
{"id":29681,"date":"2014-01-19T16:30:45","date_gmt":"2014-01-19T15:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29681"},"modified":"2014-01-19T16:30:45","modified_gmt":"2014-01-19T15:30:45","slug":"che-cose-il-contratto-di-ricollocazione-e-come-funziona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29681","title":{"rendered":"CHE COS\u2019\u00c8 IL CONTRATTO DI RICOLLOCAZIONE E COME FUNZIONA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA CONIUGAZIONE VIRTUOSA ED EFFICACE TRA SOSTEGNO DEL REDDITO E CONTROLLO DELLA DISPONIBILIT\u00c0 EFFETTIVA DELLA PERSONA INTERESSATA PER LA NUOVA OCCUPAZIONE E QUANTO NECESSARIO PER ACCEDERVI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato su <\/em>Guida al lavoro<em>, gennaio 2014 &#8211; In argomento v. anche la <a title=\"Scheda tecnica 17.12.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29328\" target=\"_blank\">scheda tecnica<\/a> del 17 dicembre 2013 e\u00a0<\/em><a title=\"Storia di un emendamento - novembre 2013\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28923\" target=\"_blank\">Storia di un emendamento<\/a><\/p>\n<p><!--more-->Il comma 215 dell\u2019articolo unico della legge di stabilit\u00e0 2014 istituisce un fondo per il finanziamento e l\u2019incentivazione delle politiche attive del lavoro e in particolare della sperimentazione di un assetto dei servizi per l\u2019impiego incentrato su di un nuovo istituto giuridico: il contratto di ricollocazione. Vediamo di che cosa si tratta.<br \/>\nFinora, nel migliore dei casi a chi perde il posto senza ritrovarne un altro subito abbiamo offerto soltanto un sostegno del reddito: nella forma appropriata di un trattamento di disoccupazione o in quella inappropriata della Cassa integrazione, ma sempre senza che il beneficio fosse condizionato per davvero alla disponibilit\u00e0 per un nuovo lavoro e per tutte le attivit\u00e0 necessarie per trovarlo.<br \/>\nQuesta condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito, in realt\u00e0, la legge gi\u00e0 oggi la prevede; ma di fatto \u00e8 del tutto inoperante. Il risultato \u00e8 che fin qui abbiamo praticato soltanto le cosiddette politiche del lavoro <em>passive<\/em> \u2013 il sostegno del reddito, appunto \u2013 per le quali dal 2010 abbiamo speso oltre 20 miliardi l\u2019anno. Sono invece mancate le politiche <em>attive<\/em>, quelle volte a promuovere efficacemente la ricollocazione del lavoratore. Ora, la sperimentazione del contratto di ricollocazione mira a consentire un collegamento stretto, proprio mediante l\u2019applicazione della condizionalit\u00e0, tra le politiche passive e le misure attive per il reinserimento del disoccupato nel tessuto produttivo.<br \/>\nQueste, in estrema sintesi, le linee-guida della sperimentazione (che non si traggono dal testo del comma 215 della legge di stabilit\u00e0, ma dai lavori preparatori della norma e dalle prime Delibere di Giunte regionali che prevedono l\u2019avvio dell\u2019esperimento: prima fra tutte quella della Regione Lazio in tema di <em>Youth Guarantee<\/em> 30 dicembre 2013). Lo Stato si limita a porre a disposizione delle Regioni \u2013 che hanno la competenza legislativa e amministrativa in materia di servizi per l\u2019impiego \u2013 la possibilit\u00e0 dell\u2019esperimento: lo attiva solo la Regione che vuole utilizzarlo per riqualificare la propria spesa in questo settore. La Regione, a sua volta, con una delibera della Giunta, offre ai disoccupati la possibilit\u00e0 di stipulare il contratto di ricollocazione, mettendo sul piatto un <em>voucher<\/em> per la copertura del costo di un buon servizio di <em>outplacement<\/em>, cio\u00e8 di assistenza intensiva nella ricerca del nuovo posto. Il <em>voucher<\/em> \u00e8 suddiviso in una parte fissa e una, assai maggiore, pagabile soltanto a ricollocazione avvenuta. Il lavoratore pu\u00f2 scegliere liberamente l\u2019agenzia di cui avvalersi tra quelle accreditate presso la Regione: si attiva cos\u00ec un regime di positiva concorrenza tra le imprese accreditate.<br \/>\nPer neutralizzare il rischio che queste ultime si concentrino sulle persone pi\u00f9 facilmente collocabili, lasciando perdere le altre, il progetto prevede che l\u2019entit\u00e0 del <em>voucher<\/em> sia differenziata in relazione al grado di \u201ccollocabilit\u00e0\u201d di ciascuna persona, secondo i criteri che ciascuna Regione decider\u00e0 (alcune Regioni, come la Lombardia, hanno gi\u00e0 una buona esperienza in questo campo).<br \/>\nIl contratto prevede inoltre l\u2019affidamento della persona interessata a un <em>tutor<\/em> designato dall\u2019agenzia, che ha il compito di assisterla giorno per giorno, ma anche di controllarne la disponibilit\u00e0 effettiva per tutto quanto \u00e8 necessario ai fini della ricollocazione, compresi eventuali corsi di riqualificazione mirati. Nel caso di rifiuto ingiustificato di una iniziativa, o addirittura di un posto di lavoro, il tutor lo contesta al lavoratore. E alla contestazione \u2013 salva possibilit\u00e0 di impugnazione da parte del lavoratore davanti a un arbitro \u2013 consegue il dimezzamento dell\u2019indennit\u00e0; poi, la seconda volta, l\u2019interruzione.