
{"id":29794,"date":"2014-01-26T19:19:09","date_gmt":"2014-01-26T18:19:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29794"},"modified":"2014-01-26T23:12:36","modified_gmt":"2014-01-26T22:12:36","slug":"con-renzi-la-nebbia-politica-e-finita-anche-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29794","title":{"rendered":"RICOLFI: CON RENZI LA NEBBIA POLITICA \u00c8 FINITA. SPERIAMO ANCHE SUL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LO STILE DEL NEO-SEGRETARIO DEL PD HA CAMBIATO PROFONDAMENTE IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA &#8211; MA IL SUO BANCO DI PROVA PI\u00d9 DIFFICILE NON\u00a0\u00a0\u00c8 LA RIFORMA ELETTORALE:\u00a0\u00c8 LA QUELLA DEL LAVORO, DOVE DEVE STARE ATTENTO A NON RICADERE NELLE FUMOSIT\u00c0 DEL POLITICHESE<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Luca Ricolfi<\/strong> su<\/em> la Stampa<em> del 26 gennaio 2014 &#8211; V. anche, <em>sullo stesso quotidiano,\u00a0<\/em>l&#8217;articolo precedente dello stesso editorialista e sociologo torinese, 20 gennaio\u00a0<i><a title=\"Fondo di L. Ricolfi sulla Stampa, 13.1.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29639\" target=\"_blank\">Il lavoro non lo creano i dilettanti<\/a>;<\/i>\u00a0 la\u00a0<a title=\"Risposta di M. Renzi a Ricolfi sulla Stampa, 15.1.14\" href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2014\/01\/15\/italia\/politica\/tutti-hanno-il-diritto-di-giudicare-la-riforma-del-mercato-del-lavoro-le-mie-proposte-concrete-jzo5HOLYlL8sjI5BM9HgxN\/pagina.html\" target=\"_blank\">risposta di Renzi<\/a>\u00a0<\/em><em>del 22 gennaio; il mio intervento nella discussione, di due giorni dopo:\u00a0<\/em><a title=\"Intervento su La Stampa, 17.1.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29671\" target=\"_blank\">Jobs Act<\/a><em><i><a title=\"Intervento su La Stampa, 17.1.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29671\" target=\"_blank\">: la politica dell\u2019annuncio non basta pi\u00f9<\/a><\/i><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div itemprop=\"articleBody\">\n<p><span style=\"color: #000000;\">La prova cruciale, quella in cui si capir\u00e0 di che stoffa \u00e8 fatto Matteo Renzi, non \u00e8 quella di questi giorni. Il test vero, per il sindaco di Firenze, arriver\u00e0 quando dovr\u00e0 affrontare in campo aperto i sindacati (soprattutto la Cgil) e l\u2019ostinato conservatorismo dei suoi compagni di partito in materia di mercato del lavoro, tasse, spesa sociale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Ossia sulle cose che il 70% dei cittadini giudicano altrettanto o pi\u00f9 importanti del cambiamento delle regole del gioco politico (sondaggio Ipsos pubblicato ieri dal \u00abCorriere della Sera\u00bb). Vedremo allora se la cautela fin qui mostrata da Renzi, in particolare al momento della presentazione del \u00abJobs Act\u00bb, ceder\u00e0 il passo a un atteggiamento pi\u00f9 risoluto. Lo speriamo, perch\u00e9 la prima cosa che gli italiani si aspettano dalla politica non \u00e8 una nuova legge elettorale, ma la possibilit\u00e0 di creare e trovare lavoro.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Detto questo, per\u00f2, come non godersi lo spettacolo di questi giorni?