
{"id":29966,"date":"2014-02-09T23:24:16","date_gmt":"2014-02-09T22:24:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29966"},"modified":"2014-02-09T23:24:16","modified_gmt":"2014-02-09T22:24:16","slug":"abbattere-subito-il-muro-tra-imprese-e-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29966","title":{"rendered":"ABBATTERE SUBITO IL MURO TRA IMPRESE E LAVORATORI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UNA TERAPIA D&#8217;URTO\u00a0PER SBLOCCARE UN MERCATO DEL LAVORO INFARTUATO, CREANDO IN POCHI MESI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO REGOLARI CON UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO SNELLO E MENO COSTOSO, E FAVORENDO L&#8217;INCONTRO FRA DOMANDA E OFFERTA DI SERVIZI ALLE FAMIGLIE E ALLE COMUNIT\u00c0 LOCALI<\/span><\/p>\n<p><em>Scheda che Scelta Civica si appresta a presentare, insieme ad altre su fisco, scuola, universit\u00e0 e ricerca, al Capo del Governo &#8211; 10 febbraio 2014<!--more--><\/em><\/p>\n<p><strong>Sommario:<\/strong> 1. Sperimentazione biennale, in funzione di Expo 2015 e dell\u2019accelerazione della ripresa economica, di un contratto pi\u00f9 snello e meno costoso: <em>starter workers<\/em> e <em>mini-jobs<\/em>. \u2011 2. Sfruttamento dei giacimenti occupazionali inutilizzati e riduzione della spesa per gli ammortizzatori sociali. &#8211; 3. Occupazione aggiuntiva nel settore dei servizi alla famiglia e alle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>1. Sperimentazione biennale, in funzione di Expo 2015 e dell\u2019accelerazione della ripresa economica, di un contratto pi\u00f9 snello e meno costoso: <em>starter workers<\/em> e <em>mini-jobs<\/em><\/h4>\n<p><strong>1.1. I problemi<\/strong><\/p>\n<p>1.1.1. Le imprese italiane operano in condizioni di massima incertezza circa il futuro, anche a breve termine, per di pi\u00f9 con un costo orario del lavoro gravato da oneri nettamente pi\u00f9 pesanti rispetto agli altri maggiori Paesi europei e con\u00a0 rigidit\u00e0 normative che rendono comparativamente ancora pi\u00f9 alto il costo delle innovazioni organizzative e del tempo parziale.<\/p>\n<p>1.1.2. Solo un contratto di lavoro ogni sei che vengono stipulati in Italia \u00e8 a tempo indeterminato, anche perch\u00e9 l\u2019indicazione che si \u00e8 data fin qui \u00e8 sempre stata nel senso di utilizzare i contratti atipici temporanei per sfuggire alle rigidit\u00e0 del rapporto regolare a tempo indeterminato. L\u2019investimento sul capitale umano compiuto dall\u2019impresa e dalla persona che lavora ne risulta ridotto, quando non azzerato.<\/p>\n<p>1.1.3. Occorre riportare rapidamente dentro il mercato del lavoro regolare almeno una quota di qualche rilievo dei tre milioni di disoccupati e degli altri tre milioni di \u201cscoraggiati\u201d che si contano oggi in Italia, anche a costo di offrire loro occupazioni a tempo parziale, al fine di porre a disposizione delle imprese una offerta di manodopera potenziale che altrimenti resterebbe latente.<\/p>\n<p><strong>1.2. Contenuti dell\u2019esperimento<\/strong><\/p>\n<p>Proponiamo di mettere per due o tre anni a disposizione di imprese e lavoratori inoccupati e disoccupati un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a protezione crescente, molto flessibile soprattutto nel primo biennio, sul quale concentrare le misure di abbattimento del cuneo fiscale e contributivo.<\/p>\n<p>Sul piano tecnico giuridico, si tratta di combinare un intervento di natura contrattuale collettiva, in forma di <strong>accordo interconfederale promosso dal Governo<\/strong>, volto a consentire per le nuove assunzioni uno <em>shock<\/em> positivo sul fronte del costo retributivo minimo e della riduzione dei vincoli organizzativi (inquadramento professionale, estensione e distribuzione temporale della prestazione), con <strong>un intervento sul piano fiscale<\/strong> volto a incoraggiare inoccupati, disoccupati e \u201cscoraggiati\u201d a riattivarsi nel mercato del lavoro e le imprese ad avvalersi del nuovo strumento, e con la definizione di <strong>una protezione della stabilit\u00e0 crescente con l&#8217;anzianit\u00e0 di servizio<\/strong>, che predetermini un \u201ccosto di separazione\u201d minimo all\u2019inizio, destinato ad aumentare gradualmente .