
{"id":2535,"date":"2009-03-24T15:52:35","date_gmt":"2009-03-24T14:52:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2535"},"modified":"2009-03-29T11:44:49","modified_gmt":"2009-03-29T10:44:49","slug":"perche-serve-il-%c2%abcontratto-di-ricollocazione%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2535","title":{"rendered":"PERCH\u00c8 SERVE IL \u00abCONTRATTO DI TRANSIZIONE ALLA FLEXSECURITY\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"color: #993300;\">NELL&#8217;ULTIMO ANNO QUESTO PROGETTO HA FATTO, SUL PIANO POLITICO,\u00a0MOLTA STRADA. E&#8217; ORA CHE MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE DIANO CORSO A UN&#8217;OPZIONE SU CUI SI E&#8217; GIA&#8217; VERIFICATA UNA LARGA CONVERGENZA TRA AUTOREVOLI RAPPRESENTANTI DELLE PARTI SOCIALI<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><em>Articolo <strong>di Franco Debenedetti<\/strong><\/em> <em>pubblicato sul<\/em>\u00a0Sole 24 Ore<em> del\u00a024 marzo 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><em><span style=\"font-family: Calibri;\"><span style=\"font-size: small;\"><!--more--><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Di riforma del contratto di lavoro, pi\u00f9 conosciuta nella poco appropriata abbreviazione \u201cabolizione dell\u2019articolo 18\u201d , si parla da anni: molte sprezzanti ripulse, numerosi consensi illuminati, nessuna azione politica significativa. Ora sembra che si sia prossimi a un punto di svolta. E ci\u00f2 per ragioni precise: la crisi finanziaria, diventata recessione economica, minaccia di diventare crisi sociale. Una disoccupazione a livelli a cui da tempo non eravamo pi\u00f9 abituati, leva il sonno a governanti di tutto il mondo. L\u2019Italia affronta questa eventualit\u00e0 con una struttura del mercato del lavoro che vede da un lato lavoratori superprotetti, dall\u2019altro lavoratori che protezione ne hanno poca o punto; che divide e contrappone i lavoratori, andando contro il principio per cui sono nati i sindacati; che ha contribuito ad accrescere il problema, incentivando le aziende a usare e abusare di forme contrattuali meno vincolanti. Il risultato \u00e9 che oggi tutto il peso della flessibilit\u00e0 di cui il sistema ha bisogno \u00e8 sopportato dalla met\u00e0 dei lavoratori a cui il famoso articolo 18 non si applica. Stupisce dunque che il Ministro Sacconi, sul Sole24Ore di mercoled\u00ec scorso, sostenga il primum vivere, e neghi l\u2019opportunit\u00e0, per questa stagione, di ogni riforma: sia dell\u2019articolo 18, sia delle pensioni, sia dei sussidi ai disoccupati. Maurizio Sacconi \u00e9 stato tra chi pi\u00f9 si \u00e9 battuto proprio su questi fronti. Tempi diversi, certo, ma non per questo richiedevano minore determinazione e coraggio, per cui \u00e8 da escludere che si tratti di un suo ripensamento sul merito dei temi elencati. Quella a cui egli d\u00e0 voce \u00e9 piuttosto una valutazione di opportunit\u00e0 politica, e proprio su questa si esprimono perplessit\u00e0. Infatti la chiusura su tutti i temi dell\u2019agenda palesa un timore: aprire un conflitto e agitare gli animi, senza chiudere su nulla. Ma questo pu\u00f2 valere per le pensioni, dove si toccano interessi e categorie che sono meno coinvolte dalla emergenza disoccupazione. Pu\u00f2 valere per la riforma dei sussidi ai disoccupati, perch\u00e9 finirebbe per incentivare le tendenze all\u2019assistenzialismo contro cui Sacconi conduce una sua sacrosanta quanto solitaria battaglia; e per aprire le dighe a richieste non compatibili con il bilancio dello Stato. La riforma di cui si parla oggi non ha la vecchia pretesa della palingenesi generale istantanea: offre, su base volontaria, un\u2019opzione di riforma a chi, aziende e sindacati, intende impegnarvisi, non chiede una lira allo Stato. Quindi non rischia di incuneare un altro elemento di divisione nella crisi sociale che il Ministro dovr\u00e0 affrontare. Una diversa regolamentazione del licenziamento ovviamente non riduce il rischio di essere licenziato, ma, a differenza dei sussidi fine a se stessi, aumenta la possibilit\u00e0 di ritrovare un&#8217;occupazione di