
{"id":26396,"date":"2013-04-16T16:24:12","date_gmt":"2013-04-16T15:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26396"},"modified":"2013-04-21T23:21:29","modified_gmt":"2013-04-21T22:21:29","slug":"renzi-barca-il-pd-e-scelta-civica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26396","title":{"rendered":"MATTEO RENZI, FABRIZIO BARCA E IL PD"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN LETTORE PROPONE ALCUNE CONSIDERAZIONI MOLTO SERIE SU CI\u00d2 CHE STA MATURANDO NEL PD, IN PARTICOLARE CON LA CANDIDATURA ALLA <em>LEADERSHIP<\/em> DEL MINISTRO DELLA COESIONE TERRITORIALE,\u00a0E NELL\u2019AREA <em>LIBERAL<\/em> \u2013 GLI RISPONDO SPIEGANDO LA DIFFERNZA TRA LA MIA POSIZIONE E QUELLA DI MATTEO RENZI<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera pervenuta il 15 aprile 2013 \u2013 <strong>Segue la mia risposta<\/strong><\/em><\/p>\n<p><!--more-->Caro Professore,<br \/>\nho letto nell\u2019<a title=\"Newsletter 244\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26393\" target=\"_blank\">ultima <em>newsletter<\/em><\/a> il suo commento sul posizionamento di Renzi e volevo chiederle un giudizio pi\u00f9 generale sulla situazione del PD e in particolare la sua opinione su due questioni.<br \/>\n1. Dopo l\u2019impegno per le primarie, pur profondamente deluso, ho deciso di non lasciare il PD, nonostante il suo esempio (per convincermi a rimanere negli ultimi anni, mi dicevo \u201cse non molla Ichino, con tutto quello che gli \u201cfanno vedere\u201d, non vedo perch\u00e9 dovrei lasciare io) che ho compreso, ma non condiviso, perch\u00e9 non ho creduto nella scelta di Monti (non penso di aver diritto di dire \u201ccome i fatti hanno dimostrato\u201d, perch\u00e9 se i fatti sono andati cos\u00ec \u00e8 anche perch\u00e9 tanti come me non ci hanno creduto). Alle elezioni non ho per\u00f2 votato PD, ma FARE, con lo stesso spirito di \u201cpura testimonianza\u201d con cui da giovane votavo PLI (quello di Zanone, non quello di De Lorenzo). Cos\u00ec ora sono coinvolto in diversi dibattiti, dove per lo pi\u00f9 mi trovo in disaccordo:<br \/>\n&#8211; Da un lato i \u201cvecchi fedeli\u201d della \u201cChiesa PD\u201d che continuano con le loro litanie tipo \u201cRenzi \u00e8 un liberista di destra, se ne deve andare, la sua casa \u00e8 il PdL (grande partito liberista!, n.d.r.)\u201d. Qui almeno nulla di nuovo: mi sembra di sentire vecchie beghine che, non conoscendolo\/capendolo, demonizzano il sesso.<br \/>\n&#8211; Mi preoccupano di pi\u00f9 tanti amici di FARE e soprattutto altri conosciuti nell\u2019impegno per Renzi e rimasti attivi nei relativi Comitati, che lo criticano per voler continuare a rimanere nel PD e, un giorno s\u00ec e l\u2019altro anche, lo sollecitano ad andarsene, fare lo strappo, fondare un nuovo partito. Io sono molto perplesso, per varie ragioni. Di esperienze di nuovi partiti penso possiamo averne abbastanza: abbiamo visto come sono finiti, sia quelli che ci hanno messo un po\u2019 di tempo (PdL, Lega e IDV), sia quelli che sono finiti male prima di iniziare o poco dopo (FLI, API, FARE,\u00a0 e Rivoluzione Civile) sia l\u2019M5S che &#8211;\u00a0spero non sia <em>wishful thinking <\/em>&#8211; sta gi\u00e0 iniziando a mostrare limiti rilevanti. E poi Renzi, come giustamente lei sottolinea, \u00e8 un \u201cprodotto del PD\u201d: sar\u00e0 stato un caso, ma qualcosa di buono questo partito \u00e8 ancora capace di produrlo. Poi per\u00f2 soprattutto penso che il problema non sia un partito, ma il Paese: l\u2019esigenza di cambiamento \u00e8 profonda e radicale, soprattutto sul fronte culturale e soprattutto nella Pubblica Amministrazione, e mi chiedo come, se non si ha la capacit\u00e0 di cambiare un partito, si possa riuscire a cambiare l\u2019Italia. Infine, ed \u00e8 quello che dico ai miei interlocutori, penso che Renzi abbia dato molte prove di grande bravura e capacit\u00e0 di fare le scelte giuste, in termini di coerenza, capacit\u00e0 di riaffermare una visione, capacit\u00e0 di raccogliere il consenso, per cui penso che sia lui quello nella posizione migliore per fare le scelte giuste e eventualmente per decidere se e quando lasciare il PD. Mi piacerebbe sapere cosa pensa lei su questo punto.