
{"id":26209,"date":"2013-03-27T15:51:49","date_gmt":"2013-03-27T14:51:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26209"},"modified":"2013-03-28T21:42:40","modified_gmt":"2013-03-28T20:42:40","slug":"che-cosa-e-di-destra-oggi-e-che-cosa-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26209","title":{"rendered":"CHE COSA \u00c8 \u201cDI DESTRA\u201d OGGI E CHE COSA NO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA RISPOSTA DI UN ECONOMISTA AL FONDO IN CUI PANEBIANCO, SUL CORRIERE DELLA SERA, INDICA COME ELEMENTI DI IDENTIFICAZIONE DELLA DESTRA RISPETTO ALLA SINISTRA LA VALORIZZAZIONE DELL\u2019INDIVIDUO, DELLA PROPRIET\u00c0 E DEL MERCATO<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Franco Bruni<\/strong>, professore di economia politica all\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano, pubblicato sulla <\/em>Stampa<em> del 26 marzo 2013 \u2013 Il fondo di Angelo Panebianco era uscito sul<\/em> Corriere della Sera<em> del giorno precedente<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In questa fase della politica italiana si riflette sul significato di \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d. Il governo Monti aveva messo fra parentesi la differenza, con la sua \u201cstrana maggioranza\u201d e con l\u2019idea che, mentre aggiustava l\u2019emergenza economica, il bipolarismo avrebbe cercato nuove basi comuni per funzionare meglio e convergere su progetti di difficili riforme. Poi Monti, salito in politica anche in seguito alla mancata configurazione di quelle nuove basi e di quella necessaria convergenza, \u00e8 arrivato a chiedere di lasciar perdere l\u2019asse di riferimento destra-sinistra. Il suo appello non ha avuto successo, n\u00e9 di critica n\u00e9 di pubblico. Si \u00e8 confuso col generico rilancio di un \u201ccentro\u201d che in Italia evoca balene dal colore conradiano, irremovibili e tutt\u2019altro che pronte alle riforme. Col risultato delle elezioni, i sacerdoti del bipolarismo si sono uniti solo nello sforzo di difenderlo contro l\u2019aggressione di Grillo, ben pi\u00f9 temuta della composta riflessione critica di Monti.<br \/>\nFatto sta che idee chiare sul significato di destra e sinistra non abbondano, soprattutto in politica economica, anche se non manca la voglia di farsene. E\u2019 dunque benvenuta l\u2019opinione di uno studioso autorevole come Panebianco (<em>Corriere<\/em> di luned\u00ec 25) che propone tre \u201cprecise connotazioni\u201d della destra, sulle quali rifondarla e contrapporla meglio alla sinistra.<br \/>\nLa prima sarebbe l\u2019\u201dindividualismo come valore\u201d. Delle tre \u00e8 la meno economica ma \u00e8 evidente il suo rilievo per la politica economica, al quale mi riferisco. L\u2019evoluzione dell\u2019economia moderna pare confondere le idee a chi pi\u00f9 tiene all\u2019individualismo: perch\u00e9 i legami che ci rendono tutti interdipendenti si fanno pi\u00f9 evidenti e pare impossibile perseguire l\u2019interesse dei singoli senza curarsi molto dell\u2019interesse comune. Al successo delle produzioni private servono sempre pi\u00f9 buoni servizi pubblici. Le imprese migliori sono quelle che sanno \u201cfar sistema\u201d con le altre e con i coordinatori pubblici di economie sempre pi\u00f9 complesse e interconnesse. D\u2019altra parte il collettivismo, i suoi sprechi e le sue irresponsabilit\u00e0, sono altrettanto in crisi di credibilit\u00e0. I tempi moderni cercano una nuova mescola fra individuo e collettivit\u00e0: temo che la destra economica non riuscir\u00e0 a rifondarsi cercando di rinfocolarne la contrapposizione.