
{"id":28090,"date":"2013-09-22T16:14:51","date_gmt":"2013-09-22T15:14:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28090"},"modified":"2013-09-24T12:19:48","modified_gmt":"2013-09-24T11:19:48","slug":"risposte-su-matteo-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28090","title":{"rendered":"RISPOSTE SU MATTEO RENZI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA CONTRADDIZIONE CHE IL SINDACO DI FIRENZE DEVE SUPERARE PER COMPIERE NEL PD IL MIRACOLO CHE SI PROPONE &#8211;\u00a0GLI ERRORI E I RISCHI CHE DEVE EVITARE, PRIMO FRA TUTTI QUELLO DI SOTTOVALUTARE LA COMPLESSIT\u00c0 DEI PROBLEMI CHE IL PAESE HA DI FRONTE<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera pervenuta il 16 settembre 2013 &#8211; <strong>Seguono le mie risposte<\/strong><!--more--><\/em><\/p>\n<p>Caro Professore,<br \/>\ntorno a scriverle per confrontarmi con lei sulle vicende del PD, e in particolare sul (ri?)posizionamento di Renzi. Lei ad aprile <a title=\"Lettera di E. Castellano e risposta, 15.4.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26396\" target=\"_blank\">aveva voluto condividere sul suo sito alcune mie considerazioni, rispondendomi<\/a> anche per spiegare la motivazione della suo passaggio a Scelta Civica. Passaggio che, come le scrissi, comprendevo benissimo, se non altro per quello che lei aveva dovuto subire nel PD. E la sua risposta (sostanzialmente che, diversamente che non per Renzi, quella era per lei l\u2019ultima occasione per contribuire, vista la situazione del PD e la sua convinzione che per lei non ci sarebbe stato in futuro \u201cun altro giro\u201d) mi convinse che, oltre che comprensibile, per lei quella era la scelta giusta.<br \/>\nVenendo a Renzi, ritenevo che il suo abbandono di alcune idee dell\u2019anno scorso fosse pi\u00f9 che altro frutto del solito gossip, da sempre impegnato a \u201cinterpretare\u201d Renzi secondo direzioni che lui poi ha regolarmente smentito, ma sentendolo l\u2019altro ieri ha Torino qualche dubbio mi \u00e8 venuto. Mi spiego: alla domanda ficcante di Sarah Varetto che, per parlare del suo presunto cambio di posizione sul tema lavoro, gli chiedeva se lui ancora fosse \u201cd\u2019accordo con Ichino\u201d, Renzi ha dato risposte che mi hanno lasciato perplesso.<br \/>\nIn primo luogo ha tagliato corto su di lei dicendo che, cito a senso, avendo perso le primarie, lei se ne \u00e8 andato, a differenza di lui che, per coerenza, si \u00e8 messo a disposizione del vincitore, perch\u00e9, usando la solita frase ormai un po\u2019 trita, \u201clui non \u00e8 di quelli che se perdono scappano col pallone\u201d. Frase mi sembra ingenerosa verso le sue buone ragioni di cui parlavo sopra (a partire da tutto quello che il PD ha sempre fatto per farla scappare), che Renzi conoscer\u00e0 senz\u2019altro. Ma soprattutto cos\u00ec diversa da quanto Renzi afferm\u00f2 coraggiosamente alla Leopolda l\u2019anno scorso, quando non solo condivideva chiaramente le sue posizioni sul lavoro, ma le esprimeva anche con grande forza solidariet\u00e0, stigmatizzando i comportamenti del PD nei suoi confronti.<br \/>\nSe questa risposta mi \u00e8 suonata antipatica, ben pi\u00f9 mi ha preoccupato quella nel merito, non tanto per quanto abbia smentito le vecchie posizioni (cosa che non ha fatto), ma per come ha risposto. Improvvisamente ho avuto un flash back: ho rivisto Veltroni in un comizio tenuto dalle mie parti qualche anno fa, quando la spinse a ricandidarsi e sembrava volerla aiutare a portare avanti le sue idee. Affrontando il tema lavoro, inizi\u00f2 dalla parte pi\u00f9 facile e popolare: la stigmatizzazione del precariato, del quale parl\u00f2 risolutamente come di un grave problema da risolvere al pi\u00f9 presto. Quando si tratt\u00f2 di parlare delle esigenze di flessibilit\u00e0, il suo discorso divent\u00f2 pi\u00f9 involuto, confuso, inizi\u00f2: \u201cper\u00f2 anche quando un imprenditore ha l\u2019esigenza \u2026.