
{"id":28230,"date":"2013-10-04T14:58:10","date_gmt":"2013-10-04T13:58:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28230"},"modified":"2013-10-05T15:47:53","modified_gmt":"2013-10-05T14:47:53","slug":"libero-il-progetto-di-sperimentazione-regionale-dei-nuovi-servizi-per-limpiego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28230","title":{"rendered":"LIBERO: IL PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE REGIONALE DEI NUOVI SERVIZI PER L\u2019IMPIEGO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">COME PASSARE DALLE COSIDDETTE POLITICHE DEL LAVORO PASSIVE A QUELLE ATTIVE, ATTUANDO IL PRINCIPIO DI CONDIZIONALIT\u00c0 DEL SOSTEGNO DEL REDDITO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Alessandro Giorgiutti pubblicata da <\/em>Libero<em>, 4 ottobre 2013 \u2013 Sono <\/em>on line<em> anche la <a title=\"disegno di legge sperimentazione regionale\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28051\" target=\"_blank\">bozza di disegno di legge<\/a> per l\u2019attivazione del progetto e le <\/em><a title=\"Slides\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28065\" target=\"_blank\">slides<\/a><em><a title=\"Slides\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28065\" target=\"_blank\"> della relazione<\/a> svolta al convegno di Milano del 23 settembre scorso, nel quale il progetto \u00e8 stato presentato e discusso<\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Mentre si cercano i soldi per la Cassa integrazione in deroga per gli ultimi mesi dell&#8217;anno, lei sta lavorando in Parlamento a un progetto alternativo alla Cassa integrazione: un contratto di ricollocazione che coinvolga le Regioni, i centri per l&#8217;impiego pubblici, le agenzie private e anche, in via facoltativa, l&#8217;impresa che abbia licenziato il dipendente in cerca di nuovo impiego. \u00c8 giusto chiamarlo un progetto alternativo?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, nel senso che esso si propone di affrontare le crisi occupazionali in modo nuovo. Finora, nel migliore dei casi a chi perde il posto abbiamo offerto soltanto un sostegno del reddito: nella forma appropriata di un trattamento di disoccupazione o in quella inappropriata della Cassa integrazione, ma sempre senza che il beneficio fosse condizionato per davvero alla disponibilit\u00e0 a un nuovo lavoro.<\/p>\n<p><strong>Questa condizionalit\u00e0, per\u00f2, la legge gi\u00e0 oggi la prevede.<\/strong><br \/>\nMa di fatto \u00e8 del tutto inoperante. Il risultato \u00e8 che abbiamo praticato soltanto le cosiddette politiche del lavoro passive, per le quali dal 2010 abbiamo speso oltre 20 miliardi l\u2019anno. Sono invece mancate le politiche attive, quelle volte alla ricollocazione del lavoratore. Ora, questo progetto mira a consentire un collegamento stretto, proprio attraverso l\u2019applicazione della condizionalit\u00e0, tra le politiche passive e le misure attive per il reinserimento del disoccupato nel tessuto produttivo.<\/p>\n<p><strong>Ci riassume i contenuti della proposta?<\/strong><br \/>\nLo Stato si limita a porre a disposizione delle Regioni la possibilit\u00e0 dell\u2019esperimento: lo attiva solo la Regione che vuole utilizzarlo per riqualificare la propria spesa in questo settore. La Regione, a sua volta, con una delibera della Giunta, offre ai disoccupati la possibilit\u00e0 di stipulare il contratto di ricollocazione, mettendo sul piatto un <em>voucher<\/em> per la copertura del costo di un buon servizio di <em>outplacement<\/em>, cio\u00e8 di assistenza intensiva nella ricerca del nuovo posto. Il <em>voucher<\/em> \u00e8 suddiviso in una parte fissa e una, assai maggiore, pagabile soltanto a ricollocazione avvenuta. Il lavoratore pu\u00f2 scegliere liberamente l\u2019agenzia di cui avvalersi tra quelle accreditate presso la Regione.<\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 il rischio che le agenzie accreditate si concentrino sulle persone pi\u00f9 facilmente collocabili, lasciando perdere le altre?<\/strong><br \/>\nPer neutralizzare questo rischio, il progetto prevede che l\u2019entit\u00e0 del <em>voucher<\/em> sia differenziata in relazione al grado di \u201ccollocabilit\u00e0\u201d di ciascuna persona, secondo i criteri che ciascuna Regione decider\u00e0. La Lombardia ha gi\u00e0 elaborato una \u201cgriglia di valutazione\u201d della collocabilit\u00e0 delle persone interessate molto evoluta. Le agenzie accreditate sono comunque impegnate ad accettare tutti i lavoratori che si rivolgono loro.