
{"id":30050,"date":"2014-02-16T18:55:39","date_gmt":"2014-02-16T17:55:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30050"},"modified":"2014-02-16T23:29:36","modified_gmt":"2014-02-16T22:29:36","slug":"la-rivoluzione-silenziosa-del-contratto-di-ricollocazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30050","title":{"rendered":"LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DEL CONTRATTO DI RICOLLOCAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L\u2019INTERESSE PER IL PROGETTO DALLE REGIONI MERIDIONALI E L\u2019<em>ENDORSEMENT <\/em>DI OFFICINE DEMOCRATICHE\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>Dei due articoli che seguono, il primo, <strong>di Tommaso Di Rino<\/strong>, \u00e8 stato<strong>\u00a0<\/strong>pubblicato il\u00a0 7 \u00a0febbraio 2014 sul sito<\/em> <a href=\"hhttp:\/\/www.restoalsud.it\/\" target=\"_blank\">Restoalsud<\/a><em>; il secondo, <strong>di\u00a0<\/strong><\/em><b>Guido<\/b><b> Ferradini,<\/b> <em>presidente dell&#8217;associazione<\/em><b>\u00a0<\/b><a title=\"Officine democratiche\" href=\"http:\/\/www.officinedemocratiche.it\/\" target=\"_blank\">Officine Democratiche<\/a><em>, sul sito della stessa<\/em>\u00a0<em>&#8211; Una scheda tecnica e tutti gli altri documenti disponibili sul sito, relativi al progetto di sperimentazione regionale, si trovano agevolmente attraverso il <a title=\"Portale del contratto di ricollocazione\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29934\" target=\"_blank\">portale del contratto di ricollocazione<\/a><\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>L\u2019INNOVAZIONE DIVENTATA LEGGE DI CUI NESSUNO\u00a0 PARLA<br \/>\n<\/strong>\u00a0<span style=\"color: #000000;\">di Tommaso Di Rino<\/span><\/span><\/p>\n<p>La silenziosa rivoluzione del comma 215. Nel corposo provvedimento identificato come Legge di Stabilit\u00e0 2014, \u00e8 rimasta stranamente lontana dai riflettori un\u2019autentica innovazione \u2013 da attribuire all\u2019iniziativa politica del senatore Ichino &#8211; che pu\u00f2 significare moltissimo per il mercato del lavoro italiano del prossimo futuro: la possibilit\u00e0 di sperimentare nelle regioni il cosiddetto \u201ccontratto di ricollocazione\u201d. E di invertire la tendenza di finanziare per lo pi\u00f9 politiche passive di ammortizzazione sociale (ben 23 miliardi di euro nel 2012) e non anche politiche attive del lavoro (nelle quali investiamo appena lo 0,33% del PIL).<\/p>\n<p>Il contratto di ricollocazione affronta in modo nuovo le crisi occupazionali e presuppone uno stretto collegamento tra politiche passive di sostegno al reddito e misure attive per il reinserimento del disoccupato nel tessuto produttivo. Ha bisogno di una stretta ed efficace collaborazione fra centri per l\u2019impiego pubblici e agenzie private per il lavoro, in particolar modo quelle specializzate nell\u2019outplacement. Offre ai disoccupati la possibilit\u00e0 di scegliere liberamente, tra quelle accreditate, \u00a0l\u2019agenzia privata incaricata della loro ricollocazione; la quale si impegner\u00e0 moltissimo per trovar loro un nuovo impiego e non lavorare in perdita, dal momento che il pagamento del servizio reso viene corrisposto dalla Regione all\u2019Agenzia solo a risultato ottenuto.<br \/>\nPer neutralizzare il rischio che le Agenzie si concentrino sulle persone pi\u00f9 facilmente collocabili, lasciando perdere le altre, la sperimentazione prevede che l\u2019entit\u00e0 di quanto pu\u00f2 corrispondere la Regione sia differenziata in relazione al grado di \u201coccupabilit\u00e0\u201d di ciascuna persona. In questo, vengono in soccorso alcune significative esperienze, degne di rilievo, gi\u00e0 maturate in Lombardia, a Torino, Firenze, Pescara.<br \/>\nIl contratto di ricollocazione consente anche di tastare la disponibilit\u00e0 effettiva del disoccupato alla riqualificazione ed ad un nuovo lavoro. Nel caso di rifiuto ingiustificato di una iniziativa di formazione, o addirittura di un posto di lavoro, si prevede il dimezzamento dell\u2019indennit\u00e0 di cassa integrazione o mobilit\u00e0. In caso di secondo, ingiustificato rifiuto, l\u2019interruzione.