
{"id":30122,"date":"2014-02-22T20:24:24","date_gmt":"2014-02-22T19:24:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30122"},"modified":"2014-02-22T20:24:24","modified_gmt":"2014-02-22T19:24:24","slug":"primo-dovere-del-governo-dire-tutta-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30122","title":{"rendered":"PRIMO DOVERE DEL GOVERNO: DIRE TUTTA LA VERIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER RIMETTERE IN MOTO LA CRESCITA OCCORRE INNANZITUTTO \u00a0ALLENTARE LA STRETTA CREDITIZIA, INOLTRE RIFORMARE IL DIRITTO DEL LAVORO SECONDO LE LINEE DEL PROGETTO BLANCHARD-TIROLE, RIPRESE NEL PROGETTO ICHINO<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi<\/strong> sul<\/em> Corriere della Sera <em>del 21 febbraio 2014<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il nuovo governo dovr\u00e0 dimostrare (e in tempi brevissimi) di aver chiare quali sono le priorit\u00e0 e di essere determinato nell\u2019affrontarle. Se sapr\u00e0 farlo tranquillizzer\u00e0 i mercati e potr\u00e0 rinegoziare i vincoli europei. Perch\u00e9 una rinegoziazione \u00e8 inevitabile se si vuol far ripartire la crescita.<br \/>\nQuali siano i problemi dell\u2019Italia lo sappiamo da tempo: un debito pubblico enorme, una recessione che sembra non finire mai, banche che prestano col contagocce, una disoccupazione soprattutto giovanile elevatissima, una tassazione asfissiante, una burocrazia che impone oneri immensi alle imprese, e infine i costi della politica. La difficolt\u00e0 non \u00e8 dunque individuare le cose da fare, ma metterle in fila e poi affrontarle con determinazione.<br \/>\nLa prima \u00e8 annunciare stime di crescita credibili. Le previsioni del governo uscente sono pi\u00f9 ottimiste di quelle delle organizzazioni internazionali, inclusa la Commissione europea. Il governo prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) dell\u20191% nel 2014 e dell\u20191,7% nel 2015. Il consenso internazionale \u00e8 0,5% nel 2014 e poco sopra l\u20191% nel 2015.<br \/>\nDa che numeri parte il nuovo governo? Le previsioni di crescita sono cruciali perch\u00e9 costituiscono il punto di partenza per un piano credibile di riduzione del rapporto debito-Pil. Per avviare tale riduzione \u00e8 necessario compiere tre passi: ridurre la spesa pubblica e le imposte, far ripartire la crescita e vendere aziende e immobili oggi posseduti da Stato, Comuni e Regioni.<br \/>\nPer rilanciare la crescita, servono due interventi immediati. Primo: provvedimenti per allentare la stretta creditizia. \u00c8 difficile tornare a crescere se non riparte l\u2019offerta di credito all\u2019economia. Lo si pu\u00f2 fare anche con l\u2019aiuto della Bce, come spiegavamo il 9 febbraio (nell\u2019editoriale <em>E ora le banche non hanno scuse<\/em>). \u00a0A ci\u00f2 deve aggiungersi un&#8217;accelerazione del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Il governo uscente ne ha saldati 22 miliardi su circa 100: troppo pochi.<br \/>\nSeconda cosa da fare: provvedimenti per ridare competitivit\u00e0 alle imprese. La leva principale \u00e8 una riduzione immediata e consistente del cuneo fiscale, finanziata con una combinazione di tagli di spese (immediate e future) e, se necessario, con imposte meno dannose delle tasse sul lavoro.<br \/>\nPer portare gli oneri sociali a carico delle imprese al livello tedesco bisogna ridurli di 23 miliardi. 9-10 miliardi si possono reperire tagliando i sussidi alle imprese: 4 miliardi il primo anno, altri 5-6 nei due successivi. Un altro miliardo, o due, tagliando i costi della politica, come suggerito in uno studio di Roberto Perotti pubblicato su <a title=\"sito lavoce.info\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\" target=\"_blank\"><em>lavoce.info<\/em><\/a>. I rimanenti 8 miliardi vanno reperiti dalla <em>spending review<\/em>: il commissario Cottarelli ritiene che sia un obiettivo raggiungibile gi\u00e0 quest\u2019anno. Altre risorse possono arrivare dalla revisione del costo di alcuni servizi (come l\u2019universit\u00e0) che lo Stato offre quasi gratuitamente a tutti, indipendentemente dal reddito.