
{"id":26467,"date":"2013-04-21T17:43:23","date_gmt":"2013-04-21T16:43:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26467"},"modified":"2013-04-22T07:47:10","modified_gmt":"2013-04-22T06:47:10","slug":"diario-di-unelezione-presidenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26467","title":{"rendered":"DIARIO DI UN&#8217;ELEZIONE PRESIDENZIALE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LO STALLO POLITICO-ISTITUZIONALE, GLI ERRORI DI BERSANI, LA DIVERSIT\u00c0 ANTROPOLOGICA DEL CETO POLITICO PRODOTTO DALLE ULTIME ELEZIONI, LA SFASATURA\u00a0TRA L&#8217;ASSETTO DISEGNATO DALLA COSTITUZIONE E LA VISIONE DELL&#8217;ELEZIONE DEL PRESIDENTE DIFFUSA NELL&#8217;OPINIONE PUBBLICA<\/span><\/p>\n<p><em>Riporto qui alcuni appunti che ho scritto nel corso di questa settimana, trascorsa interamente a\u00a0Roma per l&#8217;elezione del\u00a0Capo dello Stato\u00a0&#8211; 22 aprile 2013 &#8211; In argomento v. anche\u00a0il mio\u00a0editoriale telegrafico per la Nwsl n. 245: <\/em><a title=\"Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 245, 22.4.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26461\" target=\"_blank\">Quelli che vorrebbero la partita Roma-Lazio arbitrata da un romanista<\/a><em><!--more--><\/em><\/p>\n<p><em>Luned\u00ec 15 aprile<br \/>\n<\/em><strong>La prima conversione a U di Bersani\u00a0<\/strong><em> &#8211; <\/em>Dopo un mese e mezzo passato a rincorrere Grillo e i grillini nel tentativo di fare un &#8220;Governo di cambiamento&#8221; con loro, teorizzando che con il PdL non poteva esserci alcun dialogo, pare che Bersani si sia convinto che l&#8217;unica via per dare un governo al Paese sia quella dell&#8217;arbitrato del nuovo Presidente della Repubblica. Arbitrato che, a questo punto, \u00e8 pensabile soltanto tra PD e PdL, stante la dichiarata e ribadita non disponibilit\u00e0 del M5S per un voto di fiducia a un qualsiasi esecutivo che non sia grillino, n\u00e9 tanto meno ad alcun impegno impegno preventivo in proposito. Il Segretario del PD si sforza di negare che si tratti di un cambiamento di linea, sottolineando che occorre distinguere l&#8217;elezione del Capo dello Stato dalla formazione del nuovo esecutivo; ma tutti capiscono che a questo punto, invece, le due cose sono strettissimamente collegate.<\/p>\n<p><em>Marted\u00ec 16 aprile<br \/>\n<\/em><strong>I tre requisiti del nuovo Presidente &#8211; <\/strong>Si dice che il nuovo Presidente della Repubblica deve avere tre requisiti: <strong>1.<\/strong> prestigio sul piano internazionale per dare affidamento ai nostri interlocutori e creditori stranieri; <strong>2.<\/strong> conoscenza profonda dei meccanismi interni della politica italiana per poter trovare una soluzione per il nuovo Governo; <strong>3.<\/strong> capacit\u00e0 di ottenere il sostegno sia del PD, sia del PdL, senza il quale non gli sarebbe possibile svolgere con successo il ruolo arbitrale tra i due partiti maggiori, indispensabile per la nascita di un Governo in questa fase estremamente difficile e di grande turbolenza politica. Le personalit\u00e0 che rispondono a tutti e tre questi requisiti sembrano essere oggi solo quattro. In ordine alfabetico: <strong>Giuliano Amato<\/strong>, <strong>Emma Bonino<\/strong> (che per\u00f2 soffre di\u00a0veti trasversali ben noti, difficili da scardinare almeno nella prima fase di questa difficile elezione), <strong>Massimo D\u2019Alema<\/strong>, <strong>Giorgio Napolitano<\/strong> (che per\u00f2 si \u00e8 detto non disponibile, adducendo ben sette assai solidi argomenti). <strong>Mario Monti <\/strong>possiede i primi due, ma dopo un anno e mezzo di difficile governo appare troppo impopolare perch\u00e9 PD e PdL lo scelgano. Anche <strong>Romano Prodi<\/strong> possiede sicuramente i primi due requisiti, ma non il terzo: il PdL non lo voterebbe mai.