
{"id":27101,"date":"2013-06-16T01:18:04","date_gmt":"2013-06-16T00:18:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=27101"},"modified":"2013-06-16T22:44:27","modified_gmt":"2013-06-16T21:44:27","slug":"in-germania-un-milione-di-skill-shortages","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=27101","title":{"rendered":"IN GERMANIA UN MILIONE DI SKILL SHORTAGES"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">\u00a0LA MINISTRA DEL LAVORO TEDESCA FORNISCE QUESTO DATO IMPRESSIONANTE CIRCA I POSTI DI LAVORO CHE RESTANO SCOPERTI PER MANCANZA DI MANODOPERA ADATTA, CHE CORRISPONDE A UN DATO ANALOGO (MEZZO MILIONE) FORNITO IN RIFERIMENTO ALL&#8217;ITALIA QUALCHE TEMPO FA<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista alla ministra del Lavoro e Affari Sociali tedesca, <strong>Ursula von der Leyden<\/strong>, a cura di Giuliana Ferraino, pubblicata sul<\/em> Corriere della Sera <em>del 10 giugno 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&#8220;Il consolidamento fiscale non basta, ora dobbiamo lavorare insieme per dare risposte concrete ai giovani, subito\u00bb, sostiene Ursula von der Leyen, 54 anni, madre di 7 figli (hanno da 13 a 25 anni, due sono gemelli) e ministra tedesca del Lavoro e Affari sociali nel governo di Angela Merkel, dopo essere stata il suo ministro per la Famiglia dal 2005 al 2009. Venerd\u00ec sar\u00e0 a Roma per partecipare all&#8217;incontro dei ministri del Lavoro e delle Finanze di Italia, Francia, Germania e Spagna.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Frau von der Leyen, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha definito \u00abinaccettabile\u00bb la disoccupazione giovanile. I giovani perdono fiducia nel futuro. \u00c8 a rischio la costruzione europea?<\/strong><br \/>\n\u00abQuesta \u00e8 una sfida enorme per la Ue, se non una minaccia, perch\u00e9 ogni societ\u00e0 deve poter dare prospettive alla prossima generazione. Ma la disoccupazione giovanile mette anche pressione sulle famiglie. Una prima risposta \u00e8 la youth guarantee, una garanzia per offrire entro 4 mesi a ogni giovane che resta senza lavoro o lascia la scuola, un lavoro, un&#8217;opportunit\u00e0 di formazione o la possibilit\u00e0 di tornare a studiare. Ma poi serve ben altro\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Che cosa?<\/strong><br \/>\n\u00abAbbiamo bisogno di un&#8217;iniziativa per la crescita nei Paesi che hanno una grande disoccupazione giovanile, come la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l&#8217;Italia. Dobbiamo creare possibilit\u00e0 d&#8217;impiego sostenibili. Per questo abbiamo bisogno di un moderno sistema di formazione professionale duale per i giovani e dobbiamo combattere la stretta creditizia, che soffoca le piccole e medie imprese. Ci sono enormi differenze tra i tassi di interesse che paga una piccola o media azienda per ottenere un prestito nei diversi Paesi Ue. Il modo per superare il problema del credito \u00e8 trovare soluzioni insieme ai ministri delle Finanze\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 questo l&#8217;obiettivo dell&#8217;incontro di Roma il 14 giugno?<\/strong><br \/>\n\u00abL&#8217;incontro di Roma \u00e8 molto importante. Germania, Italia, Francia e Spagna hanno deciso di lavorare insieme. Finora abbiamo avuto molte cooperazioni bilaterali, ora vogliamo discutere i problemi all&#8217;interno del gruppo dei ministri del Lavoro e i responsabili della Finanza dei 4 Paesi per capire dove sono i problemi, come risolverli e quali azioni intraprendere in modo coordinato. \u00c8 la prima volta che succede. Poi nel vertice sul lavoro a Berlino il 3 luglio dovremo decidere come creare un legame tra le politiche di lavoro e le risorse per finanziarle. I fondi ci sono, grazie alla Bei, che ha a disposizione 60 miliardi, e ai fondi strutturali europei, gi\u00e0 16 miliardi di fondi Ue sono stati riprogrammati per l&#8217;emergenza occupazione. Mancano per\u00f2 le politiche per usarli\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Che cosa si pu\u00f2 fare nel breve periodo?<\/strong><br \/>\n\u00abIn alcuni Paesi, come la Germania, ci sono posti di lavoro vacanti, i datori di lavoro cercano giovani che desiderano apprendere un mestiere. Altrove, molti giovani cercano lavoro, questo lo dobbiamo mettere insieme. In Europa c&#8217;\u00e8 libert\u00e0 di movimento, e bisogna usarla. Solo la lingua \u00e8 una barriera. Il mio ministero ha investito 140 milioni per offrire ai giovani europei corsi di tedesco e coprire i costi di viaggio per partecipare a un programma di training retribuito di 8 settimane in Germania. L&#8217;obiettivo \u00e8 che alla fine concludono un contratto di formazione o di lavoro. La domanda pi\u00f9 alta per usufruirne arriva proprio da Spagna, Portogallo, Grecia e Italia. La comunicazione con Italia e Spagna adesso \u00e8 molto stretta\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>La Germania apre le porte ai giovani europei perch\u00e9 le imprese tedesche hanno il problema opposto: non trovano personale qualificato. <\/strong><br \/>\n\u00abLa Germania 10 anni fa era il malato d&#8217;Europa, con 5 milioni di disoccupati. Abbiamo dovuto riformare molto. I due pilastri della svolta? La riforma ha reso pi\u00f9 flessibile un mercato del lavoro molto rigido, e ha rivoluzionato il sistema dei