
{"id":26885,"date":"2013-05-26T17:50:57","date_gmt":"2013-05-26T16:50:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26885"},"modified":"2013-05-27T11:48:37","modified_gmt":"2013-05-27T10:48:37","slug":"sinistra-e-destra-di-fronte-alla-scommessa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26885","title":{"rendered":"SINISTRA E DESTRA DI FRONTE ALLA SCOMMESSA EUROPEA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">OGGI IL DISCRIMINE FONDAMENTALE DELLA POLITICA ITALIANA NON CORRE FRA I DUE VECCHI SCHIERAMENTI, MA TRA CHI\u00a0VUOLE\u00a0\u00a0DAVVERO PERSEGUIRE FINO IN FONDO LA STRATEGIA DELL&#8217;INTEGRAZIONE EUROPEA DELL&#8217;ITALIA E CHI INVECE INTENDE MANTENERE\u00a0IL PAESE ANCORATO AL VECCHIO EQUILIBRIO MEDITERRANEO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento all&#8217;assemblea nazionale di <\/em><a title=\"Sito di Libert\u00e0Eguale\" href=\"http:\/\/www.libertaeguale.com\/?chisiamo\" target=\"_blank\">Libert\u00e0Eguale<\/a>,\u00a0<em>svoltasi a Roma il 25 maggio 2013<!--more--><\/em><\/p>\n<p>La questione cruciale della politica italiana oggi consiste nella scelta se mantenere il Paese nel suo attuale equilibrio sistemico tradizionale di tipo mediterraneo, oppure imboccare la via di un suo spostamento verso un equilibrio che\u00a0gli consenta di integrarsi con le altre grandi economie centro-\u00a0e nord-europee. La profonda riforma\u00a0necessaria per questa seconda opzione \u00e8 di tale difficolt\u00e0 tecnica e politica, urta interessi costituiti e rimuove rendite di tale entit\u00e0, che essa richiederebbe una grande coalizione tra i partiti maggiori di destra e di sinistra. Senonch\u00e9, sia all&#8217;interno del centrodestra, sia all&#8217;interno del centrosinistra, ci sono blocchi politici molto forti che non sono e non saranno mai disponibili per questa &#8220;riforma europea&#8221;: il loro dna e una loro irremovibile vocazione sono nel senso del mantenimento dell&#8217;Italia nel suo attuale &#8220;equilibrio mediterraneo&#8221;.<br \/>\nQuesto blocco politico sul versante del centrodestra si manifesta con immediata evidenza, per esempio,\u00a0quando si sente parlare Alemanno o La Russa della questione delle licenze dei taxi; lo si \u00e8 visto all&#8217;opera, per fare un altro esempio,\u00a0nel corso dell&#8217;<em>iter<\/em> parlamentare della riforma forense (riserva della consulenza extra-giudiziale a favore degli iscritti all&#8217;albo, reintroduzione delle tariffe minime, divieto di pubblicit\u00e0, divieto di svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0 da parte di societ\u00e0 di capitale, ecc.): si \u00e8 avuta una percezione\u00a0nettissima del fatto che quella parte della destra\u00a0era l\u00ec essenzialmente per quello, per difendere il vecchio assetto contro tutti e contro tutto. Simmetricamente, un blocco della stessa natura \u00e8 ben visibile nel centrosinistra, ogni volta che esso si trova davanti alla proposta di\u00a0qualche cosa di minimamente incisivo sul terreno della <em>spending review<\/em> nel settore pubblico, oppure della rimozione di una parte almeno\u00a0delle bardature normative che soffocano il nostro mercato del lavoro.\u00a0Quando si parla di\u00a0chiudere un carrozzone totalmente inefficiente e spostarne il personale dove esso pu\u00f2 servire, oppure di emanare un codice del lavoro semplificato, nell&#8217;ala sinistra del PD si incontra una chiusura di natura quasi metafisica, comunque insormontabile. Si ha la sensazione che essa sia l\u00ec essenzialmente per quello, per difendere l&#8217;inamovibilit\u00e0 e irriformabilit\u00e0 dell&#8217;enorme macchina pubblica e dell&#8217;enorme coacervo della normativa esistente in materia di lavoro.<br \/>\nDunque, per un verso \u00e8 indispensabile una convergenza di forze oggi collocate sia nel centrosinistra sia nel centrodestra, se vogliamo quella che abbiamo chiamato la riforma europea dell&#8217;Italia; ma la loro convergenza non potr\u00e0 affatto assumere la forma di una <em>grosse Koalition<\/em>: occorre rassegnarsi all&#8217;idea che &#8211; se tutto andr\u00e0 bene, cio\u00e8 se essa riuscir\u00e0 a mettere insieme una maggioranza &#8211;\u00a0sar\u00e0 una coalizione di poco superiore al 50 per cento e avr\u00e0 contro un&#8217;opposizione, di destra e di sinistra, molto forte.<br \/>\nQuesta mia constatazione si scontra contro la tesi di politica generale sostenuta da una persona con la quale, pure, sul terreno delle <em>policies<\/em> mi sono sempre trovato in quasi perfetta consonanza: mi riferisco a Franco Debenedetti e al suo libro <em>Il peccato del professor Monti<\/em> (Marsilio, 2013), dove egli sostiene che qualsiasi strategia politica, anche quella della riforma europea dell&#8217;Italia di cui qui stiamo parlando, pu\u00f2 collocarsi soltanto nel contesto della sinistra o nel contesto della destra. O di qua, o di l\u00e0. Ma se \u00e8 vero che sia di qua sia di l\u00e0 c&#8217;\u00e8 una met\u00e0 dello schieramento\u00a0pervicacemene arroccata in difesa del vecchio equilibrio mediterraneo, la teoria dell&#8217; &#8220;o di qua o di l\u00e0&#8221; rischia di condannare la politica italiana all&#8217;inerzia, all&#8217;inconcludenza.