei di Lisbona del 2000, sul quale siamo in gravissimo ritardo: portare il tasso di occupazione femminile dal 46% attuale alla media UE del 60%, mediante una detassazione selettiva che incentivi simmetricamente domanda e offerta, sul modello del <a title=\"ddl Germontani\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/00301947.pdf\" target=\"_blank\">d.d.l. Germontani n. 324\/2008<\/a> e del il <a title=\"ddl Germontani\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8046\" target=\"_blank\">d.d.l. Morando n. 2102\/2010<\/a>. Occorre inoltre realizzare a) l\u2019 \u201cobiettivo di Barcellona\u201d in tema di assistenza alla prima infanzia, con un piano straordinario per gli asili nido; b) un piano nazionale per l\u2019offerta di un servizio qualificato di assistenza alle persone non autosufficienti, che al tempo stesso attivi una nuova domanda e una nuova offerta di lavoro retribuito femminile.<\/p>\n<p><strong>La societ\u00e0 tende a non offrire modelli femminili positivi<\/strong>: l\u2019immaginario collettivo \u00e8 afflitto da una comunicazione massiccia, volgare e umiliante della donna, con conseguenze devastanti per la cultura italiana e per la formazione di bambini e bambine. Ogni donna \u2013 che sia giovane o adulta, lavoratrice o meno, madre o comunque cittadina del nostro Paese \u2013 \u00e8 lasciata sostanzialmente sola di fronte a questa situazione.<\/p>\n<p><strong>Politiche di conciliazione<\/strong><\/p>\n<p>Bisogna superare l\u2019idea che <strong>le politiche di conciliazione<\/strong> riguardino solo le donne, che solo loro cio\u00e8 abbiano il problema di <strong>conciliare il lavoro professionale e il lavoro di cura<\/strong>. Questa convinzione finisce per tutelare gli uomini a spese della finanza pubblica.<\/p>\n<p>La priorit\u00e0 deve essere data all\u2019occupazione, sia in termini di provvedimenti per la partecipazione al lavoro, sia di sostegno alla scelta di avere figli e alla responsabilit\u00e0 della cura degli anziani e dei non autosufficienti <strong>per entrambi gli adulti nel nucleo familiare<\/strong>.<\/p>\n<p>Queste misure non devono avere solo l\u2019obiettivo di incoraggiare le donne ad avere una carriera e un reddito proprio, ma anche quello di fare in modo che arrivino a occupare, con autorevolezza e merito, posizioni di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono necessari, inoltre, provvedimenti che favoriscano una<strong> pi\u00f9 equa assunzione di responsabilit\u00e0, all\u2019interno della coppia, del lavoro di cura<\/strong>. In tal senso si \u00e8 mossa la legge Fornero, che ha stabilito il principio del <strong>congedo obbligatorio anche per il padre<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019ampliamento di questi principi offrirebbe un trattamento paritario di lavoratori e di lavoratrici, azzerando di fatto la discriminante della maternit\u00e0 in fase di assunzione e di valutazione della carriera da parte delle imprese, permettendo alla coppia di scegliere <strong>quale dei due genitori voglia, o possa, tornare prima al lavoro<\/strong>. Certamente la madre non pu\u00f2 essere sostituita del tutto dal padre in congedo obbligatorio poich\u00e9 le \u00e8 necessario un periodo congruo di vicinanza al proprio figlio e anche per riprendersi dal parto.<\/p>\n<p>L\u2019introduzione di <strong>nuovi diritti nel campo della conciliazione famiglia-lavoro per uomini e donne<\/strong> pu\u00f2 essere finanziata attraverso un uso pi\u00f9 corretto, senza variare il costo del lavoro, dei contributi versati per l\u2019assegno al nucleo familiare, il cui avanzo di gestione, nel bilancio Inps, \u00e8 in attivo e a tutt\u2019oggi viene dirottato a finanziare gestioni deficitarie. In Italia esiste una legislazione molto avanzata a tutela della maternit\u00e0 e contro le discriminazioni. La legge Fornero ha rafforzato queste tutele.