<br \/>\nRidurre le imposte sul lavoro non basta. Bisogna anche riformare i contratti abolendo il muro invalicabile che separa chi ha un lavoro a tempo determinato da chi ne ha uno a tempo indeterminato. Qui il diavolo sta nei dettagli.\u00a0La <a title=\"Portale della semplificazione e della flexsecurity\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\">proposta giusta \u00e8 quella di Pietro Ichino<\/a>, che riprende un\u2019idea degli economisti Olivier Blanchard (capo-economista del Fondo monetario internazionale) e Jean Tirole. Un contratto uguale per tutti, senza muri e con protezioni che crescono in funzione dell\u2019anzianit\u00e0 sul posto di lavoro. Ad esempio: entro tre anni dall\u2019assunzione un\u2019impresa pu\u00f2 licenziare liberamente, dal quarto anno in poi il licenziamento costa all\u2019impresa una indennit\u00e0 (crescente con l\u2019anzianit\u00e0 del contratto) e che finanzia (in parte) i contributi di disoccupazione.<br \/>\nVa abolito il principio del reintegro obbligatorio, tranne nei casi di discriminazione. In questo modo verrebbe di fatto cancellato, per i neoassunti, l\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Occorre anche ridurre il peso dei contratti collettivi, e legare maggiormente il salario alla contrattazione a livello aziendale. Il segreto del successo della Germania sta principalmente nell\u2019avere fatto questo.<br \/>\nLa riforma del mercato del lavoro \u00e8 impossibile senza una revisione degli ammortizzatori sociali. Una maggiore libert\u00e0 alle imprese nella gestione della forza lavoro si deve accompagnare a tutele per chi rimane temporaneamente disoccupato.<br \/>\nLa Cassa integrazione (Cig) va abolita. Per tutti coloro che perdono il posto \u2014 e con le risorse ora destinate alla Cig e ai corsi di formazione gestiti dal sindacato \u2014 va introdotto un sussidio di disoccupazione decrescente nel tempo che li costringa a cercare lavoro (con la possibilit\u00e0, al massimo, di due rifiuti). Il sussidio deve essere esteso anche alle categorie oggi non coperte dalla Cassa.<br \/>\nInfine bisogna cedere aziende pubbliche e semipubbliche. Qui le priorit\u00e0 sono: riscrivere da zero il progetto di apertura del capitale delle Poste e impedire che la Cassa depositi e prestiti continui ad essere usata come un salvadanaio dello Stato per false privatizzazioni (vedi Ansaldo Energia) e sprechi risorse pubbliche facendo, senza saperlo fare, il mestiere del finanziatore di <em>startup<\/em> , e cio\u00e8 di nuove aziende.<br \/>\nMa il nuovo governo non far\u00e0 nessuna di queste cose se non sostituir\u00e0 radicalmente i burocrati che gestiscono i ministeri (riformando i contratti della dirigenza pubblica e allineandoli a quelli del settore privato) cominciando dalla casta dei capi di gabinetto. Per farlo ci vuole coraggio perch\u00e9 questi signori sono depositari di \u00abdossier\u00bb che tengono segreti per proteggere il loro potere. Bisogna aver il coraggio di mandarli tutti in pensione. All\u2019inizio i nuovi ministri faranno molta fatica, ma l\u2019alternativa \u00e8 non riuscire a fare nulla.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER RIMETTERE IN MOTO LA CRESCITA OCCORRE INNANZITUTTO \u00a0ALLENTARE LA STRETTA CREDITIZIA, INOLTRE RIFORMARE IL DIRITTO DEL LAVORO SECONDO LE LINEE DEL PROGETTO BLANCHARD-TIROLE, RIPRESE NEL PROGETTO ICHINO Editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera del 21 febbraio 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,12],"tags":[],"class_list":["post-30122","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30122"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30122\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}