<\/p>\n<p><strong>1.2.1.<\/strong> <strong>Il contratto di accesso per i <em>(re)starting workers<\/em><\/strong> \u2013 Il Governo promuove la stipulazione di un accordo interconfederale che istituisce, per le imprese di tutti i settori e per un periodo di due anni, la possibilit\u00e0 di assumere <strong>giovani alla prima esperienza di lavoro<\/strong>, o <strong>persone di qualsiasi et\u00e0 disoccupate da pi\u00f9 di tre mesi<\/strong>, con la qualifica unica e trasversale di <em>(re)starting worker \u00a0<\/em>(solo in difetto di un accordo stipulato dalle confederazioni che rappresentino la maggioranza dei lavoratori, sar\u00e0 necessario provvedere per legge). L\u2019accordo prevede<br \/>\n&#8211; il carattere a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, con periodo iniziale di prova di sei mesi;<br \/>\n&#8211; uno standard retributivo minimo orario assoluto (per esempio: 6,5 euro), al di sotto del quale la negoziazione individuale non pu\u00f2 andare;<br \/>\n&#8211; libert\u00e0 di determinazione, in sede di contratto individuale, del contenuto delle mansioni e della relativa retribuzione al di sopra del minimo orario;<br \/>\n&#8211; libert\u00e0 di determinazione, in sede di contratto individuale, dell\u2019estensione e della distribuzione temporale del lavoro nell\u2019arco della giornata, della settimana, del mese e dell\u2019anno;<br \/>\n&#8211; al termine del primo biennio, la persona interessata perde la qualifica di <em>starting worker<\/em>, e (salva la facolt\u00e0 di recesso del datore, di cui v. <em>infra<\/em>) deve essere inquadrata secondo le regole contrattuali ordinarie applicabili nell\u2019azienda, nonch\u00e9 retribuita secondo i minimi tabellari collettivi, in corrispondenza con l\u2019inquadramento.<\/p>\n<p>Il legislatore statale, dal canto suo, interviene disponendo che, l\u00e0 dove nel biennio aprile 2014-marzo 2016 il contratto di accesso sia stipulato con uno dei soggetti inoccupati o disoccupati definiti come sopra e secondo quanto previsto dall&#8217;accordo interconfederale,<\/p>\n<p><strong>A)<\/strong> <strong>in tutti i casi<\/strong> (compresi cio\u00e8 quelli in cui il nuovo contratto non abbia carattere incrementale rispetto all\u2019organico aziendale),<br \/>\n&#8211; decorso il semestre di prova, entro il primo triennio il datore di lavoro pu\u00f2 liberamente recedere con un preavviso pari a 5 giorni di calendario per ogni bimestre di anzianit\u00e0 di servizio compiutamente maturato; in tal caso il lavoratore \u00e8 libero di optare per la cessazione immediata con incasso dell\u2019indennit\u00e0 di mancato preavviso;<br \/>\n&#8211; durante il primo triennio di durata del rapporto, nei settori soggetti al regime della Cassa integrazione guadagni il contributo dovuto per questo titolo \u00e8 ridotto allo 0,5 per cento;<br \/>\n&#8211; per il periodo successivo al primo triennio la legge determina il regime applicabile in caso di recesso (SC propone la formula <em>light<\/em> prevista nel <a title=\"D.d.l. 18.4.13 n. 555\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26423\" target=\"_blank\">d.d.l. 18 aprile 2013 n. 555<\/a>, con pura e semplice crescita graduale del costo di separazione anche dopo il triennio, ma si possono immaginare anche soluzioni diverse);<br \/>\n&#8211; entro il limite massimo complessivo di 36 mesi il contratto di accesso \u00e8 ammesso anche in forma di contratto a termine acausale, con una indennit\u00e0 