
{"id":29639,"date":"2014-01-13T10:57:20","date_gmt":"2014-01-13T09:57:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29639"},"modified":"2014-01-13T11:04:58","modified_gmt":"2014-01-13T10:04:58","slug":"ricolfi-il-lavoro-non-lo-creano-i-dilettanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29639","title":{"rendered":"RICOLFI: IL LAVORO NON LO CREANO I DILETTANTI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL CODICE SEMPLIFICATO DEL LAVORO, FRUTTO DI UN LUNGO LAVORO DI ESPERTI, DI CUI RENZI HA FATTO IL SUO CAVALLO DI BATTAGLIA ALLE PRIMARIE, \u00c8 PRONTO: PERCH\u00c9 RINVIARE DI OTTO MESI?<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di Luca Ricolfi pubblicato su <\/em>La Stampa<em> il 13 gennaio 2014<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Avete presente Qui, Quo, Qua e il Manuale delle giovani marmotte? i tre nipotini svegli e saggi, che indagano, capiscono, sbrogliano le situazioni? e alla fine tirano lo zio Paperino fuori dai guai in cui si \u00e8 cacciato\u2026<br \/>\nCi ho provato a fermare il flusso dei ricordi, ma non ci sono riuscito. Pi\u00f9 mi addentravo nella cronaca politica, pi\u00f9 leggevo quel che Renzi e i suoi dicono e ripetono in questi giorni, pi\u00f9 la sensazione di essere in un episodio di Paperino si impadroniva inesorabilmente di me.<br \/>\nPrima le battute, non si sa se originali o un po\u2019 trasfigurate dai suoi, sul povero e confuso zio Paperino, il presidente del Consiglio Enrico Letta: \u00abOrmai siamo diventanti i badanti di questo governo. Sanno solo combinare guai e noi dobbiamo rimediare\u00bb (<em>la Repubblica<\/em>, 9 gennaio). Poi le baldanzose parole con cui la giovane marmotta Renzi presenta la prima versione del \u00abJobs Act\u00bb: \u00abQui c\u2019\u00e8 un sommario, con le prime azioni concrete, formulato insieme ai ragazzi della segreteria a partire da Marianna, che si occupa di lavoro, e di Filippo, che \u00e8 responsabile economia\u00bb.<br \/>\nLa sensazione di essere in un fumetto di Walt Disney \u00e8 irresistibile.<br \/>\nLa stragrande maggioranza delle persone normali, che lavorano e non vivono di politica e di talk-show, sa forse chi \u00e8 Qui-Matteo, ma non ha la minima idea di chi siano Quo-Filippo e Qua-Marianna. Ma non importa, quel che importa veramente \u00e8 solo il messaggio: siamo amici, siamo ragazzi, siamo ottimisti, abbiamo un piano per voi. Un piano che vi salver\u00e0, far\u00e0 ripartire l\u2019Italia, un Paese \u00abche ha le risorse per essere leader in Europa e punto di attrazione nel mondo\u00bb perch\u00e9 il mondo \u00abha fame di bello, quindi di Italia\u00bb.<br \/>\nMah, sono perplesso, e anche un po\u2019 pentito. Pensate un po\u2019. Non ho mai avuto la tessera di un partito. Non ho mai votato Pd. Per\u00f2 alle penultime primarie (quelle vinte da Bersani e perse da Renzi) ero andato a fare la coda e a votare. A votare per lui, mentre quasi tutti i miei amici e conoscenti preferivano Bersani (ora preferiscono Renzi). Ho votato per Renzi non solo e non tanto perch\u00e9 con lui avevamo l\u2019occasione di archiviare Berlusconi (anzich\u00e9 eliminarlo per interposta magistratura), ma perch\u00e9 mi ero scaricato da <em>youtube<\/em> il discorso di Verona, e ci avevo trovato diverse ottime idee. Perch\u00e9 avevo letto il suo programma, e molte proposte mi sembravano non solo giuste, ma realistiche, e