
{"id":26663,"date":"2013-05-08T19:13:01","date_gmt":"2013-05-08T18:13:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26663"},"modified":"2013-05-08T19:13:01","modified_gmt":"2013-05-08T18:13:01","slug":"digital-workshop-diminuire-i-costi-la-burocrazia-e-le-rigidita-per-rimettere-in-moto-il-mercato-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26663","title":{"rendered":"DIGITAL-WORKSHOP: DIMINUIRE I COSTI, LA BUROCRAZIA E LE RIGIDIT\u00c0 PER RIMETTERE IN MOTO IL MERCATO DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LE MISURE POSSIBILI PER RIATTIVARE I FLUSSI IN INGRESSO DI GIOVANI, DONNE, CINQUANTENNI E SESSANTENNI NELLE AZIENDE<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di <\/em><a title=\"Intervista a Digital workshop\" href=\"http:\/\/www.digital-workshop.it\/meno-costi-e-meno-rigidita-sul-lavoro\/\" target=\"_blank\">Digital-Workshop<\/a><em> svolta al termine del convegno <\/em>Cosa ci impedisce di lavorare<em> promosso da Randstad il 6 maggio 2013 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;intervista pubblicata da <\/em>Linkiesta<em> il 6 maggio 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a title=\"Convegno Randstad\" href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/randstad-pietro-ichino\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-180\" alt=\"icona-dwl8\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a> Scarica il <a title=\"Convegno Randstad\" href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/randstad-pietro-ichino\" target=\"_blank\">video del convegno<\/a> del 6 maggio 2013<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Le priorit\u00e0 del nuovo governo, la disoccupazione e le difficolt\u00e0 di donne, giovani e lavoratori \u201cover 50\u201d e \u201cover 60\u201d. Pietro Ichino, senatore di Scelta Civica nonch\u00e9 uno dei pi\u00f9 noti giuslavoristi italiani, non si sottrae alle domande di<em> Digital-Workshop<\/em> e affronta tutti gli argomenti \u201ccaldi\u201d del momento. Il punto di partenza dell\u2019intervista non pu\u00f2 che essere il nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta, nella cui agenda i provvedimenti da adottare in tema di economia e lavoro sono al primo posto.<\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, i numeri sulla disoccupazione in Italia fotografano una situazione in continuo peggioramento: i dati Istat parlano di un incremento dei disoccupati di 1,2 milioni negli ultimi cinque anni (siamo passati da 1 milione e 506mila del 2007 ai 2 milioni e 744 mila del 2012). Senza dubbio l\u2019incerta situazione politica degli ultimi mesi non ha contribuito a migliorare le cose. Quali sono, secondo lei, i primi provvedimenti che dovr\u00e0 adottare il nuovo governo in tema di lavoro?<\/strong><br \/>\nIl provvedimento di cui si sente la necessit\u00e0 pi\u00f9 urgente \u00e8 quello che deve offrire a imprese e lavoratori la possibilit\u00e0 di sperimentare un rapporto di lavoro dipendente meno costoso e meno rigido: occorre sottrarre interamente il costo dei nuovi rapporti di lavoro dall\u2019imponibile Irap, ridurre l\u2019aliquota contributiva pensionistica e aumentare decisamente la flessibilit\u00e0 in entrata e in uscita, in modo da evitare uno choc di costo e di rigidit\u00e0 per l\u2019impresa che regolarizza una collaborazione autonoma continuativa non pi\u00f9 consentita, cos\u00ec come per quella che assume<em> ex novo<\/em> un lavoratore con rapporto di lavoro subordinato. Poi occorre affrontare con urgenza anche il capitolo dell\u2019active ageing: come incentivare il lavoro dei sessantenni e rendere pi\u00f9 soft il passaggio dal lavoro alla pensione.<\/p>\n<p><strong>Infatti lo scorso 18 aprile lei ha presentato, con le firme di tutti i senatori di Scelta Civica, un disegno di legge per il rilancio dell\u2019occupazione, che va a completare la legge Fornero. In sostanza, questo disegno prevede un modello a tempo indeterminato meno rigido e meno costoso e un contratto a termine libero da vincoli causali fino ai 36 mesi, con indennit\u00e0 di cessazione pari all\u2019indennit\u00e0 di licenziamento prevista per il tempo indeterminato. L\u2019obiettivo del disegno \u00e8 quello di rendere pi\u00f9 agevoli le assunzioni da parte delle aziende, cercando di eliminare il famoso dualismo tra lavoratori protetti e non protetti. \u00c8 questo il primo passo verso un modello che assomigli sempre pi\u00f9 alla <em>flexsecurity<\/em> di stampo nordeuropeo?<\/strong><br \/>\nL\u2019intendimento \u00e8 quello. Ma c\u2019\u00e8 anche l\u2019esigenza urgente della regolarizzazione di centinaia di migliaia di collaborazioni autonome continuative che la legge Fornero ha messo fuori legge: non possiamo ritornare indietro rispetto alla scelta di contrasto al precariato, ma al contempo non possiamo rischiare di perdere gran parte di questi rapporti di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Crede che adesso ci sia una sensibilit\u00e0 maggiore del Paese e della sua classe politica su questi temi?<\/strong><br \/>\nQuesto sar\u00e0 uno dei terreni su cui si verificher\u00e0 la capacit\u00e0 del governo Letta di superare vecchie contrapposizioni e aprire le porte alla sperimentazione pragmatica di soluzioni nuove. Sperimentazione significa che si verificano i risultati, e se questi non sono soddisfacenti si cambia strada. Non si tratta, dunque, di compiere una volta per tutte una scelta di palingenesi del sistema.