
{"id":26661,"date":"2013-05-08T19:25:09","date_gmt":"2013-05-08T18:25:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26661"},"modified":"2013-05-12T23:14:07","modified_gmt":"2013-05-12T22:14:07","slug":"linkiesta-perche-e-sbagliato-prorogare-indiscriminatamente-la-cassa-integrazione-in-deroga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26661","title":{"rendered":"LINKIESTA: PERCH\u00c9 \u00c8 SBAGLIATO PROROGARE INDISCRIMINATAMENTE LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;IDEA STESSA DELLA &#8220;DEROGA&#8221; CONTRADDICE LA FUNZIONE CHE DOVREBBE AVERE QUALSIASI FORMA DI SICUREZZA SOCIALE &#8211; IN QUESTO CASO L&#8217;INTEGRAZIONE SALARIALE PRODUCE EFFETTI PARTICOLARMENTE NEGATIVI PERCH\u00c9 VIENE EROGATA SENZA\u00a0CRITERI E SENZA CONDIZIONI\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Lidia Baratta pubblicata su <\/em><a title=\"Intervista 6 maggio 2013\" href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/ichino-cassa-deroga\" target=\"_blank\">Linkiesta.it<\/a><em> il 6 maggio 2013 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;intervista dello stesso giorno a <\/em>Digital-Workshop<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Professor Ichino, in questi primi giorni del nuovo governo, la riduzione del costo del lavoro \u00e8 stata indicata come uno dei provvedimenti pi\u00f9 urgenti. \u00c8 il costo del lavoro che impedisce la crescita occupazionale nel nostro Paese?<\/strong><br \/>\nIl costo del lavoro \u00e8 uno degli elementi del diaframma che tiene lontane tra loro domanda e offerta di lavoro. A questo vanno aggiunti gli ostacoli burocratici e l\u2019enorme complessit\u00e0 delle norme in vigore, oltre all\u2019assenza di una rete capillare di servizi efficienti nel mercato del lavoro, sempre pi\u00f9 personalizzati, sempre meno indirizzati ad aggregati indistinti.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il lavoro costa cos\u00ec tanto in Italia?\u2028<\/strong><br \/>\nIl primo motivo sono i sistemi di assicurazione che accompagnano il rapporto di lavoro, che sono come un sistema idraulico con molte falle, in cui l\u2019acqua si perde in mille rivoli. Un esempio su tutti \u00e8 la cassa integrazione per la quale impieghiamo tanti soldi spesi malissimo. Si deve capire che un lavoratore in cassa integrazione da sette anni \u00e8 un enorme spreco, sia per quel che costa il sostegno del suo reddito, sia per i sette anni durante i quali lo si \u00e8 tenuto fuori dal tessuto produttivo regolare. Poi ci sono i costi del sistema pensionistico con, ad esempio, degli eccessi evidenti nel riconoscimento delle pensioni di invalidit\u00e0. O anche i trattamenti di disoccupazione erogati senza condizionalit\u00e0, cio\u00e8 senza che siano accompagnati da effettiva disponibilit\u00e0 al lavoro da parte del lavoratore. Spendiamo soldi in grande quantit\u00e0 col risultato di disincentivare la ricerca del lavoro: \u00e8 il contrario di quello che dovrebbe fare una politica attiva per il lavoro. Tutte queste falle determinano un maggior costo del lavoro. Basti pensare che il contributo pensionistico in Italia \u00e8 al 33%, mentre in Germania \u00e8 al 25 per cento. O che il contributo per la cassa integrazione \u00e8 al 3%, ma potrebbe essere ridotto allo 0,5 per cento. Si deve intervenire presto per ridurre drasticamente il cuneo fiscale, anche a costo di ridurre in un primo tempo alcune prestazioni assicurative: torneranno a crescere quando avremo bonificato il sistema.<\/p>\n<p><strong>Ecco, la cassa integrazione \u00e8 un\u2019altra delle emergenze che il governo Letta dovr\u00e0 affrontare. Servono 1,5 miliardi per la copertura della cassa in deroga per 700mila lavoratori. Perch\u00e9 siamo arrivati a una tale emergenza? Cosa c\u2019\u00e8 di sbagliato in questo meccanismo?