realizzabili in tempi brevi. Perch\u00e9 con Renzi avevano lavorato o lavoravano persone di grande valore, studiosi con delle idee sul futuro dell\u2019Italia. Gente che da anni analizzava i problemi, e pensava le soluzioni. Che quasi sempre sono complesse, controintuitive, e richiedono anni di duro lavoro sui dati, sulle leggi, sul funzionamento dell\u2019economia e della societ\u00e0. Insomma, mi pareva che nel giornalino a fumetti del sindaco di Firenze un posto di rilevo fosse riservato anche ad Archimede pitagorico, non solo allo zio Paperino e ai suoi simpatici nipotini.<br \/>\nVedo ora che le cose non stanno cos\u00ec. Il mercato del lavoro \u00e8, probabilmente, l\u2019oggetto pi\u00f9 complesso di cui la politica possa essere chiamata ad occuparsi. Riformarlo in modo non disastroso richiede competenze di economia e di diritto che si acquisiscono solo in anni e anni di studi. E infatti, molto saggiamente, Renzi aveva fatte sue diverse proposte degli esperti, e segnatamente il \u00ab<a title=\"Codice Semplificato del lavoro\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=27810\" target=\"_blank\">Codice semplificato del lavoro<\/a>\u00bb di Pietro Ichino, un testo frutto di anni di lavoro e ormai perfettamente pronto ad essere trasformato in legge dello Stato. Una riforma a costo zero che renderebbe pi\u00f9 facile fare impresa in Italia, e che si pu\u00f2 varare in pochissimo tempo, se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica. Ora invece, in una situazione in cui non si sa neppure se il governo arriver\u00e0 a maggio, Renzi parla di \u00abpresentare\u00bb (notate bene: presentare, non approvare) il Codice semplificato \u00abentro 8 mesi\u00bb, ossia entro settembre (<em>Jobs Act<\/em>, Parte C, punto 1).<br \/>\nChe cosa \u00e8 successo? Renzi non condivide pi\u00f9 il testo che egli stesso ha sottoscritto pi\u00f9 di un anno fa? Ne ha pronto un altro e diverso? Perch\u00e9 far passare tanto tempo? Che fine ha fatto il decisionismo del sindaco di Firenze? Come si fa ad accusare lo zio Paperino di inerzia, di lentezza, di praticare la politica degli annunci, se poi Qui-Quo-Qua, con l\u2019unico disegno di legge pronto, perfezionato in anni e anni di lavoro e di consultazioni, prevedono di \u00abpresentarlo\u00bb l\u2019autunno prossimo?<br \/>\nDi per s\u00e9, questa esitazione non sarebbe preoccupante se il resto del documento contenesse proposte precise, piani dettagliati, idee incisive e ben strutturate. Ma non \u00e8 cos\u00ec. La bozza del \u00abJobs Act\u00bb \u00e8, per ammissione dei suoi stessi estensori, poco pi\u00f9 che un insieme di \u00abspunti\u00bb, su cui \u2013 dicono \u2013 \u00abci apriremo alla discussione. Con tutti\u00bb. Ma che tipo di discussione? E che significa \u00abcon tutti\u00bb?<br \/>\nLa risposta ce la d\u00e0 lo stesso Renzi nell\u2019intervista di ieri al <em>Corriere della Sera<\/em>: \u00abAbbiamo sottratto la discussione agli \u201cesperti\u201d e l\u2019abbiamo portata in pubblico. I dilettanti hanno fatto l\u2019arca. Gli \u2018esperti\u2019 hanno fatto il Titanic\u00bb. Come dire: la specie si \u00e8 salvata con l\u2019arca di No\u00e8, opera di dilettanti, il disastro del Titanic \u00e8 quel che ci aspetta se ci affidiamo agli esperti.