di cessazione del rapporto identica a quella prevista per il contratto a tempo indeterminato per il caso di cessazione senza rinnovo o conversione in contratto a tempo indeterminato;<br \/>\n&#8211; nel caso in cui all\u2019atto dell\u2019assunzione la persona interessata godesse di un trattamento di sostegno del reddito, a seguito della cessazione del contratto di accesso essa pu\u00f2 tornare a goderne;<\/p>\n<p><strong>B)<\/strong> <strong>quando il contratto di accesso abbia carattere incrementale<\/strong> rispetto all\u2019organico aziendale (per la relativa definizione v. il <a title=\"D.d.l. 18.4.13 n. 555\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26423\" target=\"_blank\">d.d.l. 18 aprile 2013 n. 555<\/a>),<br \/>\n&#8211; per i primi 12 mesi il relativo costo \u00e8 <strong>escluso dal calcolo dell\u2019imponibile IRAP<\/strong>;<br \/>\n&#8211; durante il semestre di prova, la <strong>contribuzione previdenziale \u00e8 ridotta al 25 per cento<\/strong>;<\/p>\n<p><strong>1.3.2. I <em>mini-jobs<\/em><\/strong> \u2013 Lo stesso accordo interconfederale di cui si \u00e8 detto nel \u00a7 1.3.1\u00a0(o, in difetto di esso, la legge che lo debba sostituire) pu\u00f2 prevedere che qualsiasi soggetto, indipendentemente dall\u2019et\u00e0 e dallo stato di occupazione o disoccupazione, possa essere assunto con lo stesso tipo di contratto e secondo gli stessi standard, ma con orario di lavoro non superiore a 20 ore settimanali, liberamente distribuite nell\u2019arco della settimana. La legge emanata in corrispondenza con l\u2019accordo deve estendere a questo caso la possibilit\u00e0 di pagamento della retribuzione mediante buoni-lavoro per il primo anno di svolgimento del rapporto. Deve inoltre disporre, per questo caso, una drastica semplificazione degli adempimenti burocratici.<\/p>\n<p>In altre parole, in questo ordine di idee il <em>mini-job<\/em> costituisce un sottotipo del contratto di accesso, prevalentemente caratterizzato come collaborazione di natura accessoria, quindi anch\u2019esso con forte riduzione del costo retributivo e con costi di transazione ridotti al minimo. Anch\u2019esso di regola a tempo indeterminato, ma agevolmente scioglibile almeno entro il primo triennio.<\/p>\n<h4>\u00a02. Sfruttamento dei giacimenti occupazionali inutilizzati e riduzione della spesa per gli ammortizzatori sociali<\/h4>\n<p><strong>2.1. Il triplice problema:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; rispondere positivamente a tutte le situazioni di <em>skill shortage<\/em>: in ogni regione italiana ci sono decine di migliaia di posti di lavoro che restano permanentemente scoperti per mancato reperimento di persone disponibili e dotate delle caratteristiche professionali necessarie per occuparli; le imprese in fase di espansione stentano a trovare la manodopera necessaria;<\/p>\n<p>&#8211; collegare le politiche passive del lavoro con le politiche attive: abbiamo almeno un milione di persone a cui stiamo erogando un trattamento di disoccupazione (per lo pi\u00f9, impropriamente, in forma di Cassa integrazione, oppure, in minor misura, in forma di trattamento di mobilit\u00e0 o di disoccupazione ordinaria) senza alcuna effettiva condizionalit\u00e0, cio\u00e8 senza alcun incentivo n\u00e9 alcun servizio efficace per l\u2019inserimento nei posti di lavoro disponibili;<\/p>\n<p>&#8211; riqualificare e ridurre la spesa per gli ammortizzatori sociali, destinandone una parte progressivamente crescente alla creazione di occupazione in mercato: oggi spendiamo venti miliardi all\u2019anno per il sostegno del reddito ai senza-lavoro in forme che determinano un forte incentivo per questi ultimi a restare fuori dal mercato del lavoro regolare. Riorientare questo flusso di spesa in direzione del reinserimento nel tessuto produttivo consentir\u00e0, per un verso, di ridurre questa voce di spesa, per altro verso di ridurre il tasso di disoccupazione reale.