\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Sul cambiamento delle regole, Renzi ha fatto in 3 giorni pi\u00f9 di quello che i politici politicanti hanno fatto in 31 anni, ossia dall\u2019insediamento della commissione Bozzi sulle riforme istituzionali (1983). Ma soprattutto lo ha fatto in un modo che, per la sinistra, \u00e8 del tutto nuovo. Con Renzi la sinistra si \u00e8 riappropriata del linguaggio naturale, e con questa sola mossa ha cancellato un handicap formidabile che l\u2019ha sempre condizionata nel confronto con la destra. Fino a ieri l\u2019intero establishment di sinistra ha sempre parlato in codice, usando concetti astratti, formule vuote, espressioni allusive, perfettamente comprensibili agli addetti ai lavori ma drammaticamente lontane dalla vita e dalla sensibilit\u00e0 delle persone comuni. Per capirli, per capire che cosa veramente avessero inteso dire, per capire che cosa effettivamente fossero intenzionati a fare, ci voleva l\u2019interprete. E per interagire con loro si doveva conoscere le buone maniere del linguaggio politico, quel dire e non dire, accennare e far intendere, lusingare e velatamente minacciare, ma sempre educatamente, sempre con il dovuto sussiego, sempre con il necessario bon ton intra-casta. Parole di nebbia, le aveva chiamate Natalia Ginzburg fin dai primi Anni 80. Parole che rendevano i politici di sinistra dei veri marziani agli occhi della gente comune.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">E\u2019 anche per questo che, quando Berlusconi scese in campo nel 1994, per i politici di sinistra (e non solo per loro) fu un vero shock. Berlusconi parlava in linguaggio naturale. Si poteva ascoltare senza l\u2019interprete. Esattamente come Renzi oggi. Renzi non parla in codice, non conosce le buone maniere del dibattito politico, se ne infischia dei balletti e dei cerimoniali dei suoi compagni di partito. Si lascia scappare battutacce, usa l\u2019ironia e qualche volta il sarcasmo, \u00e8 del tutto privo di quella sorta di omert\u00e0, o patto di non aggressione, che vige fra i professionisti della politica. Come se lui facesse un altro mestiere, e quindi non si sentisse in alcun modo vincolato alle regole di deferenza che derivano dall\u2019affinit\u00e0. I politici del Pd, offesi da Renzi, sembrano nobildonne ingioiellate che incontrano sulla loro strada il tamarro di turno: come in un film di Checco Zalone, loro porgono languidamente la mano per il baciamano, lui risponde con una pacca sulle spalle e passa allegramente oltre.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Tutto questo \u00e8 tremendamente spiazzante per i vecchi mandarini del suo partito, ma anche per molti quarantenni. Addestrati a parlare e agire in codice, abituati a tradurre ogni parola, a interpretare ogni comportamento, non sanno che pesci pigliare quando uno come Renzi la smette di menare il can per l\u2019aia. Ma soprattutto sono imbarazzati, politicamente imbarazzati. Dal momento che Renzi comunica come Berlusconi, e per vent\u2019anni i dirigenti della sinistra si erano vantati di non parlare come lui, ed erano persino arrivati a bollare il modo di comunicare di Berlusconi come segno inequivocabile di rozzezza-demagogia-populismo, diventa un bel problema ritrovarsi con un leader che, almeno in questo, assomiglia al loro peggiore nemico. Non avendo voluto capire a suo tempo che alcuni difetti di Berlusconi, come il parlar chiaro e la vocazione decisionista, potevano anche essere delle virt\u00f9, sono ora in difficolt\u00e0 ad accettarle quando si ripresentano in uno dei loro, il neo-eletto segretario del Pd.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Si potrebbe supporre che tutto ci\u00f2 sia un guaio per i politici di lungo corso del Pd, e non per Renzi, che dopotutto tra frizzi, lazzi e fuochi d\u2019artificio si trova perfettamente a proprio agio. E tuttavia la conclusione sarebbe affrettata, e troppo ottimistica, a mio parere. Contrariamente a quel che si potrebbe supporre, l\u2019oscurit\u00e0 del linguaggio, per la sinistra, non \u00e8 affatto un optional. Specialmente negli ultimi venticinque anni, dopo la svolta della Bolognina di Occhetto (1989), ossia da quando la sinistra ha provato a diventare