\u201d, ma smorz\u00f2 la frase, fece solo vaghi accenni: mi sembr\u00f2 un modo per far capire a chi gi\u00e0 la pensava come me che lui, certo, la pensava come Ichino, ma anche per cercare di non far capire nulla alla \u201csinistra sindacale\u201d. Ora sabato Renzi mi ha fatto la stessa impressione: si \u00e8 dilungato a parlare della complicazione delle leggi sul lavoro (sposando, devo essere onesto, il suo \u201ccodice semplificato\u201d), ha criticato la scarsa flessibilit\u00e0 in entrata causata dalla riforma Fornero, ma ha brillantemente glissato sulla flessibilit\u00e0 in uscita, cambiando discorso.<br \/>\nMi piacerebbe sapere cosa ne pensa lei: si tratta di peccati veniali, comprensibili da parte di chi, nel momento in cui si prospettano primarie per il Segretario del PD e non per il Premier, \u00e8 focalizzato sull\u2019acquisizione del consenso nel partito, o invece di gravi dimostrazioni di slealt\u00e0, opportunismo e di mancanza di coerenza? Gravi non solo dal punto di vista etico, ma anche da quello pratico, perch\u00e9 in un momento in cui i \u201crottamandi\u201d saltano sul carro, l\u2019unico modo per evitare che facciano troppi danni sarebbe quello di essere ancora pi\u00f9 chiari e netti nel ribadire quali sono le vecchie idee, e anche le vecchie pratiche di raccolta demagogica del consenso, che si devono rottamare.<br \/>\nUn caro saluto<br \/>\nEnrico Castellano<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #993300;\"><strong>LE MIE RISPOSTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em><strong>La novit\u00e0 di Matteo Renzi &#8211;<\/strong> Tra il 2011 e il 2012, i dibattiti pubblici cui andavo partecipando in giro per l\u2019Italia sul programma del Governo Monti, poi sui meriti e i demeriti del suo operato e su quello che restava da fare, mi avevano dato la percezione di un fatto straordinario: cio\u00e8 che sul tema oggi cruciale della strategia europea dell\u2019Italia si ritrovavano perfettamente d\u2019accordo persone di origine politica opposta. Vedevo diffusamente, nel vivo del Paese, la stessa convergenza che osservavo in Parlamento tra persone come Enrico Morando o come me, che erano sempre vissute dentro la sinistra e il movimento sindacale, e persone di provenienza e appartenenza politico-culturale diversissima, come Benedetto Della Vedova, Enrico Musso, Maria Ida Germontani o Giuliano Cazzola. Nell\u2019estate e autunno 2012, la mia decisione di sostenere la campagna di Matteo Renzi per le primarie del PD nacque soprattutto dalla constatazione che lui era l\u2019unico esponente di spicco, in questo partito, a cercar di parlare in modo comprensibile e attraente anche per milioni di persone esterne e persino lontane da esso. Le cose che diceva erano attraenti perch\u00e9 non facevano appello al senso di appartenenza al partito, non riguardavano questioni identitarie o di schieramento, ma soltanto le cose da fare; non miravano a costruire barriere, ma semmai ad abbatterle, a scompaginare i vecchi schemi di una politica nazionale ad alto tasso (trasversale) di faziosit\u00e0 e di inconcludenza.