<\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec 17 aprile, h. 18.30<\/em><br \/>\n<strong>La rosa con sei petali proposta dal PD al PdL\u00a0\u2013 <\/strong>\u00c8<strong> <\/strong>una rosa di sei nomi. Quattro &#8220;politici&#8221;:\u00a0<strong>Giuliano Amato<\/strong>, <strong>Massimo D\u2019Alema<\/strong>, <strong>Anna Finocchiaro<\/strong>, <strong>Franco Marini<\/strong>; e due giudici costituzionali:\u00a0<strong>Sergio Mattarella<\/strong> e <strong>Sabino Cassese<\/strong>. L\u2019intesa \u00e8 che i due partiti voteranno insieme per il \u201cpetalo\u201d di questa rosa scelto dal PdL. Il metodo \u00e8 sostanzialmente <a title=\"Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 245, 22.4.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26461\">quello che la Costituzione richiede<\/a> e che Scelta Civica ha propugnato fin dall\u2019inizio di questa partita: l\u2019arbitro lo si deve scegliere insieme. Tanto pi\u00f9 che oggi questa \u00e8 la condizione <em>sine qua non<\/em> perch\u00e9 il nuovo Presidente riesca a dare al Paese un governo sostenuto, sia pure\u00a0&#8220;dall\u2019esterno&#8221;, da entrambi i partiti, dal momento che n\u00e9 PD n\u00e9 PdL sono in grado di sostenerne uno da soli. Prevale nettamente la previsione che la scelta del PdL cada su Giuliano Amato.<\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec, h. 18.30<\/em><br \/>\n<strong>I veti su Giuliano Amato\u00a0 &#8211;<em> <\/em><\/strong>Nel corso dell&#8217;assemblea del Gruppo di SC apprendiamo<em> <\/em>che sul nome di Giuliano Amato c\u2019\u00e8 un veto convergente posto a sinistra\u00a0da SEL, a destra dalla Lega. Con l\u2019effetto che il Dottor Sottile non potrebbe raggiungere il quorum dei due terzi necessario per l\u2019elezione in uno dei primi tre scrutini (ma dal quarto basta la met\u00e0 pi\u00f9 uno).<\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec, h. 19.30<\/em><br \/>\n<strong>La scelta del PdL per Franco Marini, che sconvolge il PD \u2013 <\/strong>Viene resa nota la scelta del PdL nella rosa proposta dal PD: Franco Marini. Effettivamente non \u00e8 la candidatura ideale: dei tre requisiti di cui sopra, possiede solo il secondo e il terzo; e ha superato gli 80 anni. \u00c8 difficile pensare a lui come a un\u00a0successore di pari livello rispetto a Napolitano nei rapporti con Obama e Merkel.\u00a0Per\u00f2,\u00a0\u00e8 pur sempre un dirigente del PD, e\u00a0nelle primarie si \u00e8 schierato con molta decisione con Bersani contro Renzi: questo non dovrebbe far storcere il naso al centrosinistra, ma semmai al centrodestra;\u00a0invece, curiosamente, si ha subito la sensazione che il disappunto per questa scelta alligni quasi esclusivamente nelle file del PD. Soprattutto nel gruppo della Camera &#8211;\u00a0che all&#8217;insegna del nuovismo \u00e8 stato affidato a\u00a0un\u00a0trentenne, Roberto Speranza, alle prime armi &#8211; affiorano molti mali di pancia. Perch\u00e9? Soprattutto perch\u00e9 \u00e8 stato scelto insieme al PdL: \u00e8 la conversione a U di Bersani<strong> <\/strong>che non \u00e8 stata digerita. La radice del disorientamento del PD va cercata nell&#8217;incerta tattica del Segretario, ispirata a una strategia quanto meno fumosa.