<br \/>\nLa seconda connotazione della destra menzionata da Panebianco \u00e8 il considerare \u201cla propriet\u00e0 privata un diritto fondamentale, fonte di libert\u00e0 anzich\u00e9 colpa da espiare\u201d. Ci\u00f2 non pare negato oramai nemmeno in Russia e in Cina. Ma proprio da questi paesi ex-marxisti vengono le manifestazioni pi\u00f9 evidenti di come la concentrazione e la diseguaglianza delle ricchezze possano giungere al punto di minacciare la stabilit\u00e0 politica, l\u2019evoluzione democratica, l\u2019ordine pubblico. Inoltre le industrie e i commerci moderni e globali domandano compartecipazione di pubblico e privato, di decisioni di mercato e indirizzi pubblici, nazionali e sovranazionali. Dal fornaio di Smith siamo passati ai giganti delle telecomunicazioni, dei trasporti, dell&#8217;industria automobilistica, della ricerca energetica e farmaceutica. Giganti che non fanno n\u00e9 il bene proprio n\u00e9 quello collettivo perseguendo il primo isolatamente: devono inquadrarsi in reti e progetti dove pi\u00f9 che contrapporre pubblico e privato, vanno coordinate le responsabilit\u00e0 di tanti decisori, pubblici e privati, facendo in modo che ciascuno abbia giusti incentivi, premi e punizioni, per contribuire ad avventure economiche molto \u201cmiste\u201d, come si diceva nell\u2019antica Italia dell\u2019Iri. Sicch\u00e9 anche la propriet\u00e0 privata non \u00e8 pi\u00f9 un buon faro per vivificare la destra e contrapporla alla sinistra.<br \/>\nLa terza connotazione sarebbe la convinzione, che \u201cil vil commercio, i mercanti e non i Savonarola, sono i costruttori di societ\u00e0 decenti\u201d. Anche qui, per quanto di buon senso sembri l\u2019idea, non ci siamo. Abbiamo imparato che i mercati non esistono pi\u00f9 in natura, sono costruzioni sofisticate fatte di regole che permettono ai mercanti di interagire. Senza regole i mercati collassano e i mercanti vanno a gambe all\u2019aria. Su ci\u00f2 l\u2019insegnamento pi\u00f9 duro ci \u00e8 venuto dalla crisi finanziaria mondiale ancora in corso. Costruire regole e coltivare l\u2019etica degli affari \u00e8 diventata una questione di sopravvivenza dell\u2019economia: non \u00e8 una cosa di sinistra. Non solo: la complessit\u00e0 degli affari d\u2019oggi giorno, fra operatori di culture molto diverse, rende pi\u00f9 difficile ancorch\u00e9 indispensabile potersi fidare delle persone e dei sistemi che le costringono a comportarsi correttamente. Chi fa investimenti internazionali \u00e8 sempre pi\u00f9 attento a preferire i Paesi dove \u00e8 basso il tasso di corruzione e migliore il funzionamento della giustizia. Gli uomini d\u2019affari che considerano il rigore delle leggi e dei comportamenti come un ostacolo divengono meno numerosi e influenti, salvo quelli che delle mafie pi\u00f9 forti fanno un punto di quasi esplicito appoggio. Non ci vorr\u00e0 Savonarola ma il commercio che si compiace della sua \u201cvilt\u00e0\u201d \u00e8 fallimentare. Non pu\u00f2 servir da bandiera per ridefinire e rilanciare la destra.<br \/>\nSicch\u00e9 i tre punti di Panebianco, pur essendo tradizionali punti di riferimento culturali e linguistici della destra economica, non mi pare fungano da &#8220;precise connotazioni&#8221; di programmi concreti di una destra rinnovata, da sottoporre senza populismo (cio\u00e8 senza semplificazioni suggestive ma ingannevoli) al giudizio degli elettori.<br \/>\nCome economista e come cittadino ho dubbi sul significato e l\u2019utilit\u00e0 dei concetti di destra e sinistra. Ma concordo sul fatto che se riuscissimo a utilizzarli bene la competizione politica si semplificherebbe, la formulazione delle proposte da contrapporre e giudicare diverrebbe pi\u00f9 chiara. Sarebbe pi\u00f9 difficile che nuove, informi balene bianche miste a grilli parlanti si insinuino nel cicaleccio della politica. Ma se davvero vogliamo ridare significati operativi utili a destra e sinistra, dobbiamo chiedere altri sforzi all\u2019accademia dei politologi. Che credo possa contare sulla collaborazione degli economisti, ampia e senza pregiudizi.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA RISPOSTA DI UN ECONOMISTA AL FONDO IN CUI PANEBIANCO, SUL CORRIERE DELLA SERA, INDICA COME ELEMENTI DI IDENTIFICAZIONE DELLA DESTRA RISPETTO ALLA SINISTRA LA VALORIZZAZIONE DELL\u2019INDIVIDUO, DELLA PROPRIET\u00c0 E DEL MERCATO Editoriale di Franco Bruni, professore di economia politica all\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano, pubblicato sulla Stampa del 26 marzo 2013 \u2013 Il fondo di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-26209","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26209"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26209\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}