<\/p>\n<p><strong>Giovani e donne sono tra le categorie che hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 a inserirsi nel mondo del lavoro. Proprio per dare impulso all\u2019occupazione femminile, lei ha presentato un disegno di legge che mira a introdurre un regime fiscale agevolato a chi assume donne, accompagnato da una ricerca volta a determinare gli effetti di questi sgravi. Perch\u00e9, secondo lei, le donne hanno tutte queste difficolt\u00e0 nel nostro Paese a entrare nel mondo del lavoro? \u00c8 tutta colpa di una legislazione che non aiuta l\u2019occupazione femminile?<\/strong><br \/>\nNo: il nostro tasso bassissimo di occupazione femminile \u00e8 l\u2019effetto di quello che gli studiosi di scienze sociali chiamano l\u2019\u201cequilibrio mediterraneo\u201d, cio\u00e8 un modello di organizzazione della societ\u00e0 che punta tutto sul lavoro di un solo capofamiglia, affidando al coniuge \u2013 nella grande maggioranza dei casi \u201cla\u201d coniuge \u2013 funzioni di cura familiare e assistenza a bambini e anziani non autosufficienti. Uscire da questo modello \u00e8 difficile, come \u00e8 sempre difficile la rottura di un equilibrio consolidato.<\/p>\n<p><strong>Tra le questioni che il nostro Paese \u00e8 chiamato ad affrontare c\u2019\u00e8 anche l\u2019<em>ageing<\/em>, l\u2019invecchiamento della popolazione che, unitamente allo spostamento in avanti dell\u2019et\u00e0 pensionabile previsto dalla recente riforma del 2011, obbliga le aziende a prendere in considerazione anche questa questione: che fare con un numero sempre crescente di lavoratori \u201cover 50\u201d e anche \u201cover 60\u201d? Come coinvolgerli e motivarli e come \u201csfruttarne\u201d le competenze e rendere cos\u00ec queste persone funzionali all\u2019azienda? Secondo lei il sistema italiano \u00e8 pronto per una sfida di questo tipo?<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 un capitolo quasi del tutto nuovo nel panorama delle relazioni industriali italiane. Ma non in quello degli altri maggiori sistemi nazionali di relazioni industriali centro e nord-europei: per esempio, in Germania, in Olanda e in Svezia sono in corso da tempo iniziative in materia di ridisegno del<em> job<\/em> per i lavoratori sessantenni, nonch\u00e9 di incentivo economico e normativo al loro reinserimento nel tessuto produttivo. Noi dobbiamo incominciare a studiare queste esperienze e a imitarle. Cos\u00ec come dobbiamo attivare nuove forme di modulazione del passaggio dal lavoro alla pensione: per esempio la possibilit\u00e0 di coniugazione, da parte dei sessantenni, del <em>part-time<\/em> con la mezza pensione; oppure il godimento di periodi sabbatici con possibilit\u00e0 di versamento da parte delle imprese datrici di lavoro di una contribuzione pensionistica non correlata al pagamento di una retribuzione.<\/p>\n<p><strong>Che consiglio si sente di dare alle aziende che si troveranno ad avere tra le proprie fila un numero sempre maggiore di lavoratori non pi\u00f9 giovani, ma che comunque possono costituire un patrimonio di esperienza e di conoscenze da trasmettere ai pi\u00f9 giovani?<\/strong><br \/>\nIl discorso \u00e8 ancora quello che abbiamo appena fatto: dobbiamo, per un verso, sviluppare una cultura diffusa favorevole al lavoro retribuito dei sessantenni, incominciando ovviamente dalla gestione delle imprese, per altro verso accompagnare la diffusione di questa cultura con disposizioni previdenziali che la aiutino e la rafforzino. Anche per questo ho presentato con i senatori del mio gruppo <a title=\"ddl 199\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26069\" target=\"_blank\">un disegno di legge, il n. 199\/2013<\/a>, contenente misure che vanno esattamente in questa direzione. Certo, in attesa che il legislatore provveda le imprese non avranno vita facile su questo terreno; ma se vogliamo aumentare il tasso di occupazione nella fascia dei cinquantenni e dei sessantenni, oggi incredibilmente basso, non abbiamo alternative: dobbiamo compiere in pochi anni il cammino che altri Paesi hanno compiuto nell\u2019arco dell\u2019ultimo quarto di secolo. E dobbiamo abbandonare del tutto la prassi, universalmente seguita in Italia fino al 2011, consistente nell\u2019affrontare le crisi occupazionali aziendali prepensionando i cinquantenni: non possiamo proprio pi\u00f9 permettercelo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE MISURE POSSIBILI PER RIATTIVARE I FLUSSI IN INGRESSO DI GIOVANI, DONNE, CINQUANTENNI E SESSANTENNI NELLE AZIENDE Intervista a cura di Digital-Workshop svolta al termine del convegno Cosa ci impedisce di lavorare promosso da Randstad il 6 maggio 2013 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;intervista pubblicata da Linkiesta il 6 maggio 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,26,9],"tags":[],"class_list":["post-26663","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-video","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26663","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26663"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26663\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}