
{"id":2946,"date":"2009-04-18T19:20:13","date_gmt":"2009-04-18T18:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2946"},"modified":"2009-06-04T12:30:01","modified_gmt":"2009-06-04T11:30:01","slug":"per-un-welfare-piu-mirato-al-bisogno-reale-piu-inclusivo-e-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2946","title":{"rendered":"PER UN WELFARE PIU&#8217; MIRATO AL BISOGNO REALE, PIU&#8217; INCLUSIVO E UNIVERSALE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DOBBIAMO SMETTERE DI PENSARE CHE WELFARE SIGNIFICHI SOLTANTO PENSIONI PER GLI ANZIANI: IL BISOGNO VERO NON COINCIDE NECESSARIAMENTE CON L&#8217;ETA&#8217; AVANZATA<\/span><br \/>\nArticolo pubblicato su LavorInCorso, aprile 2009<\/p>\n<p><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nNel 2008 lo Stato italiano ha destinato oltre 79 miliardi di euro per far fronte al fabbisogno dell\u2019Inps, dei quali pi\u00f9 di 40 per riequilibrare il bilancio del nostro sistema di previdenza pensionistica. \u00c8 questo il modo migliore in cui interpretare il fondamentale debito di sicurezza dello Stato verso i suoi cittadini pi\u00f9 deboli?\u00a0Certamente\u00a0no.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le situazioni di maggior debolezza e bisogno coincidono solo in parte con le situazioni nelle quali tipicamente vengono erogate dall\u2019Inps le pensioni di anzianit\u00e0 e di vecchiaia (un discorso a parte andrebbe fatto per molte di quelle di invalidit\u00e0). \u00c8 davvero difficile sostenere che meritino un sostegno del reddito a carico della fiscalit\u00e0 generale i cinquantottenni o sessantenni in quanto tali, senza distinzione tra chi svolge un lavoro manuale o usurante e chi no; eppure, \u00e8 anche per consentire a questi ultimi di andare in pensione precocemente che lo Stato versa quelle molte decine\u00a0di miliardi ogni anno; col risultato, oltretutto, di contribuire a mantenere patologicamente basso il nostro tasso di occupazione nella fascia di et\u00e0 tra i 55 e i 65 anni.<br \/>\nLo Stato stesso \u00e8 invece inerte di fronte a situazioni nelle quali l\u2019intervento pubblico a carico della fiscalit\u00e0 generale sarebbe giustificatissimo, anzi indispensabile: \u00a0si pensi, per esempio, alle famiglie che devono dare assistenza continuativa a un proprio membro non autosufficiente, oppure alle situazioni di povert\u00e0 infantile, che sono destinate a segnare in modo per lo pi\u00f9 irreversibile il destino di centinaia di migliaia di futuri adulti. Su entrambi questi fronti si potrebbe fare fin d\u2019ora moltissimo con le risorse che si otterrebbero mediante un aumento di uno o due anni dell\u2019et\u00e0 del pensionamento di anzianit\u00e0. \u00a0In particolare, con 7 miliardi all\u2019anno (meno di un decimo di quello che lo Stato spende oggi per far fronte al fabbisogno dell\u2019Inps!) si potrebbe incominciare a imitare seriamente il sistema di assistenza domiciliare agli invalidi non autosufficienti di Paesi avanzati come la Svezia o la Norvegia, mettendo in moto un meccanismo di formazione e lavoro nel settore dell\u2019assistenza che, a regime, darebbe lavoro a circa 100 mila persone, in prevalenza donne, e non necessariamente in forma di lavoro alle dipendenze di enti pubblici. Con lo stesso stanziamento si potrebbe attribuire a tutte le persone di et\u00e0 fino a 16 anni una sorta di primo \u201creddito di cittadinanza\u201d fruibile in servizi di assistenza e istruzione. Non sarebbe questo un modo migliore di spendere il denaro pubblico oggi destinato al sistema del welfare?<br \/>\n*<br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 il problema del sostegno del reddito di chi perde il posto di lavoro: oggi dei lavoratori dipendenti meno della met\u00e0 gode di un trattamento di disoccupazione degno di questo nome. Qui, per\u00f2, la questione non \u00e8 soltanto \u2013 e neppure principalmente \u2011 quella del reperimento delle risorse necessarie per il sostegno del reddito. Qualsiasi potenziamento di un trattamento di disoccupazione presenta il problema del suo possibile effetto, su chi lo riceve, di \u201caddormentamento\u201d dell\u2019attivit\u00e0 di ricerca della nuova occupazione.