
{"id":28268,"date":"2013-10-06T08:59:22","date_gmt":"2013-10-06T07:59:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28268"},"modified":"2013-10-06T23:20:24","modified_gmt":"2013-10-06T22:20:24","slug":"ora-letta-abbia-coraggio-e-mostri-che-non-e-democristiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28268","title":{"rendered":"ORA LETTA ABBIA CORAGGIO E SMENTISCA CHI GLI D\u00c0 DEL DOROTEO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">C&#8217;E&#8217; UN&#8217;ITALIA CHE CORRE E UNA CHE ARRETRA &#8211; OCCORRE SPOSTARE RISORSE DA QUESTA A QUELLA: DUNQUE, SOSTITUIRE LA CIG CON MISURE PER LA RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI &#8211; E UN ACCORDO CORAGGIOSO CON LA UE PER LA DETASSAZIONE DEI REDDITI DI LAVORO E IMPRESA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Alberto Alesina<\/strong> e <strong>Francesco Giavazzi<\/strong> pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em> il 6 ottobre 2013 &#8211; Sul come passare dalle politiche passive del lavoro, e in particolare dall&#8217;abuso della Cassa integrazione, alle politiche attive caratterizzate dalla condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito offerto ai lavoratori disoccupati, \u00a0leggi <a title=\"Intervista a Libero - 4.9.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28230\" target=\"_blank\">la\u00a0mia intervista a <i>Libero del 4 ottobre 2013<\/i><\/a><\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La fiducia al governo Letta ha allontanato dall\u2019Italia alcune nubi di mercato. Lo <em>spread<\/em> \u00e8 sceso sotto quota 250. E altre circostanze non sono a noi sfavorevoli. La sfida tra repubblicani e democratici americani su bilancio e debito pubblico (che ha prodotto il cosiddetto shutdown ) ha avuto l\u2019effetto di far affluire capitali verso l\u2019euro (1,36 ai massimi sul dollaro degli ultimi otto mesi). Ne hanno beneficiato anche i nostri Btp, i cui rendimenti sul decennale sono scesi al 4,29 per cento.<br \/>\nPersino il tempo che Angela Merkel impiega in Germania nel costruire una grande coalizione ci appare non cos\u00ec diverso dalle nostre stanche ritualit\u00e0. Ma rilassarsi \u00e8 proibito, anche perch\u00e9 il rischio di un nuovo declassamento del nostro debito \u00e8 tutt\u2019altro che scongiurato. Basterebbe scendere di due gradini (tecnicamente <em>notches<\/em>) perch\u00e9 gli investitori istituzionali, internazionali e anche italiani, si trovino nell\u2019impossibilit\u00e0 di detenere o di acquistare i nostri titoli pubblici. Con le conseguenze sul costo del debito e sulla spirale fra elevata tassazione e recessione facilmente immaginabili.<br \/>\nIl sollievo \u00e8 comprensibile dopo una settimana cos\u00ec convulsa, la distrazione colpevole. Nei prossimi giorni il governo dovr\u00e0 presentare all\u2019Unione Europea prima e al Parlamento poi una legge di Stabilit\u00e0, la vecchia finanziaria, assai difficile nell\u2019equilibrio precario fra le attese dei partiti e la rigidit\u00e0 dei vincoli di bilancio. Nella discussione preparatoria che ne scaturir\u00e0, al di l\u00e0 degli slogan (tanti) e delle buone intenzioni (poche), sar\u00e0 utile tenere conto di un\u2019economia italiana a due facce. Il quadro complessivo \u00e8 problematico ma non mancano i segni di fiducia e le aree di forza.<br \/>\nL\u2019Italia ha una bilancia commerciale in attivo: importiamo materie prime e tutta l\u2019energia (gas e petrolio) che consumiamo, ma esportiamo pi\u00f9 che a sufficienza per pagare quelle importazioni. Certo, la recessione ha ridotto le importazioni, ma non \u00e8 solo questo il motivo per cui il saldo commerciale con l\u2019estero \u00e8 attivo. Le nostre esportazioni crescono (195 miliardi nel primo semestre di quest\u2019anno, dieci in pi\u00f9 dell\u2019anno scorso), e non stiamo perdendo quote di mercato, nonostante le difficolt\u00e0 in cui si muovono le imprese italiane e l\u2019alto costo del lavoro dovuto alle imposte. Nel primo semestre di quest\u2019anno le esportazioni di articoli