
{"id":28390,"date":"2013-10-15T17:27:14","date_gmt":"2013-10-15T16:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28390"},"modified":"2013-10-15T17:37:38","modified_gmt":"2013-10-15T16:37:38","slug":"il-vero-discrimine-tra-riformatori-e-conservatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28390","title":{"rendered":"IL VERO DISCRIMINE TRA RIFORMATORI E CONSERVATORI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL SENSO DELLA BATTAGLIA DI SCELTA CIVICA E DELLE ASSOCIAZIONI LIBERAL UNITE INTORNO A RETE<em>LIB<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Antonio Grizzuti per il sito <\/em><a title=\"Ateniesi.it\" href=\"http:\/\/www.ateniesi.it\/pietro-ichino-riformatori-e-conservatori-ecco-il-vero-bipolarismo\/\" target=\"_blank\">Ateniesi.it<\/a><em>, 15 ottobre 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Scelta Civica si sta battendo su alcuni temi in maniera forte (fisco, lavoro, previdenza) ma deve fare i conti con un clima ostile alle riforme. Quanto pesa la difficolt\u00e0 del governo delle larghe intese di prendere decisioni sull\u2019economia e le politica italiane?<\/strong><br \/>\nEffettivamente, fino a questo momento i difetti di coesione della maggioranza hanno influito negativamente sulla <em>performance<\/em> del Governo Letta: se si esclude il capitolo relativo alle riforme istituzionali, dove il lavoro del gruppo di esperti coordinato dal ministro Quagliariello fa registrare dei notevoli passi avanti, sul terreno dell\u2019economia, del fisco, del lavoro e della previdenza per ora prevale nettamente l\u2019inerzia. E in alcuni casi si \u00e8 assistito a dei veri e propri scivoloni: penso per esempio alla gestione della vicenda Alitalia; e alla versione originaria del \u201cdecreto stabilizzazioni\u201d, che siamo riusciti a correggere in Senato ma non era davvero un buon esempio di intervento in materia di amministrazioni pubbliche.<\/p>\n<p><strong>In un suo <a title=\"Riflessione grafica 6 ottobre 2013\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28271\" target=\"_blank\">recente articolo<\/a>, avvalendosi di un diagramma, afferma che la divisione destra\/sinistra non \u00e8 oggi quella decisiva per le scelte di fronte alle quali il Paese si trova; mentre il vero spartiacque \u00e8 quello che divide chi \u00e8 a favore e chi \u00e8 contro la strategia europea dell\u2019Italia. Pu\u00f2 spiegarci meglio questa tesi?<\/strong><br \/>\nOggi, e probabilmente ancora per un decennio, le scelte decisive per la sorte dell\u2019Italia sono quelle che riguardano la sua capacit\u00e0 di mantenere ferma la barra del timone sulla rotta segnata dalla strategia di integrazione nell\u2019Unione Europea. La politica nazionale, invece, si caratterizza per la divisione tradizionale fra destra e sinistra: un discrimine che non corrisponde a quelle scelte decisive. Su quelle scelte, oggi sono divisi al loro interno sia lo schieramento del centro-destra sia quello del centro-sinistra. Vedo in questo la causa principale dell\u2019inconcludenza della politica italiana in questo periodo.<\/p>\n<p><strong>Una delle azioni pi\u00f9 forti del governo Monti \u00e8 stata l\u2019avvio della <em>spending review<\/em>. Questo processo sembra quasi essersi interrotto; e ora recuperare coperture anche minime (nell\u2019ordine di 1-2 mld di euro) sembra diventata un\u2019impresa impossibile. Le larghe intese rappresentano davvero un ostacolo al il taglio della spesa pubblica?<\/strong><br \/>\nDovrebbe essere il contrario. Le larghe intese dovrebbero servire proprio per ripartire equamente tra i partiti maggiori il costo politico delle scelte pi\u00f9 impopolari, ma pi\u00f9 indispensabili per rimettere in sesto la finanza pubblica. Il fatto \u00e8 che la <em>spending review<\/em> richiederebbe un <em>know-how<\/em> specifico che \u00e8 merce rara nel <em>management<\/em> pubblico; e una determinazione ferrea, che \u00e8 merce ancora pi\u00f9 rara nel nostro ceto politico. Per esempio, la norma che era stata inserita nel \u201cdecreto stabilizzazioni\u201d sulle eccedenze di personale nelle societ\u00e0 controllate da enti pubblici, sostanzialmente mirata a impedirne la mobilit\u00e0 verso il tessuto produttivo generale promettendo a tutti il mantenimento nell\u2019area pubblica, era esattamente il contrario della<em> spending review<\/em>. Ed \u00e8 curioso che sia stata necessaria una dura battaglia dei senatori di Scelta Civica per convincere PdL e PD ad accantonare quella norma.