<br \/>\n\u201cUniversalizzare\u201d il sostegno del reddito per il lavoratore dipendente che perde il lavoro \u00e8 necessario, sia dal punto di vista della sicurezza sociale, sia da quello della stabilizzazione del ciclo economico: la sicurezza data al disoccupato significa, infatti, anche stabilit\u00e0 della domanda di beni e servizi alle famiglie nella congiuntura economica negativa. Ma una strategia credibile di generalizzazione del trattamento di disoccupazione deve saper coniugare il sostegno del reddito con servizi di assistenza intensiva nella ricerca della nuova occupazione, che consentano un controllo efficace dell\u2019attivit\u00e0 di ricerca svolta dal lavoratore e della sua disponibilit\u00e0 effettiva per le occasioni che gli si presentano. Oggi nel nostro Paese il trattamento di disoccupazione \u00e8 condizionato a questa disponibilit\u00e0 soltanto in linea teorica: in realt\u00e0 i servizi pubblici nel mercato del lavoro non sono in grado di garantire l\u2019effettivit\u00e0 di questo carattere \u201ccondizionale\u201d del trattamento. Si pone dunque la questione cruciale: come rendere davvero sostenibile l\u2019\u201cuniversalizzazione\u201d del sostegno del reddito ai disoccupati, dando vita in tempi non geologici a un sistema di servizi nel mercato del lavoro davvero efficiente?<br \/>\nUna soluzione credibile di questo problema, in Italia oggi, non sembra poter passare attraverso un potenziamento dei servizi pubblici di collocamento e formazione professionale, che sono sottoposti alla competenza legislativa e amministrativa delle Regioni: dopo un quarto di secolo di discussioni e impegni in proposito, i risultati in questo campo sono troppo scarsi. Una soluzione credibile pu\u00f2 passare, invece, attraverso una responsabilizzazione forte delle imprese su questo terreno. Si pu\u00f2 pensare a una prima fase sperimentale, nella quale si consente alla contrattazione collettiva di attivare, nell\u2019impresa o gruppo di imprese disponibili, un nuovo sistema di sicurezza di tipo nord-europeo: in cambio di una maggiore libert\u00e0 nei licenziamenti per motivi economici e organizzativi, le imprese si impegnano ad assicurare ai dipendenti eventualmente licenziati, per mezzo di un apposito ente bilaterale o consortile, una forte garanzia di continuit\u00e0 del reddito e servizi efficienti di riqualificazione professionale e assistenza nella ricerca della nuova occupazione. Se il sistema di sostegno del reddito \u00e8 interamente finanziato dalle stesse imprese, queste sono fortemente incentivate a porre in essere servizi di riqualificazione e collocamento efficienti, in modo che i periodi di disoccupazione ne risultino il pi\u00f9 possibile ridotti. Dopo qualche anno di sperimentazione, questo nuovo assetto potrebbe essere generalizzato, obbligando tutte le imprese a consorziarsi per la costituzione degli enti bilaterali o consortili capaci di garantire a tutti i lavoratori sostegno del reddito e servizi \u2011 necessariamente efficienti, proprio in conseguenza del sostegno del reddito \u2013 di assistenza nei processi di mobilit\u00e0 interaziendale.<br \/>\nIn questa ottica appare evidente il nesso che corre tra universalizzazione del trattamento di \u00a0disoccupazione e riforma della disciplina dei licenziamenti. La perdita del posto non costituisce pi\u00f9 per il lavoratore una catastrofe economica, comportando perdita del reddito e dispersione di professionalit\u00e0: nel nuovo sistema la continuit\u00e0 del reddito \u00e8 garantita e il processo di aggiustamento industriale diventa un momento in cui si compie un cospicuo investimento sul capitale umano del lavoratore, al fine della sua migliore ricollocazione nel tessuto produttivo. Il lavoratore \u00e8 \u201csicuro\u201d che la soluzione occupazionale migliore non tarder\u00e0, anche perch\u00e9 sa che all\u2019impresa un ritardo indebito costerebbe troppo.<br \/>\nQuesto, in estrema sintesi, \u00e8 il progetto contenuto nel disegno di legge \u201cper la transizione a un regime di flexsecurity\u201d, presentato il 25 marzo scorso da 30 senatori: sostituire, per le nuove generazioni, al vecchio modello mediterraneo di sicurezza fondato sull\u2019ingessatura del singolo rapporto di lavoro, un modello nord-europeo nel quale la sicurezza del lavoratore si fonda sulla garanzia di assistenza integrale nel mercato, quando i processi di aggiustamento del tessuto produttivo lo richiedono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,31],"tags":[],"class_list":["post-2946","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2946","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2946"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2946\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2946"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2946"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2946"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}