
{"id":27842,"date":"2013-08-13T06:23:15","date_gmt":"2013-08-13T05:23:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=27842"},"modified":"2013-08-17T11:28:29","modified_gmt":"2013-08-17T10:28:29","slug":"le-pensioni-doro-che-vanno-tosate-e-come-farlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=27842","title":{"rendered":"LE PENSIONI D&#8217;ORO CHE VANNO TOSATE (E COME FARLO)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL CONTRIBUTO STRAORDINARIO DEVE (E COSTITUZIONALMENTE PU\u00d2) ESSERE IMPOSTO SULLA PARTE NON EFFETTIVAMENTE GUADAGNATA DELLA RENDITA PENSIONISTICA<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera sul Lavoro pubblicata dal <\/em>Corriere della Sera<em>\u00a0il 13\u00a0agosto 2013 &#8211; In argomento v. anche\u00a0<a title=\"Lettera e risposta, maggio 2012\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21039\" target=\"_blank\">l&#8217;informazione\u00a0e la valutazione con cui ho risposto a un lettore\u00a0il\u00a05\u00a0maggio 2012<\/a> circa il voto del PD in Senato sulle pensioni degli alti dirigenti dello Stato\u00a0di pochi giorni prima &#8211; Segue un commento <strong>di Alessandro De Nicola<\/strong> su <\/em>l&#8217;Espresso<em> del 16 agosto2013<!--more--><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Caro Direttore, nei giorni scorsi il <em>Corriere<\/em> ha dato conto dettagliatamente di alcuni trattamenti pensionistici davvero impressionanti: molte decine di migliaia di euro al mese. Di fronte a notizie come questa l\u2019uomo della strada \u2013 che considera la pensione soltanto una forma di assistenza \u2013 rimane attonito e si chiede come queste pensioni possano essere state liquidate e perch\u00e9 esse possano essere mantenute in vita anche in un periodo di \u201cvacche magrissime\u201d come quello che stiamo attraversando.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che ci sono \u201cpensioni d\u2019oro\u201d di due tipi, molto diversi tra loro. Se non mettiamo a fuoco la differenza tra i due tipi, la nostra battaglia contro le rendite indebite \u00e8 destinata a nuove sconfitte, come quella subita ultimamente davanti alla Corte costituzionale: la quale ha ritenuto incostituzionale il \u201ccontributo straordinario\u201d del cinque per cento che il Governo Monti aveva imposto sulle pensioni superiori a 90.000 euro annui (dieci per cento su quelle superiori ai 150.000).<\/p>\n<p>I casi \u2013 dicevo \u2013 sono due. Il primo \u00e8 quello di chi percepisce una pensione molto elevata perch\u00e9 per tutta la propria vita lavorativa ha percepito retribuzioni molto elevate, e ha versato contributi previdenziali in proporzione. In questo caso, la \u201cpensione d\u2019oro\u201d non \u00e8 altro che una porzione, differita nel tempo, della \u201cretribuzione d\u2019oro\u201d che l\u2019ha generata. \u00c8 sbagliato che ci siano retribuzioni d\u2019oro? In certi casi s\u00ec (anche se esse tornano comunque subito, per met\u00e0, a beneficio di tutti i cittadini, attraverso le tasse); ma in molti altri casi no. Se il sig. Rossi ha la capacit\u00e0 di aumentare del dieci per cento la produttivit\u00e0 dei mille dipendenti di un\u2019impresa, \u00e8 interesse anche di questi ultimi che l\u2019impresa stessa ingaggi il sig. Rossi pagandolo un milione all\u2019anno. Staranno meglio sia i mille dipendenti, sia gli azionisti, sia i contribuenti (il problema dell\u2019enorme disparit\u00e0 di reddito che cos\u00ec si determina, e dell\u2019\u201cobbligo di restituzione\u201d che ne deriva, non \u00e8 di natura giuridica o politica, ma di natura esclusivamente morale e riguarda soltanto il sig. Rossi e la sua coscienza). Se poi su quel milione di euro ogni anno per trent\u2019anni vengono versati trecentotrentamila euro di contributi all\u2019Inps, non c\u2019\u00e8 proprio niente di male nel fatto che, quando il sig. Rossi va in pensione, l\u2019Inps calcoli sulla base di quella ingente contribuzione la parte del suo trattamento maturata in quei trent\u2019anni: si tratta solo di una restituzione. E lo Stato? Si accontenti di prelevarne il 45 per cento a titolo di Irpef, come su tutti i redditi personali di quell\u2019entit\u00e0: questo dice la Corte costituzionale; se poi lo Stato ritiene che questa aliquota sia troppo bassa, la aumenti per tutti. Effettivamente, non si vede il motivo per cui il sig. Rossi dovrebbe essere penalizzato pi\u00f9 di chiunque altro abbia un reddito dello stesso livello, solo perch\u00e9 il suo \u00e8 costituito da una retribuzione differita.