<\/p>\n<p><strong>2.2. Contenuto del progetto<\/strong><\/p>\n<p>Consiste semplicemente nell\u2019autorizzare le Regioni e Province autonome gi\u00e0 opportunamente attrezzate \u2013 Lombardia, Piemonte, Lazio, Val d\u2019Aosta, Friuli V.G., Trento e Bolzano \u2013 a destinare una quota delle risorse stanziate per il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga e per i \u201clavori socialmente utili\u201d (circa un miliardo nella legge di stabilit\u00e0 2014) alla sperimentazione del <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29681\">contratto di ricollocazione<\/a> per i soggetti cui l\u2019ammortizzatore \u00e8 destinato, con attivazione dei percorsi di riqualificazione professionale specificamente mirati alla copertura di <em>skill shortages<\/em>. Lo strumento del CdR \u00e8 indispensabile, per consentire di mettere la platea dei fruitori del sostegno del reddito in comunicazione con le agenzie specializzate, che sono gli unici operatori davvero in grado di individuare lo skill shortage e attivare le misure necessarie per consentire al disoccupato di accedervi.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere opportuno suddividere il progetto in una fase sperimentale di rodaggio, della durata di sei mesi, durante la quale ciascuna delle Regioni interessate offre la possibilit\u00e0 del contratto di ricollocazione ai disoccupati cassintegrati o in mobilit\u00e0 spontaneamente disponibili: la partecipazione all\u2019esperimento su base esclusivamente volontaria determiner\u00e0 un\u2019autoselezione positiva delle persone interessate, con conseguente tasso di successo molto elevato. Sulla base di questa prima fase, si pu\u00f2 pensare a una fase di generalizzazione del metodo, nella quale la stipulazione del contratto di ricollocazione con una delle agenzie specializzate accreditate diventi condizione per il godimento del sostegno del reddito.<\/p>\n<h4>3. Riqualificazione della spesa sociale, per la creazione di occupazione aggiuntiva nel settore dei servizi alla famiglia e alle comunit\u00e0 locali<\/h4>\n<p><strong>3.1. I problemi:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; far emergere interamente la grande domanda latente di servizi alla persona e alla comunit\u00e0, ponendola utilmente in comunicazione con l\u2019altrettanto numerosa offerta latente di lavoro non professionale o comunque poco strutturato \u2013 marginale, ma di dimensioni considerevoli \u2013 che pure esiste e per la quale una limitazione dell\u2019apparato protettivo \u00e8 praticabile e opportuna per diversi possibili motivi: i) per favorire l\u2019inserimento nel tessuto produttivo di persone in difficolt\u00e0, oppure ii) perch\u00e9 il prestatore non versa in una situazione di dipendenza economica, oppure ancora iii) perch\u00e9 i soggetti interessati hanno un\u2019altra fonte di reddito prevalente (la pensione), o iv) perch\u00e9 essi hanno una diversa attivit\u00e0 prevalente (studenti), oppure ancora v) perch\u00e9 si tratta di soggetti temporaneamente impegnati nella cura di bambini in et\u00e0 prescolare che offrono temporaneamente la stessa attivit\u00e0 di cura ad altre famiglie;<br \/>\n&#8211; ancora sul versante della domanda, una rilevante necessit\u00e0 irrisolta di servizi alla persona: in particolare, un gran numero di disabili o anziani non autosufficienti hanno bisogno di assistenza domiciliare, sovente non 24 ore su 24, ma soltanto diurna o soltanto notturna, oppure a tempo parziale (per l\u2019aiuto nella cura della persona, oppure per l\u2019approvvigionamento dei beni di consumo necessari per la vita quotidiana, per l\u2019insegnamento dell\u2019uso dello strumento informatico e della rete, o anche soltanto per l\u2019intrattenimento della persona isolata, ecc.); si osserva inoltre una altrettanto cospicua domanda di servizi alla comunit\u00e0: basti pensare alle necessit\u00e0 \u2013 sovente male o per nulla soddisfatte nelle aree urbane \u2013 di attivazione notturna di servizi, sorveglianza all\u2019entrata e all\u2019uscita delle scuole, manutenzione del verde pubblico, sorveglianza notturna contro il disturbo della quiete o contro gli autori di graffiti e forme analoghe di piccola criminalit\u00e0, e altre simili.