<\/p>\n<p><strong>Lo sviluppo del welfare aziendale<\/strong><\/p>\n<p>Un contributo importante pu\u00f2 venire dallo sviluppo del <strong>welfare aziendale<\/strong>. Si tratta di<strong> incentivare le imprese<\/strong>, via via che la crescita economica lo permette,<strong> a istituire asili aziendali o a stipulare convenzioni con asili del territorio<\/strong> per garantire posti ai figli dei dipendenti. Un\u2019altra soluzione pu\u00f2 essere quella di costituire <strong>cooperative di \u201cbaby nido\u201d interaziendali<\/strong>, pubbliche\/private.<\/p>\n<p>Si possono mettere in atto, inoltre, misure di lavoro flessibile, come<strong> la possibilit\u00e0 di accorpare gli straordinari ai congedi di maternit\u00e0 e di paternit\u00e0<\/strong>, facendo rientrare queste misure negli accordi di produttivit\u00e0 e riconoscendo le agevolazioni fiscali e contributive stanziate a questo proposito.<br \/>\nSecondo un\u2019indagine condotta nel 2012 su 318 grandi imprese con pi\u00f9 di 500 dipendenti, la natura degli interventi di welfare era cos\u00ec ripartita:<br \/>\n\u2022 l\u201987,5% partecipa a un fondo pensione;<br \/>\n\u2022 il 60,6% partecipa a un fondo sanitario;<br \/>\n\u2022 il 39% si avvale di un sistema di prestiti agevolati;<br \/>\n\u2022 il 27,6% ha messo a disposizione dei propri dipendenti congedi extra;<br \/>\n\u2022 il 24,4% fornisce agevolazioni al consumo;<br \/>\n\u2022 il 23,3 % eroga misure di sostegno al reddito;<br \/>\n\u2022 il 23,1% eroga borse di studio;<br \/>\n\u2022 il 18,5% fornisce servizi di cura per l\u2019infanzia;<br \/>\n\u2022 il 9,4% ha un fondo per cura a lungo termine;<br \/>\n\u2022 il 6,7% favorisce l\u2019uso di alloggi.<\/p>\n<p>Le esperienze del welfare aziendale costituiscono dunque un terreno di <strong>buone pratiche<\/strong> da seguire e diffondere: pratiche che, per le piccole imprese, possono trovare adeguata e specifica risposta negli enti bilaterali.<\/p>\n<p><strong>Gli asili nido<\/strong><\/p>\n<p>Gli asili nido non devono essere necessariamente comunali, possono anche essere privati-convenzionati.<\/p>\n<p>Il pagamento della retta va stabilito sulla base del reddito del nucleo familiare, mentre le risorse destinate devono essere sicure e strutturali, individuate nella legge di stabilit\u00e0 e non pi\u00f9 con misure<em> una tantum<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno favorire la costituzione di <strong>fondi bilaterali<\/strong> dedicati al sostegno delle famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici che devono <strong>far fronte al pagamento delle rette degli asili nido<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I servizi alla persona<\/strong><\/p>\n<p>In materia di<strong> servizi alla persona<\/strong>, la legge Fornero ha introdotto la possibilit\u00e0 di utilizzare appositi voucher per avvalersi della professionalit\u00e0 di assistenti badanti qualificati\/e per la cura degli anziani non autosufficienti.<\/p>\n<p>Quello della cura \u00e8 un ruolo che per ora \u00e8 prevalentemente responsabilit\u00e0 della donna nella famiglia, ma che dovrebbe svilupparsi in un servizio alla persona organizzato e retribuito a livello locale, attraverso la promozione di sinergie e partenariati pubblico-privati e<strong> riconoscendo alla famiglia il diritto di essere sia destinataria, sia prestatrice d\u2019opera di alcuni servizi<\/strong>. Dobbiamo incominciare a utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo anche per i <em>voucher<\/em> destinati alla conciliazione tra tempo di cura e tempo di lavoro, o per i <em>voucher<\/em> destinati ai servizi o formativi.<\/p>\n<p><strong>UN PIANO STRAORDINARIO PER L\u2019OCCUPAZIONE GIOVANILE<\/strong><\/p>\n<p>Oggi solo un terzo della forza lavoro nella fascia tra i 18 e i 30 anni \u00e8 al lavoro, mentre un terzo non \u00e8 n\u00e9 al lavoro n\u00e9 \u00e8 impegnato in attivit\u00e0 di formazione.