<\/p>\n<p><strong>E dov\u2019\u00e8 la condizionalit\u00e0?<\/strong><br \/>\nIl contratto prevede l\u2019affidamento della persona interessata a un<em> tutor<\/em> designato dall\u2019agenzia, che ha il compito di assisterla giorno per giorno, ma anche di controllarne la disponibilit\u00e0 effettiva per tutto quanto \u00e8 necessario ai fini della ricollocazione, compresi eventuali corsi di riqualificazione mirati. Nel caso di rifiuto ingiustificato di una iniziativa, o addirittura di un posto di lavoro, il <em>tutor<\/em> lo contesta al lavoratore. E alla contestazione \u2013 salva possibilit\u00e0 di impugnazione da parte del lavoratore davanti a un arbitro \u2013 consegue il dimezzamento dell\u2019indennit\u00e0; poi, la seconda volta, l\u2019interruzione.<\/p>\n<p><strong>Arbitrato: non \u00e8 una complicazione eccessiva?<\/strong><br \/>\nAl contrario: \u00e8 una grande semplificazione. L\u2019arbitro, persona esperta del mercato del lavoro locale, \u00e8 scelto di comune accordo dai sindacati maggiormente rappresentativi e dall\u2019associazione delle agenzie. E decide entro due settimane, con una procedura semplicissima: anche perch\u00e9 non ci sono da fare complicate istruttorie: basta sentire il <em>tutor<\/em> e il lavoratore.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 chi viene licenziato e ha un&#8217;indennit\u00e0 dovrebbe decidere di aderire al nuovo contratto, che prevede questa condizionalit\u00e0?<\/strong><br \/>\nPer godere del servizio di <em>outplacement<\/em> pagato dalla Regione. Il progetto, poi, prevede che al contratto di ricollocazione possa partecipare anche l\u2019impresa che licenzia, la quale pu\u00f2 impegnarsi a pagare un trattamento complementare di disoccupazione. Cos\u00ec, per esempio, il lavoratore licenziato che stipula il contratto, invece di ricevere soltanto il 75 per cento dell\u2019ultima retribuzione erogato dall\u2019ASpI, riceve il 90 per cento. Comunque, se nella fase iniziale ci sar\u00e0 un numero esiguo di persone interessate, questo consentir\u00e0 alla Regione di \u201carricchire il piatto\u201d, concentrando le risorse su un minor numero di casi.<\/p>\n<p><strong>Le risorse, appunto. Da dove le prenderanno le Regioni che attiveranno il progetto?<\/strong><br \/>\nOggi le Regioni spendono fiumi di denaro per corsi di formazione professionale la cui utilit\u00e0 effettiva non viene quasi mai misurata. \u00c8 urgente che esse incomincino a riqualificare questa spesa, anche spostandola in parte dalla formazione all\u2019attivit\u00e0 di <em>placing<\/em>. Poi ci sono i contributi del Fondo Sociale Europeo, di cui riusciamo a utilizzare mediamente soltanto il 40 per cento, per mancanza di progetti che abbiano i requisiti necessari; questo esperimento soddisferebbe pienamente quei requisiti. Poi ci sono i fondi UE per lo <em>Youth Guarantee<\/em>, il programma per l\u2019aiuto intensivo all\u2019inserimento nel tessuto produttivo dei giovani. Infine occorre considerare che tenere i lavoratori in Cassa integrazione per anni, come facciamo ora diffusamente, costa molto di pi\u00f9 che inserirli nel giro di sei mesi nel grande flusso delle assunzioni: nel 2012, in Italia, nonostante la crisi nera, sono stati stipulati un milione e mezzo di contratti di lavoro a tempo indeterminato, abbastanza ben distribuiti fra nord, centro e sud!<\/p>\n<p><strong>Il progetto pu\u00f2 applicarsi anche ai giovani che si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro?<\/strong><br \/>\nCerto: il contratto di ricollocazione pu\u00f2 costituire una delle alternative da offrire loro entro il quarto mese, come previsto dallo <em>Youth Guarantee<\/em>. Con o senza un\u2019\u201cindennit\u00e0 di inserimento\u201d. Sarebbe un ottimo modo di usare i fondi che per questo programma riceveremo dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p><strong>Pensa che tutte le Regioni siano pronte a mettere in pratica efficacemente questa sperimentazione?