<\/p>\n<p><strong>I recenti dati diffusi dall\u2019ISTAT sul tasso di disoccupazione, in particolare di quella giovanile che supera il 40%, e la crescita negativa dal PIL ormai dal IV trimestre 2011 fotografano un Paese incapace di riprendersi. A suo avviso che provvedimenti urgenti potrebbero essere presi per risollevare la situazione economica, in particolare in maniera di occupazione?<\/strong><br \/>\nInnanzitutto una drastica riduzione del cuneo fiscale e contributivo. Perch\u00e9 questa riduzione produca uno <em>shock<\/em> positivo sulla nostra economia, essa deve consistere nell\u2019azzeramento dell\u2019IRAP sul costo del lavoro per l\u2019impresa e in una riduzione di pari entit\u00e0 dell\u2019IRPEF sulla fascia di redditi di lavoro fino a 1000 euro al mese. Il costo di una misura di questo genere \u00e8 di circa venti miliardi: vanno trovati utilizzando le risorse europee che sarebbero a nostra disposizione e non utilizziamo, azzerando migliaia di consigli di amministrazione in altrettanti enti pubblici e societ\u00e0 da essi controllate, sopprimendo davvero le province, e cos\u00ec via. Poi occorre che si incominci a far funzionare i servizi nel mercato del lavoro, per favorire la mobilit\u00e0 effettiva dei lavoratori dalle imprese che si contraggono o chiudono a quelle che stanno crescendo.<\/p>\n<p><strong>Entriamo nel merito delle sue proposte su questo terreno. Che cosa prevede la sperimentazione sul contratto di ricollocazione?<\/strong><br \/>\nLo Stato pone a disposizione delle Regioni la possibilit\u00e0 dell\u2019esperimento: lo attiva solo la Regione che vuole utilizzarlo per riqualificare la propria spesa in questo settore. Lo fa con una delibera della Giunta, che offre ai disoccupati la possibilit\u00e0 di stipulare il contratto di ricollocazione, mettendo sul piatto un <em>voucher<\/em> per la copertura del costo di un buon servizio di <em>outplacement<\/em>, cio\u00e8 di assistenza intensiva nella ricerca del nuovo posto. Il <em>voucher<\/em> \u00e8 suddiviso in una parte fissa e una, assai maggiore, pagabile soltanto a ricollocazione avvenuta. Il lavoratore pu\u00f2 scegliere liberamente l\u2019agenzia di cui avvalersi tra quelle accreditate presso la Regione.<\/p>\n<p><strong>Ma se poi le agenzie si concentrano sulle persone pi\u00f9 facilmente collocabili, trascurando le pi\u00f9 difficili?<\/strong><br \/>\nIl progetto, proprio per neutralizzare questo rischio, prevede che l\u2019entit\u00e0 del <em>voucher<\/em> sia differenziata in relazione al grado di \u201ccollocabilit\u00e0\u201d di ciascuna persona, secondo i criteri che ciascuna Regione decider\u00e0. Le agenzie accreditate sono comunque impegnate ad accettare tutti i lavoratori che si rivolgono loro. Il contratto di ricollocazione dispone inoltre l\u2019affidamento della persona interessata a un <em>tutor<\/em> designato dall\u2019agenzia, che ha il compito di assisterla giorno per giorno, ma anche di controllarne la disponibilit\u00e0 effettiva per tutto quanto \u00e8 necessario ai fini della ricollocazione, compresi eventuali corsi di riqualificazione mirati. Nel caso di rifiuto ingiustificato di una iniziativa, o addirittura di un posto di lavoro, il <em>tutor<\/em> lo contesta al lavoratore. E alla contestazione \u2013 salva possibilit\u00e0 di impugnazione da parte del lavoratore davanti a un arbitro \u2013 consegue il dimezzamento dell\u2019indennit\u00e0; poi, la seconda volta, l\u2019interruzione.<\/p>\n<p><strong>Che ricadute potrebbe avere in termini occupazionali adottare un sistema simile?