<br \/>\n\u00c8 necessario dare corso a un piano straordinario per l\u2019attuazione dei <strong>programmi \u201cOpportunit\u00e0 per tutti i giovani\u201d e \u201cYouth Guarantee\u201d previsti dall\u2019Unione Europea<\/strong>. A ogni giovane che esce da un ciclo scolastico e che non trovi immediatamente un\u2019occasione di lavoro, entro il termine massimo di 4 mesi deve essere offerto dal servizio pubblico, in collaborazione stretta con organizzazioni private, imprenditoriali e no:<br \/>\n\u2022 un servizio di orientamento scolastico e professionale;<br \/>\n\u2022 una opportunit\u00e0 di apprendistato e\/o lavoro favorita da sgravi fiscali, o di addestramento, formazione <em>on the job<\/em>, indirizzata verso le centinaia di migliaia di posti di lavoro che in Italia restano permanentemente scoperti per mancanza di persone con le attitudini richieste;<br \/>\n\u2022 dove possibile, una opportunit\u00e0 di assistenza per avviare un\u2019attivit\u00e0 lavoro autonomo o un\u2019impresa.<br \/>\nPer attuare questi programmi occorre:<br \/>\n\u2022 proseguire nel processo, gi\u00e0 avviato dalla legge Fornero, di riduzione del cuneo fiscale e contributivo sui rapporti di lavoro con persone di et\u00e0 fino ai 29 anni;<br \/>\n\u2022 attivare il reclutamento straordinario di figure professionali definite \u201cpromotori di opportunit\u00e0\u201d per i giovani, adeguatamente formati (anche a Bruxelles), da inserire nei centri per l\u2019impiego, nelle scuole, nelle universit\u00e0 ecc.;<br \/>\n\u2022 a Bruxelles l\u2019Italia deve proporsi di diventare il Paese leader per quanto riguarda il sostegno e lo stimolo alla Commissione a promuovere le opportunit\u00e0 dei giovani tramite una legislazione snella e fondi;<br \/>\n\u2022 istituire una \u201ccellula giovani\u201d presso la Rappresentanza permanente della Commissione Europea, con esperti di politiche del lavoro e del welfare in grado di inserirsi nel dibattito e nella politica comunitaria europea;<br \/>\n\u2022 sostenere il nuovo contratto di apprendistato come normale canale di assunzione dei giovani lavoratori;<br \/>\n\u2022 avvalersi, mettendole in rete tra di loro, delle banche dati delle Universit\u00e0 e dei loro Consorzi (come AlmaLaurea) contenenti i curricula dei laureati nelle differenti discipline.<br \/>\nOvviamente, anche la prevista rimodulazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato unitamente alle norme pi\u00f9 rigorose della riforma Fornero sui rapporti di lavoro flessibili, consentiranno una maggiore occupabilit\u00e0 dei giovani.<br \/>\nVanno inoltre impiegate in maniera molto pi\u00f9 efficiente le rilevanti risorse di cui dispongono le Regioni per la formazione professionale. Il <em>know how<\/em> formativo \u00e8 il bagaglio professionale del futuro, mentre quello alla riqualificazione \u00e8 il principale diritto sociale \u2018moderno\u2019 degli anni a venire. Valorizzare i giovani \u00e8 una condizione indispensabile per lo sviluppo di un\u2019economia moderna: il grado di istruzione della forza lavoro, e in particolare dei giovani, \u00e8 un fattore fondamentale di crescita in un\u2019economia basata sulla conoscenza.<br \/>\n\u00c8 il capitale umano, dunque, ad assumere un ruolo centrale nel contesto di un rapido avanzamento della frontiera tecnologica e l\u2019impetuoso ingresso sui mercati internazionali delle economie emergenti. Ecco perch\u00e9 \u00e8 venuto il momento di pensare a un progressivo consolidamento dei rapporti di lavoro, riducendo il grado di segmentazione del mercato, intervenendo sulla regolamentazione delle diverse tipologie contrattuali ed estendendo le coperture assicurative. Di converso, occorre rendere flessibile il rapporto di impiego anche nelle parti pi\u00f9 avanzate e pi\u00f9 terminali della carriera, in modo che il peso della flessibilit\u00e0 venga ripartito pi\u00f9 equamente tra giovani e anziani.<br \/>\nOccorre <strong>mettere in rete i servizi per il lavoro pubblici e privati<\/strong>, mediante la costituzione di una Agenzia Nazionale per il lavoro nella quale far confluire la gestione delle politiche del lavoro e del sistema dei sussidi. L\u2019Agenzia nazionale attua i suoi programmi concordando azioni e obiettivi con le Regioni, che provvedono attraverso la rete degli accreditati, dei centri pubblici per l\u2019impiego e degli autorizzati, ad attuare i programmi di reimpiego. Le Agenzie Regionali accorpano le reti dei centri pubblici per l\u2019impiego e le competenze amministrative e di gestione degli ammortizzatori sociali. L\u2019efficacia delle azioni \u00e8 monitorata tramite il sistema delle comunicazioni obbligatorie integrato da indagini specifiche.