
{"id":26898,"date":"2013-05-26T22:00:47","date_gmt":"2013-05-26T21:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26898"},"modified":"2013-05-27T11:52:53","modified_gmt":"2013-05-27T10:52:53","slug":"rivoluzionari-di-centro-per-le-riforme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26898","title":{"rendered":"RIVOLUZIONARI DI CENTRO PER LE RIFORME"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">TRA I QUATTRO ESITI POSSIBILI DI QUESTA FASE POLITICA ANOMALA VA CONSIDERATO ANCHE QUELLO DI UN AUMENTO DEI CONSENSI PER UN\u00a0POLO RIFORMATORE, AL CENTRO DELLO SCHIERAMENTO POLITICO,\u00a0CAPACE DI FARSI INCISIVAMENTE PROMOTORE DELLA RIFORMA EUROPEA DI CUI L&#8217;ITALIA HA URGENTE BISOGNO<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Franco Bruni<\/strong> su<\/em> la Stampa<em> del 26 maggio 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Quando l\u2019emergenza finanziaria port\u00f2 all\u2019insediamento del governo Monti, alla fine del 2011, il Pd dovette digerire l\u2019idea che, rinunciando ad andare subito a elezioni, sacrificava la vittoria che le stime assegnavano al centrosinistra. La digestione fu aiutata dalle divisioni interne del polo allora favorito dalle previsioni.<br \/>\nDopodich\u00e9 il centrosinistra sopport\u00f2 l\u2019impopolarit\u00e0 dei severi provvedimenti del governo dei tecnici e, passato un anno, sub\u00ec il rifiuto improvviso della corresponsabilit\u00e0 di governo da parte del centrodestra. Seguirono le elezioni e il vantaggio della sinistra and\u00f2 svanendo senza che il Pd sapesse reagire tempestivamente. Il successo di Grillo fu sorprendente e, nel nuovo Parlamento, le divisioni del centrosinistra crebbero fino alla tragicommedia dell\u2019elezione del capo dello Stato, risolta dalla straordinaria disponibilit\u00e0 di Napolitano. Ed ecco il governo Letta: nuove fragili larghe intese, come soluzione d\u2019emergenza allo stallo di tre forze quasi equipollenti.<br \/>\nE\u2019 un governo con tecnici e politici, come non fu permesso a Monti, con un programma di medio termine diretto sia all\u2019emergenza economica che a indispensabili ritocchi istituzionali. Ma nel Pd il malumore \u00e8 rimasto, si grida all\u2019inciucio, si alimentano tensioni fra chi \u00e8 pi\u00f9 coinvolto dal governo e chi vuole presto nuove elezioni sognando l\u2019arrembaggio di una sinistra pi\u00f9 decisa e combattiva contro il centrodestra, contando anche sul ritorno a casa di molti voti ceduti ai cinque stelle. Il malumore anti-inciucio agisce come collante e fa sembrare concordi Vendola, Renzi, Barca, D\u2019Alema, Veltroni e quant\u2019altri. Sicch\u00e9 il Pd sta creando pi\u00f9 problemi dei falchi della destra alla sopravvivenza del governo. Ci\u00f2 nuoce all\u2019economia, anche per l\u2019incertezza che causa nei mercati e a Bruxelles.<br \/>\nQuattro scenari alternativi potrebbero emergere nei prossimi mesi. Uno \u00e8 la fine del governo e il ritorno di quello che molti definiscono con espressioni tipo \u201clo scenario salutare di una democrazia moderna\u201d, cio\u00e8 la spietata competizione bipolare, possibilmente col permanere di un esagerato premio di maggioranza e altri ostacoli contro terze forze che disturbino il derby che dovrebbe appassionarci.\u00a0 Un derby che viene cantato come un traguardo di novit\u00e0 salvifica, dimenticando che \u00e8 stato lo sfondo dei tre lustri di malgoverno che hanno preceduto l\u2019arrivo dei \u201ctecnici\u201d d\u2019emergenza.<br \/>\nIl bipolarismo, con la sua decantata alternanza, ha dato brutta prova di s\u00e9 in Italia. Anche all\u2019estero non mancano esempi di competizioni bipolari che acuiscono artificiosamente la conflittualit\u00e0 politica fino a impedire agli eletti di governare con efficacia mettendo a frutto e mantenendo il consenso conquistato nelle urne. Ma la pi\u00f9 grave debolezza della prospettiva bipolare in Italia \u00e8 quella dei poli che dovrebbero animarla, perch\u00e9 la destra \u00e8 quasi \u201csolo Berlusconi\u201d e la sinistra \u00e8 un\u2019accozzaglia di idee spesso contraddittorie. Inoltre \u00e8 debole l\u2019ambiente dove svolgere la competizione, perch\u00e9 sono fragili i fondamenti della civile convivenza e scarse le regole del gioco condivise; il Paese \u00e8 segmentato dai campanilismi e dal dualismo nord-sud, incapace di discutere serenamente il rapporto fra pubblico e privato. Senza due robusti giocatori e un buon campo di gioco, la partita \u00e8 artificiale, diventa teatro mediatico inconcludente, produce esecutivi fragili e alternanze sterili, delude la gente, incentiva il populismo e le astensioni.\u00a0 Se proprio si vuol tentare la partita bipolare si pu\u00f2 solo giocarla in modo <em>soft<\/em>, tentando continuamente convergenze dei poli su provvedimenti urgenti e condivisi e corteggiando l\u2019elettorato meno schierato, quello pi\u00f9 pronto a spostare il suo voto per applaudire il bel gioco anzich\u00e9 insistere sul tifo di parte.<br \/>\nGli altri tre scenari mi paiono pi\u00f9 vaghi ma tutti migliori del primo: in ciascuno c\u2019\u00e8 un briciolo di speranza per l\u2019Italia.