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>La contraddizione da superare\u00a0&#8211;<\/strong> Poi, dopo la sconfitta di novembre, la sua scelta di fedelt\u00e0 al PD \u201csenza se e senza ma\u201d ha costituito un\u2019arma politica decisiva nelle sue mani per la battaglia pre-congressuale, facendo di lui la figura pi\u00f9 credibile per il riscatto di questo partito in gravissima crisi di identit\u00e0. Ma Matteo deve stare attento: il propellente della sua ascesa \u00e8 stata la sua capacit\u00e0 di rompere i vecchi schemi identitari e le incrostazioni ideologiche. La contraddizione politica che egli oggi deve superare \u00e8 questa: in quel suo ruolo si \u00e8 affermato come figura divisiva al massimo grado, ma ora gli si chiede di proporsi come figura unificante; si \u00e8 fatto forte del consenso esterno al partito contrastando l\u2019idea assurda della \u201cdiversit\u00e0 antropologica\u201d fra sinistra e destra, ma ora gli si chiede di riuscire a ridare un\u2019identit\u00e0 al partito e incarnarla lui stesso. D&#8217;altra parte, se ora per conquistare il PD ne sposa lo spirito di parte, prendendo a coccolarne l\u2019identit\u00e0 culturale e politica tradizionale, rischia di perdere di vista il disegno originario che comportava l\u2019abbattimento della barriera tra i \u201cveri democratici\u201d e \u201cgli altri\u201d. Insomma:\u00a0\u00e8 nella natura stessa della sfida\u00a0il rischio che ora, per vincere, il sindaco di Firenze privilegi la tattica rispetto alla strategia, finendo per mandare in soffitta quest\u2019ultima.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Alcuni silenzi &#8211;<\/strong> In politica pi\u00f9 che altrove i mezzi sono il fine stesso in divenire: se per vincere il congresso Matteo Renzi rinuncer\u00e0 a una posizione chiara, come quella che prese per le primarie dell\u2019anno scorso, sulle misure necessarie per migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, della scuola, o delle amministrazioni pubbliche, il risultato sar\u00e0 forse, s\u00ec, Renzi segretario, ma segretario di un PD che continuer\u00e0 a opporsi alle riforme necessarie nel mercato del lavoro, nella scuola, nelle amministrazioni pubbliche, pi\u00f9 o meno come il PD ha fatto fin qui. La mia speranza \u2013 per il bene del Paese \u2011 \u00e8 che il miracolo renziano si compia: cio\u00e8 che Matteo riesca a vincere il congresso dei democratici puntando su di un aggiornamento delle idee-forza del suo programma per le primarie del 2012 e non sul loro annacquamento o abbandono in funzione di fragili alleanze interne alla nomenklatura del partito; ma vedo tutta la difficolt\u00e0 dell\u2019impresa. E vedo con preoccupazione non soltanto i suoi silenzi in materia di politica del lavoro cui accenna E.C., ma ancor pi\u00f9 quelli sul decreto stabilizzazioni per le amministrazioni pubbliche, quelli sulle misure incisive che occorrerebbero per rendere pi\u00f9 efficiente la nostra giustizia, o su quelle necessarie per riportare le nostre scuole e universit\u00e0 nella parte alta delle graduatorie internazionali; una certa faciloneria riguardo agli impegni che abbiamo assunto verso i nostri partner europei col <\/em>Fiscal Compact<em>.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il rimprovero &#8211;<\/strong> \u00c8 quello che Matteo mi rivolge per aver io lasciato il Partito democratico a seguito della sconfitta nelle primarie del novembre 2012. Ne capisco bene la ragione: se molti dei suoi sostenitori avessero fatto la mia stessa scelta, la sua battaglia oggi ne risulterebbe indebolita. Fin dall\u2019inizio ne sono stato consapevole: non mi sono affatto nascosto questo aspetto negativo della mia scelta, che \u00e8 stato anche per me motivo di dubbio e di sofferenza. Se ciononostante