
{"id":26079,"date":"2013-03-17T20:27:20","date_gmt":"2013-03-17T19:27:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26079"},"modified":"2013-03-17T20:28:24","modified_gmt":"2013-03-17T19:28:24","slug":"non-sparate-sulleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26079","title":{"rendered":"NON SPARATE SULL&#8217;EUROPA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LE TRATTATIVE DI QUESTA SETTIMANA A BRUXELLES MOSTRANO CHE PER POTER DECIDERE DI PI\u00d9 IN ITALIA DOBBIAMO CONTARE DI PI\u00d9\u00a0NELLA UE\u00a0&#8211; MA \u00a0LE VERE INSIDIE PER LA NOSTRA SOVRANIT\u00c0 NAZIONALE VENGONO DALLA SCARSA CREDIBILIT\u00c0 DEL NOSTRO CETO POLITICO E NON DALLA UE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Tito Boeri<\/strong> pubblicato su <\/em>la Repubblica<em> del 16 marzo 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Questo vertice europeo verr\u00e0 da noi ricordato, pi\u00f9 che per le sue conclusioni, per il testamento politico lasciato da Mario Monti ai leader europei. Il loro sostegno non lo ha certo aiutato in una campagna elettorale in cui \u00e8 stato spesso agitato lo spauracchio da lui stesso evocato due anni fa, quello di un podest\u00e0 straniero, di una nostra perdita di sovranit\u00e0. Il voto per Grillo e il risultato deludente di Scelta Civica sono stati anche espressione di un diffuso disagio europeo, una ribellione contro un pesante aggiustamento fiscale condotto proprio nel mezzo di una doppia recessione. Eppure le vere insidie alla nostra sovranit\u00e0 nazionale vengono dalla scarsa credibilit\u00e0 della nostra classe politica. Ed \u00e8 molto grave che le trattative oggi per risolvere la crisi politica ignorino completamente il nostro ruolo nell&#8217;Unione perch\u00e9 per poter decidere di pi\u00f9 in Italia dobbiamo contare di pi\u00f9 in Europa. Un tema ricorrente in campagna elettorale \u00e8 stato quello secondo cui il nostro paese \u00e8 governato da Angela Merkel, attraverso il <em>fiscal compact<\/em>, le regole fiscali che i paesi dell&#8217;Euro si sono dati.<br \/>\nIn verit\u00e0 i vincoli di bilancio pubblico pi\u00f9 stringenti ce li siamo inflitti noi stessi. \u00c8 stato un nostro governo (guidato da Berlusconi) a imporci di azzerare il deficit nel 2013 ed \u00e8 stato il nostro Parlamento (l&#8217;anno scorso) ad introdurre un farraginoso, ma alquanto stringente, vincolo di bilancio in pareggio nella Costituzione. Nessuno ci aveva chiesto di fare tanto. Le regole fiscali europee, il <em>fiscal compact<\/em>, non implicano un bilancio in pareggio. Prendendo per buone le previsioni del governo nei prossimi tre anni e poi continuando di l\u00ec in poi a crescere come nel 2015, potremmo centrare gli obiettivi di rientro del debito anche con (modesti) disavanzi. Perch\u00e9 allora abbiamo voluto legarci le mani? Per un problema di credibilit\u00e0. Meno credibili i nostri governi, e la nostra credibilit\u00e0 era ai minimi sotto Silvio IV, pi\u00f9 stringenti gli impegni necessari a convincere gli investitori privati a comprare i nostri titoli di stato.<br \/>\nL&#8217;Europa, oltre ai vincoli che ci impone, offre anche molte opportunit\u00e0. Basta saperle sfruttare. \u00c8 una direttiva europea, dopotutto, quella che impone alle amministrazioni pubbliche di pagare i fornitori entro 30 giorni. Colpisce la casta che impone ai cittadini e alle imprese di pagare le imposte, talvolta addirittura in anticipo e retroattivamente, e poi razzola malissimo quando \u00e8 lei stessa ad essere debitrice. In nome di questa direttiva, dovremmo ora ottenere il sostegno a livello europeo per una liquidazione pi\u00f9 rapida possibile dello stock di debito commerciale della PA, ottenendo l&#8217;assistenza tecnica della Commissione in modo tale da neutralizzarne gli effetti sulle regole fiscali europee.<br \/>\nPresentando l&#8217;operazione come una scelta di trasparenza, sostenuta dall&#8217;Europa, non avrebbe certo effetti sulla percezione del rischio paese, nonostante comporti un aumento del debito pubblico di circa 4 punti e mezzo di pil. Immetterebbe nel nostro sistema economico fino a 67 miliardi di quella liquidit\u00e0 che oggi non viene fornita dalle banche alle imprese.