<br \/>\nScenario due: il governo Letta ha successo. Approfittando della sottile distanza che lo ripara dagli istinti bipolari che lo circondano, forte di qualche appoggio europeo e di alcuni ottimi ministri, riesce presto a varare qualche provvedimento economico urgente e a impostare qualche riforma istituzionale. \u00a0Dopodich\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 difficile fermarlo, ostacolare in modo velleitario e confuso la continuazione dei suoi programmi e delle sue riforme. Sarebbe la prova della validit\u00e0, almeno temporanea, della formula delle larghe intese per affrontare l\u2019emergenza economico-istituzionale. La stessa formula che era alla base del governo Monti.<br \/>\nVedo soprattutto due ostacoli, fra loro collegati, al realizzarsi di questo scenario. Innanzitutto la cosa \u00e8 tecnicamente difficile, richiede tattiche e diplomazie politiche che non possono, data la situazione, essere completamente trasparenti e vanno attuate tenendo l\u2019occhio, senza farsi accorgere, sulle convulsioni interne ai due poli, che guadagnerebbero tempo per darsi un contegno e prepararsi a giocare una partita meno selvaggia. Il presidente del consiglio e il suo vice non sono sprovveduti di capacit\u00e0 e sottigliezze politiche: ma la difficolt\u00e0 rimane acrobatica. Il secondo ostacolo \u00e8 che la formula delle larghe intese \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio: pu\u00f2 servire a supportare meglio le riforme ma anche a bloccarle da due lati, senza scampo. Lo abbiamo visto con Monti: prima la strana maggioranza ha supportato, poi ha bloccato.\u00a0<br \/>\nIl terzo scenario \u00e8 l\u2019evoluzione del polo pi\u00f9 tormentato, quello di sinistra e, in particolare, del partito democratico. E\u2019 l\u2019avanzata del blairismo alla Renzi: un Pd che smette di barricarsi in insostenibili alleanze fra diversi e di concentrarsi sul suo elettorato tradizionale; che non cerca grandi alleanze ma insegue grandi consensi, risparmia energie nel delegittimare la destra e le riversa nel proporre con pragmatismo ci\u00f2 che al Paese serve senz\u2019altro, anche se non suona in modo appariscente \u201cdi sinistra\u201d; che non fa finta che la destra non esista ma non la considera inconquistabile, che non ha paura di lasciarsi qualcosa a sinistra, pur di soddisfare la maggioranza degli elettori e perseguire l\u2019\u201cinteresse generale\u201d, anche quando questo sembra troppo trasversale per essere cantato come la sconfitta dei cattivi. Non sono capace di valutare la plausibilit\u00e0 di questo scenario. N\u00e9 mi \u00e8 chiaro perch\u00e9 un\u2019evoluzione del genere non sia possibile anche da destra dove non mi sembra covino renzismi ma dove, negli esercizi bipolari dell\u2019ultimo ventennio, la sterilit\u00e0 dell\u2019anticomunismo berlusconiano non \u00e8 stata minore di quella dell\u2019anti-berlusconismo della sinistra.<br \/>\nIl quarto scenario \u00e8 quello di cui non si parla. A molti pu\u00f2 apparire la resurrezione di brutti aspetti della prima repubblica. E\u2019 il crescere, per ora imprevisto e improbabile, di un raggruppamento di centro. Ho sempre pensato che i partiti di centro fossero tanto indesiderabili quanto sono preziosi gli elettori di centro. Ma la situazione attuale fa riflettere se non vi sia un modo nuovo e utile di intendere il centro. Non quello di equivoci signori \u201cmoderati\u201d, pronti a spregiudicate politiche dei due forni per rimanere sempre al potere, propagandando la paura populistica degli opposti estremismi. Piuttosto una formazione politica che accentri gli sforzi di chi vuol fare riforme radicali la cui necessit\u00e0 \u00e8 tale da renderle largamente condivisibili. Un centro dove si ritrova chi vede i suoi privilegi sacrificati da una delle riforme e, confrontandosi con altri come lui, comprende che il sacrificio va sopportato perch\u00e9 altre riforme sacrificano altri interessi speciali e corporativi che a lui nuocciono e quel che risulta \u00e8 il perseguimento dell\u2019interesse generale. Ho sempre pensato che a queste riforme si potesse arrivare con convergenze limitate, fra partiti distinti. Forse lo penso ancora, e lo spero. Ma trovo che l\u2019originale riflessione politica con cui Mario Monti ha accompagnato la creazione di Scelta Civica sia stata sorvolata e censurata con ingenerosa superficialit\u00e0.\u00a0 Fra gli scenari per risistemare il Paese, soprattutto se gli altri falliscono, c\u2019\u00e8 anche un considerevole \u2013 ancorch\u00e9 improbabile \u2013 aumento dei consensi per un centro non di moderati ma di riformisti, tanto \u201crivoluzionari\u201d e privi di pregiudizi da non trovar posto n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRA I QUATTRO ESITI POSSIBILI DI QUESTA FASE POLITICA ANOMALA VA CONSIDERATO ANCHE QUELLO DI UN AUMENTO DEI CONSENSI PER UN\u00a0POLO RIFORMATORE, AL CENTRO DELLO SCHIERAMENTO POLITICO,\u00a0CAPACE DI FARSI INCISIVAMENTE PROMOTORE DELLA RIFORMA EUROPEA DI CUI L&#8217;ITALIA HA URGENTE BISOGNO Editoriale di Franco Bruni su la Stampa del 26 maggio 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-26898","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26898"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26898\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}