
{"id":25750,"date":"2013-02-23T12:47:22","date_gmt":"2013-02-23T11:47:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25750"},"modified":"2013-02-25T09:11:30","modified_gmt":"2013-02-25T08:11:30","slug":"lo-snodo-cruciale-dellalleanza-pd-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25750","title":{"rendered":"LO SNODO CRUCIALE PER UN&#8217;ALLEANZA PD-MONTI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UNA ANALISI DELLE POSIZIONI DI PD E SCELTA CIVICA SULLE QUESTIONI CALDE IN MATERIA DI LAVORO E WELFARE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Matteo Rizzolli<\/strong>,\u00a0ricercatore alla Libera Universit\u00e0 di Bolzano, pubblicato su <\/em>L&#8217;Adige<em> il 20 marzo 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more-->A pochi giorni dalle elezioni, un utile esercizio di confronto tra i programmi elettorali ruota attorno alle diverse posizioni che gli schieramenti hanno assunto verso la riforma del mercato del lavoro del Ministro Fornero. La recessione economica e la disoccupazione galoppante rendono il tema particolarmente sensibile e importante per capire come gli schieramenti intendono uscire dalla crisi.<br \/>\nLa riforma Fornero del mercato del lavoro (da non confondere con l\u2019altra importante riforma sulle pensioni) \u00e8 sostanzialmente intervenuta su due punti chiave: da una parte ha introdotto una serie di misure quali l\u2019imposizione di ostacoli all\u2019uso ripetuto di contratti a tempo determinato, dei contratti a progetto (co.co.pro) e dell\u2019uso delle partite IVA; dall\u2019altra \u00e8 intervenuta su alcuni aspetti dell\u2019articolo 18 con la conseguenza che, quando il licenziamento per motivi economico-disciplinari \u00e8 ingiustificato, si fa pi\u00f9 spesso ricorso all\u2019indennizzo (da 6 a 24 mensilit\u00e0 a seconda delle circostanze)\u00a0 e meno al reintegro sul posto di lavoro. L\u2019indennizzo rappresenta per il datore di lavoro un costo certo mentre il reintegro rappresenta sempre un\u2019 incognita che aumenta l\u2019aleatoriet\u00e0 del licenziamento e quindi il costo del lavoro.<br \/>\nPresi insieme, questi due aspetti sono complementari: da una parte si \u00e8 inteso aumentare il costo relativo del precariato e dall\u2019altra si \u00e8 voluto diminuire il costo del lavoro a tempo indeterminato al fine di rendere quest\u2019ultimo pi\u00f9 appetibile. In condizioni ideali, questa riforma dovrebbe produrre gradualmente un mercato del lavoro pi\u00f9 fluido e quindi dovrebbe aumentare la quantit\u00e0 di lavoro offerta sotto forma di contratti a tempo indeterminato. In condizioni ideali, si diceva.<br \/>\nMa ha avuto successo questa riforma? Da una parte le imprese si lamentano che il giro di vite operato sulla flessibilit\u00e0 in entrata ha fatto cessare molti contratti di lavoro precari. Quindi, secondo Confindustria, la riforma ha creato pi\u00f9 disoccupazione. Dall\u2019altra parte i lavoratori lamentano che, ora, il licenziamento per motivo economico \u00e8 utilizzato con pi\u00f9 frequenza dalle imprese. Quindi, secondo il sindacato, la riforma ha creato pi\u00f9 licenziamenti. Si pu\u00f2 sostenere che una riforma del mercato del lavoro che produce pi\u00f9 disoccupati abbia conseguito il suo obiettivo?<br \/>\nSembra un paradosso, ma proprio i numeri delle parti sociali sembrano indicare che la riforma stia producendo nell\u2019immediato i risultati previsti, ancorch\u00e9 temuti. L\u2019obiettivo di alzare il costo in entrata ed abbassare quello in uscita non poteva che produrre questi effetti in una congiuntura economica cos\u00ec drammatica come la nostra. Idealmente una tale riforma avrebbe dovuto essere implementata in un periodo di crescita economica cos\u00ec da minimizzare l\u2019impatto negativo sulla disoccupazione. Purtroppo per\u00f2 \u00e8 storia nota che le riforme politicamente costose siano fatte solo quando incombe lo spettro della catastrofe economica e quando mancano le risorse per mitigare l\u2019impatto negativo di breve periodo. E questa riforma non fa eccezione.