
{"id":28163,"date":"2013-09-29T00:51:36","date_gmt":"2013-09-28T23:51:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28163"},"modified":"2013-09-29T22:44:57","modified_gmt":"2013-09-29T21:44:57","slug":"stranieri-a-scuola-guardiamo-in-faccia-i-problemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28163","title":{"rendered":"STRANIERI A SCUOLA: GUARDIAMO IN FACCIA I PROBLEMI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I DATI MOSTRANO CHE L\u2019INSERIMENTO DI UN IMMIGRATO HA L\u2019EFFETTO TEMPORANEO DI UN RALLENTAMENTO DELL\u2019ATTIVIT\u00c0 DIDATTICA \u2013 PERCH\u00c9 QUESTO EFFETTO POSSA ESSERE NEUTRALIZZATO OCCORRE NON RIFIUTARNE L\u2019ESISTENZA,\u00a0MA\u00a0INVECE DISCUTERNE APERTAMENTE: LE SOLUZIONI NON MANCANO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Andrea Ichino<\/strong>, pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em> del 24 settembre 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Non serve n\u00e8 agli immigrati n\u00e8 ai nativi nascondere i problemi invece di sperimentare, senza pregiudizi, le soluzioni pi\u00f9 efficaci e rapide per l\u2019integrazione nelle scuole italiane.<br \/>\nDa uno studio condotto con Rosario Ballatore e Margherita Fort (\u201c<em>The Tower of Babel in the classroom<\/em>\u201d, <a title=\"The Towel of Babel in the classroom\" href=\"http:\/\/www2.dse.unibo.it\/ichino\/new\/research_progress\/ichino_ballatore_fort_babel.pdf\" target=\"_blank\">www.andreaichino.it<\/a>) emerge che sostituendo un nativo con un immigrato in una classe della seconda elementare, la frazione di risposte corrette dei nativi nei test Invalsi si riduce del 12% in italiano e del 7% in matematica (dati relativi al 2009-10). La buona notizia \u00e8 che questo sensibile effetto negativo (comparabile ad esempio a quello di avere genitori disoccupati o con un diploma non superiore alla scuola superiore) sparisce nelle quinte elementari: la scuola italiana riesce ad integrare gli stranieri ma in tempi relativamente lunghi, che devono assolutamente essere accorciati.<br \/>\n\u00c8 sorprendente che nel nostro Paese ci si debba dividere tra chi urla sconsideratamente contro l\u2019immigrazione (tra l\u2019altro dimenticando che gli studenti stranieri sono mediamente meno di 2 per classe e che solo il 6% delle classi supera la soglia del 30% di immigrati) e chi, per reazione, nega, o \u00e8 costretto a negare, un\u2019eventualit\u00e0 tutt\u2019altro che remota: quando anche un solo straniero entra in una classe l\u2019integrazione non pu\u00f2 avvenire immediatamente \u2013 come per un colpo di bacchetta magica \u2013 e pu\u00f2 avere un impatto sugli apprendimenti dei compagni. Si rischiano accuse infamanti di razzismo suggerendo che forse non sia una buona idea gettare allo sbando gli immigrati nelle classi senza una guida specifica e che meglio sarebbe, come accade in altri Paesi, disegnare percorsi diversificati di integrazione graduale, da definire a seconda delle situazioni.<br \/>\nIl risultato, ipocrita, di questi comportamenti \u00e8 che i dirigenti scolastici, forse per amor del quieto vivere, collocano gli stranieri\u00a0 prevalentemente nelle classi in cui i nativi hanno famiglie meno istruite e meno abbienti. Si noti che questo accade all\u2019interno delle singole scuole e non solo tra scuole di quartieri diversi. Lo dicono i dati ed \u00e8 una sorpresa sconcertante. All\u2019interno di una scuola gli stranieri finiscono per essere concentrati nelle classi con genitori probabilmente\u00a0 meno capaci di protestare se i loro amati Pierino o Caterina impareranno poco perch\u00e8 i loro compagni di banco si chiamano Wladi, Amina o Ramon. Ufficialmente questo non pu\u00f2 accadere, perch\u00e9 la formazione delle classi dovrebbe essere casuale; cosa di per s\u00e8 assurda perch\u00e9 molto meglio sarebbe costruirle senza ipocrisie sulla base delle informazioni disponibili riguardo alle caratteristiche degli studenti. Ma la soluzione peggiore, e davvero eticamente inaccettabile, \u00e8 quella di concentrare insieme stranieri e italiani con<em> background<\/em> familiare meno favorevole.<br \/>\nImmagino la risposta dei dirigenti e degli insegnanti: quali risorse abbiamo per fronteggiare il problema? Che margini di autonomia ci d\u00e0 il Ministero per disegnare un\u2019offerta formativa diversificata che possa aiutare l\u2019integrazione quando necessario? Hanno ragione! Il pachidermico ministero dell\u2019Istruzione, con i suoi Provveditorati (quasi un milione di dipendenti e decine di migliaia di scuole da gestire), oltre a non poter dare risorse sufficienti per affrontare questi problemi, non dispone nemmeno di informazioni aggiornate sulle realt\u00e0 locali per decidere dove intervenire e che cosa fare (figuriamoci: non riesce nemmeno ad assicurare che a inizio anno tutte le classi abbiano gli insegnanti necessari!). E, soprattutto, alle scuole non viene data una piena autonomia di gestione delle risorse, in particolare quelle umane, e di disegno dell\u2019offerta formativa. Di questa autonomia le singole scuole avrebbero bisogno per risolvere, con la loro migliore conoscenza delle situazioni locali, non solo il problema dell\u2019immigrazione, ma tutti gli altri problemi che quotidianamente devono affrontare.<br \/>\nUn modo per sperimentare scuole \u201cpubbliche ma autonome\u201d c\u2019\u00e8: con Guido Tabellini lo abbiamo descritto nell\u2019<em>e-book<\/em> del <em>Corriere<\/em> \u201c<a title=\"e-book Liberiamo la scuola\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cultura\/i-corsivi\/forum-idee-per-la-crescita-liberiamo-la-scuola\/\" target=\"_blank\">Liberiamo la Scuola<\/a>\u201d. Una proposta che non impone soluzioni, ma chiede solo che sia consentito a chi vuole provare offerte educative diverse, di poterlo fare in un ambito regolato, sperimentale e valutato dalle scelte degli utenti.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I DATI MOSTRANO CHE L\u2019INSERIMENTO DI UN IMMIGRATO HA L\u2019EFFETTO TEMPORANEO DI UN RALLENTAMENTO DELL\u2019ATTIVIT\u00c0 DIDATTICA \u2013 PERCH\u00c9 QUESTO EFFETTO POSSA ESSERE NEUTRALIZZATO OCCORRE NON RIFIUTARNE L\u2019ESISTENZA,\u00a0MA\u00a0INVECE DISCUTERNE APERTAMENTE: LE SOLUZIONI NON MANCANO Articolo di Andrea Ichino, pubblicato sul Corriere della Sera del 24 settembre 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-28163","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28163"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28163\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}