\u00a0Quanto al PdL, qualcuno sostiene che esso punterebbe proprio su questi mali di pancia\u00a0dei democratici per fare di Marini un Presidente sostenuto soprattutto dal centrodestra. La realt\u00e0, per il partito di Berlusconi, \u00e8 che\u00a0l&#8217;elezione di Marini allontanerebbe la prospettiva che pi\u00f9 angoscia proprio quest&#8217;ultimo: l&#8217;elezione di Prodi, quello che lo ha battuto due volte, per di pi\u00f9\u00a0ora con i voti decisivi dei grillini. Sta di fatto che il PdL si preannuncia compatto, mentre fra i democratici si annunciano moltissime schede bianche, variamente motivate.<\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec, h.\u00a021<br \/>\n<\/em><strong>Il dissenso nel PD e i dubbi in SC &#8211; <\/strong>Nell\u2019assemblea dei grandi elettori del Pd, che si svolge in serata\u00a0al cinema Capranica, il dissenso nei confronti della candidatura di Franco Marini\u00a0\u00a0si rivela di dimensioni molto maggiori del previsto: 90 voti contrari e 30 astenuti sui 250 presenti. Un dissenso, dunque, che va molto al di l\u00e0 del\u00a0sottogruppo dei parlamentari renziani.\u00a0Constatata l&#8217;entit\u00e0 della scollatura nel PD, anche\u00a0qualcuno dei parlamentari di Scelta Civica si chiede se non faremmo meglio a prendere le distanze da questa candidatura, che rischia di essere perdente; ma prevale nel gruppo la preoccupazione per quello che potrebbe accadere se l\u2019accordo PD-PdL saltasse: l\u2019elezione di un candidato scelto da PD e M5S segnerebbe la condanna a morte della legislatura &#8211; stante la perdurante non disponibilit\u00e0 del M5S per votare la fiducia a un Governo a guida PD -,\u00a0con conseguenti rischi terribili, per il Paese, di una nuova crisi economico-finanziaria che sarebbe pi\u00f9 grave di quella dell\u2019autunno 2011.<\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec, h. 21.30<\/em><strong><em><br \/>\n<\/em>Matteo Renzi con la testa gi\u00e0 nella Terza Repubblica \u2011 <\/strong>Le agenzie riportano il commento di Matteo Renzi: \u201celeggere Franco Marini sarebbe un dispetto per l\u2019Italia\u201d; e il suo invito aperto ai parlamentari democratici perch\u00e9 votino scheda bianca. Ma tra i renziani circola anche l\u2019indicazione di votare per Sergio Chiamparino. Il sindaco di Firenze ragiona come molta gente comune, che pensa alle elezioni presidenziali italiane come se fossero simili a quelle americane o a quelle francesi: come se fossimo gi\u00e0 in una Terza Repubblica, nella quale il Capo dello Stato \u00e8 il leader di una delle coalizioni in campo ed \u00e8 anche il capo dell\u2019esecutivo. Se le cose stessero cos\u00ec, certo non avrebbe senso che PD e PdL cercassero un candidato su cui far convergere i voti. Ma non avrebbe senso neppure che la scelta del Presidente fosse affidata al Parlamento, con una elezione di secondo grado: tanto varrebbe, allora, farlo scegliere direttamente agli elettori sulla base del suo programma. Matteo Renzi ha gi\u00e0 la testa nella Terza Repubblica; ma la realt\u00e0 \u00e8 che non siamo ancora riusciti neppure ad archiviare la prima. E, piaccia o non piaccia,\u00a0il rito a cui ci accingiamo appartiene in tutto e per tutto alla prima.