<\/p>\n<p><strong><em>ACTIVE AGEING<\/em>: PER UNA VITA ATTIVA DEGLI ANZIANI<\/strong><br \/>\nSolo un terzo degli italiani sopra i 50 anni \u00e8 attivo nel mercato del lavoro, a fronte della met\u00e0 in Germania e dei due terzi nei Paesi scandinavi.<br \/>\nL\u2019obiettivo dell\u2019invecchiamento attivo \u00e8 fondamentale non soltanto per l\u2019equilibrio del sistema previdenziale, ma anche per consentire che maggiori risorse siano destinate agli investimenti produttivi.<br \/>\nNon solo \u00e8 falso che per dare lavoro ai giovani sia necessario prepensionare gli anziani, ma \u00e8 vero esattamente il contrario: i Paesi con tasso di occupazione degli anziani pi\u00f9 alto sono anche quelli con tasso di occupazione giovanile pi\u00f9 alto.<br \/>\nOccorrono dunque:<br \/>\n\u2022 forti incentivi economici (sgravi fiscali e sgravi contributivi, sulla linea inaugurata con la legge Fornero) e normativi all\u2019assunzione dei cinquanta-sessantenni;<br \/>\n\u2022 maggiore flessibilit\u00e0 nella fase (62-67 anni) del passaggio dal lavoro alla pensione, con possibilit\u00e0 di combinare part-time con mezza pensione;<br \/>\n\u2022 per coloro che comunque rimangono senza lavoro e in attesa della pensione, non \u00e8 detto che la sola forma di tutela possibile sia il prepensionamento, ma pu\u00f2 essere anche l\u2019estensione del nuovo trattamento di disoccupazione (ASpI).<\/p>\n<p><strong>SERVIZI PUBBLICI, AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE E PUBBLICO IMPIEGO<\/strong><br \/>\nMigliorare i servizi pubblici \u00e8 un obiettivo primario e irrinunciabile per il nostro Paese. Le varie riforme che si sono succedute negli ultimi vent\u2019anni hanno spesso deluso le aspettative e ampliato il divario tra esigenze di cittadini e imprese e servizi erogati. Per rilanciare l\u2019operato della pubblica amministrazione bisogner\u00e0:<br \/>\n\u2022 mettere gli interessi degli utenti al centro del discorso;<br \/>\n\u2022 introdurre meccanismi effettivi per misurare, valutare e incentivare il funzionamento delle strutture, le prestazioni individuali e di gruppo, dedicando particolare attenzione alle differenze di genere;<br \/>\n\u2022 generare un miglioramento continuo attraverso la trasparenza e il metodo del<em> benchmarking<\/em>, cio\u00e8 del confronto tra amministrazioni che svolgono lo stesso tipo di servizio, in modo da sollecitare l\u2019allineamento delle peggiori alle migliori;<br \/>\n\u2022 esternalizzare i servizi e le funzioni che possono essere pi\u00f9 efficaci ed efficienti se gestiti in regime privatistico, fermo restando il ruolo della PA nella definizione degli standard e nella vigilanza.<\/p>\n<p>La pubblica amministrazione oggi \u00e8 prevalentemente al servizio di se stessa, degli interessi dei propri addetti. Occorre ri-orientarla, in modo da metterla prioritariamente al servizio del cittadino. Questo si pu\u00f2 ottenere comprendendo meglio le esigenze di cittadini e imprese, e coinvolgendoli nello sviluppo ed erogazione dei servizi. Inoltre, dovunque possibile, devono essere attivati sistemi di valutazione da parte di cittadini\/utenti e di osservatori qualificati (stampa specializzata, associazioni degli utenti, ricercatori universitari) e realizzare un incontro periodico pubblico per il confronto tra valutazione interna e valutazione esterna. In pratica, questo approccio aperto alla cittadinanza e al mondo produttivo deve tradursi in una riduzione dei passaggi burocratici per ottenere servizi, permessi e autorizzazioni, ma anche in servizi pi\u00f9 efficaci.