<br \/>\nLa novit\u00e0 pi\u00f9 interessante di questo metodo \u2013 sperimentato con successo in Olanda \u2013 sta nel meccanismo di determinazione automaticamente equilibrata del grado della disponibilit\u00e0 che pu\u00f2 e deve essere richiesta al disoccupato, in relazione alle condizioni del mercato del lavoro locale. Come si \u00e8 visto, la figura chiave in questo meccanismo \u00e8 il tutor, al quale il contratto di ricollocazione assegna il compito di stabilire le occasioni di occupazione, e i percorsi di formazione ad esse mirata, che il disoccupato non pu\u00f2 ragionevolmente respingere, tenuto conto di tutte le circostanze. L\u2019agenzia che per attirare pi\u00f9 disoccupati applicasse criteri troppo compiacenti nei loro confronti si esporrebbe al rischio di non conseguire il risultato utile della loro ricollocazione effettiva, cos\u00ec lavorando in perdita: il <em>voucher<\/em> potr\u00e0 infatti essere incassato soltanto a risultato ottenuto. Per altro verso, se l\u2019agenzia stessa adottasse criteri di valutazione irragionevolmente severi, i disoccupati ne preferirebbero un\u2019altra che, adottando criteri pi\u00f9 ragionevoli, riesca tuttavia a ricollocarli in tempi accettabili. In altre parole, il regime di concorrenza che si instaura tra le agenzie accreditate tende a produrre l\u2019equilibrio ottimale, proprio per la persona assistita, tra disponibilit\u00e0 del tutor a tener conto delle sue esigenze e aspirazioni, e prospettiva di un suo reinserimento rapido nel tessuto produttivo.<br \/>\nAl contratto di ricollocazione pu\u00f2 partecipare anche l\u2019impresa che licenzia, la quale pu\u00f2 impegnarsi a pagare un trattamento complementare di disoccupazione. Cos\u00ec, per esempio, il lavoratore licenziato che stipula il contratto, invece di ricevere soltanto il 75 per cento dell\u2019ultima retribuzione erogato dall\u2019ASpI, riceve il 90 per cento. Comunque, se nella fase iniziale ci sar\u00e0 un numero esiguo di persone interessate, questo consentir\u00e0 alla Regione di \u201carricchire il piatto\u201d, concentrando le risorse su un minor numero di casi.<br \/>\nPer valutare il costo del progetto, consideriamo il caso di una Regione nella quale si attivino 10.000 contratti di ricollocazione. Si pu\u00f2 ipotizzare che il costo di un buon servizio di<em> outplacement<\/em> coperto dal<em> voucher<\/em> varii da un minimo di 2000 a un massimo di 4000 euro. Questo comporterebbe per la Regione, se tutti i contratti andassero a buon fine, un costo di circa 30 milioni. Pu\u00f2 apparire un importo molto elevato; ma non se si fa il conto di quanto costa tenere, invece, quei 10.000 lavoratori in Cassa integrazione per due, tre, quattro o pi\u00f9 anni; e di quanti miliardi oggi le Regioni spendono per corsi di formazione professionale privi di qualsiasi collegamento con la domanda effettiva espressa dal mercato del lavoro: la cui utilit\u00e0 effettiva non viene comunque quasi mai misurata.<br \/>\n\u00c8 urgente che le Regioni incomincino a riqualificare questa spesa, anche spostandola in parte dalla formazione all\u2019attivit\u00e0 di <em>placing<\/em>. Poi ci sono i contributi del Fondo Sociale Europeo, di cui riusciamo a utilizzare mediamente soltanto il 40 per cento, per mancanza di progetti che abbiano i requisiti necessari; questo esperimento soddisferebbe pienamente quei requisiti. Poi ci sono i fondi UE per lo<em> Youth Guarantee<\/em>, il programma per l\u2019aiuto intensivo all\u2019inserimento nel tessuto produttivo dei giovani. Infine occorre considerare che tenere i lavoratori in Cassa integrazione per anni, come facciamo ora diffusamente, costa molto di pi\u00f9 che inserirli nel giro di sei mesi nel grande flusso delle assunzioni: nel 2012, in Italia, nonostante la crisi nera, sono stati stipulati un milione e mezzo di contratti di lavoro a tempo indeterminato, abbastanza ben distribuiti fra nord, centro e sud.<br \/>\nIl contratto di ricollocazione pu\u00f2 essere un modo molto efficace per dotare finalmente il mercato del lavoro italiano di servizi efficaci per l\u2019incontro fra domanda e offerta, attraverso una cooperazione stretta tra i Centri per l\u2019impiego pubblici e le imprese che in questo campo possiedono il migliore <em>know-how<\/em> specifico e sanno mettere a frutto il meglio delle esperienze straniere.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CONIUGAZIONE VIRTUOSA ED EFFICACE TRA SOSTEGNO DEL REDDITO E CONTROLLO DELLA DISPONIBILIT\u00c0 EFFETTIVA DELLA PERSONA INTERESSATA PER LA NUOVA OCCUPAZIONE E QUANTO NECESSARIO PER ACCEDERVI Articolo pubblicato su Guida al lavoro, gennaio 2014 &#8211; In argomento v. anche la scheda tecnica del 17 dicembre 2013 e\u00a0Storia di un emendamento<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-29681","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29681"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29681\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}