
{"id":26,"date":"2008-03-11T10:41:07","date_gmt":"2008-03-11T09:41:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26"},"modified":"2008-04-24T15:09:55","modified_gmt":"2008-04-24T14:09:55","slug":"il-tabu-e-il-ragionamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26","title":{"rendered":"IL TABU&#8217; E IL RAGIONAMENTO"},"content":{"rendered":"<p>Pubblicato\u00a0in <em>Guida al Lavoro &#8211; Il Sole 24 Ore, <\/em>n.11, 11 marzo 2008<\/p>\n<p>Perch\u00e9 e come sinistra e destra italiane hanno interiorizzato la parola d\u2019ordine per cui \u201cchi tocca l\u2019articolo 18 muore\u201d (politicamente, s\u2019intende)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/08_guida-lavoro-2008-11-3\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/icona-dwl.png\" alt=\"icona-dwl.png\" \/><\/a> <font color=\"#800000\">scarica il documento<\/font><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em><strong>L&#8217;OPINIONE<\/strong><br \/>\nDi Pietro Ichino<\/em><\/p>\n<p>Sei anni fa il governo Berlusconi stipul\u00f2 un accordo, il \u00abPatto per l\u2019Italia\u00bb, che, insieme a diverse altre cose, prevedeva una marginale modifica dell\u2019articolo18in materia di licenziamenti, destinata ad applicarsi soltanto per le aziende che avessero superato nei tre anni successivi la soglia dei 15 dipendenti. L\u2019accordo era stipulato, a titolo sperimentale e a termine, con alcune confederazioni, tra le quali Cisl, Uil e Ugl, che rappresentavano la maggioranza del movimento sindacale italiano. La Cgil e una parte della sinistra politica reagirono immediatamente con una mobilitazione<br \/>\nche appariva sproporzionata rispetto all\u2019entit\u00e0 di quella modifica legislativa.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che quell\u2019opposizione fortissima aveva un obiettivo assai pi\u00f9 ambizioso; essa mirava a precostituire un baluardo insuperabile non soltanto contro quella minuscola modifica, ma contro l\u2019idea stessa di una qualsiasi modifica della disciplina dei licenziamenti:\u00abl\u2019articolo18non si tocca\u00bb.<\/p>\n<p>Il governo Berlusconi, pur dotato allora di un\u2019ampia maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, sub\u00ec il divieto. Ritenne che non valesse la pena di affrontare uno scontro cos\u00ec duro per un provvedimento di cos\u00ec poco rilievo (che oltretutto era risultato,per certi aspetti, mal congegnato).Non si rese conto che in quel modo si producevano due danni molto gravi:per un verso la parte del movimento sindacale che aveva firmato l\u2019accordo veniva pesantemente squalificata e umiliata; per altro verso si accettava che il \u00abno\u00bb drastico della sinistra sindacale e politica si trasformasse in un divieto assoluto e permanente. Divieto che le Brigate Rosse si erano<br \/>\nincaricate poco prima di tradurre in una formulazione pi\u00f9 incisiva:\u00abchi tocca l\u2019articolo18 muore\u00bb.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che oggi in Italia non soltanto tutti i leader sindacali, ma anche leader del centro destra come Giulio Tremonti dichiarano di considerare impossibile addirittura ipotizzare una qualsiasi modifica di questa norma, pur se limitata alla sola materia dei licenziamenti per motivi economici od organizzativi (l\u2019articolo18,infatti, contrariamente a quanto comunemente ritenuto, si applica anche ai licenziamenti collettivi e a quelli individuali per \u00abmotivo oggettivo\u00bb,tutti soggetti a un controllo giudiziale che pu\u00f2 richiedere anni). \u00c8 vietato anche soltanto ipotizzare che la protezione dei lavoratori italiani possa essere su questo terreno specifico delle ristrutturazioni aziendali, nel quale non sono coinvolti valori essenziali quali la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 delle persone affidata a tecniche normative diverse, comunemente praticate in tutti i maggiori Paesi europei.<\/p>\n<p>Tuttioggipredicano,moltoassennatamente,l\u2019aperturaall\u2019innovazionenellestruttureproduttive:questo\u00e8infattiil<br \/>\nsolo modo in cui si pu\u00f2 aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro, cos\u00ec aumentandone anche la sicurezza e la retribuzione. Ma innovazione vuol dire anche trasformazione o sostituzione di strutture, avvicendamento di imprese. Come sipu\u00f2promuoveretrasformazione e avvicendamento se cisiinibisce anche solodi \u00abtoccare\u00bb una norma vecchia di quasi quarant\u2019anni, nata quando ancora erano di l\u00e0 da venire l\u2019automazione, i personal computer e Internet?<\/p>\n<p>Tutti anche nella sinistra tradizionale oggi riconoscono che la sicurezza e il benessere dei lavoratori sono protetti meglioneiPaesi scandinavi cheinItalia.InqueiPaesifindagli anni \u201950 e \u201960 hanno capito che la sicurezza dei lavoratori pu\u00f2 essere garantita con politiche di sostegno e assistenza intensiva alla famiglia e ai lavoratori nella fase di passaggio da un\u2019occupazione a un\u2019altra, pi\u00f9 e meglio che ingessando i posti di lavoro. Guardiamo all\u2019esperienza di Alitalia, di cui si \u00e8 impedita la ristrutturazione per tanti anni: forse che i suoi dipendenti oggi possono considerarsi sicuri? Anche l\u2019articolo 18 cede nelle situazioni fallimentari; ma le ristrutturazioni devono poter prevenire la crisi aziendale, non essere consentite soltanto come sua conseguenza.<\/p>\n<p>Si obietta che il modello scandinavo costa caro e lo Stato non ha soldi. Proviamo dunque a proporre agli imprenditori italiani di assumersi per intero il costo di un congruo indennizzo commisurato all\u2019anzianit\u00e0 del lavoratore licenziato per motivi economico organizzativi e di un\u2019assicurazione contro la disoccupazione di tipo svedese o danese; magari con un meccanismo <em>bonus\/malus<\/em> che faccia crescere il contributo a ogni licenziamento. Se gli imprenditori accettassero, l\u2019obiezione cadrebbe. E a quel punto, se cadesse anche il tab\u00f9, avremmo fatto un<br \/>\npasso avanti decisivo verso il modello della <em>flexicurity<\/em> europea: pi\u00f9 flessibilit\u00e0 e pi\u00f9 sicurezza vera per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato\u00a0in Guida al Lavoro &#8211; Il Sole 24 Ore, n.11, 11 marzo 2008 Perch\u00e9 e come sinistra e destra italiane hanno interiorizzato la parola d\u2019ordine per cui \u201cchi tocca l\u2019articolo 18 muore\u201d (politicamente, s\u2019intende)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,9,12],"tags":[],"class_list":["post-26","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vedi-tutti-gli-argomenti","category-21-lavoro","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}