<\/strong><br \/>\n\u00c8 chiaro che in questo modo non si creano direttamente posti di lavoro. Ma si ottengono due risultati che possono produrre indirettamente l\u2019effetto di un aumento del tasso di occupazione: innanzitutto si applica in modo di rigoroso il principio di condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito, evitando cos\u00ec di sperperare denaro per il sostegno a persone che effettivamente non sono disoccupate, o non sono comunque disponibili per un lavoro regolare e liberando risorse l\u2019attivazione di servizi di assistenza intensiva e di riqualificazione mirata dei disoccupati. In secondo luogo si rende possibile la copertura degli <em>skill shortages<\/em>, cio\u00e8 di quelle decine di migliaia di posti che, in ogni regione italiana \u2013 e soprattutto in quelle meridionali \u2013, sono permanentemente scoperti per mancanza di persone dotate delle capacit\u00e0 necessarie.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 possibile stimare il costo di questo esperimento a carico delle regioni?<\/strong><br \/>\nIl costo di un buon servizio di<em> outplacement<\/em>, che dovrebbe essere coperto con il <em>voucher<\/em> regionale pu\u00f2 andare da 2000 a 4000 euro; dunque in media 3000. Ricollocare in questo modo diecimila persone in difficolt\u00e0 nel mercato del lavoro costa dunque 30 milioni. Una bella cifra; ma oggi spendiamo molto di pi\u00f9 per tenere quelle diecimila persone in cassa integrazione per anni e anni. E per corsi di formazione non specificamente mirati agli <em>skill shortages<\/em> esistenti, che non servono per trovare un lavoro.<\/p>\n<p><strong>Le misure proposte andrebbero nella direzione della <a title=\"Portale flexsecurity\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\"><em>flexsecurity<\/em><\/a>. Questo modello, sperimentato con successo nei paesi scandinavi, determina un mercato del lavoro molto fluido nel quale le politiche di uscita flessibili si sposano con una maggiore semplicit\u00e0 di inserimento dei lavoratori alla ricerca di un impiego, anche attraverso meccanismi di <em>outplacement<\/em>. Il nostro mercato funziona nel verso opposto: anche a causa di una contrattazione sindacale che ha preferito ingessare i posti di lavoro esistenti anzich\u00e9 garantire il diritto al lavoro. Forse \u00e8 necessario un cambio di mentalit\u00e0\u2026<\/strong><br \/>\nS\u00ec. Ma la mentalit\u00e0 cambia se si fa toccare con mano a lavoratori e sindacalisti che il nuovo modello funziona, che esso costituisce un gioco a somma positiva, nel quale tutti guadagnano.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019obiettivo del nuovo portale <a title=\"Retelib\" href=\"http:\/\/www.retelib.it\/\" target=\"_blank\">rete<em>Lib<\/em><\/a>?<\/strong><br \/>\nL\u2019obiettivo \u00e8 di mettere in rete le associazioni e le persone dell\u2019area liberal, che si ispirano agli ideali del liberalismo europeo. \u00c8 un\u2019area molto vasta, ma che oggi non ha sufficiente coscienza di s\u00e9 medesima. Anche a causa della divisione tradizionale destra-sinistra di cui parlavamo prima, onnipervasiva, che non corrisponde al vero discrimine tra conservatori e riformatori: oggi abbiamo i riformatori in entrambi gli schieramenti, uniti da idee molto simili ma divisi dal muro tradizionale che impedisce loro di cooperare.<\/p>\n<p><strong>Un nuovo partito?<\/strong><br \/>\nNo: reteLib vuole solo essere un luogo dove si discute sulle <em>policies<\/em> pi\u00f9 che sul <em>politics.<\/em> Altrimenti non riuscirebbe a mettere insieme associazioni e persone che oggi appartengono sia alla destra sia alla sinistra e non intendono rinnegare questa loro appartenenza. L\u2019importanza \u00e8 che esse imparino a comunicare e cooperare tra loro. Quello che sanno fare poco PD e PdL nella maggioranza delle larghe intese.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL SENSO DELLA BATTAGLIA DI SCELTA CIVICA E DELLE ASSOCIAZIONI LIBERAL UNITE INTORNO A RETELIB Intervista a cura di Antonio Grizzuti per il sito Ateniesi.it, 15 ottobre 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-28390","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28390"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28390\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}