farmaceutici sono cresciute del 13,6%, la metallurgia +9,1, gli articoli di pelletteria +7,4, prodotti alimentari e articoli di abbigliamento +5,3, gioielleria e strumenti musicali +4,5. In generale, i prodotti delle attivit\u00e0 manifatturiere hanno mostrato un incremento dei valori esportati del 4,3%. Le aziende che esportano sono un po\u2019 dappertutto. Rispetto al primo semestre dello scorso anno le esportazioni sono cresciute, ad esempio, del 11,3% in Puglia e del 10,7 in Toscana. Emilia-Romagna e Lombardia sono nella media, ma il Nord-Est \u00e8 fermo, mentre scendono le esportazioni di Liguria, Friuli e Basilicata.<br \/>\nQuindi ci sono due Italie. Una fatta di imprese produttive, che esportano, e che si sono ben adattate all\u2019euro. Altre che non riescono a farlo, si sono rinchiuse nel mercato domestico, non si rinnovano a sufficienza e sopravvivono solo grazie a mille protezioni. Questa, con luci e ombre, tanti problemi ma anche tanto entusiasmo, \u00e8 l\u2019Italia fuori dal Parlamento. Possiamo chiedere a deputati e senatori di ricordarsi che questo \u00e8 il Paese che sono stati eletti a rappresentare? La nostra economia si contrae, anche quest\u2019anno di quasi il 2%. Ma questa contrazione media \u00e8 il risultato di due situazioni opposte: un\u2019Italia che cresce e un\u2019altra che si restringe, e di molto. Per ricominciare a crescere basterebbe spostare e riorganizzare le risorse in modo da allargare un po\u2019 lo spazio occupato dalla prima. Ma bisogna poterlo fare, e per ci\u00f2 \u00e8 essenziale riformare un mercato del lavoro ingessato. La Cassa integrazione, ad esempio, \u00e8 un ostacolo alla riorganizzazione delle risorse: mantiene i lavoratori legati a un\u2019impresa, anche se questa non riaprir\u00e0 pi\u00f9, e nel frattempo non li incentiva a cercare lavoro in un\u2019azienda pi\u00f9 dinamica. Occorre sostituirla con sussidi alla disoccupazione basati su incentivi a cercare attivamente lavoro. Bisogna ridurre le tasse sul lavoro oggi cos\u00ec alte da rendere difficile per molte imprese fare quel salto di qualit\u00e0 che le renderebbe competitive sul mercato internazionale. Parliamo con chiarezza e credibilit\u00e0 all\u2019Unione Europea chiedendo di permetterci qualche anno di flessibilit\u00e0 sui vincoli fiscali per facilitare queste riforme e le riduzioni graduali di spesa che le devono accompagnare.<br \/>\nLe virt\u00f9 democristiane di Letta e Alfano hanno evitato al Paese non solo un\u2019incerta campagna elettorale ma anche un\u2019ulteriore deriva delle sue condizioni finanziarie. Nel predisporre la legge di stabilit\u00e0, l\u2019auspicio \u00e8 quello che i vecchi vizi della Prima Repubblica non si riproducano nella timidezza a tagliare le spese e nell\u2019arrendevolezza verso lobby e corporazioni. Si \u00e8 detto che in questi giorni si assiste anche a un\u2019ideale passaggio di testimone fra una generazione e l\u2019altra della politica. Se \u00e8 vero, ci\u00f2 dovrebbe avvenire con un deciso cambio di mentalit\u00e0, una svolta culturale in politica economica che favorisca la competitivit\u00e0 e il lavoro dei giovani, la lotta a sprechi e inefficienze, la riduzione sensibile di una tassazione insopportabile. Ci illudiamo? Forse. Il costo di un nuovo fallimento sarebbe molto alto e dimostrerebbe che l\u2019et\u00e0 purtroppo non conta.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;E&#8217; UN&#8217;ITALIA CHE CORRE E UNA CHE ARRETRA &#8211; OCCORRE SPOSTARE RISORSE DA QUESTA A QUELLA: DUNQUE, SOSTITUIRE LA CIG CON MISURE PER LA RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI &#8211; E UN ACCORDO CORAGGIOSO CON LA UE PER LA DETASSAZIONE DEI REDDITI DI LAVORO E IMPRESA Articolo di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi pubblicato sul Corriere della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-28268","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28268"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28268\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}