<\/strong><br \/>\nLa cassa integrazione, in generale, non \u00e8 lo strumento giusto per affrontare le crisi occupazionali. Quando viene utilizzata per nascondere una situazione effettiva di disoccupazione, costituisce un forte incentivo a starsene con le mani in mano, oltre che un incentivo al lavoro nero, che \u00e8 precario per definizione. La cassa dovrebbe essere usata solo quando c&#8217;\u00e8 una ragionevole prospettiva che il lavoratore riprenda a lavorare nell&#8217;azienda. La cassa in deroga, poi, che \u00e8 quella per cui oggi manca la copertura finanziaria, \u00e8 tutta sbagliata. La sola idea che una forma di previdenza funzioni in deroga rispetto alle leggi vigenti implica la non prevedibilit\u00e0 dei trattamenti; il che contraddice l\u2019essenza stessa della previdenza. Il godimento di questo sostegno del reddito dipende dalla discrezionalit\u00e0 assoluta dell\u2019assessore al Lavoro regionale. Dunque non genera sicurezza. Un rapporto assicurativo gestito in deroga alle norme \u00e8 un rapporto senza regole. Di fatto \u00e8 pura distribuzione di denaro a pioggia. Un conto \u00e8 attivarla in una situazione di emergenza grave, come un terremoto o una forte crisi imprevista; ma ormai sono quattro anni che stiamo utilizzando questo strumento.<\/p>\n<p><strong>La legge Fornero nelle intenzioni ha provato a migliorare il mercato del lavoro. Ma i numeri sulla disoccupazione dicono tutt\u2019altro. Di quali modifiche ha bisogno la legge sul lavoro Fornero?<\/strong><br \/>\nLa legge Fornero ha alcuni difetti tecnici nelle norme di contrasto al precariato, che vanno corretti. Ma la sostanza di queste norme va conservata: occorre completare il disegno con quello che nella legge Fornero manca. In Italia ci sono centinaia di migliaia di lavoratori in posizione di sostanziale dipendenza ma con contratti di collaborazione autonoma continuativa. Contratti che con la legge Fornero non possono essere rinnovati. Nella maggior parte dei casi le imprese non hanno alcuna intenzione di trasformare queste collaborazioni in contratti di lavoro dipendente regolare perch\u00e9 questa trasformazione avrebbe produrrebbe per l\u2019impresa uno choc di costi e di rigidit\u00e0. La soluzione \u00e8 delineare una forma di contratto di lavoro dipendente meno costoso, con minori oneri fiscali e retributivi, e meno rigido, che possa quindi assorbire centinaia di migliaia di posizioni fin qui gestite in forma di collaborazione autonoma senza perderne due terzi per strada. Non si pu\u00f2 risolvere il problema tornando indietro, riproponendo il sistema del mercato del lavoro duale, l&#8217;apartheid fra protetti e non protetti. Ci sono poi una serie di complicazioni normative nella legge che vanno modificate, come quelle che riguardano le dimissioni in bianco.<\/p>\n<p><strong>Anche l\u2019apprendistato, che avrebbe dovuto essere il contratto per eccellenza nel mercato del lavoro, stenta a decollare\u2026<\/strong><br \/>\nGi\u00e0 il fatto che l\u2019apprendistato sia un tipo contrattuale che richiede un consulente per essere praticato \u00e8 come l&#8217;imposizione di una tassa di 100 o 200 euro sull&#8217;assunzione del giovane lavoratore: il costo del consulente. \u00c8 una disciplina troppo complicata, astrusa: per questo motivo l&#8217;apprendistato non decolla. In pi\u00f9, occorre semplificare il sistema delle sanzioni previste per le irregolarit\u00e0 nella formazione impartita, che danno luogo a una eccessiva incertezza circa l&#8217;esito delle controversie giudiziarie. \u00c8 una materia che va ampiamente degiuridificata.<\/p>\n<p><strong>Lei dice che in Italia ci sono posti di lavoro che per\u00f2 non si vedono. Giacimenti occupazionali inutilizzati che basterebbero a dare lavoro a tutti. Com\u2019\u00e8 possibile?