<br \/>\nCurioso. Negli ultimi anni un simile elogio dell\u2019incompetenza l\u2019avevo sentito solo dalla deputata Pd Marianna Madia (\u00abmetto la mia inesperienza al servizio del Paese\u00bb), nelle cui dichiarazioni, tuttavia, almeno si poteva avvertire una punta di autoironia. Con Renzi no. La metafora dell\u2019arca di No\u00e8 e l\u2019elogio del dilettantismo sono cos\u00ec sfacciati che l\u2019intervistatore, Aldo Cazzullo, non riesce a trattenersi e gli chiede: \u00ab\u00c8 segretario da un mese e gi\u00e0 si celebra?\u00bb.<br \/>\nDifetto di stile a parte, resta la domanda di sostanza: perch\u00e9 Renzi snobba gli esperti ed esalta i dilettanti?<br \/>\nL\u2019unica risposta che riesco a darmi \u00e8 la seguente. Il problema numero 1 di Renzi non \u00e8 costringere lo zio Paperino a riformare il mercato del lavoro in modo utile all\u2019Italia. Se questo, o principalmente questo, fosse il suo scopo, incalzerebbe il governo con proposte ben definite, scelte fra le molte che sono disponibili da anni e che un aspirante premier dovrebbe ben conoscere. Il problema numero 1 di Renzi, a giudicare dai suoi comportamenti, \u00e8 logorare Letta, e al tempo stesso convincere l\u2019elettorato che solo lui, l\u2019<em>enfant terrible<\/em> della politica italiana, potr\u00e0 fare quello che il duo Letta-Alfano non sono stati in grado di fare.<br \/>\nPer questo servono i dilettanti. I dilettanti sono perfetti per aprire dibattiti, lanciare slogan, animare i <em>talk-show<\/em>, riempire le cronache dei giornali di \u00abretroscena\u00bb pi\u00f9 o meno succosi. I dilettanti sono preziosi sia perch\u00e9 alimentano l\u2019idea che i problemi abbiano soluzioni semplici, sia perch\u00e9 aiutano a creare un clima di partecipazione (o di guerra di tutti contro tutti) che permette ai leader populisti di offrirsi come salvatori della patria. L\u2019idea di Grillo di far scegliere la legge elettorale alla mitica Rete non \u00e8 molto distante dall\u2019idea di Renzi di affidare ai dilettanti un problema formidabile come la riforma del mercato del lavoro.<br \/>\nDel resto, basta provare a immaginare che cosa succederebbe se Renzi avesse il coraggio di proporre, anzi di imporre, al premier Letta una delle proposte messe a punto dai detestati esperti di mercato del lavoro, i vari Ichino, Boeri o Garibaldi. Il risultato sarebbe la spaccatura del Pd, l\u2019ostilit\u00e0 della Cgil e della Fiom, un\u2019ennesima rottura del fronte di sinistra fra riformisti e massimalisti. In breve: Renzi potrebbe candidarsi a premier, ma senza l\u2019appoggio pieno e convinto del suo popolo.<br \/>\nEcco perch\u00e9 quel che mi aspetto, di qui a marzo (poi la campagna elettorale sommerger\u00e0 tutto e tutti), sono solo diversivi. Tanti discorsi su legge elettorale, riforme istituzionali, costi della politica, ma pochissime azioni veramente incisive per dare un posto di lavoro ai giovani e alle donne.<br \/>\nPer ridurre i costi della politica basta una rivolta popolare, ma per riformare il mercato del lavoro, sfortunatamente, ci vogliono persone competenti, molto competenti. Fossi Renzi, mi terrei stretto il Manuale delle giovani marmotte ma non rinuncerei mai a fare due chiacchiere con Archimede Pitagorico.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL CODICE SEMPLIFICATO DEL LAVORO, FRUTTO DI UN LUNGO LAVORO DI ESPERTI, DI CUI RENZI HA FATTO IL SUO CAVALLO DI BATTAGLIA ALLE PRIMARIE, \u00c8 PRONTO: PERCH\u00c9 RINVIARE DI OTTO MESI? 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