
{"id":26337,"date":"2013-04-12T10:49:29","date_gmt":"2013-04-12T09:49:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26337"},"modified":"2013-04-12T10:50:20","modified_gmt":"2013-04-12T09:50:20","slug":"per-una-nuova-filantropia-delle-aziende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26337","title":{"rendered":"PROSPETTIVE DI UNA NUOVA FILANTROPIA NELLE AZIENDE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I PROGRAMMI DI WELFARE FONDATI ESCLUSIVAMENTE SULLA CONTRATTAZIONE AZIENDALE SONO DESTINATI AD ASSUMERE UN&#8217;IMPORTANZA SEMPRE MAGGIORE NEL NOSTRO SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Maurizio Ferrera<\/strong> pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em> il 12 aprile 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nAiutare chi \u00e8 pi\u00f9 colpito dalla crisi dovrebbe essere compito anche degli imprenditori. Diverse imprese italiane (come Vodafone, Unicredit, Eni e molte altre) fanno da tempo (e bene) filantropia: secondo alcune stime l\u00b4insieme delle loro donazioni supera i duecento milioni annui. Altre aziende hanno avviato programmi di sostegno ai lavoratori con premi (l&#8217;ultimo in ordine di tempo \u00e8 quello notevole della Ferrari). O, come per la Luxottica, sono stati avviati programmi di affiancamento al welfare pubblico. Ma vi \u00e8 sicuramente spazio per sforzi aggiuntivi, in particolare da parte dei \u00abgrandi\u00bb. Le statistiche internazionali indicano infatti che in altri paesi il mondo imprenditoriale fa di pi\u00f9.<br \/>\nDiego Della Valle ha esortato le aziende a destinare (su base volontaria) l\u00b41% dei profitti per sostenere i bisogni sociali dei propri territori e inizier\u00e0 la Tod&#8217;s mettendo sul tavolo circa un milione e mezzo di euro. La regola dell\u00b41% vale gi\u00e0 in Canada, Australia e Nuova Zelanda. Il <em>corporate giving<\/em> (ossia le donazioni filantropiche aziendali) \u00e8 una pratica consolidata, valorizzata anche simbolicamente sui siti delle imprese e dalle loro associazioni.<br \/>\nMa per essere davvero efficaci, gli aiuti delle imprese non debbono essere beneficenza occasionale. Ci vuole una strategia che (fatti salvi i casi di emergenza) aiuti i destinatari a recuperare autonomia, capacit\u00e0 di reddito e di lavoro, magari orientando le erogazioni verso consumi \u00abmeritevoli\u00bb (istruzione, salute, formazione). La stessa cosa vale per le erogazioni ad enti pubblici o associazioni del territorio.<br \/>\nNel mondo anglosassone il<em> corporate giving<\/em> non \u00e8 solo denaro speso in sussidi o servizi diretti. \u00c8 anche consulenza gratuita e dedicata da parte di manager delle aziende, compresi gli amministratori delegati. Le persone economicamente pi\u00f9 vulnerabili sono prive di contatti, informazioni, competenze: non \u00absanno pi\u00f9 come fare\u00bb per risolvere i problemi quotidiani.<br \/>\nA loro volta, le amministrazioni locali mancano non solo di risorse finanziarie, ma anche di <em>know-how<\/em> progettuale e gestionale. I tesori di competenze delle nostre imprese possono essere mobilitati per consigliare, stimolare, dare idee, fare sistema. Questo tipo di aiuto pu\u00f2 peraltro essere fornito dagli imprenditori anche quando non possono permettersi di donare (tanti) soldi.<br \/>\nDotarsi di una strategia filantropica aziendale significa poi impegnarsi nel monitoraggio e nella valutazione di ci\u00f2 che si fa. Cosa funziona e cosa non funziona? Nel nostro sistema-Paese si tende a sottovalutare molto i momenti successivi alla decisione, a lasciare che le cose seguano il loro corso (il che a volte significa, purtroppo, nessun corso o un corso inefficace).<br \/>\nDi nuovo, le imprese sanno come monitorare e valutare le proprie attivit\u00e0 commerciali: non devono dimenticarsene quando s&#8217;impegnano nel sociale, soprattutto se non l&#8217;hanno mai fatto prima. Peraltro ci sono in Italia gi\u00e0 molte buone esperienze concrete da valorizzare ed imitare (come la Fondazione Sodalitas a Milano).<br \/>\nInfine, ci vogliono coordinamento e \u00abmassa critica\u00bb. La proposta dell&#8217;1% avr\u00e0 successo se non rimarr\u00e0 un&#8217;iniziativa isolata ed estemporanea, ma dar\u00e0 vita ad un processo, ad un effetto domino. Negli Stati Uniti una delle esperienze pi\u00f9 note e rilevanti su questo fronte \u00e8 stata l&#8217;istituzione, quindici anni fa, del <em>Committee for Encouraging Corporate Philanthropy<\/em> (comitato per incentivare la filantropia aziendale), su iniziativa di Paul Newman (l&#8217;attore), David Rockefeller e altri grandi imprenditori.<br \/>\nOggi le imprese partecipanti sono pi\u00f9 di duecento (almeno met\u00e0 incluse nella classifica Top 500 di <em>Fortune<\/em>). Nel 2011 l&#8217;investimento mediano \u00e8 stato di 24 milioni, per un totale di 16 miliardi di dollari. Sul sito CECP si trovano esempi molto innovativi (\u00e8 inclusa anche l&#8217;iniziativa Dynamo per bambini disabili, sostenuta dall&#8217;italiana KME), e soprattutto si descrive il metodo che rende l&#8217;impegno sociale delle aziende uno strumento per fare davvero la differenza.<br \/>\nIn un momento di crisi dura come questa ogni segnale di movimento \u00e8 benvenuto. Fare passi rapidi sul sentiero della filantropia aziendale sarebbe senz&#8217;altro un buon segnale. Purch\u00e9 si lancino progetti seri e concreti, e non solo sterili <em>ballon d&#8217;essai<\/em>.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I PROGRAMMI DI WELFARE FONDATI ESCLUSIVAMENTE SULLA CONTRATTAZIONE AZIENDALE SONO DESTINATI AD ASSUMERE UN&#8217;IMPORTANZA SEMPRE MAGGIORE NEL NOSTRO SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI Articolo di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera il 12 aprile 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-26337","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26337"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26337\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}