
{"id":25912,"date":"2013-03-09T12:49:20","date_gmt":"2013-03-09T11:49:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25912"},"modified":"2013-03-09T12:49:20","modified_gmt":"2013-03-09T11:49:20","slug":"reddito-di-cittadinanza-e-reddito-minimo-garantito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=25912","title":{"rendered":"REDDITO DI CITTADINANZA E REDDITO MINIMO GARANTITO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DI COSA PARLIAMO QUANDO DICIAMO &#8220;REDDITO DI CITTADINANZA&#8221;? E CHE COSA LO DISTINGUE DAL &#8220;REDDITO MINIMO GARANTITO&#8221;? IL PRIMO NON FA DISTINZIONE TRA RICCHI E POVERI, E DI CONSEGUENZA HA UN COSTO ALTISSIMO; IL SECONDO \u00c9 SELETTIVO, HA UN COSTO PI\u00d9 CONTENUTO E POTREBBE INCORPORARE ALTRI SUSSIDI ESISTENTI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Tito Boeri<\/strong> e<strong> Roberto Perotti <\/strong>pubblicato su <\/em><a title=\"Reddito di cittadinanza\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/reddito-di-cittadinanza-e-reddito-minimo-garantito\/\" target=\"_blank\">lavoce.info<\/a><em> il 5 marzo 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Il <strong>reddito di cittadinanza<\/strong> \u00e8 un programma di contrasto alla povert\u00e0 di tipo<strong> universalistico<\/strong> in cui la concessione del sussidio non \u00e8 subordinata a un accertamento delle condizioni economiche e patrimoniali dell\u2019individuo.\u00a0 Il suo punto di forza \u00e8 che non ha effetti distorsivi sulla decisione di lavorare. Supponiamo che lo Stato garantisca un reddito\u00a0 di 1000 euro al mese a chi non ha lavoro. Nessuno lavorer\u00e0 per meno di 1000 euro. Ma difficilmente qualcuno accetter\u00e0 un lavoro anche per 1200 euro: il guadagno netto sarebbe solo di 200 euro, perch\u00e8 dovrebbe<strong> rinunciare al sussidio<\/strong> di disoccupazione di 1000 euro. Il reddito di cittadinanza\u00a0 evita questo problema, perch\u00e9 viene assicurato a tutti indipendentemente dalla condizione lavorativa e dal reddito. Ma proprio per questo \u00e8 economicamente infattibile. Con un calcolo approssimativo si pu\u00f2 mostrare perch\u00e9. Si consideri un\u00a0 reddito di cittadinanza che garantisca <strong>a ogni individuo<\/strong> un trasferimento mensile, indipendentemente dal reddito e dalla situazione lavorativa,\u00a0 di 500 euro al mese (un importo chiaramente prudenziale); si supponga che venga corrisposto ai circa\u00a0 50 milioni di individui con pi\u00f9 di 18 anni. Il totale della spesa per\u00a0 questo programma sarebbe di 300 miliardi di euro, quasi il 20 per cento del Pil. Sarebbe anche probabilmente un programma politicamente ingestibile: come giustificare\u00a0 agli elettori che ogni membro della famiglia<strong> Agnelli o Berlusconi<\/strong> percepisce un reddito garantito ogni mese?<\/p>\n<p>UN PROGRAMMA PER TUTTI MA SELETTIVO<\/p>\n<p>Il <strong>reddito minimo garantito <\/strong>(Rmg) \u00e8 un programma <strong>universale e selettivo<\/strong> al tempo stesso, nel senso che \u00e8 basato su regole uguali per tutti (non limitato ad alcune categorie di lavoratori come nella tradizione italiana), che subordinano la concessione del sussidio ad accertamenti su reddito e patrimonio di chi lo domanda. Questo \u00e8 uno schema oggi esistente, pur in forme molto diverse, in tutti i paesi dell\u2019Unione Europea a 15 (e in diversi nuovi stati membri). Il reddito minimo garantito dovrebbe sostituire e riordinare molti schemi preesistenti, <strong>riducendo sprechi<\/strong> ed evitando la compresenza di tanti strumenti presenti. Dovrebbe infatti sostituire le pensioni sociali e le integrazioni al minimo nonch\u00e9 tutte le prestazioni di indennit\u00e0 civile: assegno di assistenza, indennit\u00e0 di frequenza minori, pensioni di inabilit\u00e0, e indennit\u00e0 di accompagnamento.\u00a0 Questi sono programmi con obiettivi meritevoli, ma sviluppati in modo <strong>non coordinato<\/strong>. Andrebbero perci\u00f2 riunificati all\u2019interno del Rmg, prevedendo maggiorazioni per ciascuna tipologia di beneficiari. In questo modo, le maggiorazioni per invalidi, soggetti non deambulanti e soggetti non autosufficienti sarebbero condizionate alla<strong> prova dei mezzi<\/strong>. Nello specifico, il Rmg dovrebbe prevedere maggiorazioni per i figli a carico (in base all\u2019et\u00e0 e al numero), i familiari disabili e le famiglie monogenitore. Inoltre dovrebbe essere progettato in modo tale da non scoraggiare il lavoro part-time e il lavoro occasionale.<\/p>\n<p>RMG: QUANTO COSTA E CHI PAGA<\/p>\n<p>Il Rmg dovrebbe essere finanziato a livello nazionale\u00a0 con cofinanziamento a livello locale (nell\u2019ordine del 10 per cento) delle prestazioni pecuniarie e in natura. Inoltre, bisognerebbe creare incentivi monetari alle amministrazioni locali affinch\u00e9 monitorino le loro prestazioni: ad esempio, si potrebbero assegnare in via preferenziale risorse alle amministrazioni locali che registrano le migliori performance nella<strong> riduzione del numero di errori<\/strong> sia del primo tipo (famiglie eleggibili che non sono raggiunte dall\u2019assistenza) sia del secondo tipo (famiglie non eleggibili che hanno accesso all\u2019assistenza), nonch\u00e9 nell\u2019implementazione delle strategie di attivazione.<br \/>\nMa quanto potrebbe costare il Rmg? \u00c8 possibile fornire stime prudenziali (probabilmente in eccesso) secondo diverse ipotesi relativamente al suo ammontare e alle tipologie di redditi da considerare nel <strong>selezionare la platea<\/strong> dei beneficiari. Il Rmg andrebbe inizialmente introdotto a un livello abbastanza basso e poi incrementato anche come riconoscimento di un miglioramento nell\u2019amministrazione dello strumento. Ad esempio, un Rmg da 500 euro potrebbe costare tra <strong>8 e 10 miliardi di euro<\/strong>. Il livello pi\u00f9 alto si raggiunge ipotizzando che, a causa dell\u2019evasione fiscale, si riesca ad accertare solo l\u201985 per cento del reddito dei lavoratori autonomi e il 95 per cento di quello dei lavoratori dipendenti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI COSA PARLIAMO QUANDO DICIAMO &#8220;REDDITO DI CITTADINANZA&#8221;? E CHE COSA LO DISTINGUE DAL &#8220;REDDITO MINIMO GARANTITO&#8221;? IL PRIMO NON FA DISTINZIONE TRA RICCHI E POVERI, E DI CONSEGUENZA HA UN COSTO ALTISSIMO; IL SECONDO \u00c9 SELETTIVO, HA UN COSTO PI\u00d9 CONTENUTO E POTREBBE INCORPORARE ALTRI SUSSIDI ESISTENTI Articolo di Tito Boeri e Roberto Perotti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,31],"tags":[],"class_list":["post-25912","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25912","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25912"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25912\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}