
{"id":26843,"date":"2013-05-22T13:14:31","date_gmt":"2013-05-22T12:14:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26843"},"modified":"2013-05-22T13:19:21","modified_gmt":"2013-05-22T12:19:21","slug":"fare-sistema-per-dare-lavoro-ai-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26843","title":{"rendered":"FARE SISTEMA PER DARE LAVORO AI GIOVANI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL PROGRAMMA <em>YOUTH GUARANTEE<\/em>\u00a0RACCOMANDATO DALLA UE, CIO\u00c8 L\u2019IMPEGNO A OFFRIRE A OGNI GIOVANE UN\u2019OPPORTUNIT\u00c0 DI LAVORO, APPRENDISTATO, TIROCINIO O STUDIO ENTRO QUATTRO MESI DALL\u2019INIZIO DEL PERIODO DI DISOCCUPAZIONE, DOVREBBE DIVENTARE L\u2019OBIETTIVO POLITICO CENTRALE DEL GOVERNO<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<em>Articolo <strong>di Maurizio Ferrera<\/strong> pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera<em> del 21 maggio 2013<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><!--more--><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Flessibilit\u00e0, incentivi, sgravi fiscali, decontribuzioni, contratti di formazione. Per contrastare la disoccupazione giovanile negli ultimi 15 anni abbiamo sperimentato un ventaglio amplissimo di misure, con ben scarsi risultati.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Questo fallimento \u00e8 in parte collegato al modo in cui sono stati disegnati e attuati i vari strumenti, con improvvisazioni e approssimazioni, senza seri esercizi di previsione e soprattutto di valutazione <em>ex post<\/em>. Ma il nodo di fondo \u00e8 un altro: a dispetto delle mille leggi e leggine che lo imbrigliano nel suo quotidiano funzionamento, il nostro mercato occupazionale non \u00e8 \u00abgovernato\u00bb, in particolare su quei fronti che sono cruciali per l\u2019occupazione giovanile. Manca infatti una strategia capace di anticipare e stimolare la domanda di nuovi lavori da parte del sistema produttivo, di incentivare la formazione delle corrispondenti competenze da parte del sistema educativo e di gestire in modo efficace la transizione scuola-lavoro.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Nel prossimo decennio in Europa la nuova occupazione riguarder\u00e0 essenzialmente i lavori \u00abbianchi\u00bb (servizi sanitari e sociali, istruzione e formazione), quelli \u00abverdi\u00bb (energie rinnovabili, ambiente) e quelli digitali (produzione e utilizzo di tecnologie della comunicazione e dell\u2019informazione). In Italia dovrebbero continuare a crescere anche alcune tipologie di lavoro manifatturiero e neo-artigianale, mentre potrebbero espandersi in misura significativa le filiere in cui abbiamo un naturale vantaggio competitivo: cultura e turismo. Stimolare lo sviluppo e la modernizzazione di questi settori \u00e8 il miglior modo per assicurare una <em>job-rich growth <\/em>e durevoli prospettive occupazionali ai giovani. Come gi\u00e0 avviene da tempo in altri Paesi, tutte le politiche pubbliche dovrebbero concentrarsi su questo obiettivo, a livello sia nazionale sia locale. Sotto il governo Monti si \u00e8 cercato di istituire qualche collegamento fra interventi per lo sviluppo economico e la coesione territoriale, da un lato, e politiche per l\u2019occupazione giovanile dall\u2019altro (pensiamo agli incentivi per le cosiddette <em>start-up<\/em>). \u00c8 fondamentale proseguire su questa strada, evitando di regredire verso le tradizionali misure \u00aba pioggia\u00bb, non selettive e non monitorate.