
{"id":256,"date":"2008-06-15T17:04:20","date_gmt":"2008-06-15T16:04:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=256"},"modified":"2008-06-15T20:15:39","modified_gmt":"2008-06-15T19:15:39","slug":"brunetta-e-gli-sprechi-la-scommessa-del-ministro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=256","title":{"rendered":"BRUNETTA E GLI SPRECHI: UNA SCOMMESSA BI-PARTISAN"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><em><strong>Articolo di Luca RICOLFI<\/strong> pubblicato da <\/em>La Stampa <em>il 15 giugno 2008.<br \/>\nCon la cortese autorizzazione dell&#8217;Autore lo propongo qui per\u00a0mostrare i molti punti di contatto tra il <a title=\"Disegno di legge del PD sulla trasparenza e valutazione nelle p.a.\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?cat=18\" target=\"_blank\">disegno di legge presentato dal PD il 5 giugno<\/a> scorso e la parte pi\u00f9 rilevante del programma annunciato dal neo-ministro della Funzione pubblica. Su questi punti, se\u00a0ai proclami Renato Brunetta far\u00e0 seguire fatti coerenti,\u00a0credo che il difficile impegno in Parlamento e nel Paese possa e debba essere bi-partisan.\u00a0(p.i.)<\/em><em>\u00a0<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il ministro Brunetta vola nei sondaggi. La sua idea di combattere gli sprechi e le inefficienze della Pubblica Amministrazione piace agli italiani, ed \u00e8 un bene che sia cos\u00ec: la riduzione della spesa pubblica improduttiva, infatti, \u00e8 l\u2019unica vera carta che il governo ha in mano per far ripartire la crescita. Se il governo fallisce su questo, non ci saranno risorse n\u00e9 per ridurre le tasse, n\u00e9 per modernizzare le infrastrutture, n\u00e9 per completare lo stato sociale, ossia per asili nido, ammortizzatori sociali, politiche contro la povert\u00e0.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ce la far\u00e0 Brunetta ?<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Spero proprio di s\u00ec, ma penso che sar\u00e0 dura, molto dura. E non solo perch\u00e9 il ministro incontrer\u00e0 resistenze di ogni tipo, a partire da quelle dei sindacati e degli enti locali, ma perch\u00e9 il problema degli sprechi ha alcune asperit\u00e0 intrinseche, che la mera volont\u00e0 politica non basta a smussare.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Asperit\u00e0 numero 1<\/em>: la dimensione quantitativa degli sprechi. Se per \u201cspreco\u201d intendiamo un impiego di risorse superiore a quelle necessarie per ottenere un dato risultato, e inoltre per risorse \u201cnecessarie\u201d intendiamo quelle che occorrerebbero adottando le pratiche delle amministrazioni pi\u00f9 virtuose, l\u2019amontare degli sprechi della Pubblica Amministrazione risulta di almeno 80 miliardi di euro l\u2019anno (la stima pi\u00f9 prudente fra quelle prodotte dall\u2019Osservatorio del Nord Ovest). Tremonti aveva promesso un taglio di spesa improduttiva di 5 miliardi di euro l\u2019anno, Veltroni di 15, il ministro Brunetta sembra pensare a circa 10. Questo significa che, per azzerare gli sprechi, al ritmo Tremonti occorrerebbero almeno tre legislature, al ritmo Veltroni ne basterebbe una, al ritmo Brunetta ce ne vorranno due, ossia pi\u00f9 o meno un decennio.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Asperit\u00e0 numero 2<\/em>: la distribuzione settoriale e territoriale degli sprechi. L\u2019entit\u00e0 degli sprechi varia in modo impressionante a seconda del settore e del territorio. Le stime sui dati pi\u00f9 recenti disponiblili (fermi al 2005) suggeriscono che il peso della spesa improduttiva sulla spesa totale sia circa il 18% nella sanit\u00e0, il 25% nella scuola, il 32% nell\u2019assistenza (false pensioni di invalidit\u00e0), il 35% nella giustizia civile. Quanto alla distribuzione territoriale degli sprechi esistono enormi differenze non solo fra Centro-nord e Mezzogiorno, ma anche all\u2019interno di queste due macro-aree: tendenzialmente Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono i territori pi\u00f9 virtuosi del Centro-nord, mentre Sicilia, Calabria e Campania sono i tre territori pi\u00f9 inefficienti del Mezzogiorno. In concreto questo significa che, per essere equi ed efficaci, i tagli di spesa non possono essere uniformi, ma devono essere differenziati per settore e territorio: un impegno che Tremonti aveva assunto in campagna elettorale, ma che \u00e8 estremamente difficile da attuare sul piano politico.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Asperit\u00e0 numero 3<\/em>: il limitato potere di riorganizzazione delle amministrazioni. Giustamente si osserva da pi\u00f9 parti che occorre trovare dei meccanismi che premino i bravi amministratori e puniscano quelli cattivi, fino al limite di vietare la rielezione dei politici che hanno portato al dissesto una struttura. Ma troppo spesso si dimentica che i gradi di libert\u00e0 dei dirigenti sono minimi: un preside di scuola, tanto per fare un esempio concreto, non pu\u00f2 liberarsi di un insegnante incapace o assenteista se quest\u2019ultimo \u00e8 di ruolo, ma non pu\u00f2 neppure confermare un bravo supplente annuale se la graduatoria prevede un altro nominativo. E\u2019 questo, immagino, che avesse in mente Tremonti quando nel suo famoso libro (La paura e la speranza) spiegava che \u00e8 impensabile raddrizzare la Pubblica amministrazione senza \u201cabrogare le conseguenze del \u201968\u201d. Probabilmente Tremonti esagerava e provocava, come \u00e8 nel suo stile, ma la sua osservazione \u00e8 sostanzialmente corretta: se vogliamo punire i politici che non risanano i conti, bisogna che prima diamo loro il potere di agire.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Naturalmente il ministro Brunetta queste cose le sa perfettamente, anche perch\u00e9 \u00e8 fra i pochissismi politici che, dopo essere stati eletti, non hanno smesso di studiare e produrre analisi della societ\u00e0 italiana. Se le ricordo ugualmente \u00e8 perch\u00e9 il successo della \u201clotta agli sprechi\u201d dipende anche dal modo in cui ci posizioneremo noi cittadini, dalla nostra scelta di sostenere la riforma o solidarizzare con quanti le si opporranno per conservare i propri privilegi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\">Se gli daremo una mano, il ministro Brunetta ce la far\u00e0. Se non gliela daremo, probabilmente manterr\u00e0 la promessa di andarsene, forse rimasticando l\u2019antico detto: \u201cgovernare gli italiani non \u00e8 difficile, \u00e8 inutile\u201d. A noi rester\u00e0 l\u2019amarezza di non aver colto un\u2019occasione che \u00e8 certamente stata la prima \u2013 nessuno finora aveva mai provato a fare sul serio \u2013 ma potrebbe anche rivelarsi l\u2019ultima.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00bc\/p&gt;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Articolo di Luca RICOLFI pubblicato da La Stampa il 15 giugno 2008. Con la cortese autorizzazione dell&#8217;Autore lo propongo qui per\u00a0mostrare i molti punti di contatto tra il disegno di legge presentato dal PD il 5 giugno scorso e la parte pi\u00f9 rilevante del programma annunciato dal neo-ministro della Funzione pubblica. 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