<br \/>\nLa palla \u00e8 in mano alle Regioni. Soprattutto quelle del Sud, infestate da tassi di disoccupazione a due cifre, non devono sprecare l\u2019occasione. \u00a0La Legge di Stabilit\u00e0 stanzia soltanto 15 milioni per questo esperimento nel 2014, a fronte di quasi un miliardo stanziato per le politiche del lavoro passive. Ma \u00e8 un primo passo. Se le Regioni rispondono e avviano interventi nei loro territori, potrebbero essere coinvolti, di qui a poco, migliaia di lavoratori, tra i pi\u00f9 colpiti dalla crisi. Pu\u00f2 essere l\u2019occasione giusta per sottrarli al meccanismo perverso di ammortizzatori che durano anni e anni, sono a carico dello Stato (e della fiscalit\u00e0 generale) per oltre il 60% e non aiutano i disoccupati a rifarsi una vita professionale. Anzi, spesso li spingono nelle braccia del lavoro sommerso o, peggio, dell\u2019apatia e della non ricerca del lavoro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>L&#8217;<em>ENDORSEMENT<\/em> DI OFFICINE DEMOCRATICHE PER IL PROGETTO<br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #000000;\">di Guido Ferradini<\/span><\/span><\/p>\n<p>Si dice che il\u00a0diavolo\u00a0si nasconde nei particolari. Per una volta, tanto rara quanto apprezzabile, nei particolari si nasconde invece un\u2019interessante novit\u00e0 nella recente legge di Stabilit\u00e0. Dai profili invero rivoluzionari e la cui portata potrebbe finalmente indurre \u2013 si spera \u2013 un cambio di passo nelle politiche del lavoro di questo nostro martoriato paese.<br \/>\nMa facciamo un passo indietro; o forse due per capire il contesto in cui si inserisce.<br \/>\nRecentemente sono stati diffusi i dati OCSE sulla disoccupazione. Nei paesi facenti parte dell\u2019organizzazione internazionale \u00e8 scesa al 7,8%, dopo essersi mantenuta stabile al 7,9% per cinque mesi consecutivi. Che equivalgono a ben 47,1 milioni di disoccupati totali! Il dato rimane preoccupante se sol si pensa che rispetto al luglio 2008 vi sono ben 12,4 milioni di disoccupati in pi\u00f9. Ma almeno si registra una seppur lieve inversione di tendenza.<br \/>\nIn Italia invece il dato gi\u00e0 allarmante segna un nuovo record, raggiungendo una percentuale del 12,7%. Un ulteriore peggioramento che mostra come, in soli cinque anni di crisi, il tasso sia addirittura raddoppiato. Il dato pi\u00f9 allarmante risiede nel fatto che le vittime principali della crisi sono stati, sempre secondo l\u2019Ocse, i giovani sotto i 25 anni: sappiamo che molti hanno smesso di studiare o cercare lavoro (la categoria dei cosiddetti \u201cNeet\u201d) mentre chi lavora ha, in un caso su due, un contratto a tempo determinato.<br \/>\nE\u2019 vero poi che nonostante questi tassi di disoccupazione record, i governi sono stati anche costretti a ridurre le risorse allocate per la protezione dei \u201cnon occupati\u201d in ragione delle politiche restrittive e i minori gettiti fiscali. \u00c8 purtroppo uno dei tanti paradossi di una crisi i cui effetti sono ancora destinati a durare per molto tempo. Sempre l\u2019OCSE (ma lo stesso si legge in molti degli studi macroeconomici) ci induce a credere che la prossima sar\u00e0 una <em>jobless growth<\/em> \u2013 ovvero una crescita senza un aumento dei posti di lavoro; e che almeno fino al 2016 non vedremo una crescita dell\u2019occupazione.<br \/>\nNe consegue che non si pu\u00f2 continuare a limitarsi con le solite politiche passive di assistenza del reddito che non determinano \u2013 \u00e8 un dato di fatto \u2013 alcun risultato nel miglioramento dell\u2019occupazione.<br \/>\nIn questo oramai drammatico scenario sono state rese note dal segretario del PD Matteo Renzi le linee guida del cosiddetto <em>Jobs Act<\/em>. La cui presentazione \u2013 si immagina \u2013 dovrebbe essere oramai prossima.<br \/>\nRimandando un commento specifico ad un momento in cui le proposte saranno pi\u00f9 sostanziate, \u00e8 vero che nelle anticipazioni si legge, fra le altre cose, l\u2019intenzione di voler introdurre un \u201cAssegno universale\u201d\u00a0per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l\u2019obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare pi\u00f9 di una nuova proposta di lavoro.<br \/>\nL\u2019idea \u00e8 chiaramente tracciata e condivisibile e prende ad esempio le migliori esperienze europee (principalmente del nord Europa) per introdurre una qualche forma di condizionalit\u00e0 al trattamento di disoccupazione (oggi l\u2019ASPI), richiedendo ai disoccupati di seguire una qualche forma di riqualificazione professionale.<br \/>\nVengo al punto e chiarisco il perch\u00e9 all\u2019inizio di questo contributo ho sottolineato che, come sempre, il diavolo sta nei dettagli.