<\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec, mezzanotte<\/em><strong><em><br \/>\n<\/em>Ha ancora senso questo rito? &#8211; <\/strong>Vado a dormire angosciato da presagi foschi. Mentre cerco di addormentarmi mi chiedo se davvero l&#8217;Italia abbia ancora bisogno di questa figura di Capo dello Stato quasi-re, eletto con questo rito un\u00a0po&#8217; barocco, che\u00a0la gente non capisce pi\u00f9. \u00a0\u00c8 ben vero che mai come oggi la politica italiana ha avuto bisogno vitale di un arbitro <em>super partes<\/em>, per l&#8217;immaturit\u00e0 delle\u00a0sue forze politiche principali; ma \u00e8 anche vero che, di fatto, negli ultimi tempi\u00a0la nostra &#8220;Costituzione materiale&#8221; ha finito coll&#8217;attribuire di fatto al\u00a0Presidente della Repubblica il ruolo di Capo del Governo ; e, in questo modo, il Presidente che dovrebbe fare l&#8217;arbitro finisce coll&#8217;operare come Presidente del Consiglio dei Ministri effettivo, ma\u00a0senza i contrappesi che\u00a0sarebbero necessari. In quest&#8217;ultimo anno abbiamo potuto stare tranquilli, perch\u00e9 in quel ruolo c&#8217;era una persona equilibratissima e scrupolosa come Giorgio Napolitano; ma domani quel difetto strutturale (dovuto proprio all&#8217;incongruenza che \u00e8 venuta a determinarsi tra &#8220;Costituzione formale&#8221; e &#8220;costituzione materiale&#8221;), soprattutto in una situazione di\u00a0debolezza dei partiti e frazionamento delle rappresentanze parlamentari, potrebbe diventare molto pericoloso.<\/p>\n<p><em>Gioved\u00ec 18 mattina<\/em><strong><em><br \/>\n<\/em>La festa del web e il tramonto dei vecchi apparati di partito \u2013 <\/strong>Il gran giorno \u00e8 arrivato: mille grandi elettori affollano il transatlantico, la <em>buvette<\/em> e l\u2019aula di Montecitorio. Tempo splendido, molti si godono il clima di primavera avanzata nel grande cortile, fra i gazebo delle tv. La percentuale di facce nuove \u00e8 altissima; non solo per quel terzo di grillini, che non hanno nelle loro file neppure uno solo che sia stato parlamentare in precedenza: anche nel PD i neofiti sono una larghissima maggioranza. Grande abbondanza di <em>tablets<\/em> e di <em>smart phones<\/em>: la percezione dominante \u00e8 che tutti siano permanentemente connessi alla rete. Dai discorsi emerge il peso enorme che sulle loro scelte \u00e8 esercitato dalla pressione degli elettori attraverso Facebook, Twitter e il bombardamento di messaggi email. C\u2019\u00e8 una differenza antropologica profonda tra questi parlamentari\u00a0e quelli di trent\u2019anni fa, quando feci la mia prima esperienza di deputato. Ma c\u2019\u00e8 un salto anche rispetto a quelli dell\u2019ultima legislatura: fino all\u2019anno scorso qui dentro dominavano ancora le figure selezionate attraverso la gavetta della politica comunale e regionale, o quella della politica sindacale; dominavano le strutture organizzate dei partiti, soprattutto dei due maggiori; ora non pi\u00f9: i parlamentari &#8211; e non soltanto quelli del M5S &#8211; sono stati selezionati al di fuori della &#8220;casta&#8221;, mediante &#8220;primarie dei candidati&#8221; giocate soprattutto attraverso il web, e al popolo del web direttamente rispondono (che poi questa si possa qualificare come democrazia diretta, secondo quanto sostiene Beppe Grillo, \u00e8 tutt&#8217;un altro discorso).