
{"id":28529,"date":"2013-10-26T20:49:31","date_gmt":"2013-10-26T19:49:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28529"},"modified":"2013-10-26T20:49:31","modified_gmt":"2013-10-26T19:49:31","slug":"giubileo-e-pastore-quale-futuro-per-i-centri-per-limpiego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28529","title":{"rendered":"GIUBILEO E PASTORE: QUALE FUTURO PER I CENTRI PER L&#8217;IMPIEGO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">COME RIFORMARE I SERVIZI PUBBLICI PER L&#8217;IMPIEGO PER ATTUARE LA <em>EUROPEAN YOUTH GUARANTEE<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Francesco Giubileo<\/strong> e <strong>Francesco Pastore<\/strong> pubblicato su <\/em><a title=\"lavoce.info\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/quale-futuro-per-i-centri-per-limpiego\/\" target=\"_blank\">lavoce.info<\/a><em> il 25 ottobre 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more-->\u00c8 in arrivo la riforma dei servizi pubblici per l\u2019impiego, anche per attuare la <em>European Youth Guarantee<\/em>. I nodi sono la pluralit\u00e0 di attori istituzionali coinvolti, il rapporto con i privati, l\u2019eccesso di burocrazia e l\u2019assenza di servizi per le imprese, specie se piccole. I rischi di fallimento.<\/p>\n<p>I NODI DA SCIOGLIERE<\/p>\n<p>A ottobre si dovrebbe realizzare la tanto attesa riforma dei servizi pubblici per l\u2019impiego (Spi). La riforma \u00e8 attesa perch\u00e9 dopo la definizione, mai realizzata e forse inutile, dei \u201clivelli essenziali\u201d previsti dalla legge 92\/2012 e la contemporanea abolizione (cancellata dalla Consulta) delle province che hanno in carico la gestione dei Cpi, i servizi sono in attesa di sapere che cosa ne sar\u00e0 di loro. Inoltre, la riforma \u00e8 parte del pacchetto che \u00e8 necessario per l\u2019attuazione dello <em>European Youth Guarantee<\/em>, per il quale il Governo si \u00e8 impegnato con l\u2019Unione Europea. \u00c8 bene iniziare a parlarne, magari guardando all\u2019esperienza dei paesi dove tali servizi funzionano meglio.<\/p>\n<p>I nodi da sciogliere per una modernizzazione degli Spi sono almeno quattro:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la pluralit\u00e0 di attori istituzionali coinvolti;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il rapporto con gli attori privati, ancora inefficace e inefficiente;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019appesantimento burocratico;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019assenza di servizi per le imprese.<\/p>\n<p>Per effetto di una distorta lettura del principio di sussidiariet\u00e0 verticale, l\u2019Italia presenta una pluralit\u00e0 di attori istituzionali nella gestione degli Spi: Stato, Regioni, province e in certi casi anche comuni. Si raggiunge il paradosso che lo Stato \u00e8 a capo del sistema d\u2019istruzione, le Regioni delle politiche per l\u2019impiego e le province dei centri per l\u2019impiego. Questa separazione \u00e8 il segreto del fallimento e il decentramento amministrativo, cos\u00ec come realizzato, non ha certo prodotto i risultati sperati.<br \/>\nIn altri paesi pi\u00f9 efficienti, una sola agenzia nazionale propone e finanzia programmi di politica attiva del lavoro gestiti a livello locale da municipalit\u00e0 (spesso consorziate e paragonabili alle nostre province). Occorre un nuovo modello di rapporto pubblico-privato, dove il primo svolga attivit\u00e0 di coordinamento, pianificazione e controllo del territorio e il secondo si occupi del collocamento. \u00c8 necessario identificare presto un nuovo organo, con una maggiore libert\u00e0 di azione, che sostituisca le province nel gestire gli Spi.<\/p>\n<p>IL PROFILO DELL\u2019UTENTE<\/p>\n<p>\u00c8 urgente realizzare, come avviene da decenni in Australia, ma pi\u00f9 di recente anche nel Regno Unito e in Germania, un\u2019attivit\u00e0 di <em>profiling<\/em>, vale a dire di individuazione del profilo degli utenti svantaggiati secondo alcune categorie prestabilite. Compiuto in base ad alcuni criteri oggettivi (quali la durata della disoccupazione e il titolo di studio), serve a indirizzare l\u2019utente verso una fascia del bisogno cos\u00ec come \u00e8 definita nel seguente riquadro.<\/p>\n<p><strong>Classificazione degli utenti ai servizi pubblici per l\u2019impiego<\/strong><br \/>\nFascia 1: Assistenza non necessaria, il soggetto pu\u00f2 essere collocato dall\u2019attore pubblico oppure \u00e8 in grado \u201cautonomamente\u201d di trovare lavoro.<br \/>\nFascia 2: Necessit\u00e0 di una \u201ctraiettoria\u201d o di un minimo percorso di assistenza.<br \/>\nFascia 3: Necessit\u00e0 di una assistenza continua e dedicata.<br \/>\nFascia 4: Necessit\u00e0 di una assistenza continua, dedicata e, inoltre, la collocazione \u00e8 possibile solo se sono presenti incentivi alle imprese.<\/p>\n<p>Ognuna di queste fasce dovrebbe ricevere un determinato budget, proporzionale alla difficolt\u00e0 di collocamento dei destinatari, che verr\u00e0 indirizzato ai <em>providers<\/em> delegati al loro collocamento. La somma potr\u00e0 essere spesa per alcuni servizi o rappresentare un premio di collocamento.<br \/>\nL\u2019inserimento al lavoro \u00e8 l\u2019obiettivo principale in una logica definita di <em>blackbox<\/em>: non deve interessare il come, ma solo il risultato ottenuto. Si dovrebbe cos\u00ec ridurre l\u2019orientamento opposto, diffuso in Italia, di fare solo formazione (<em>parking<\/em>), senza il passaggio al collocamento lavorativo.