<br \/>\nL\u2019intenzione mostrata da Renzi fa gi\u00e0 parte (seppur in piccolo) del nostro ordinamento, visto che l\u2019articolo 132 bis della legge di Stabilit\u00e0 ha introdotto, seppur con limitate risorse finanziarie (circa 20 milioni per il 2014), la possibilit\u00e0 di far ricorso ad iniziative, anche sperimentali\u2026 volte a potenziare le politiche attive del lavoro, tra le quali pu\u00f2 essere annoverata ai fini del finanziamento statale anche la sperimentazione regionale del contratto di ricollocazione, sostenuti da programmi formativi specifici.<br \/>\n<strong>Una piccola norma per una grande rivoluzione<\/strong><br \/>\nLa chiave di volta \u00e8 proprio il \u201ccontratto di ricollocazione\u201d. Che apre una nuova stagione per le politiche attive. Non pi\u00f9 mero assistenzialismo ma strumenti per il ricollocamento dei disoccupati. Il funzionamento del contratto \u00e8 apparentemente elementare.<br \/>\nI Centri per l\u2019Impiego (gi\u00e0 oggi esistenti) si limiteranno a valutare il grado di ricollocabilit\u00e0 del disoccupato; il quale, debitamente informato sulle caratteristiche del contratto potr\u00e0 sottoscriverlo e scegliere una agenzia di\u00a0outplacement\u00a0accreditata dalla Regione di residenza. Ricever\u00e0 quindi un <em>voucher<\/em>, che verr\u00e0 corrisposto all\u2019agenzia solo dopo che il disoccupato avr\u00e0 ottenuto un nuovo impiego della durata superiore a sei mesi. \u00a0L\u2019impegno contrattuale prevede specifici obblighi per il lavoratore cui sar\u00e0 dato un\u00a0tutor\u00a0che eserciter\u00e0 anche poteri di controllo circa la sua effettiva riqualificazione. Ma che avr\u00e0 il potere di intervenire in caso di rifiuto ingiustificato\u00a0di una offerta di lavoro con il diritto di porre in essere una riduzione o interruzione del trattamento di disoccupazione.<br \/>\nFin qui tutto bello. Ma ovviamente non tutto \u00e8 oro quel che luccica.<br \/>\nI fondi attualmente a disposizione sono scarsi, anche se \u00e8 ipotizzabile l\u2019accesso al fondo sociale europeo, oggi largamente inutilizzato. L\u2019organizzazione \u00e8 tutta da creare (se si esclude \u2013 forse \u2013 la Lombardia). E, fatto pi\u00f9 rilevante, saranno le singole Regioni a doversi mettere in moto per creare le condizioni del successo di una norma sicuramente meritoria \u2013 un coordinamento delle stesse su questo fronte sarebbe auspicato.<br \/>\nE\u2019 indubbio che questa piccola norma sia da considerare potenzialmente rivoluzionaria se debitamente capita e agita. In questo senso Officine Democratiche sente la responsabilit\u00e0 di mettere in luce quanto sarebbe stato un bene che mettessero in luce i media ma anche lo stesso Governo oltre e a tutti coloro che tanto parlano di lavoro.<br \/>\nVolevo da ultimo ringraziare il professor Pietro Ichino, al quale va l\u2019enorme merito di aver suggerito l\u2019inserimento della norme nel testo della legge di Stabilit\u00e0 ed al quale rimando per l\u2019interessante <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28923)\" target=\"_blank\">\u201cstoria\u201d dell\u2019emendamento<\/a>\u00a0(e far notare come <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/20C-120140127084659.pdf\" target=\"_blank\">lo strumento \u00e8 stato accolto con interesse sia in Lombardia che nel Lazio<\/a>).<br \/>\nIl che lascia sperare che si potr\u00e0 un giorno dire che sotto il profilo delle politiche attive del lavoro ci stiamo quantomeno avviando sulla strada dei paesi europei pi\u00f9 virtuosi.<br \/>\nDopodich\u00e9, se l\u2019esperimento avr\u00e0 successo, come sono convinto ne avr\u00e0, sar\u00e0 molto pi\u00f9 facile affrontare il tema spinosissimo dei licenziamenti per ragioni di tipo economico e le forme contrattuali.<br \/>\nE aprire una vera stagione di riforme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019INTERESSE PER IL PROGETTO DALLE REGIONI MERIDIONALI E L\u2019ENDORSEMENT DI OFFICINE DEMOCRATICHE\u00a0 Dei due articoli che seguono, il primo, di Tommaso Di Rino, \u00e8 stato\u00a0pubblicato il\u00a0 7 \u00a0febbraio 2014 sul sito Restoalsud; il secondo, di\u00a0Guido Ferradini, presidente dell&#8217;associazione\u00a0Officine Democratiche, sul sito della stessa\u00a0&#8211; Una scheda tecnica e tutti gli altri documenti disponibili sul sito, relativi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-30050","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30050"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30050\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}