<\/p>\n<p>2. L\u2019altro punto sul quale mi piacerebbe avere il suo parere, anche come conoscitore della storia PCI-PDS-DS-PD, \u00e8 l\u2019entrata in campo del Ministro Barca. Confesso che quando ho iniziato a leggere il documento di Barca ero prevenuto, nel senso che, anche sulla base del gossip dei giornali, lo aspettavo come il &#8220;socialista&#8221; contrapposto al &#8220;liberista&#8221; Renzi&#8221;. Invece devo dire che mi sono trovato davanti a un &#8220;burocrate&#8221; nel senso positivo del termine, che sa analizzare con profondit\u00e0 e realismo il problema dello Stato che soffoca il Paese e che ne individua la causa principale nel legame perverso con i partiti, arrivando quindi a proporre un modello di partito capace di cambiare radicalmente. Mi sembra che le sue proposte non siano banali e, assieme al problema di occupazione dello Stato da parte dei politici (e anche dell\u2019economia da parte dello Stato), siano anche necessarie per correggere un difetto fondamentale dei partiti italiani e del PD in particolare: l\u2019incapacit\u00e0 di valorizzare il merito, di scegliere e promuovere le persone migliori. I pi\u00f9 bravi sono visti con sospetto, accusati di egoismo, arrivismo, individualismo, incapacit\u00e0 di fare squadra (vedi Renzi). Cos\u00ec si scelgono i mediocri, i &#8220;servi sciocchi&#8221; e si perde totalmente capacit\u00e0 di leadership, anche nei confronti dell&#8217;elettorato. Altro che Barca come rappresentante \u201ccontro Renzi\u201d dei tanti giovani mediocri, turchi o meno, cooptati nella gestione Bersani! Molti di loro dovrebbero essere terrorizzati dall\u2019arrivo di Barca, molto pi\u00f9 che non da quello di Renzi: almeno Renzi sarebbe focalizzato sul Governo, Barca no, il suo chiaro obiettivo di cambiamento \u00e8 il Partito.<br \/>\nPer quanto riguarda poi la sua visione della societ\u00e0, cui Barca dedica solo i 12 punti sintetici nell&#8217;<em>addendum<\/em>, dove spiega i valori (convincimenti li chiama lui) di un partito di sinistra, anche questi non mi sembrano per nulla illiberali: a parte molti punti (1-5 e 10-12) per cos\u00ec dire &#8220;neutri&#8221;, riguardanti cio\u00e8 valori costituzionali dove non mi sembra ci sia particolare contrasto fra destra e sinistra, trovo gli altri punti orientati a una societ\u00e0 molto aperta: sul tema della libert\u00e0 di mercato e di opportunit\u00e0, ad esempio ho trovato riflessioni coerenti con quelle dell&#8217;ultimo libro di Zingales. L\u2019unico punto che mi ha lasciato un po\u2019 dubbioso \u00e8 il punto 6, sul lavoro: mi sembra faccia riferimento a un modello di lavoro (e di rapporto col capitale) un po&#8217; datato, e non recepisca i cambiamenti derivanti sia dalla trasformazione della domanda del mercato (societ\u00e0 dei servizi e crescita della richiesta di beni immateriali), sia dell\u2019evoluzione del contenuto e dell\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 (conseguenza dell\u2019innovazione tecnologica e della crescita del lavoro basato sulla conoscenza e sullo scambio di informazioni). Ma sono poche righe, e posso sbagliarmi.<br \/>\nMolto interessante infine il metodo che propone: quello dello \u201csperimentalismo democratico\u201d. A questo proposito non vedo perch\u00e9 non dovrebbe essere d\u2019accordo con lei sulla sperimentazione per i nuovi contratti di un nuovo diritto semplificato del lavoro: mi sembra un esempio utile per sfidare su azioni concrete le sue idee.<br \/>\nEnrico Castellano<\/p>\n<p><em><strong>Sul primo punto<\/strong>, posso soltanto raccontare come e perch\u00e9 sono arrivato alla decisione del dicembre scorso di uscire dal Pd. Senza volerla difendere a tutti i costi, ma soltanto per contribuire, con il dar conto della mia esperienza personale,\u00a0al dibattito sulla questione che E.C. pone.<br \/>\nMantenere l&#8217;iscrizione a un partito anche in posizione minoritaria\u00a0ha un senso fin quando vi \u00e8 la possibilit\u00e0 concreta di influire sulle scelte di quel partito e la speranza di riuscire in un futuro prossimo a diventare maggioranza; pu\u00f2 avere un senso anche quando vi sia soltanto\u00a0la prima, o soltanto la seconda.