
{"id":28685,"date":"2013-11-10T16:50:30","date_gmt":"2013-11-10T15:50:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28685"},"modified":"2013-11-10T16:50:48","modified_gmt":"2013-11-10T15:50:48","slug":"forza-vendete-e-giu-le-tasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28685","title":{"rendered":"FORZA, VENDERE (E GI\u00d9 LE TASSE)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER RIDURRE IL DEBITO OCCORREREBBE PRIVATIZZARE SENZA ESITAZIONI &#8211; LA CESSIONE DI QUOTE AZIONARIE POSSEDUTE DAL MINISTERO DELL\u2019ECONOMIA FRUTTEREBBE IL 6% DEL PIL \u2013 LE CESSIONI IMMOBILIARI FINO AL 15%<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi<\/strong> pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera <em>del 5 novembre 2013<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ci impedisce di ridurre le tasse &#8211; aumenteranno di 1,2 miliardi di euro nel 2014 &#8211; non \u00e8 il deficit, ma il debito che continua a crescere. Alla fine dell\u2019anno raggiunger\u00e0 il 133% del Prodotto interno lordo (Pil), trenta punti in pi\u00f9 in un decennio. Nonostante i tassi siano molto bassi, oggi spendiamo 85 miliardi l\u2019anno per gli interessi, il 5,4 per cento del Pil. Ma prima o poi i tassi aumenteranno: sia perch\u00e9 saliranno i tassi americani, sia perch\u00e9 il nostro spread si allargherebbe di nuovo se gli investitori si preoccupassero di un debito troppo elevato. \u00c8 indispensabile quindi farlo scendere, allontanandoci da una soglia di guardia che preoccupa gli investitori e ci espone al rischio che un giorno i mercati possano rifiutarsi di sottoscrivere i titoli emessi dallo Stato.<br \/>\nCi sono due modi per ridurre il debito: tassare la ricchezza privata mediante un\u2019imposta patrimoniale (che dovrebbe essere assai elevata per ridurre significativamente il debito), oppure ridurre lo spazio che lo Stato occupa nell\u2019economia privatizzando imprese e vendendo immobili. A noi pare che la seconda sia la strada da seguire dato il vasto spazio che Stato e amministrazioni pubbliche occupano nella nostra economia.<br \/>\nSi era cominciato a farlo negli anni Novanta. Poi, governo dopo governo, sia di centrodestra che di centrosinistra, si \u00e8 ricaduti in un vecchio errore: illudersi che la \u00abpolitica industriale\u00bb, cio\u00e8 dirigismo e imprese pubbliche, possano produrre crescita. Invece, come si \u00e8 visto anche recentemente con i casi di Finmeccanica e Alitalia (e come accade ogni giorno in modo meno visibile in migliaia di imprese controllate da Comuni e Regioni) finiscono per generare corruzione e costare miliardi ai contribuenti. Ha ragione quindi il ministro Saccomanni a insistere con le privatizzazioni.<br \/>\nMa non appena si parla di privatizzare, si levano cori indignati sul \u00abvalore strategico\u00bb di questa o quell\u2019impresa, su quanto sia essenziale che essa rimanga \u00abitaliana\u00bb. E subito si ricordano i \u00abdisastri\u00bb delle privatizzazioni del passato. Spesso questi cori servono solo a proteggere una cordata di imprenditori italiani, come quelli che acquistarono Alitalia dopo che lo Stato si era accollato 3 miliardi di debiti e che, trascorsi solo cinque anni, sono falliti una seconda volta. Oppure a non disturbare il connubio tra qualche politico e qualche impresa pubblica.<br \/>\nGuardate invece al Nuovo Pignone: venduto dallo Stato alla General Electric negli anni Novanta, il Pignone \u00e8 cresciuto diventando un\u2019eccellenza mondiale nel settore delle turbine. Merito di un azionista intelligente, ma soprattutto di lavoratori e dirigenti di grande valore. Alla General Electric non verrebbe mai in mente di spostare altrove quell\u2019azienda. Sarebbe stato meglio vendere Ansaldo energia alla Doosan, una grande azienda industriale sudcoreana, anzich\u00e9 alla Cassa depositi e prestiti, un ente pubblico che non ha alcuna esperienza nel settore dell\u2019energia. Fra l\u2019altro, questa non \u00e8 una vera privatizzazione dato che il maggiore azionista della Cassa \u00e8 lo Stato.<br \/>\nLa cessione delle quote che il ministero dell\u2019Economia ancora possiede in Eni, Enel, Terna, Finmeccanica, Fincantieri, Poste Italiane, Sace, ST Microelectronics e Cassa depositi e prestiti produrrebbe circa 60 miliardi di euro. Le Ferrovie da sole, secondo alcune stime, altri 36. A questi si aggiungono le aziende pubbliche locali: Roberto Perotti e Luigi Zingales stimano il loro valore in circa 30 miliardi. Infine vi sono gli immobili, che \u00e8 per\u00f2 molto difficile valutare e spesso ancor pi\u00f9 difficile (ma non impossibile) vendere: secondo alcune stime il loro valore \u00e8 di circa 300 miliardi. In totale il 6% del Pil dalla cessione di quote azionarie, e fino al 15% dalle cessioni immobiliari.<br \/>\nSi cita spesso Telecom Italia come esempio di una privatizzazione fallita. Ma di chi \u00e8 stata la colpa? Certamente dei privati, <em>in primis<\/em> di Roberto Colaninno, che hanno acquistato Telecom a debito e trasferito quei debiti sull\u2019azienda, affossandola. Ma come \u00e8 potuto accadere? Chi lo consent\u00ec?<br \/>\nIl governo di allora, presieduto da Massimo D\u2019Alema, non si chiese quali sarebbero state le conseguenze industriali dell\u2019Opa (Offerta pubblica di acquisto). Avrebbe potuto intervenire, usando il pacchetto di azioni &#8211; piccolo ma determinante &#8211; ancora possedute dal ministero dell\u2019Economia (perplesso sull\u2019Opa), decise per\u00f2 di non farlo. Fu una scelta non priva di conseguenze (e, a posteriori, di colpe). E comunque per una Telecom finita male c\u2019\u00e8 un marchio come Pavesi risorto, una Autogrill che, acquistata dalla famiglia Benetton, \u00e8 diventata il leader mondiale nella ristorazione aeroportuale. La stessa famiglia non ha avuto altrettanto successo con gli Aeroporti di Roma, una societ\u00e0 soggetta a forte regolazione pubblica e quindi a influssi politici diretti. Un\u2019esperienza che dimostra come in Italia il rapporto tra privati e una politica regolatrice incapace di svolgere il suo ruolo non funziona.<br \/>\nSe davvero privatizzare \u00e8 tanto difficile, rimane solo una strada per ridurre il debito: tassare i contribuenti onesti. Intanto i ricchi, preoccupati dalla possibilit\u00e0 che la loro ricchezza venga colpita da una patrimoniale <em>una tantum<\/em> , l\u2019avranno gi\u00e0 nascosta all\u2019estero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER RIDURRE IL DEBITO OCCORREREBBE PRIVATIZZARE SENZA ESITAZIONI &#8211; LA CESSIONE DI QUOTE AZIONARIE POSSEDUTE DAL MINISTERO DELL\u2019ECONOMIA FRUTTEREBBE IL 6% DEL PIL \u2013 LE CESSIONI IMMOBILIARI FINO AL 15% Articolo di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi pubblicato sul Corriere della Sera del 5 novembre 2013<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-28685","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28685"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28685\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}