<br \/>\nCon questo non intendo dire,\u00a0beninteso,\u00a0che la distinzione fra destra e sinistra abbia perso significato: la distinzione tra chi considera la diseguaglianza sociale come un disvalore e chi no conserva sempre un suo significato rilevantissimo. Ma di fronte al bivio tra la conservazione del nostro Paese\u00a0nel suo vecchio equilibrio mediterraneo e la sua integrazione piena nell&#8217;Unione Europea lo spartiacque rilevante non \u00e8 quello fra destra e sinistra: \u00e8 quello tra chi crede nella necessit\u00e0 e possibilit\u00e0 della grande riforma europea dell&#8217;Italia e chi no. E quelli che ci credono si trovano in pari misura a destra e a sinistra. Su questo terreno io mi sento molto pi\u00f9 in sintonia con un Giuliano Cazzola, con un Benedetto Della Vedova, o con un Mario Mauro, che con un Maurizio Landini o uno Stefano Fassina. Perch\u00e9, dunque, chi \u00e8 convinto del carattere cruciale della scelta per la riforma europea del Paese dovrebbe rassegnarsi a indebolire &#8211; se non rendere del tutto irrealizzabile &#8211; questa scelta, col teorizzare l&#8217;improponibilit\u00e0 di una sorta di &#8220;maggioranza di scopo&#8221;, di &#8220;aggregazione a termine&#8221; tra le forze politiche di centrodestra e di centrosinistra\u00a0che in questa scelta credono per davvero e su di essa possono convergere?<br \/>\nForse quello che ci induce a ritenerlo improponibile \u00e8 un&#8217;idea quasi religiosa dell&#8217;opzione politica: l&#8217;idea del partito come oggetto di un&#8217;opzione destinata, di regola,\u00a0a perdurare per tutta una vita. Ma il rischio, in questo modo, \u00e8 di condannare l&#8217;Italia a imboccare per pura inerzia la strada peggiore fra le due che le si aprono davanti.<br \/>\nCercare di impedire questo esito\u00a0\u00e8 l&#8217;intendimento che mi ha indotto, nel dicembre scorso, ad aderire all&#8217;appello di Mario Monti per la costruzione di un polo riformatore europeista costituito da tutti coloro che, provenendo da destra o da sinistra, oggi considerano l&#8217;integrazione europea dell&#8217;Italia come l&#8217;obiettivo prioritario. A cinque mesi di distanza non ho alcuna certezza circa la possibilit\u00e0 che il risultato dell&#8217;impresa sia coerente con quell&#8217;intendimento. Anche perch\u00e9 scopro che la tesi di Franco Debenedetti ha molti seguaci anche all&#8217;interno di Scelta Civica, i quali si dividono tra quelli che considerano, in prospettiva, inevitabile una torsione del progetto verso destra, oppure verso sinistra. Non era questa la filosofia politica dell'&#8221;Agenda Monti&#8221;: l&#8217;idea originaria era che in questo passaggio storico fosse necessaria un&#8217;aggregazione di forze intorno a un insieme coerente di <em>policies<\/em>, capace di prescindere dalla <em>summa divisio<\/em> tra destra e sinistra. Quel discrimine potr\u00e0 tornare ad essere quello decisivo in futuro, quando questo passaggio sar\u00e0 stato superato; ma oggi il discrimine fondamentale \u00e8 un altro: \u00e8 quello che corre tra chi \u00e8 pro e chi \u00e8 contro la scommessa europea dell&#8217;Italia.<br \/>\nNei giorni scorsi ho accettato\u00a0la responsabilit\u00e0 di coordinatore del programma di Scelta Civica con l&#8217;\u00ecdea che non sia irrealistico questo disegno ambizioso: sfidare PD e PdL, uniti nella <em>grosse Koalition<\/em>, \u00a0sul terreno di un insieme di\u00a0politiche molto incisive, coerenti con la nostra scommessa europea, cio\u00e8 con quella scommessa\u00a0nella quale entrambi i partiti maggiori dicono di credere, ma\u00a0che\u00a0nessuno dei due da solo \u00e8 in grado di reggere, per il peso\u00a0che\u00a0i\u00a0fautori del vecchio modello mediterraneo hanno ancora al suo interno.<br \/>\nDisegno irrealistico? Forse. Ma se dovesse rivelarsi davvero tale temo che l&#8217;avventura europea dell&#8217;Italia sarebbe vicina a un epilogo inglorioso. Vale la pena di provare ad evitarlo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OGGI IL DISCRIMINE FONDAMENTALE DELLA POLITICA ITALIANA NON CORRE FRA I DUE VECCHI SCHIERAMENTI, MA TRA CHI\u00a0VUOLE\u00a0\u00a0DAVVERO PERSEGUIRE FINO IN FONDO LA STRATEGIA DELL&#8217;INTEGRAZIONE EUROPEA DELL&#8217;ITALIA E CHI INVECE INTENDE MANTENERE\u00a0IL PAESE ANCORATO AL VECCHIO EQUILIBRIO MEDITERRANEO Intervento all&#8217;assemblea nazionale di Libert\u00e0Eguale,\u00a0svoltasi a Roma il 25 maggio 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,12],"tags":[],"class_list":["post-26885","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26885","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26885"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26885\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26885"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26885"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}