
{"id":26934,"date":"2013-06-01T15:14:03","date_gmt":"2013-06-01T14:14:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26934"},"modified":"2013-06-01T15:18:00","modified_gmt":"2013-06-01T14:18:00","slug":"tornare-al-metodo-galileiano-per-le-riforme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26934","title":{"rendered":"TORNARE AL METODO GALILEIANO PER LE RIFORME"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UNA\u00a0MAGGIORANZA DI\u00a0\u00a0GOVERNO <em>BI-PARTISAN<\/em> COME LA NOSTRA ATTUALE POTREBBE COSTITUIRE IL CONTESTO IDEALE PER L&#8217;APPLICAZIONE DI UN NUOVO METODO SPERIMENTALE PER LA SCELTA DELLE <em>POLICIES<\/em> MIGLIORI, IN OGNI CAMPO INCOMINCIANDO DA QUELLI DELLA SCUOLA E DEL LAVORO <\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Andrea Ichino<\/strong> pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera<em> il 28 maggio 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Se Aristotele fosse qui, guarderebbe nel telescopio! Questo \u00e8 il senso delle parole che\u00a0 Galileo, nel \u201cDialogo sopra i Due Massimi Sistemi\u201d, affida a Filippo Salviati per invitarci a preferire il metodo sperimentale e l\u2019osservazione dei fatti, piuttosto che la cieca fiducia nell\u2019autorit\u00e0 di princ\u00eepi ideologici a priori.<br \/>\nTornano in mente queste parole pensando a quel che il Governo potrebbe utilmente fare. \u00c8 un Governo che riunisce persone che la pensano in modo opposto su quasi tutto. Nulla di male, anzi ben venga questa coalizione, se il suo obiettivo primario fosse ridisegnare le regole del gioco (cosa che richiede appunto l\u2019accordo tra tutte le squadre in campo). Ma \u00e8 difficile pensare che persone e forze politiche cos\u00ec diverse, pronte fino a poco fa ad accusarsi delle peggiori malefatte, ora possano davvero decidere insieme strategie coerenti ed efficaci per il lavoro, la scuola, l\u2019universit\u00e0, la giustizia e tutti gli altri ambiti nei quali il Paese ha bisogno di riforme profonde, non approssimative ed incoerenti a causa di veti contrapposti.<br \/>\nMentre si discutono le regole del gioco, per\u00f2, il Governo potrebbe usare bene il suo tempo raccogliendo dati e sperimentando riforme su piccola scala che poi forniranno utili informazioni, in un senso o nell\u2019altro, a qualsiasi compagine governativa la quale si trovi a governare in futuro. Si ridurrebbe cos\u00ec la necessit\u00e0 di\u00a0scontri su quei princ\u00edpi che ogni fazione deve chiamare in causa se sono in discussione riforme definitive, ma che potrebbero essere accantonati in una fase sperimentale.<br \/>\n\u00c8 proprio una questione di metodo dal quale la politica e la burocrazia italiane, di ogni colore, sembrano infinitamente lontane. In primo luogo, basterebbe abituarsi a fare ci\u00f2 che serve (e costerebbe poco) per rendere disponibili i dati necessari a monitorare l\u2019evolversi dei fatti.\u00a0 Tanto per dirne una, pare che sia oggi impossibile valutare gli effetti della riforma Fornero sulla disciplina dei licenziamenti, perch\u00e9 le banche dati ministeriali non sono state modificate in tempo per registrare le nuove fattispecie procedurali previste dalla riforma.<br \/>\nPi\u00f9 in generale, in nome di una tutela della riservatezza assunta a bene assoluto, si impedisce l\u2019utilizzo congiunto di dati di fonti amministrative diverse che, in altri Paesi, consente a chi fa ricerca per la pubblica amministrazione di dare utili indicazioni alla politica. Un esempio tra i tanti \u00e8 quello dei test di ingresso a Medicina. Se ne discute ogni anno accesamente sulla base delle proprie convinzioni. Ma senza dati longitudinali adeguati sulle carriere scolastiche, universitarie e lavorative non potremo mai capire se servano o no a selezionare i migliori medici.<br \/>\nPolitici e burocrati italiani (non quelli di altri Paesi) sono poi lontani anni luce dall\u2019idea di effettuare in campo sociale, sperimentazioni controllate come quelle che normalmente si effettuano in campo medico per valutare gli effetti delle terapie. Non le sperimentazioni di facciata che, ad esempio nella scuola, sono state ripetute senza una vera valutazione dei risultati (un\u2019eccezione: Valorizza che nel 2011 ha utilizzato indicatori di reputazione per premiare gli insegnanti migliori). Quello che intendo sono vere sperimentazioni che consentano l\u2019identificazione di nessi di causalit\u00e0, mediante il confronto tra \u201ccasi trattati\u201d\u00a0 e \u201ccasi controllo\u201d comparabili tra loro.<br \/>\nMolto in questo senso potrebbe fare il Ministro del Lavoro per sperimentare misure diverse a favore non solo dell\u2019occupazione giovanile, ma anche di quella degli anziani (perch\u00e9 puntare ad una riduttiva staffetta generazionale?). Lo stesso vale per il Ministro della Giustizia, il cui dicastero ha bisogno di capire come ridurre l\u2019esorbitante flusso di casi che arrivano in giudizio, soffocando i tribunali italiani, e quali pratiche siano pi\u00f9 efficaci per ridurre il colossale arretrato. Nulla poi vieterebbe ai Ministri degli Interni, della Funzione Pubblica e soprattutto dell\u2019Istruzione di sperimentare ruoli diversi dello Stato nei servizi che gli competono.<br \/>\nPer esempio, limitare lo Stato a regolare e finanziare i suoi servizi lasciando ad altri la loro erogazione, ipotesi che gli italiani (vedi Rodot\u00e0 sul Corriere del 21 maggio) non riescono nemmeno ad immaginare. Per loro, la scuola e l\u2019universit\u00e0 sono pubbliche solo se gestite dallo Stato in ogni dettaglio. In altri Paesi, al contrario, abbondano esempi in cui scuole e universit\u00e0 sono autogestite localmente da chi, anche privato, ha le migliori informazioni per farlo, pur rimanendo pubbliche perch\u00e9 finanziate e regolate anche strettamente dallo Stato. \u00c8 il suggerimento del Forum &#8220;Idee per la Crescita&#8221; nei corsivi del Corriere pubblicati in questi giorni.<br \/>\nNon ho la certezza che questo modo di pensare il servizio pubblico sia il migliore, ma vorrei poter guardare nel telescopio per capire quali sono i fatti e decidere poi in base a quelli, invece di fare come il filosofo Simplicio del dialogo galileiano che rifiuta a priori questa possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA\u00a0MAGGIORANZA DI\u00a0\u00a0GOVERNO BI-PARTISAN COME LA NOSTRA ATTUALE POTREBBE COSTITUIRE IL CONTESTO IDEALE PER L&#8217;APPLICAZIONE DI UN NUOVO METODO SPERIMENTALE PER LA SCELTA DELLE POLICIES MIGLIORI, IN OGNI CAMPO INCOMINCIANDO DA QUELLI DELLA SCUOLA E DEL LAVORO Articolo di Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera il 28 maggio 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-26934","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26934","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26934"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26934\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}