<\/p>\n<p><strong>3.2. Esperienze di riferimento:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; l\u2019esperienza francese dell\u2019<em>Agence nationale services \u00e0 la personne<\/em> (v. in proposito il sito <a href=\"http:\/\/www.particulieremploi.fr\/mediers.php\">www.particulieremploi.fr\/mediers.php<\/a>), con la quale in Francia ci si \u00e8 proposti di mettere in comunicazione domanda e offerta di servizi alla persona e alla famiglia, con risultati di notevolissimo rilievo; se oltr\u2019Alpe ci si \u00e8 limitati ad attivare, con una utilizzazione efficacissima di Internet, servizi efficienti per l\u2019incontro fra domanda e offerta e ad operare per una riduzione drastica dei costi di transazione in questo particolare settore, mediante l\u2019istituzione dello <em>ch\u00e8que emploi-services universel-CESU<\/em>, noi ora possiamo spingerci oltre, attingendo anche alle esperienze del nord-Europa;<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019esperienza finlandese e dei Paesi scandinavi, dove l\u2019ente locale promotore del servizio assume altres\u00ec la veste di fornitore dell\u2019attivit\u00e0 di servizio, ingaggiando la persona disponibile per lo svolgimento della prestazione e addebitando al soggetto beneficiario soltanto una frazione \u2013 talora di entit\u00e0 minima \u2013 del relativo costo.<\/p>\n<p><strong>3.3. Contenuto dell\u2019esperimento<\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 mettere in cantiere un duplice modello di intervento degli enti pubblici locali (v. in proposito <a title=\"D.d.l. 7.8.13 n. 1006\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=27810\" target=\"_blank\">d.d.l. 7 agosto 2013 n. 1006<\/a>, artt. 2132-2134):<\/p>\n<p>3.2.1. &#8211; un intervento di pura e semplice promozione dell\u2019incontro fra domanda e offerta dei servizi in questione, mediante accreditamento dei soggetti capaci di fornirli, attivazione di canali idonei a facilitare al massimo l\u2019incontro stesso \u00a0e riduzione dei costi di transazione mediante i buoni-lavoro: \u00e8 questo un modello di intervento che appare alla portata di qualsiasi amministrazione locale capace di avvalersi dell\u2019esperienza francese;<\/p>\n<p>3.2.2. &#8211; un intervento pi\u00f9 evoluto, ispirato alle esperienze dei Paesi nord-europei, ma anche ad alcune esperienze italiane, consistente nell\u2019attivazione di iniziative di selezione e addestramento elementare di persone disponibili e idonee allo svolgimento dei servizi in questione, e nell\u2019ingaggio di queste da parte di Comuni, Province o ASL, con contratto di collaborazione autonoma, in funzione del loro avvio presso la persona o famiglia richiedente, dalla quale verr\u00e0 riscossa una parte del costo della prestazione: \u00e8 questo un modello di intervento che offrirebbe una utile alternativa rispetto a quello consueto dell\u2019\u201cappalto di servizi\u201d conferito da Comuni, Province o ASL a cooperative (che in molti casi maschera una sostanziale somministrazione di prestazioni di lavoro, e non sempre in forme pi\u00f9 vantaggiose per i lavoratori coinvolti), ma che indubbiamente presuppone una maggiore capacit\u00e0 organizzativa da parte dell\u2019ente gestore. Un esempio di servizio organizzato secondo questo modello nel nostro Paese \u00e8 quello che ha visto impegnati alcuni Comuni del milanese o dell\u2019Alto Adige nella fornitura di servizi di accudimento di neonati a domicilio (a cura delle cosiddette \u201cvice-mamme\u201d o <em>tagesm\u00fctter<\/em>).