qualit\u00e0. E ha un effetto anticiclico: non facilita il licenziamento di chi ha gi\u00e0 un posto stabile, ma per chi non ce l&#8217;ha facilita l&#8217;accesso al lavoro &#8220;di serie A&#8221;, a tempo indeterminato, regolato secondo il migliore modello di protezione. Da quando, nel 1997, si inizi\u00f2 a parlare di riforma dell\u2019articolo 18, il progetto si \u00e9 andato molto affinando, tanto che \u00e9 del tutto improprio continuare a chiamarlo con quel fatidico nome. Ora la riforma ha per obiettivo l\u2019introduzione anche da noi della flexsecurity, il modello da tempo applicato con successo, soprattutto in paesi del nord Europa; non \u00e9 quindi nominalismo. In sostanza (i dettagli si trovano nel portale della flexsecurity in www.pietroichino.it) il nuovo contratto di lavoro \u00e9 per tutti a tempo indeterminato; in caso di licenziamento per motivi non disciplinari <span style=\"font-family: &quot;MS Gothic&quot;; mso-bidi-font-family: 'MS Gothic';\">\u2011<\/span><span style=\"mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri;\"> non pi\u00f9 soggetto a controllo giudiziale &#8211; le imprese devono versare al lavoratore una cifra pari a una mensilit\u00e0 per ogni anno di anzianit\u00e0 di servizio. Il lavoratore licenziato sottoscrive un &#8220;contratto di ricoll<\/span>ocazione&#8221; in virt\u00f9 del quale percepisce &#8211; finch\u00e9 perdura lo stato di disoccupazione &#8211; un\u2019indennit\u00e0 pari al 90% dell\u2019ultima retribuzione per il primo anno, dell\u201980% per il secondo, del 70% per il terzo e del 60% per il quarto. La chiave di volta \u00e9 il consorzio paritetico tra aziende e sindacati: esso eroga il trattamento di disoccupazione e un servizio di assistenza intensiva per la ricerca di una nuova occupazione, con corsi di formazione e riqualificazione e attivit\u00e0 di outplacement, a cui il lavoratore \u00e8 obbligato a partecipare secondo un orario settimanale analogo a quello di lavoro praticato in precedenza. Finanziariamente \u00e9 alimentato dal Fondo sociale Europeo e dalle imprese che vi destinano quanto oggi versano all\u2019INPS come contributo contro la disoccupazione e quant&#8217;altro necessario per il suo equilibrio. Questo \u00e9 lo snodo cruciale: l&#8217;ente consortile deve essere efficiente, altrimenti i periodi di disoccupazione si allungano e il costo del sistema aumenta. Il nuovo regime si applica a tutti i nuovi assunti nelle imprese interessate ad acquisire questa nuova flessibilit\u00e0 facendosi carico della sicurezza &#8220;alla scandinava&#8221;. I lavoratori gi\u00e0 in forza da prima possono decidere a maggioranza di aderirvi; ipotesi non remota, dal momento che la \u201csicurezza alla scandinava&#8221; pu\u00f2 risultare, in concreto, assai pi\u00f9 appetibile della vecchia &#8220;sicurezza all&#8217;italiana&#8221; ancorata all&#8217;articolo 18.<br \/>\nNell&#8217;ultimo anno questo progetto ha fatto, politicamente, molta strada. Lunga la lista di coloro che si sono pronunciati a suo favore: da Emma Marcegalia al segretario della UIL Luigi Angeletti, da Corrado Passera al numero due della CISL Giorgio Santini; dalle associazioni dei direttori personale ai giovani PD lombardi, da Mario Monti a Sergio Chiamparino, da Giuliano Cazzola a Enrico Morando e Giorgio Tonini. Ci sono tutte le condizioni per una iniziativa bi-partisan che consenta al progetto di camminare velocemente, come i tempi di crisi richiedono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NELL&#8217;ULTIMO ANNO QUESTO PROGETTO HA FATTO, SUL PIANO POLITICO,\u00a0MOLTA STRADA. E&#8217; ORA CHE MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE DIANO CORSO A UN&#8217;OPZIONE SU CUI SI E&#8217; GIA&#8217; VERIFICATA UNA LARGA CONVERGENZA TRA AUTOREVOLI RAPPRESENTANTI DELLE PARTI SOCIALI Articolo di Franco Debenedetti pubblicato sul\u00a0Sole 24 Ore del\u00a024 marzo 2009<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-2535","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2535"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2535\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}