<\/p>\n<p>Il discorso cambia radicalmente se il sig. Rossi ha avuto la retribuzione di un milione di euro soltanto negli ultimi dieci della sua vita lavorativa, ma la sua pensione \u00e8 stata calcolata <em>per intero<\/em> in proporzione alla retribuzione e contribuzione di quell\u2019ultimo decennio. In questo caso, il sig. Rossi si \u00e8 effettivamente guadagnato soltanto un terzo o un quarto della pensione d\u2019oro che gli viene erogata, mentre la parte restante \u00e8 sostanzialmente regalata. Questo si chiama \u201csistema retributivo\u201d di calcolo della pensione; ed \u00e8 quello che \u00e8 stato in vigore fino alla riforma Monti-Fornero del dicembre 2011, per tutti i fortunati che hanno incominciato a lavorare e versare contributi previdenziali prima del 1978 (cio\u00e8 per la generazione di quelli che oggi hanno cinquanta o sessant\u2019anni).<\/p>\n<p>Oggi la maggior parte delle pensioni d\u2019oro nasce proprio dall\u2019applicazione di questo vecchio e sbagliatissimo metodo di calcolo: il sig. Rossi incomincia a guadagnare il super-reddito soltanto nell\u2019ultimo periodo della sua vita lavorativa, ma si vede poi calcolata la pensione per intero in riferimento a quell\u2019ultimo periodo. Ecco, questa \u00e8 la parte della pensione non effettivamente guadagnata: la differenza tra la pensione calcolata in proporzione alle ultime retribuzioni e quella calcolata in stretta proporzione ai contributi versati nel corso di tutta la vita lavorativa. Su <em>questa<\/em> differenza pu\u00f2 e deve applicarsi un contributo straordinario, che, applicandosi solo su questa parte, pu\u00f2 essere determinato anche in misura molto superiore rispetto a quella del cinque o del dieci per cento fissata dal Governo Monti l\u2019anno scorso e poi bocciata dalla Corte costituzionale. Se il contributo straordinario sar\u00e0 riferito soltanto a questa differenza, la Corte non potr\u00e0 non approvarlo, poich\u00e9 esso non creer\u00e0 una disparit\u00e0 di trattamento, bens\u00ec al contrario ridurr\u00e0 un privilegio indebito, in un momento di straordinaria necessit\u00e0. Questo \u00e8 \u2013 insieme ad altre cose \u2013 il contenuto di una proposta che ho elaborato con Giuliano Cazzola e Irene Tinagli. Il Governo Letta avrebbe tutto da guadagnare nel farla propria; e nel farla camminare in fretta.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">BUON SENSO ED EQUIT\u00c0<\/span><\/strong><em>.<\/em><br \/>\n<em><span style=\"color: #000000;\">Commento di Alessandro De Nicola pubblicato su <\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\">l&#8217;Espresso<\/span><em><span style=\"color: #000000;\"> del 16 agosto 2013<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p>\u201cThere is not such a thing as a free lunch\u201d, non esistono pasti gratis, \u00e9 un motto reso popolare dal premio Nobel Milton Friedman. Si tratta di una verit\u00e0 intuitiva che sembra sfuggire solo ai politici, i quali amano promettere benefici a destra e a manca a spese di non si sa chi. In Italia il tema \u00e9 all\u2019ordine del giorno ed \u00e9 ben rappresentato dal dibattito intorno alle pensioni d\u2019oro. Basta farsi un giretto su un qualsiasi social network e uno degli argomenti pi\u00f9 gettonati \u00e8 proprio questo: si fanno nomi e cognomi di coloro i quali percepiscono un altissimo vitalizio, di solito ricoprendo di improperi loro, la classe politica e la Corte Costituzionale che ha bocciato il contributo straordinario deciso dal governo Monti del 5% per le pensioni sopra ai 90.000 euro l\u2019anno e del 10% per