<br \/>\nOgni dirigente pubblico, una volta che gli siano assicurati anche nella gestione delle risorse e del personale adeguati spazi di autonomia e di operativit\u00e0, deve essere ingaggiato sulla base dell\u2019impegno a raggiungere obiettivi precisi, specifici, misurabili e controllabili. E devono essergli attribuite le prerogative dirigenziali necessarie per raggiungerli, guidando e motivando adeguatamente i dipendenti. Per raggiungere questo obiettivo generale occorre:<br \/>\n\u2022 applicare tutte le tecniche oggi disponibili per misurare e valutare efficienza e produttivit\u00e0 di ciascuna struttura;<br \/>\n\u2022 promuovere la cultura della misurazione e della valutazione che dovr\u00e0 consentire il confronto fra strutture omogenee e l\u2019evidenziazione delle differenze di efficienza e produttivit\u00e0 fra di esse (<em>benchmarking<\/em>);<br \/>\n\u2022 garantire la trasparenza totale, secondo il modello del Freedom of Information Act britannico e di quello statunitense per:<br \/>\n&#8211; rendere immediatamente accessibili in rete tutti i dati inerenti al funzionamento delle amministrazioni e agli obiettivi assegnati a ciascun dirigente;<br \/>\n&#8211; far sentire il pi\u00f9 possibile ai politici e ai dirigenti delle strutture pubbliche il fiato dell\u2019opinione pubblica sul collo e vigilare contro l\u2019ingerenza indebita dei politici nella gestione, offrendo una sponda solida ai dirigenti pi\u00f9 corretti e professionalmente dotati che vi si oppongono.<br \/>\nIl miglioramento sar\u00e0 imposto come obiettivo realistico e misurabile, che i dirigenti di queste amministrazioni saranno tenuti a realizzare entro un termine appropriato. A quelli che, pur in presenza dell\u2019attribuzione di adeguati poteri anche nella gestione del personale, mancheranno l\u2019obiettivo in misura grave, dovr\u00e0 essere revocato l\u2019incarico dirigenziale. Nelle strutture che mostreranno di non sapersi riallineare alla media, dovranno essere bloccati gli aumenti retributivi. Viceversa, le strutture che fanno registrare i risultati migliori dovranno essere adeguatamente premiate nella distribuzione delle risorse disponibili.<br \/>\nTra gli obiettivi dei dirigenti di vertice sar\u00e0 prioritario quello del riequilibrio nella distribuzione degli organici, tra strutture che presentano situazioni di eccedenza e situazioni di carenza di personale, attraverso una gestione rigorosa della mobilit\u00e0, anche tra amministrazioni diverse.<\/p>\n<p><strong>RAPPRESENTANZA, RAPPRESENTATIVIT\u00c0 SINDACALE E CONTRATTAZIONE COLLETTIVA<\/strong><br \/>\nIn materia di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro occorre dare sostegno e applicazione tendenzialmente generale ai criteri stabiliti dall\u2019accordo interconfederale 28 giugno 2011, in modo che sia possibile in ogni caso individuare il sindacato o la coalizione sindacale che raccoglie la maggioranza dei consensi, al livello aziendale e ai livelli superiori fino a quello nazionale. Secondo gli stessi criteri devono essere stabiliti i rapporti tra maggioranza e minoranza sindacale in azienda. Al sindacato o coalizione maggioritaria deve quindi essere attribuito il <strong>potere di stipulare contratti collettivi con efficacia generale <\/strong>nell\u2019ambito di sua competenza, consentendo il decentramento della contrattazione collettiva come forma pi\u00f9 rilevante di negoziato secondo le linee dell\u2019accordo interconfederale sulla produttivit\u00e0 del novembre 2012. Il contratto collettivo nazionale stipulato dal sindacato o coalizione maggioritaria resta la disciplina applicabile in tutta la categoria, salvo deroga al livello aziendale (cio\u00e8 come disciplina di default).<br \/>\nQuanto al modello di contrattazione collettiva che deve sempre pi\u00f9 essere promosso e rafforzato, come ha ribadito la Bce nella sua lettera del 5 agosto 2011 \u201cc\u2019\u00e8 anche l\u2019esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d\u2019impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro sulle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi pi\u00f9 rilevanti rispetto agli altri livelli di negoziazione\u201d. La stessa sollecitazione \u00e8 stata ripetutamente rivolta all\u2019Italia dai vertici dell\u2019Unione Europea nell\u2019ultimo anno.