<br \/>\nAltro esempio: pur in un bilancio ridotto, l&#8217;Unione oggi offre, in aggiunta ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, 6 miliardi da qui al 2020 per imprecisate iniziative a favore dei giovani in aree caratterizzate da una disoccupazione giovanile superiore al 25 per cento. Il nostro paese purtroppo vanta anche un altro triste primato, quello del pi\u00f9 alto rapporto fra disoccupazione giovanile e disoccupazione per le altre fasce di et\u00e0, indice di una concentrazione del rischio di perdere o di non trovare lavoro tra chi ha meno di 25 anni. Perch\u00e9 allora non chiedere il cofinanziamento europeo di un sussidio condizionato all&#8217;impiego che beneficerebbe soprattutto i pi\u00f9 giovani? Potremmo prendere spunto dal programma <em>Aufstocker <\/em>tedesco, coprendo la differenza fra il salario orario netto effettivamente percepito e 5 euro. Questa misura dovrebbe essere accompagnata, per evitare abusi, alla definizione di un salario minimo orario. In altre parole, lo Stato pagherebbe di fatto la differenza fra il salario minimo e 5 euro. \u00c8 una misura che ha dei costi non indifferenti (tra i 3 e i 4 miliardi di euro), ma che dovrebbe far emergere sommerso e creare lavoro soprattutto fra i giovani, contribuendo in parte al suo finanziamento.<br \/>\nE potrebbe, almeno in parte, essere finanziata dall&#8217;Unione e per il resto impiegando in modo pi\u00f9 efficiente una parte di quei 7 miliardi che ogni anno destiniamo alle politiche attive del lavoro. Non abbiamo, in ogni caso, l&#8217;infrastruttura necessaria per attuarle su vasta scala e quando mancano i lavori piuttosto che i lavoratori, le politiche che attivano i disoccupati servono a ben poco.<br \/>\nPer ottenere questi risultati e utilizzare sapientemente la flessibilit\u00e0 che i vincoli europei ci consentono, ci vuole per\u00f2 un esecutivo in grado di prendere impegni ben pi\u00f9 lunghi di qualche settimana. Dopo le elezioni tedesche in autunno, un governo italiano nel pieno delle sue funzioni potr\u00e0 anche giocare un ruolo importante nel fare avanzare l&#8217;Unione Europea nell&#8217;unica direzione possibile, quella di una maggiore legittimazione democratica delle sue istituzioni sovranazionali. Non \u00e8 infatti pi\u00f9 possibile affidarsi solo alla tecnocrazia della Bce nel gestire la politica economica su scala europea. Abbiamo bisogno di pi\u00f9 politica fiscale gestita a livello sovranazionale e, in questo caso, non \u00e8 pensabile farlo affidandosi a organismi che non abbiano una qualche investitura democratica. I tecnici devono gestire le autorit\u00e0 di controllo, a partire dal <em>Fiscal Council <\/em>che vigiler\u00e0 sul rispetto delle regole fiscali comuni, ma \u00e8 sbagliato pensare che un esecutivo comunitario che gestisce un bilancio comune non sia eminentemente un organismo di tipo politico. Il problema \u00e8 la scala, nazionale o sovranazionale, sulla quale l&#8217;operato di questi politici viene valutato. Significativo il fatto che il Parlamento europeo abbia mercoled\u00ec scorso, per la prima volta nella storia, bocciato un bilancio europeo pluriennale, frutto di un accordo intergovernativo pilotato da Germania e Regno Unito, in nome della coesione dell&#8217;Unione. Bene allora creare occasioni di investitura sovranazionale di leader europei. Una campagna elettorale europea per eleggere il Presidente dell&#8217;Unione, avrebbe il vantaggio di rendere ancora pi\u00f9 evidenti agli elettorati nazionali le interazioni economiche fra i diversi paesi, oltre che quelle fra i politici europei. Tra gli effetti di una crescente differenza negli andamenti delle diverse economie europee, c&#8217;\u00e8 anche la forte crescita dei flussi migratori verso la Germania, aumentati di 4 volte dal 2007 in poi. Risiedono per l&#8217;80 per cento in flussi di immigrati extracomunitari che fuggono da Italia, Grecia e Spagna. E aumentano ogniqualvolta lo spread si allarga.<br \/>\nL&#8217;opinione pubblica tedesca, memore dell&#8217;esperienza dell&#8217;unificazione, sa bene quanto forti siano le pressioni migratorie quando ci sono aree che hanno differenze di reddito marcate e scarse prospettive di convergenza economica e quando c&#8217;\u00e8 un gran numero di immigrati in altri paesi dell&#8217;Unione pronto a spostarsi altrove sfruttando le frontiere comuni. \u00c8 un ricordo che andr\u00e0 ravvivato quando si tratter\u00e0 di fare i primi passi verso quella politica fiscale sovranazionale nell&#8217;area dell&#8217;Euro di cui proprio non si pu\u00f2 fare a meno.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE TRATTATIVE DI QUESTA SETTIMANA A BRUXELLES MOSTRANO CHE PER POTER DECIDERE DI PI\u00d9 IN ITALIA DOBBIAMO CONTARE DI PI\u00d9\u00a0NELLA UE\u00a0&#8211; MA \u00a0LE VERE INSIDIE PER LA NOSTRA SOVRANIT\u00c0 NAZIONALE VENGONO DALLA SCARSA CREDIBILIT\u00c0 DEL NOSTRO CETO POLITICO E NON DALLA UE Articolo di Tito Boeri pubblicato su la Repubblica del 16 marzo 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-26079","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26079"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26079\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}