<\/p>\n<p><em>Gioved\u00ec, h. 13.30<\/em><strong><em><br \/>\n<\/em>Primo scrutinio: a Marini ne mancano all\u2019appello pi\u00f9 di 200 &#8211; <\/strong>Ancor prima che venga proclamato dalla Presidente Laura Boldrini il risultato del voto di questa mattina, le agenzie battono la notizia che Franco Marini non ce l\u2019ha fatta.\u00a0Si \u00e8 fermato a 514 voti, essendone mancati all\u2019appello 236 dei 750 di PD, PdL e SC sui quali avrebbe dovuto poter contare. Non sono mancati soltanto quelli dei renziani, che si sono dichiaratamente ripartiti tra schede bianche e 41 voti a Sergio Chiamparino, ma anche quelli di SEL: la ferrea regola per cui la minoranza\u00a0della coalizione avrebbe rispettato le decisioni della maggioranza si \u00e8 dissolta come neve al sole\u00a0fin dalla prima\u00a0votazione seria di questa legislatura.\u00a0Ed \u00e8 mancata\u00a0almeno un\u2019altra cinquantina di voti di parlamentari del PD, che\u00a0si distribuiscono fra D\u2019Alema (12), Prodi (14), Napolitano (10), Finocchiaro (4) e Bonino (13). Impressiona il fatto che questo gran numero di parlamentari PD disobbedienti non possono tecnicamente considerarsi tutti &#8220;franchi tiratori&#8221;: la maggior parte di loro dichiara apertamente la propria disobbedienza.\u00a0Impressiona ancor di pi\u00f9 il fatto che tra questi dissenzienti dichiarati vi sia Alessandra Moretti, braccio destro di Bersani da pochi mesi! Significativamente, per\u00f2, al primo scrutinio nessuno di questi \u00a0dichiara di aver votato Stefano Rodot\u00e0, il quale pure\u00a0si attesta a quota 240: qualche decina di voti in pi\u00f9 rispetto ai 162 di cui dispone il M5S e ai 46 di cui dispone SEL.<\/p>\n<p><em>Gioved\u00ec, h. 14.30<\/em><strong><em><br \/>\n<\/em>Si apre la crisi del Pd \u2011 <\/strong>Appare evidente la grave difficolt\u00e0 del\u00a0vertice del PD nel governare la propria rappresentanza parlamentare.\u00a0In un primo tempo\u00a0si\u00a0apprende che il PdL intende continuare a sostenere la candidatura di Franco Marini. Noi di SC decidiamo di votare al secondo turno\u00a0scheda bianca, per dar tempo al PD di riaversi dallo <em>shock <\/em>e riprendere a tessere l&#8217;unica tela che per l&#8217;elezione del Capo dello Stato ha senso tessere, se si vuole evitare la morte in culla di questa legislatura e il rischio di un gravissimo collasso di sistema: quella con il PdL.\u00a0Alla fine la stessa scelta di restare in <em>surplace<\/em> verr\u00e0 compiuta questo pomeriggio anche dai due partiti maggiori.<\/p>\n<p><em>Gioved\u00ec, h. 19<\/em><br \/>\n<strong>Secondo scrutinio: l\u2019unico che cresce \u00e8 Chiamparino \u2013 <\/strong>Il risultato del secondo scrutinio vede Rodot\u00e0 scendere a 230 voti, mentre Sergio\u00a0Chiamparino, secondo,\u00a0raddoppia salendo a 90. Le schede bianche \u2013 di PD, PdL e SC &#8211;\u00a0sono 418. L&#8217;ex-sindaco di Torino \u00e8 una delle poche persone che potrebbero candidarsi con successo a guidare una nuova coalizione di centrosinistra.