ho compiuto quella scelta non \u00e8, per\u00f2, per un mio voler \u201cscappare col pallone\u201d \u2013 come usa dire Matteo a questo proposito \u2013, cio\u00e8 una mia incoerenza rispetto alle regole del gioco, bens\u00ec semmai per un impegno di coerenza che riguardava e riguarda in modo particolare me e non gli altri suoi sostenitori. Da molti anni avevo un rapporto stretto di amicizia e scambio di idee con Mario Monti, e nel corso del 2012 avevo collaborato strettamente con lui all\u2019elaborazione del suo programma di governo \u2013 quello che il PD ha sostenuto per un anno intero \u2011, poi di quel suo sviluppo che avrebbe assunto il nome di \u201cagenda Monti\u201d. Quando, dopo le primarie di novembre (<\/em>dopo<em>, non prima!), mentre il segretario nazionale Bersani girava l&#8217;Europa per rassicurare i nostri partner circa la nostra fedelt\u00e0 agli impegni presi, ho sentito Niki Vendola e Stefano Fassina (non smentito, quest\u2019ultimo, dal vertice del partito) dichiarare all\u2019unisono che l\u2019esito di quella consultazione \u201cmetteva una pietra tombale sull\u2019Agenda Monti\u201d, ho considerato questo come un atto poco corretto\u00a0da parte loro: n\u00e9 la <\/em>Carta d\u2019intenti<em> delle primarie firmata da tutti i partecipanti alle primarie n\u00e9 il programma di Bersani dicevano questo.\u00a0Ma, soprattutto, lo ho considerato\u00a0come un segnale forte del rischio che\u00a0la coalizione PD-SEL potesse vanificare in pochi mesi il lavoro fatto con l\u2019appoggio dello stesso PD dal Governo Monti per evitare all\u2019Italia la catastrofe cui era andata tanto vicina.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il significato di una scelta &#8211;<\/strong> Non ho mai condiviso la mistica del \u201cpartito-chiesa\u201d. Cos\u00ec, quasi al termine della mia vita politica e senza alcuna ambizione personale (nel dicembre 2012 avevo 63 anni: et\u00e0 nella quale almeno in politica occorre incominciare a pensare a lasciare spazio ai pi\u00f9 giovani), di fronte all\u2019incoerenza del vertice di quello che era stato il mio partito fino a quel momento, e all\u2019esperimento politico che Mario Monti si era deciso a proporre a seguito dell\u2019apertura della crisi del suo Governo, ho ritenuto che fosse giusto spendere per questo nuovo progetto i miei ultimi mesi di \u201cservizio civile\u201d. Un progetto non privo di qualche analogia con l\u2019idea renziana originaria: unire, sulle cose essenziali\u00a0e difficili\u00a0da fare per raddrizzare la barca, tutte le persone disponibili, anche se di provenienza politico-culturale molto diversa; per me significava dare corpo a quella convergenza di cui avevo visto la possibilit\u00e0 e persino l\u2019attualit\u00e0 in Parlamento e in tanti incontri in giro per l\u2019Italia.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il problema della vocazione maggioritaria<\/strong> &#8211; Poi, alle elezioni di febbraio, Scelta Civica non ha raccolto\u00a0un consenso paragonabile per dimensioni con quello raccolto da PD e PdL; ma, comunque liberando tanti elettori del centrodestra\u00a0dal populismo anti-europeo del PdL \u2013 cio\u00e8 facendo, in un certo senso, il mestiere che il PD di Bersani non ha lasciato fare a Renzi \u2011 ha probabilmente evitato al Paese di risvegliarsi una mattina di primavera con Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica e magari anche Maurizio Gasparri Presidente del Consiglio (sono mancati al PdL soltanto duecentomila voti per superare il PD). Oggi SC continua a essere un laboratorio di quell\u2019incontro non ideologico