la parte superiore ai 150.000 euro. Ora, una proposta di legge elaborata dal senatore Pietro Ichino, insieme ad Irene Tinagli e Giuliano Cazzola, non\u00a0per caso tutti cofondatori \u00a0di Italia Aperta, l\u2019associazione che d\u00e0 le pagelle di efficienza alle leggi, riporta un po\u2019 di buon senso alla discussione. In poche parole, i proponenti distinguono tra chi percepisce un elevato vitalizio perch\u00e9 nel corso della propria vita lavorativa ha versato sufficienti contributi per meritarselo e chi invece no. Nessuno avrebbe niente da obiettare se il sig. Tizio, dopo 40 anni di onorata carriera dirigenziale, avendo versato qualche milione di euro in un fondo pensionistico privato si godesse i frutti della sua parsimoniosit\u00e0 ricevendo in cambio cospicue somme annuali calcolate dagli attuari del fondo. Ebbene, ci\u00f2 non dovrebbe scandalizzare nemmeno se al posto del fondo privato ci fosse l\u2019INPS. Lo Stato tosa i redditi alti con l\u2019Irpef progressiva e negando loro qualsiasi tipo di agevolazione (dall\u2019universit\u00e0 dei figli all\u2019estensione dei ticket): non c\u2019\u00e8 ragione che si appropri anche di quanto risparmiato attraverso i contributi previdenziali (salvo una minima quota di solidariet\u00e0 che in alcuni casi, ad esempio le casse previdenziali professionali, assume invece i contorni di quasi un esproprio). Tutt\u2019altro discorso si pu\u00f2 fare per il sig. Caio il quale, avendo goduto in passato del sistema pensionistico retributivo (ora sostituito dal contributivo), percepisce un assegno pensionistico molto pi\u00f9 alto rispetto ai contributi versati. Come \u00e8 possibile? Semplice, col sistema retributivo la pensione si calcolava avendo come base di riferimento gli ultimi 10 anni di attivit\u00e0 lavorativa, periodo in cui, col crescere dell\u2019anzianit\u00e0 di servizio, in genere si guadagna di pi\u00f9 che nella media dei precedenti 20, 25 o 30 anni. Questo \u00e8 il vero scandalo che viene difeso con il mantra dei \u201cdiritti quesiti\u201d. Pi\u00f9 che diritti quesiti a me sembrano \u201cprivilegi carpiti\u201d e comunque cosa dovrebbero dire coloro i quali avevano l\u2019aspettativa di andare in pensione a 58 anni e invece ci andranno pi\u00f9 tardi? Per loro non vale la favola dei diritti quesiti? Ecco perch\u00e9 la proposta di Ichino, Tinagli e Cazzola di imporre un contributo solo su quelle pensioni d\u2019oro che non riflettono i contributi versati, dovrebbe sgombrare il campo da accuse di incostituzionalit\u00e0 (non solo non si commette un\u2019ingiustizia, ma si ripara ad una esistente per la quale a parit\u00e0 di contributi c\u2019\u00e8 chi prende di pi\u00f9 e chi di meno), ed in pi\u00f9 \u00e9 decisamente sensata. Un solo caveat: qualsiasi contributo straordinario, per quanto equo come in questo caso, equivale ad un\u2019entrata supplementare per le casse dello Stato, ad una tassa insomma. Non ce n\u2019\u00e8 bisogno: quindi la proposta dovrebbe essere corredata da una clausola automatica per la quale qualsiasi centesimo recuperato dall\u2019imposta sulle super-pensioni \u201cparassitarie\u201d sia destinato ad abbassare l\u2019Irpef per i redditi bassi. Il buon senso \u00e9 benvenuto, ma senza bisogno di far ingrassare ulteriormente il Leviatano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL CONTRIBUTO STRAORDINARIO DEVE (E COSTITUZIONALMENTE PU\u00d2) ESSERE IMPOSTO SULLA PARTE NON EFFETTIVAMENTE GUADAGNATA DELLA RENDITA PENSIONISTICA Lettera sul Lavoro pubblicata dal Corriere della Sera\u00a0il 13\u00a0agosto 2013 &#8211; In argomento v. anche\u00a0l&#8217;informazione\u00a0e la valutazione con cui ho risposto a un lettore\u00a0il\u00a05\u00a0maggio 2012 circa il voto del PD in Senato sulle pensioni degli alti dirigenti dello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,31],"tags":[],"class_list":["post-27842","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27842"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27842\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}