<\/p>\n<p><em>Venerd\u00ec 19 aprile mattina<br \/>\n<\/em><strong>La nuova svolta a U di Bersani\u00a0\u2013<em> <\/em><\/strong>Il terzo scrutinio d\u00e0 un risultato molto simile al secondo (Rodot\u00e0 a quota 250, schede bianche 465). Bersani, per cavarsi dall&#8217;impaccio,\u00a0propone ai suoi di votare per Prodi nel quarto scrutinio, nel quale baster\u00e0 il 50% pi\u00f9 uno dei grandi elettori. La scelta viene motivata con la necessit\u00e0 del PD di ricompattarsi; ma sotto sotto la speranza di Bersani e di molti nel suo <em>entourage <\/em>\u00e8 che, al dunque, il M5S decida di dare il suo appoggio al professore bolognese, che rientrava nella rosa iniziale selezionata dalle &#8220;quirinarie&#8221; indette da Grillo via web; o che almeno una trentina dei grillini lo votino, ripetendosi in questo modo un&#8217;operazione analoga all&#8217;elezione di Grasso alla presidenza del Senato. \u00a0Dunque, una nuova svolta a U, che riporta il PD sulla linea infruttuosamente seguita nelle settimane passate.<\/p>\n<p><em>Venerd\u00ec, h. 14.30<\/em><br \/>\n<strong>Le pressioni su Scelta Civica per indurla a votare Prodi &#8211;<em> <\/em><\/strong>Dario<em> <\/em>Franceschini, evidentemente preoccupato di evitare che la scelta del PD assuma all&#8217;esterno il significato di un ritorno alla politica fallimentare del corteggiamento al M5S, invia a Monti un sms accorato, chiedendo che Scelta Civica faccia convergere i suoi voti su Prodi. Pressioni dello stesso segno arrivano su molti dei parlamentari di SC, me compreso, da diverse aree del PD. Ma questo, semmai, avrebbe dovuto esserci proposto dal segretario del PD\u00a0<em>prima <\/em>che<em> <\/em>la scelta venisse compiuta e comunicata pubblicamente; invece, la scelta di Prodi \u00e8 stata compiuta e dichiarata con una motivazione sostanzialmente opposta: ricompattare il PD. Ai margini della nostra assemblea c&#8217;\u00e8 chi insiste\u00a0in modo molto deciso perch\u00e9 votiamo\u00a0Prodi, per evitare il rischio di una gravissima crisi di sistema. Prevale per\u00f2 la scelta di concentrare i nostri voti sul ministro dell&#8217;Interno\u00a0Anna Maria Cancellieri, come candidatura &#8220;istituzionale&#8221;, esterna a tutti i partiti, sulla quale &#8211; se\u00a0anche la seconda svolta a U di\u00a0Bersani fallir\u00e0 &#8211; il PD potrebbe convergere insieme al PdL.<\/p>\n<p><em>Venerd\u00ec, h. 19.30<\/em><br \/>\n<strong>Non solo i grillini non votano Prodi, ma\u00a0100 dei voti del centrosinistra mancano ancora all&#8217;appello &#8211;<em> <\/em><\/strong>Risultato del quarto scrutinio: presenti e votanti 732 (il PdL e la Lega non hanno partecipato al voto); maggioranza assoluta necessaria per l&#8217;elezione: 504\u00a0; Prodi ottiene solo 395 voti (rispetto ai 496 di cui dispone complessivamente il centrosinistra); Rodot\u00e0 213; Cancellieri 78 (nove in pi\u00f9 rispetto ai parlamentari di SC); D&#8217;Alema 15; schede bianche 15. Il fondatore dell&#8217;Ulivo non sarebbe stato eletto neppure se SC lo avesse votato! Chi, nel PD, lo ha silurato? Probabilmente qualche\u00a0sostenitore di Marini deluso; probabilmente qualche dalemiano; ma 100\u00a0voti sono davvero moltissimi.\u00a0Intanto Berlusconi gongola per la sconfitta dell&#8217;odiato antagonista di sempre, Prodi, e per la ridicolizzazione dell&#8217;avversario di oggi, Bersani: effettivamente, in questa partita quest&#8217;ultimo ha sbagliato proprio tutto, mostrando oltretutto una gran confusione di idee. Ma la colpa non \u00e8 solo sua.