\u00a0\u00a0Nel mio caso, <\/em><em>nonostante il mio grande attaccamento affettivo al Pd, nel dicembre scorso erano venute meno sia la prima sia la seconda<\/em><em>. Erano venute meno quando avevo visto il modo in cui l&#8217;apparato centrale del partito selezionava i candidati per le elezioni politiche di febbraio, facendo terra bruciata intorno a Matteo Renzi e ai suoi sostenitori. La candidatura nelle liste bloccate di <\/em>quel<em> Pd, secondo la nostra pessima legge elettorale attuale, avrebbe comportato la prospettiva di una legislatura vissuta nell&#8217;angolo, sterile dal punto di vista della mia battaglia, in condizioni di isolamento.\u00a0E tutto questo\u00a0in funzione di una &#8220;riscossa&#8221; che avrebbe potuto forse venire nella legislatura successiva; ma io avevo allora 63 anni: un&#8217;et\u00e0 nella quale si avvicina (o dovrebbe, di regola, avvicinarsi) il momento del ritiro dall&#8217;agone politico. L&#8217;orizzonte di altre due legislature non era il mio.<br \/>\n<\/em><em>Va anche detto che, dopo cinque anni di battaglie dure in seno al Pd sulla riforma del lavoro, ero diventato una figura divisiva, il simbolo di uno scontro, di qualche cosa che una parte del partito\u00a0non accettava pi\u00f9 neppure di discutere perch\u00e9 intorno ad essa era stato costruito con successo un vero e proprio &#8220;cordone sanitario&#8221;.\u00a0Negli ultimi due anni, in qualsiasi citt\u00e0 d&#8217;Italia io venissi invitato da una struttura del Pd\u00a0l&#8217;iniziativa veniva poi disdetta, oppure accompagnata subito prima o subito dopo da un&#8217;iniziativa &#8220;ortodossa&#8221; volta a impedire il contagio delle mie idee e proposte.\u00a0Quando nel novembre 2011 Mario Monti\u00a0 aveva ipotizzato che io potessi assumere il <\/em><em>ruolo di ministro del Lavoro nel suo nuovo governo, <a title=\"Lettera al Riformista, 13.11.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18085\" target=\"_blank\">un dirigente nazionale del Pd aveva dichiarato <\/a><\/em><em><a title=\"Lettera al Riformista, 13.11.11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=18085\" target=\"_blank\">pubblicamente<\/a> che questa scelta avrebbe determinato automaticamente la morte di quel <\/em><em>nuovo esecutivo prima ancora del suo nascere; e non ho sentito in proposito una sola parola di smentita o <\/em><em>rettifica da parte di uno dei membri della Segreteria. Questo era il contesto nel quale, nel dicembre scorso, quando Niki Vendola e Stefano Fassina incominciarono a dire che la vittoria di Bersani alle primarie era la pietra tombale sull&#8217;<\/em>Agenda Monti<em>, rinunciai alla ricandidatura nelle liste del Pd.\u00a0E quando <\/em><em>lo stesso Mario Monti mi espresse in modo molto insistente l&#8217;invito a unirmi a lui nella sua iniziativa politica volta a rilanciare quell&#8217;<\/em><a title=\"Agenda Monti, 23.12.12\" href=\"http:\/\/agendamonti.s3.amazonaws.com\/UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti.pdf\" target=\"_blank\">Agenda<\/a><em> come terreno di incontro tra le forze politiche pi\u00f9 responsabili<\/em><em>, accettai senza molti rimpianti: anche perch\u00e9 alla redazione di quell&#8217;<a title=\"Agenda Monti, 23.12.12\" href=\"http:\/\/agendamonti.s3.amazonaws.com\/UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti.pdf\" target=\"_blank\">Agenda<\/a>\u00a0<\/em><em>stavo collaborando gi\u00e0 da mesi; e tornare in Parlamento con lui apriva la prospettiva di poter trasformare quel programma in un insieme organico di disegni di legge. Come infatti sta avvenendo.<br \/>\n<\/em><em><strong>Sul secondo punto<\/strong> condivido pienamente le osservazioni di E.C.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0(p.i.)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN LETTORE PROPONE ALCUNE CONSIDERAZIONI MOLTO SERIE SU CI\u00d2 CHE STA MATURANDO NEL PD, IN PARTICOLARE CON LA CANDIDATURA ALLA LEADERSHIP DEL MINISTRO DELLA COESIONE TERRITORIALE,\u00a0E NELL\u2019AREA LIBERAL \u2013 GLI RISPONDO SPIEGANDO LA DIFFERNZA TRA LA MIA POSIZIONE E QUELLA DI MATTEO RENZI Lettera pervenuta il 15 aprile 2013 \u2013 Segue la mia risposta<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,12],"tags":[],"class_list":["post-26396","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26396"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26396\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}