<br \/>\nLa riforma Fornero quindi giunge alle elezioni in mezzo al guado: \u00e8 passato abbastanza tempo per vederne alcuni effetti dolorosi, ma non abbastanza per misurarne i risultati positivi attesi. In campagna elettorale questa \u00e8 una situazione ghiotta per facili populismi. Che cosa ci propongono le principali forze politiche in campo?<br \/>\nCominciamo dalla coalizione di centrosinistra Italia Bene Comune (IBC): Vendola \u00e8 tra i primi firmatari del referendum sull\u2019articolo 18 ed il PD stesso ne ha spesso preso le distanze. E tuttavia sia Fassina che Bersani hanno pi\u00f9 volte rassicurato che una volta al governo non vi saranno interventi sull\u2019articolo 18.\u00a0 Di pi\u00f9, la strategia di aumentare il costo relativo del precariato \u00e8 ribadita nel programma, ma rispetto alla riforma Fornero il Pd sembra intenzionato a fare qualche passo indietro riabbassando il costo dei contributi dei contratti precari. Una posizione conservatrice dunque, che naturalmente non esclude che\u00a0 il Centrosinistra potrebbe fare interventi, anche importanti, su altri aspetti del mercato del lavoro a cominciare dalla fiscalit\u00e0 e dagli ammortizzatori sociali.<br \/>\nCosa ne farebbe la Casa delle Libert\u00e0 della riforma Fornero? La risposta \u00e8 semplice: il segretario Alfano ha dichiarato, in questi giorni, che verrebbe abrogata e si farebbe semplicemente ritorno allo<em> status quo<\/em> della legge Biagi.<br \/>\nLe proposte della lista Scelta Civica di Monti prevedono di mantenere la riforma attuale per i contratti in essere e di introdurre per le nuove assunzioni una nuova struttura contrattuale che superi radicalmente il rapporto di lavoro nel segno della <em>flexsecurity<\/em>. Parliamo quindi di un contratto unico di lavoro a tempo indeterminato per la stragrande maggioranza delle tipologie di lavoro a tutele crescenti ed un parallelo abbassamento dei costi di licenziamento, accompagnato a politiche attive di reinserimento. La proposta di Monti-Ichino tende quindi a superare radicalmente la riforma Fornero e tuttavia tale radicalit\u00e0 \u00e8 mitigata attraverso un\u2019introduzione graduale su base di sperimentazioni regionali e senza effetti retroattivi sui contratti gi\u00e0 stipulati per i quali l\u2019attuale impianto rimarrebbe in vigore.<br \/>\nE per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle? Non \u00e8 dato sapere perch\u00e9 nel programma non si dedica una sola parola alla riforma del lavoro.<br \/>\nNella lista Rivoluzione Civile di Ingroia sono confluiti buona parte dei comitati referendari ed \u00e8 quindi naturale che la cancellazione della parte della riforma sull\u2019articolo 18 sia preminente nel programma. Rispetto al giro di vite sui contratti precari la lista Ingroia si propone un obbiettivo ancora pi\u00f9 restrittivo con la cancellazione di \u201ctutti i contratti atipici lasciati in vigore dalla Riforma Fornero\u201d.<br \/>\nIl programma di Fare per fermare il declino, pur lodando l&#8217;ampliamento dell\u2019uso della tutela risarcitoria nell\u2019articolo 18, critica l\u2019aumento dei contributi imposti sui contratti precari ed in generale si pone come obiettivo quello di una riforma radicale sulla falsa riga di quella proposta da Ichino.<br \/>\nSembra probabile che il futuro governo ruoter\u00e0 attorno ad un alleanza\u00a0 tra il Centrosinistra (IBC) e la Scelta Civica di Monti. Questo spiega sia le posizioni velleitarie spesso espresse dalle altre forze che non hanno reali ambizioni di governo, sia la posizione prudente della coalizione di centrosinistra. Rispetto a quest\u2019ultima, per\u00f2, le posizioni della lista Monti sembrano ancora distanti e certamente la riforma Fornero rappresenter\u00e0 un importantissimo snodo per la tenuta della probabile prossima alleanza.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA ANALISI DELLE POSIZIONI DI PD E SCELTA CIVICA SULLE QUESTIONI CALDE IN MATERIA DI LAVORO E WELFARE Articolo di Matteo Rizzolli,\u00a0ricercatore alla Libera Universit\u00e0 di Bolzano, pubblicato su L&#8217;Adige il 20 marzo 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-25750","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25750"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25750\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}