<\/p>\n<p><em>Venerd\u00ec, h. 22<\/em><br \/>\n<strong>La fine del centrosinistra nato\u00a0sull&#8217;asse Bersani-Vendola\u00a0&#8211;\u00a0<\/strong>PdL e Lega annunciano la disponibilit\u00e0 a far convergere i loro voti su Anna Maria Cancellieri. Niki Vendola fa altrettanto in riferimento alla candidatura di Stefano Rodot\u00e0. Si delinea un ballottaggio Cancellieri-Rodot\u00e0, che rischierebbe di sancire la spaccatura definitiva del PD: la clamorosa certificazione dell&#8217;irrilevanza a cui si \u00e8 ridotto il partito di maggioranza relativa, per la sua incapacit\u00e0 di darsi una linea chiara.\u00a0 Bersani \u00e8 chiuso da due ore nella sua stanza con Franceschini, Letta e Migliavacca; fuori di quella stanza i dirigenti democratici si chiedono come rimettere insieme i cocci: non del centrosinistra, ma dello stesso PD. A tarda sera Bersani annuncia le proprie dimissioni. Enrico Letta telefona a Napolitano\u00a0chiedendogli di accettare la rielezione per evitare il caos; ma il Presidente uscente, sperando ancora nella possibilit\u00e0 di una soluzione positiva, insiste nel rifiuto.<\/p>\n<p><em>Sabato 20 aprile, h. 8\u00a0<\/em><br \/>\n<strong>La luce in fondo al tunnel &#8211;<em> <\/em><\/strong>L&#8217;assemblea di SC si apre con la comunicazione dei capigruppo Dellai e Mauro, che ci informano dell&#8217;orientamento del PdL a convergere nel voto su Anna Maria Cancellieri, probabilmente nello scrutinio del pomeriggio. Ma mentre siamo ancora in assemblea mi chiama Enrico Morando dicendomi che forse si \u00e8 aperto uno spiraglio di disponibilit\u00e0 da parte di Napolitano. In attesa degli eventi, tutti, tranne i grillini, al quinto appello votano scheda bianca o si astengono dal voto. Le agenzie riportano la dichiarazione di Fabrizio Barca, neo-iscritto al PD e virtualmente candidato ad assumerne la leadersnip: &#8220;Non capisco perch\u00e9 il centrosinistra non faccia propria la candidatura di Rodot\u00e0&#8221;; sembra\u00a0un&#8217;autocandidatura a guidare una nuova aggregazione capace di unire\u00a0\u00a0SEL, i grillini e l&#8217;ala sinistra del PD.<\/p>\n<p><em>Sabato, h. 12<\/em><br \/>\n<strong>L&#8217;epilogo\u00a0&#8211; <\/strong>\u00c8 ancora in corso l&#8217;appello dei deputati, quando arriva la conferma: Bersani, Berlusconi e Monti sono saliti al Quirinale, separatamente l&#8217;uno dall&#8217;altro, ma per chiedere concordemente a Napolitano una sola cosa, cio\u00e8 di accettare la rielezione. Solo\u00a0per il tempo necessario per superare l&#8217;impasse istituzionale e &#8211; possibilmente &#8211; mettere al sicuro l&#8217;economia del Paese.\u00a0In cambio, ciascuno di loro si \u00e8 impegnato a rispettare con senso di responsabilit\u00e0 il &#8220;lodo&#8221; che da lui verr\u00e0 per la formazione del nuovo Governo. E Giorgio Napolitano &#8211;\u00a0che fino all&#8217;ultimo aveva sperato di obbligarli, con il suo rifiuto, ad affidare a un altro questo arbitrato politico &#8211; ha accettato. In un gruppetto, ora\u00a0riunito in transatlantico, di &#8220;grandi elettori&#8221; del PD, del PdL\u00a0e di SC che in questi giorni hanno cercato di tessere la tela, ciascuno dalla propria parte, si respira un&#8217;atmosfera di sollievo, ma al