servizi all&#8217;impiego. A chi \u00e8 disoccupato per prima cosa offriamo un lavoro o un corso di formazione, in passato c&#8217;era solo il sussidio. Il personale dei servizi all&#8217;impiego \u00e8 tenuto ad eliminare gli ostacoli che ci sono tra la persona disoccupata e il posto di lavoro. Per esempio, i genitori possono ricevere assistenza per i figli piccoli. Dal primo agosto entrer\u00e0 in vigore una legge che garantisce un posto all&#8217;asilo a tutti i bambini di almeno un anno di et\u00e0\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi paga? <\/strong><br \/>\n\u00abIl governo federale, i L\u00e4nder e le comunit\u00e0 locali si sono divisi questo sforzo enorme. La domanda per l&#8217;assistenza all&#8217;infanzia \u00e8 altissima, ma \u00e8 anche un investimento sull&#8217;occupazione femminile. Oggi lavora il 71% delle donne tedesche, ma il 45% opta per il part-time. Molte vogliono di pi\u00f9, e per questo c&#8217;\u00e8 bisogno di buone scuole ed assistenza all&#8217;infanzia\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Sarebbe d&#8217;accordo a escludere gli investimenti destinati all&#8217;occupazione dal calcolo del debito pubblico?<\/strong><br \/>\n\u00abIl consolidamento dei conti pubblici \u00e8 inevitabile. Serve a riportare fiducia tra gli investitori e ad attrarre investimenti dall&#8217;estero, a restare competitivi nell&#8217;economia globale. Ci\u00f2 non funziona con trucchi contabili, ma solo con veri risparmi. Dove ci sono meno risorse, si devono usare in modo pi\u00f9 mirato. Anche io, per esempio, ho dovuto combattere per ottenere quei miliardi addizionali per l&#8217;assistenza all&#8217;infanzia dal budget federale, mentre l&#8217;intera spesa pubblica veniva limitata\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Come funziona la formazione professionale duale tedesca?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 alla base del nostro successo attuale. La met\u00e0 dei ragazzi tedeschi frequenta un corso di formazione professionale. Abbiamo 340 vocazioni diverse, dall&#8217;infermiere al bancario, dal meccanico all&#8217;elettronico. \u00c8 una combinazione di teoria e pratica: tre giorni alla settimana di training in azienda e due giorni in aula. E il certificato professionale, al completamento dei 2 o 3 anni di formazione non esclude la possibilit\u00e0 di frequentare l&#8217;universit\u00e0 in seguito. Alcuni Ceo di successo hanno cominciato cos\u00ec. Ma non \u00e8 solo un sistema tedesco, esiste anche in Austria e in Svizzera. Alla base c&#8217;\u00e8 una partnership tra pubblico e privato, perch\u00e9 le imprese devono offrire i posti e pagare la retribuzione dei giovani, e poi serve un ente che gestisca i certificati, in Germania lo fa la Camera di Commercio. Oggi in Germania sono scoperti un milione di posti di lavoro e 33 mila posti di formazione professionale. Abbiamo bisogno di un&#8217;immigrazione qualificata in Germania, e per questo dobbiamo utilizzare il mercato del lavoro europeo\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>In Germania, che ha un tasso di disoccupazione del 5,4%, si contano per\u00f2 oltre 7 milioni di cosiddetti \u00abmini jobs\u00bb, lavori con uno stipendio fino a 450 euro al mese tax free.<\/strong><br \/>\n\u00abNon sono una fan dei mini jobs, ma sono molto popolari come possibilit\u00e0 di guadagno extra. Con la riforma del lavoro sono saliti da 5 milioni a 7,5 milioni nel 2004. Tra questi ci sono soprattutto studenti e pensionati, ma c&#8217;\u00e8 stato anche un aumento enorme da parte del lavoro nero che \u00e8 stato legalizzato\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>A Roma incontrer\u00e0 anche il premier italiano. Cosa pensa dell&#8217;invito rivolto da Berlusconi a Letta a ingaggiare un braccio di ferro con Angela Merkel? <\/strong><br \/>\n\u00abItalia e Germania non sono in competizione tra loro, ma insieme competono con la globalizzazione. \u00c8 in gioco il nostro destino europeo e l&#8217;Europa deve essere unita. Per questo \u00e8 importante l&#8217;incontro di Roma\u00bb.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Una domanda personale. \u00c8 ministro del Lavoro e madre di 7 figli: come fa a far tutto? <\/strong><br \/>\n\u00abMi sono occupata di pi\u00f9 dei figli per i primi 15 anni, anche se lavoravo come medico. Quando sono diventata ministro, \u00e8 sceso in campo mio marito. Ora se ne occupa pi\u00f9 lui. Mi ripete sempre che \u00e8 la cosa migliore che gli potesse capitare: la possibilit\u00e0 di fare il genitore. Cerco di stare 4 giorni a Berlino e 3 a casa, ad Hannover. Il weekend \u00e8 sacro\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0LA MINISTRA DEL LAVORO TEDESCA FORNISCE QUESTO DATO IMPRESSIONANTE CIRCA I POSTI DI LAVORO CHE RESTANO SCOPERTI PER MANCANZA DI MANODOPERA ADATTA, CHE CORRISPONDE A UN DATO ANALOGO (MEZZO MILIONE) FORNITO IN RIFERIMENTO ALL&#8217;ITALIA QUALCHE TEMPO FA Intervista alla ministra del Lavoro e Affari Sociali tedesca, Ursula von der Leyden, a cura di Giuliana Ferraino, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-27101","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27101","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27101"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27101\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}