
{"id":2641,"date":"2009-04-01T20:24:14","date_gmt":"2009-04-01T19:24:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2641"},"modified":"2009-06-19T11:34:33","modified_gmt":"2009-06-19T10:34:33","slug":"licenziamenti-sequestri-e-nuove-tutele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2641","title":{"rendered":"I LICENZIAMENTI, I SEQUESTRI E LE NUOVE TUTELE"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"color: #993300;\">UN NEW DEAL\u00a0CONTRO LA CRISI E CONTRO IL PRECARIATO<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><em>Articolo\u00a0pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera<em> del 2 aprile 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In Francia gli operai sequestrano gli amministratori delle loro imprese in crisi. Non vi \u00e8 ragione per escludere che qualche cosa del genere possa accadere anche in Italia. \u00c8 l&#8217;esito quasi naturale, in tempi di crisi, di un sistema di relazioni industriali che conosce soltanto l&#8217;ingessatura delle strutture produttive come forma di tutela forte del lavoro. Il fatto \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 gesso capace di reggere al diluvio; e quando l&#8217;ingessatura si scioglie, anche\u00a0i lavoratori pi\u00f9 protetti restano con un pugno di mosche in mano.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel nostro vecchio assetto, il momento della crisi aziendale e del licenziamento \u00e8 temuto dai lavoratori come un momento catastrofico di perdita del proprio reddito e di dispersione della propria professionalit\u00e0 specifica. E le cose, effettivamente, per lo pi\u00f9 vanno proprio cos\u00ec. Proviamo invece a pensare a un sistema nel quale \u2011 come nei Paesi scandinavi \u2011 nel momento dello shock economico o tecnologico tutti i lavoratori hanno una forte garanzia di continuit\u00e0 del reddito e viene attivato un robusto investimento sul loro capitale umano, le loro capacit\u00e0 professionali, orientato a nuovi sbocchi occupazionali ben individuati. Per tornare in Italia, proviamo a pensare a un sistema nel quale \u00e8 l&#8217;impresa stessa datrice di lavoro a prendere questo impegno verso i dipendenti. Allora non vedremo pi\u00f9 questi ultimi sequestrare i loro amministratori; soprattutto, essi non guarderanno pi\u00f9 alla crisi col terrore di chi si attende la catastrofe, ma con l&#8217;interesse di chi vede in essa &#8211; persino in quella pi\u00f9 grave &#8211; un&#8217;occasione di aggiornamento professionale, di miglioramento della propria posizione nel tessuto produttivo. Di pi\u00f9: sar\u00e0 l&#8217;intero sistema a guardare alla situazione di crisi con maggiore ottimismo, poich\u00e9 questo meccanismo di sostegno e riqualificazione mirata dei lavoratori gli dar\u00e0 tutta la flessibilit\u00e0 e le risorse necessarie per rinnovarsi e far fronte alle nuove sfide.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 un sogno. Al contrario: \u00e8 un progetto realizzabile in tempi brevi e a costo zero per le esauste casse statali. Costituisce uno sviluppo e completamento, sul versante dei servizi al mercato, del progetto che Tito Boeri e Pietro Garibaldi proposero nel 2003, e di nuovo lo scorso anno in un fortunato libro (Un nuovo contratto per tutti, ed. Chiarelettere). Trenta senatori hanno presentato il disegno di legge in Senato la settimana scorsa (25 marzo 2009 n. 1481); e non gli hanno voluto imprimere il sigillo del loro partito, per consentire che su di esso si determini la pi\u00f9 ampia convergenza bi-partisan. Il progetto prevede sostanzialmente la possibilit\u00e0 che, nelle imprese disposte ad assumersene per intero l&#8217;onere, si incominci a sperimentare sui nuovi rapporti di lavoro un sistema di protezione &#8220;alla danese&#8221;. Vediamo pi\u00f9 da vicino di che cosa si tratta.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Punto di partenza \u00e8 un accordo collettivo &#8220;di transizione&#8221; al nuovo regime, una sorta di new deal contro la crisi e contro il lavoro precario: l&#8217;impresa o il gruppo di imprese interessate si impegna ad assumere con contratto a tempo indeterminato tutti i nuovi dipendenti (salvo poche eccezioni) e, in caso di licenziamento, a garantire loro, attraverso un&#8217;agenzia appositamente costituita, un trattamento di disoccupazione rafforzato e pi\u00f9 duraturo. Ma soprattutto si impegna a garantire ai dipendenti, mediante la stessa agenzia, servizi efficaci di riqualificazione professionale e assistenza intensiva per la rioccupazione; e a seguire giorno per giorno chi ha perso il posto nell&#8217;itinerario verso il nuovo lavoro. Ci sar\u00e0 un forte incentivo alla seriet\u00e0 ed efficacia di questi servizi, perch\u00e9 pi\u00f9 rapida sar\u00e0 la ricollocazione del lavoratore affidato loro, pi\u00f9 ridotto sar\u00e0 l&#8217;esborso per il suo trattamento di disoccupazione. Si calcola che l&#8217;intero nuovo sistema di assistenza, a regime, coster\u00e0 alle imprese intorno allo 0,5 per cento del monte-salari dei nuovi assunti (per i dettagli rinvio al sito www.pietroichino.it). In cambio, esse si vedranno applicare una disciplina del licenziamento &#8220;alla danese&#8221;: controllo giudiziale severo soltanto sul possibile motivo discriminatorio, ma esenzione dal controllo giudiziale sul motivo economico od organizzativo del licenziamento. In altre parole: verr\u00e0 data alle imprese la possibilit\u00e0 di procedere in qualsiasi momento all&#8217;aggiustamento industriale, anche prima che l&#8217;azienda entri in crisi, sul presupposto che saranno esse stesse a farsi carico di un&#8217;assistenza integrale ai propri dipendenti che perderanno il posto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Fantascienza? Nel Nord-Europa queste cose si fanno gi\u00e0 da molto tempo; e l\u00ec i lavoratori, soprattutto i pi\u00f9 sfortunati, gli ultimi della fila, stanno molto meglio che da noi. Discutiamone.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN NEW DEAL\u00a0CONTRO LA CRISI E CONTRO IL PRECARIATO Articolo\u00a0pubblicato sul Corriere della Sera del 2 aprile 2009<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-2641","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2641","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2641"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2641\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2641"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2641"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2641"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}