tempo stesso di rammarico e senso di colpa: non siamo stati capaci nemmeno di accordarci su di un nuovo &#8220;arbitro&#8221;. Certo, Giorgio Napolitano possiede al massimo grado\u00a0tutti e tre i requisiti che all&#8217;inizio di questa vicenda avevamo individuato come essenziali; ma avrebbe avuto tutto il diritto di ritirarsi a vita privata; e il Paese avrebbe avuto bisogno di un\u00a0esito diverso diverso e anagraficamente pi\u00f9 normale, per il quale lo stesso Napolitano si \u00e8 batttuto fino all&#8217;ultimo.<\/p>\n<p><em>Sabato, h. 15<br \/>\n<\/em><strong>La democrazia diretta di Beppe Grillo<\/strong> &#8211; Le agenzie daranno notizia dell&#8217;indizione per domani da parte di Beppe Grillo di una &#8220;marcia su Roma&#8221; per protesta contro l&#8217;accordo tra i partiti maggiori per l&#8217;elezione di un candidato diverso da quello sostenuto dal M5S. Per entrare a Montecitorio devo passare davanti al gruppo vociante di\u00a0un centinaio di militanti grillini, che inveiscono\u00a0sistematicamente contro ciascuno dei parlamentari di passaggio che abbia una qualche notoriet\u00e0, rivendicando l&#8217;elezione di Stefano Rodot\u00e0. Manco fossero allo stadio per un derby. Della funzione del Presidente della Repubblica e dei modi della sua elezione, evidentemente, questi scalmanati\u00a0non hanno capito nulla. Ma quanti, in queste ore, in giro per l&#8217;Italia oggi ne capiscono molto di pi\u00f9? Una grande democrazia non pu\u00f2 funzionare bene se non sulla base di una conoscenza e comprensione diffusa dei suoi meccanismi costituzionali.<\/p>\n<p><em>Sabato, h. 18<\/em><br \/>\n<strong>Ancora a\u00a0Napolitano il compito di guidare l&#8217;Italia fuori dalla crisi\u00a0&#8211; <\/strong>Sesto scrutinio: Napolitano 738 voti (PD, PdL, SC, Lega); Rodot\u00e0 217 (M5S, SEL, pi\u00f9 qualche voto democratico in libera uscita). Abbiamo dunque &#8211; sia pure per il rotto della cuffia &#8211; quello di cui avevamo assoluto bisogno: un arbitro dotato di tutta l&#8217;autorevolezza necessaria\u00a0e una larga maggioranza, quasi tre\u00a0quarti\u00a0del Parlamento, impegnata ad attenersi al\u00a0suo &#8220;lodo&#8221; per il superamento della crisi di governo. Ma quella da cui dobbiamo uscire \u00e8 molto di pi\u00f9 che una crisi di governo: \u00e8 la crisi morale di un Paese che &#8211; tolto un grande Presidente della Repubblica quasi novantenne &#8211; non ha ancora trovato persone e assetti istituzionali capaci ridargli fiducia in se stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LO STALLO POLITICO-ISTITUZIONALE, GLI ERRORI DI BERSANI, LA DIVERSIT\u00c0 ANTROPOLOGICA DEL CETO POLITICO PRODOTTO DALLE ULTIME ELEZIONI, LA SFASATURA\u00a0TRA L&#8217;ASSETTO DISEGNATO DALLA COSTITUZIONE E LA VISIONE DELL&#8217;ELEZIONE DEL PRESIDENTE DIFFUSA NELL&#8217;OPINIONE PUBBLICA Riporto qui alcuni appunti che ho scritto nel corso di questa settimana, trascorsa interamente a\u00a0Roma per l&#8217;elezione del\u00a0Capo dello Stato\u00a0&#8211; 22 aprile 2013 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,12],"tags":[],"class_list":["post-26467","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26467","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26467"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26467\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}