<\/p>\n<p>Le esperienze test\u00e9 menzionate confermano che l\u2019incontro fra questa domanda e questa offerta latente di servizi \u00e8 possibile anche nel nostro contesto nazionale \u2013 senza che ne derivi danno ai lavoratori regolari nel mercato del lavoro ordinario \u2013 mediante l\u2019attivazione di un modello di rapporto fuori standard, nella forma della collaborazione autonoma continuativa (cui non si applicano le limitazioni poste dal d.lgs. n. 276\/2003), al quale l\u2019ente pubblico promotore e gestore dell\u2019iniziativa possa fare ricorso: i) solo per l\u2019attivazione di determinati servizi ben individuati, ii) solo per il coinvolgimento in quei servizi di persone appartenenti a determinate categorie oggettivamente marginali rispetto al mercato del lavoro ordinario (anziani ancora attivi e mobili, studenti e altri giovani inoccupati, donne inoccupate o espulse dal tessuto produttivo in occasione di una maternit\u00e0, disoccupati da pi\u00f9 di sei mesi, immigrati extracomunitari disoccupati), iii) quando non si tratti di anziani e pensionati, solo con l\u2019attivazione parallela di meccanismi volti a evitare il consolidarsi della collocazione della persona coinvolta nel settore del lavoro non standard, favorendo invece il suo inserimento nel tessuto produttivo ordinario.<\/p>\n<p>Il modello a cui facciamo riferimento pu\u00f2 indicarsi come un rapporto di fornitura di collaborazione autonoma, che ha come soggetti l\u2019utilizzatore del servizio e l\u2019ente organizzatore in veste di fornitore da un lato, dall\u2019altro in veste di titolare di un rapporto di collaborazione autonoma continuativa con un prestatore appartenente alle categorie sopra indicate: giovani, anziani e madri di famiglia attualmente non presenti, o presenti con difficolt\u00e0, nel mercato del lavoro ordinario. Questo rapporto trilatero \u00e8 reso possibile, gi\u00e0 a legislazione invariata, per un verso dalla norma esplicita che consente agli enti pubblici di avvalersi di collaborazioni autonome coordinate e continuative, a tempo determinato o indeterminato; per altro verso dalla norma \u2013 implicita, questa, ma pacificamente riconosciuta in dottrina e in giurisprudenza \u2013 che esclude le collaborazioni autonome dal divieto di interposizione.<\/p>\n<p>Potrebbe giovare, nell\u2019ambito delle politiche per l\u2019<em>active ageing<\/em>, prevedere una esenzione dalla contribuzione previdenziale per i casi in cui in questa forma di servizio alla famiglia o alle collettivit\u00e0 locali venga assunto un lavoratore con pi\u00f9 di 60 anni. Si pensi, per esempio, a un programma del titpo di quelli attivati nei Paesi scandinavi con la denominazione \u201c60 x 80\u201d, consistenti nella fornitura a un ottantenne da parte del Comune o della ASL dell\u2019assistenza di un sessantenne per una o pi\u00f9 ore al giorno per il compimento delle commissioni quotidiane, l\u2019aiuto in alcune funzioni di cura della persona, l\u2019insegnamento dell\u2019uso del computer, o anche soltanto l\u2019intrattenimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA TERAPIA D&#8217;URTO\u00a0PER SBLOCCARE UN MERCATO DEL LAVORO INFARTUATO, CREANDO IN POCHI MESI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO REGOLARI CON UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO SNELLO E MENO COSTOSO, E FAVORENDO L&#8217;INCONTRO FRA DOMANDA E OFFERTA DI SERVIZI ALLE FAMIGLIE E ALLE COMUNIT\u00c0 LOCALI Scheda che Scelta Civica si appresta a presentare, insieme [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-29966","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29966"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29966\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}