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">La creazione di nuovi posti e tipi di lavoro richiede uno sforzo massiccio sui fronti della formazione e pi\u00f9 in generale dell\u2019istruzione. Nei Paesi germanici, scandinavi e anglosassoni i raccordi scuola-impresa sono strettissimi e spesso formalizzati dalla costituzione di <em>partnership <\/em>locali o settoriali. Nell\u2019ultimo decennio sono state effettuate interessanti sperimentazioni anche in Italia, ma senza la capacit\u00e0 di fare sistema. La riforma Fornero ha puntato molto sull\u2019apprendistato. Ma non illudiamoci che per farlo decollare bastino incentivi fiscali o normativi. Occorre un faticoso lavoro politico-organizzativo ad ogni livello e servono investimenti da parte di moltissimi attori (enti pubblici, imprese, fondazioni, camere di commercio e cos\u00ec via). Negli anni duemila, per rilanciare l\u2019apprendistato, il governo tedesco ha siglato tre grandi \u00abPatti nazionali per la formazione\u00bb con vari attori del mondo produttivo; l\u2019economia tedesca impiega ogni anno 23 miliardi di euro in questo settore. Se il governo riesce a trovare nuove risorse, sarebbe meglio investirle su questo fronte piuttosto che sulla staffetta generazionale (misura di efficacia incerta, anche sulla base delle esperienze di altri Paesi). Infine, occorre considerare i servizi per l\u2019impiego, ossia l\u2019insieme di strutture pubbliche e private che devono aiutare i giovani (anche se non solo loro) a inserirsi nel mercato del lavoro. Questa \u00e8 la nota pi\u00f9 dolente della situazione italiana. Su cento giovani in cerca di occupazione, solo venti in Italia si rivolgono ai servizi per l\u2019impiego, di contro a cinquanta circa in Gran Bretagna e 77 in Germania. Fra i laureati, la percentuale italiana scende sotto il 10. La ragione \u00e8 presto detta: la maggioranza di queste strutture funzionano malissimo. I funzionari sono pochi, spesso poco motivati, incapaci di fornire consulenza efficace. In giro per l\u2019Europa vi sono diversi modelli di organizzazione dei servizi per l\u2019impiego (l\u2019Olanda ha recentemente deciso la loro completa privatizzazione). Ma nessun Paese pu\u00f2 fare a meno di questi servizi, che peraltro assorbono quote di Pil (Prodotto interno lordo) tre o quattro volte superiori a quelle italiane.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Il ministro Giovannini ha annunciato ieri un pacchetto di misure contro la disoccupazione giovanile: modifiche della riforma Fornero, staffetta generazionale e passi verso quella <em>Youth Guarantee <\/em>esplicitamente raccomandata dalla Ue, ossia l\u2019impegno a garantire a ogni giovane un\u2019offerta di lavoro, apprendistato, tirocinio o proseguimento degli studi entro quattro mesi dall\u2019inizio della disoccupazione o dall\u2019uscita dalla scuola.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">L\u2019unica misura di respiro strategico mi sembra la \u00abgaranzia giovani\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">\u00c8 chiaro che si tratta di un impegno troppo ambizioso per il breve periodo. Ma se esso diventasse uno degli obiettivi centrali della politica del governo (con un progetto da realizzare gradualmente) disporremmo finalmente di un perno attorno al quale riorganizzare la triade \u00abimpresa-scuola-lavoro\u00bb in modo da avere pi\u00f9 crescita, pi\u00f9 occupazione e nuovi profili professionali da offrire ai nostri giovani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PROGRAMMA YOUTH GUARANTEE\u00a0RACCOMANDATO DALLA UE, CIO\u00c8 L\u2019IMPEGNO A OFFRIRE A OGNI GIOVANE UN\u2019OPPORTUNIT\u00c0 DI LAVORO, APPRENDISTATO, TIROCINIO O STUDIO ENTRO QUATTRO MESI DALL\u2019INIZIO DEL PERIODO DI DISOCCUPAZIONE, DOVREBBE DIVENTARE L\u2019OBIETTIVO POLITICO CENTRALE DEL GOVERNO \u00a0Articolo di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera del 21 maggio 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-26843","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26843"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26843\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}