e non demagogico tra persone di provenienze diametralmente opposte, sul terreno delle cose concrete, di cui il Paese ha urgente bisogno. Sbaglia Matteo Renzi se ora pensa di poter fare a meno di quell&#8217;incontro, in nome della vocazione maggioritaria del PD: \u00a0la vocazione maggioritaria implica proprio che si sappia coltivare quell&#8217;incontro. E comunque i problemi che dobbiamo affrontare sono di entit\u00e0 tale, che nessun partito, per quanto forte e in ipotesi dotato di maggioranza in Parlamento, \u00e8 oggi \u2013 e sar\u00e0 nel prevedibile domani \u2013 in grado di affrontarli con le sole risorse proprie: la vocazione maggioritaria \u00e8 giusto coltivarla sempre, ma avendo ben chiara anche la necessit\u00e0 delle larghe intese nei momenti di pi\u00f9 grave emergenza, di pericolo per la\u00a0nazione.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il rischio di ignorare la complessit\u00e0 dei problemi &#8211;<\/strong> Certo non potr\u00e0 affrontare quei problemi\u00a0e risolverli da solo quel PD che pi\u00f9 di ogni altro partito sta, di fatto, difendendo lo status quo delle amministrazioni pubbliche, e del sistema scolastico in particolare; che sta bloccando in Parlamento e nel Governo qualsiasi misura anche solo sperimentale di adattamento del mercato del lavoro alle sfide poste dalla crisi economica; che non ha saputo prendere posizione nemmeno su uno solo dei referendum promossi dai radicali sulla giustizia. L\u2019augurio \u00e8 che Matteo Renzi riesca a cambiare profondamente il modo di essere di questo partito. Ma il rischio \u00e8 che riesca a dargli solo una riverniciata: e questa s\u00ec sarebbe, se non un tradimento, una delusione cocente per molti. Matteo corre questo rischio quando, per raccogliere consenso, presenta le cose da fare come facili e risolve tutto con una battuta. Fa benissimo a usare le battute, visto che le sa usare cos\u00ec bene; ma lui stesso deve essere ben convinto che le cose da fare, per salvare il Paese, sono invece difficili, proprio perch\u00e9 difficile \u00e8 raccogliere su di esse il consenso maggioritario, mentre contro di esse la resistenza \u00e8 diffusa e trasversale. Credo che sar\u00e0 utile anche a lui, per andare a fondo dei problemi, doversi confrontare su di essi non soltanto con il partito di Silvio Berlusconi, Daniela Santanch\u00e9 e Maurizio Gasparri (che preferisce negarli e sostanzialmente abbandonare la nostra strategia europea), ma assai pi\u00f9 e meglio con un partito che si sforza di elaborare senza demagogia e senza scorciatoie la rotta da seguire per non finire sugli scogli e assicurare la partecipazione iena dell&#8217;Italia alla costruzione dell&#8217;Unione Europea. La speranza \u00e8 che\u00a0nel prossimo futuro il confronto \u2013 consista esso in una competizione o in una collaborazione per la salvezza del Paese \u2011 si collochi tutto su questo terreno.<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CONTRADDIZIONE CHE IL SINDACO DI FIRENZE DEVE SUPERARE PER COMPIERE NEL PD IL MIRACOLO CHE SI PROPONE &#8211;\u00a0GLI ERRORI E I RISCHI CHE DEVE EVITARE, PRIMO FRA TUTTI QUELLO DI SOTTOVALUTARE LA COMPLESSIT\u00c0 DEI PROBLEMI CHE IL PAESE HA DI FRONTE Lettera pervenuta il 16 settembre 2013 &#8211; Seguono le mie risposte<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,12],"tags":[],"class_list":["post-28090","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28090","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28090"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28090\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}