<\/strong><br \/>\nDecine di migliaia di posti di lavoro in ogni regione restano scoperti per mancanza di manodopera dotata delle qualifiche necessarie, in tutti i settori. Sono quelli che si chiamano <em>skill shortages<\/em>. I servizi di collocamento dovrebbero attivare iniziative di formazione mirate a soddisfare questa domanda di manodopera. \u00c8 quello che dovrebbero fare i centri per l\u2019impiego, ma non lo sanno fare. Non serve metterci altri soldi: perch\u00e9 sarebbe come mettere acqua in un secchio bucato. Occorre che i soldi vengano usati attivando i servizi che funzionano, i buoni servizi di mediazione tra domanda e offerta di lavoro offerti dalle imprese che ne hanno la capacit\u00e0. Ad esempio, con un sistema di <em>voucher<\/em> e un sistema di accreditamento delle imprese pi\u00f9 efficienti, con una remunerazione commisurata alla qualit\u00e0 e difficolt\u00e0 del servizio reso. In Olanda, ad esempio, si applicano quattro classi di collocabilit\u00e0 dei lavoratori, con tariffa a carico del sistema pubblico differenziata: perch\u00e9 un conto \u00e8 ricollocare il 50enne fermo da un anno, un altro conto collocare un 23enne appena laureato con 110 e lode. Il lavoratore ha un<em> voucher<\/em> di entit\u00e0 che varia a seconda della sua classificazione sul piano del grado di collocabilit\u00e0. Alle agenzie viene pagato uno importo fisso per le prime attivit\u00e0 di <em>screening<\/em> e di orientamento, ma ricevono anche una remunerazione aggiuntiva in base al numero dei <em>successfull placings<\/em>. Molti dicono che questo in Italia non si pu\u00f2 fare perch\u00e9 costa molto. Costa molto di pi\u00f9 mantenere centinaia di migliaia di persone in cassa integrazione per anni. I soldi ci sono, ma vanno spesi meglio.<\/p>\n<p><strong>Scelta Civica, il partito di cui fa parte, ha proposto un nuovo disegno di legge sul lavoro. Cosa prevede?<\/strong><br \/>\nIl <a title=\"ddl 555\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26423\" target=\"_blank\">disegno di legge 555<\/a> prevede che l\u2019impresa che licenzia sia esentata dal controllo giudiziale sul motivo economico-organizzativo del licenziamento, ma, dal terzo anno di rapporto in avanti, se licenzia il dipendente, abbia l\u2019onere del trattamento complementare di disoccupazione, ovviamente entro limiti determinati, pi\u00f9 l\u2019onere del servizio di <em>outplacement<\/em>. In questo modo, l&#8217;impresa sarebbe incentivata a segliere il miglior servizio di <em>outplacement<\/em> disponibile, e controllare che sia svolto come si deve, perch\u00e9 pi\u00f9 presto il lavoratore viene ricollocato, minore \u00e8 il costo per il trattamento complementare di disoccupazione. Quando il rapporto assume maggiore anzianit\u00e0, pu\u00f2 aumentare il costo di separazione.<\/p>\n<p><strong>Vista la sua profonda esperienza nel campo del diritto del lavoro, sar\u00e0 stato contattato dal nuovo ministro del Lavoro Giovannini per approntare nuove norme sul lavoro.<\/strong><br \/>\nS\u00ec, abbiamo stabilito un contatto che mi sembra molto positivo.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 ottimista sul ministero Giovannini?<\/strong><br \/>\nLa speranza \u00e8 che, essendo un economista e statistico, avr\u00e0 un approccio pragmatico ai problemi del lavoro, un approccio sperimentale: l&#8217;unico che pu\u00f2 consentire di superare i contrasti ideologici che paralizzano la nostra cultura del lavoro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;IDEA STESSA DELLA &#8220;DEROGA&#8221; CONTRADDICE LA FUNZIONE CHE DOVREBBE AVERE QUALSIASI FORMA DI SICUREZZA SOCIALE &#8211; IN QUESTO CASO L&#8217;INTEGRAZIONE SALARIALE PRODUCE EFFETTI PARTICOLARMENTE NEGATIVI PERCH\u00c9 VIENE EROGATA SENZA\u00a0CRITERI E SENZA CONDIZIONI\u00a0 Intervista a cura di Lidia Baratta pubblicata su Linkiesta.it il 6 maggio 2013 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;intervista dello stesso giorno a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-26661","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26661"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26661\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}