<br \/>\nSi tratta quindi di dare piena applicazione e sviluppo all\u2019impostazione dell\u2019accordo del 28 giugno 2011, che ha trovato una definizione concreta nel recente patto per l\u2019incremento della produttivit\u00e0 del 15 novembre 2012 e nei provvedimenti del Governo Monti, per rendere strutturali le agevolazioni fiscali e contributive per erogazioni salariali concordate al fine di <strong>migliorare la produttivit\u00e0 aziendale e del lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p>Allo stesso obiettivo deve tendere l\u2019attuazione alla delega contenuta nella legge Fornero in materia di <strong>forme di partecipazione dei lavoratori in azienda<\/strong>, secondo i criteri fissati nella stessa delega, che mirano \u2013 sempre e soltanto attraverso la libera contrattazione aziendale \u2013 a favorire l\u2019allineamento al livello medio europeo (20%) della percentuale oggi molto bassa (5%) di aziende italiane nelle quali si sperimentano pratiche partecipative.<\/p>\n<p>In relazione alle politiche di concertazione tra Governo e parti sociali, va detto innanzitutto che esse possono produrre risultati apprezzabili solo a condizione che tutte le parti condividano almeno <strong>una visione comune circa gli obiettivi da raggiungere e i vincoli da rispettare<\/strong>; altrimenti il \u201cvincolo di concertazione\u201d si trasforma in potere di veto, attribuito oltretutto a soggetti che non rappresentano per intero le rispettive categorie. Occorre inoltre tener conto di una pi\u00f9 complessa articolazione della rappresentanza delle categorie stesse, che rende difficilmente ripetibile la prassi invalsa nei decenni scorsi. Senza pretendere di trovare un metodo valido in tutte le occasioni, va tenuta in considerazione l\u2019esperienza compiuta nel caso del negoziato sulla produttivit\u00e0, dove il Governo ha indicato alle parti sociali degli obiettivi da raggiungere, determinati anche sulla base del loro avviso comune.<\/p>\n<p><strong>SALUTE E SICUREZZA DEL LAVORO<\/strong><br \/>\nIl Testo Unico del 2008 e le modifiche, condivise dalle parti sociali, apportate nel 2009 in sede di revisione, costituiscono un impianto normativo avanzato e moderno che affida un ruolo determinante alla prevenzione e alla formazione.<br \/>\nL\u2019istituzione da parte dell\u2019Inail di un \u201cPolo della sicurezza\u201d che nella sua attivit\u00e0 deve coordinarsi con l\u2019azione delle Asl, prefigura uno strumento operativo pi\u00f9 efficace nel settore, ben al di l\u00e0 delle funzioni di carattere assicurativo\/risarcitorio.<br \/>\nSiamo tuttavia lontani dal considerare debellata la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro. Un reale avanzamento nella tutela della salute e della sicurezza nel posto di lavoro (che sempre pi\u00f9 si rapporta alle problematiche del territorio, come ha dimostrato il drammatico caso dell\u2019ILVA di Taranto, nel quale la linea di condotta del Governo \u00e8 stata ineccepibile) richiede un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 da parte del singolo lavoratore e un impegno solidale e sinergico delle parti sociali nella quotidianit\u00e0 dei processi produttivi, non essendo possibili interventi continuativi a opera delle istituzioni preposte. Una significativa importanza assumono le misure di carattere \u201cpremiale\u201d, sul piano fiscale e contributivo, a favore delle aziende che investono in nuove tecnologie e riescono a contenere e ridurre il numero degli infortuni.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SEMPLIFICAZIONE, SUPERAMENTO DEL DUALISMO PROTETTI\/NON PROTETTI, PIANO STRAORDINARIO PER L&#8217;OCCUPAZIONE GIOVANILE, DETASSAZIONE SELETTIVA DEI REDDITI DI LAVORO FEMMINILE, ACTIVE AGEING E SICUREZZA DEI SESSANTENNI NEL MERCATO DEL LAVORO Il documento programmatico che segue, presentato da Mario Monti il 2 febbraio 2013 come parte integrante del proprio programma di governo per la XVII legislatura, \u00e8 il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-25324","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25324"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25324\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}