<br \/>\nNel Regno Unito, dove \u00e8 ormai consolidato il principio <em>no cure \u2013 no pay<\/em> \u00e8 praticamente scomparsa tutta una filiera di attivit\u00e0 di accompagnamento al lavoro praticate in passato, che rischiano di essere inutili per il collocamento del soggetto svantaggiato.<\/p>\n<p>LA <em>PERFORMANCE<\/em> DEL PARTNER PRIVATO<\/p>\n<p>La <em>performance<\/em> del partner privato dipende molto dal suo<em> network<\/em> di aziende, pi\u00f9 che dai servizi offerti. Certo, per disincentivare i fenomeni di <em>gaming<\/em> (accordi tra azienda ed ente privato convenzionato per spartirsi il premio), \u00e8 necessario pagare il compenso almeno sei mesi dopo l\u2019instaurazione del rapporto di lavoro, da verificare tramite fonti amministrative, con la possibilit\u00e0 di inserire bonus aggiuntivi legati alla durata del contratto di lavoro e alla rapidit\u00e0 del collocamento.<br \/>\nCome insegna il caso inglese, per incentivare l\u2019attore privato, vanno realizzati sistemi di rating pubblici degli operatori, sulla base di strumenti statistici\/econometrici definiti prima dell\u2019erogazione degli incentivi. Gli utenti sceglieranno l\u2019attore privato che ritengono pi\u00f9 adeguato, sulla base delle performance passate, della loro qualifica e del settore di interesse (una \u201cGuida alla scelta\u201d). Molti dei concetti appena esposti sono alla base della nuova \u201cDote unica del lavoro\u201d che verr\u00e0 realizzata in Lombardia. L\u2019intervento si ispira prevalentemente al modello olandese, ritenuto tra le esperienze pi\u00f9 interessanti di delega al privato.<\/p>\n<p>ONERI BUROCRATICI E SERVIZI PER LE IMPRESE<\/p>\n<p>Un terzo problema riguarda la gestione della parte amministrativa che assorbe un numero impressionate di funzionari e, come nel caso della registrazione della disponibilit\u00e0 al lavoro dei cassa integrati in deroga, toglie tempo a servizi pi\u00f9 utili.<br \/>\nCome abbiamo suggerito in un precedente intervento (Un <em>call center<\/em> per trovare lavoro), si potrebbero delegare i compiti di registrazione e primo contatto a un <em>call center<\/em>. Le possibilit\u00e0 di realizzare questo progetto a costo zero sono molte: si pu\u00f2 sfruttare il<em> Contact center<\/em> dell\u2019Inps con un servizio dedicato, razionalizzare l\u2019attivit\u00e0 dei funzionari nei Cpi con telelavoro, oppure destinare un piccolo budget a un servizio esterno, come fatto in alcune province.<br \/>\nI servizi alle piccole imprese sono il vero punto debole e, senza una riorganizzazione, l\u2019attore pubblico rischia di restare un inutile contenitore di <em>curriculum<\/em>. Tre funzioni potrebbero consentire ai Cpi di essere un utile interlocutore:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 servizi e assistenza passo-passo per aprire una partita Iva;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 potenziamento della figura di consulenza del lavoro;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e infine, consulenza in tema di bandi, sgravi e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa consiste nel delegare in partnership ai privati lo svolgimento di queste funzioni.<\/p>\n<p>I COSTI E LE PROSPETTIVE<\/p>\n<p>La riforma \u00e8 potenzialmente a costo zero, ma va affrontata con coraggio. L\u2019eliminazione di alcuni ruoli istituzionali dovrebbe portare a un risparmio di risorse da reinvestire nei servizi alle imprese. In altri termini, occorre riqualificare un numero sufficiente di dipendenti a livello regionale, nazionale e locale e destinarli ad altra attivit\u00e0. I servizi di collocamento dei privati potrebbero essere pagati con i fondi attualmente erogati ai programmi di accompagnamento. Inoltre, nel caso si costituisca un nuovo organo a livello nazionale che sostituisca le varie istituzioni oggi chiamate alla gestione delle politiche attive o degli Spi, si otterrebbe un risparmio di risorse tale da finanziare tutti i servizi qui descritti.<br \/>\nTra le proposte avanzate dal Governo Letta, di tutto ci\u00f2 non vi \u00e8 traccia e il timore \u00e8 che, seppure attuata, la riforma degli Spi si risolva in una enunciazione di buoni proposti, con risvolti problematici per il successo anche della <em>Youth Guarantee<\/em>. Sarebbe un peccato, poich\u00e9 si lascerebbe ancora una volta insoddisfatta l\u2019aspettativa di una maggiore competenza dal lato dell\u2019offerta di lavoro e si farebbe finire una buona parte delle risorse (nazionali e comunitarie) in azioni di orientamento e formazione, che in questi anni non hanno aiutato i beneficiari di ammortizzatori in deroga o i disoccupati di lungo periodo a trovare un nuovo lavoro.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COME RIFORMARE I SERVIZI PUBBLICI PER L&#8217;IMPIEGO PER ATTUARE LA EUROPEAN YOUTH GUARANTEE Articolo di Francesco Giubileo e Francesco Pastore pubblicato su lavoce.info il 25 ottobre 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-28529","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28529","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28529"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28529\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28529"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28529"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}