<\/strong><br \/>\nTutte no. Alcune, come il Lazio e la Toscana, non aspettano altro; e, a ben vedere, potrebbero anche avviare questo progetto a legislazione invariata. Per\u00f2 una norma di legge statale sarebbe molto utile per dettare le linee guida dell\u2019esperimento. Le altre Regioni seguiranno, sfruttando l\u2019esperienza delle prime. E sar\u00e0 bene che ciascuna sfrutti a fondo il largo spazio di discrezionalit\u00e0 nella determinazione delle modalit\u00e0 specifiche dell\u2019esperimento: entit\u00e0 e modulazione del <em>voucher<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Ha fatto qualche stima sui costi del progetto?<\/strong><br \/>\nConsideriamo il caso di una Regione nella quale si attivino 10.000 contratti di ricollocazione. Si pu\u00f2 ipotizzare che il costo di un buon servizio di <em>outplacement<\/em> coperto dal <em>voucher<\/em> varii da un minimo di 2000 a un massimo di 4000 euro. Questo comporterebbe per la Regione, se tutti i contratti andassero a buon fine, un costo di circa 30 milioni.<\/p>\n<p><strong>Parecchio.<\/strong><br \/>\nGi\u00e0. Ma ha fatto il conto di quanto costa tenere, invece, quei 10.000 lavoratori in Cassa integrazione per due, tre, quattro o pi\u00f9 anni?<\/p>\n<p><strong>Di ricollocazione e politiche attive, nel documento unitario Confindustria-sindacati di inizio settembre su occupazione e crescita non c&#8217;\u00e8 traccia&#8230;<\/strong><br \/>\nCerto, mettere la gente che perde il posto in Cassa integrazione, cio\u00e8 in<em> freezer<\/em>, per qualche anno \u00e8 la soluzione pi\u00f9 comoda. Ma \u00e8 una soluzione costosissima e che fa un danno grave proprio ai lavoratori interessati. D\u2019altra parte, sindacati e imprenditori finora hanno considerato che questa dei servizi di assistenza intensiva per la ricollocazione, nel nostro Paese, sia una partita persa. Uno degli scopi principali del progetto di sperimentazione \u00e8, invece, proprio di mostrare che anche in Italia queste cose si possono fare, e si possono fare bene.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 invece, in quel documento, soprattutto la domanda di abbattimento del cuneo fiscale. Al netto delle incognite politiche di questi giorni, pensa che ci siano le condizioni per un intervento di forte riduzione del carico fiscale sul lavoro nel 2014? E&#8230; quanto forte dovrebbe essere per risultare davvero efficace?<\/strong><br \/>\nPer azzerare il differenziale che ci separa dalla Germania, secondo Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, occorrerebbero 50 miliardi l\u2019anno. Oggi appaiono una somma astronomica; per\u00f2 non \u00e8 irrealistico il modo in cui essi propongono di trovarla: stipulando un patto di ferro con l\u2019UE, che abbia per oggetto una autorizzazione a sforare per qualche anno rispetto al <em>Fiscal Compact<\/em>, in cambio di un impegno rigorosissimo di destinare tutte le risorse cos\u00ec ottenute all\u2019abbattimento del cuneo fiscale e contributivo.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;altro richiamo deciso delle parti sociali \u00e8 a una nuova politica industriale. Come tradurrebbe lei questo concetto di politica industriale?<\/strong><br \/>\nCredo che l\u2019unica politica industriale efficace che possiamo proporci di attuare, oggi, consista nell\u2019apertura del Paese agli investimenti diretti stranieri. Basterebbe fare un quinto di quello che prevede il documento <em>Destinazione Italia<\/em> elaborato dal Governo Letta, per ottenere qualche primo risultato importante. Se fossimo capaci di allineare l\u2019Italia al livello di attrattivit\u00e0 di un Paese europeo mediano, per questo aspetto, come la Francia o l\u2019Olanda, questo significherebbe un flusso aggiuntivo di capitali stranieri pari al 3,6 per cento del PIL: tra i 50 e i 60 miliardi l\u2019anno!<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COME PASSARE DALLE COSIDDETTE POLITICHE DEL LAVORO PASSIVE A QUELLE ATTIVE, ATTUANDO IL PRINCIPIO DI CONDIZIONALIT\u00c0 DEL SOSTEGNO DEL REDDITO Intervista a cura di Alessandro Giorgiutti pubblicata da Libero, 4 ottobre 2013 \u2013 Sono on line anche la bozza di disegno di legge per l\u2019attivazione del progetto e le slides della relazione svolta al convegno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-28230","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28230"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28230\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}