riformista, un certo grado di ambiguit\u00e0 e furberia nella lingua \u00e8 stato lo strumento con cui gli eredi del comunismo hanno cercato di preservare la propria unit\u00e0 e, talora, di allargare il proprio consenso. E\u2019 solo in virt\u00f9 di tale uso spregiudicato della lingua che, per oltre vent\u2019anni, \u00e8 stato possibile nascondere, dissimulare, attenuare le profonde differenze fra le varie anime della sinistra. Le 281 pagine di programma di Prodi nel 2006, cos\u00ec come i confusissimi 11 punti di Bersani nel 2013, non erano figli di modesti consulenti, o di pessimi uffici studi. No, quelle \u00abparole di nebbia\u00bb, come le avrebbe definite Natalia Ginzburg, erano il mezzo pi\u00f9 idoneo per restare uniti nonostante i dissensi, l\u2019unico modo di tenere insieme Prodi e Bertinotti, Veltroni e Vendola, Mastella e Padoa-Schioppa. Da questo punto di vista, \u00e8 molto riduttivo sostenere \u2013 come usano fare i riformisti-doc \u2013 che l\u2019unico collante della sinistra in questi venti anni sia stato l\u2019antiberlusconismo: no, cari riformisti, la sinistra di collanti ne ha avuti due, uno era l\u2019antiberlusconismo, l\u2019altro il parlare per concetti vaghi, quella malattia della lingua che Raffaele La Capria ha definito \u00abconcettualismo degradato di massa\u00bb.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Ecco perch\u00e9, per Renzi, la strada potrebbe essere in salita. Se Renzi parler\u00e0 chiaro su tutto, e non solo sulla legge elettorale, le divisioni dentro il Pd non saranno pi\u00f9 occultabili con la nebbia della lingua, e il partito potrebbe spaccarsi. Specialmente sul mercato del lavoro, il conflitto fra sinistra conservatrice e sinistra modernizzatrice non potr\u00e0 che venire allo scoperto. Credo sia questo il motivo per cui, un paio di settimane fa, sul <a title=\"D.d.l. 7.8.13 n. 1006\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=27810\" target=\"_blank\"><em>Codice semplificato del lavoro<\/em><\/a> di Ichino \u00a0<a title=\"Risposta di M. Renzi a Ricolfi sulla Stampa, 15.1.14\" href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2014\/01\/15\/italia\/politica\/tutti-hanno-il-diritto-di-giudicare-la-riforma-del-mercato-del-lavoro-le-mie-proposte-concrete-jzo5HOLYlL8sjI5BM9HgxN\/pagina.html\" target=\"_blank\">la sua risposta<\/a>\u00a0\u00a0alla mia domanda (perch\u00e9 non vararlo subito?) sia stata cos\u00ec debole, cos\u00ec elusiva. Suppongo che Renzi non abbia troppa fretta sul mercato del lavoro perch\u00e9 vuole aspettare di aver il partito in mano prima di iniziare le battaglie politicamente pi\u00f9 difficili (creare posti di lavoro \u00e8 pi\u00f9 difficile, ancora pi\u00f9 difficile, che cambiare le regole del gioco).\u00a0\u00a0<\/span><br \/>\n\u00c8<span style=\"color: #000000;\">\u00a0una cosa che capisco benissimo. Purch\u00e9 non si perda di vista il nodo fondamentale: dopo 7 anni di crisi, con milioni di posti di lavoro perduti, gli italiani non si accontenteranno di un cambiamento delle regole del gioco.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LO STILE DEL NEO-SEGRETARIO DEL PD HA CAMBIATO PROFONDAMENTE IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA &#8211; MA IL SUO BANCO DI PROVA PI\u00d9 DIFFICILE NON\u00a0\u00a0\u00c8 LA RIFORMA ELETTORALE:\u00a0\u00c8 LA QUELLA DEL LAVORO, DOVE DEVE STARE ATTENTO A NON RICADERE NELLE FUMOSIT\u00c0 DEL POLITICHESE Editoriale di Luca Ricolfi su la Stampa del 26 gennaio 2014 &#8211; V. anche, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-29794","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29794"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29794\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}