
{"id":30144,"date":"2014-02-23T10:53:18","date_gmt":"2014-02-23T09:53:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30144"},"modified":"2014-09-25T09:27:24","modified_gmt":"2014-09-25T08:27:24","slug":"lenorme-spreco-delle-false-imprese-controllate-dagli-enti-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30144","title":{"rendered":"L&#8217;ENORME SPRECO DELLE FALSE IMPRESE CONTROLLATE DAGLI ENTI LOCALI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL DISSESTO DEL BILANCIO DEL COMUNE DI ROMA: UN MILIARDO DI DEBITO OGNI ANNO &#8211; A DETERMINARLO CONCORRONO IN MODO DECISIVO 25.000 STIPENDI PAGATI DA IMPRESE PARTECIPATE INEFFICIENTI E IN GRAN PARTE DEL TUTTO INUTILI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento di Linda Lanzillotta nella seduta antimeridiana del Senato del 20 febbraio 2014 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;articolo di Sergio Rizzo sul <\/em>Corriere della Sera<em> del 6 gennaio: <\/em><a title=\"Articolo di S. Rizzo - Corriere della Sera, 6.1.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29521\" target=\"_blank\">Roma, deficit a un miliardo. La citt\u00e0 ha pi\u00f9 dipendenti della Fiat<em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/a><\/p>\n<p><a title=\"Il link apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=1103\">PRESIDENTE<\/a>. Dichiaro aperta la discussione generale.<\/p>\n<p>\u00c8 iscritta a parlare la senatrice Lanzillotta. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Il link apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=6472\">LANZILLOTTA<\/a> (SCpI). Signor Presidente, come molti colleghi ricorderanno, questo provvedimento \u00e8 un po&#8217; anomalo giacch\u00e9 era gi\u00e0 stato da noi esaminato alla fine dello scorso anno, ma dopo essere stato appesantito impropriamente dalla Camera dei deputati di altri contenuti del tutto inadeguati, alla fine era stato ritirato dal Governo. Infatti, esso non sarebbe stato promulgato dal Presidente della Repubblica, essendo ormai degenerato nei suoi contenuti. \u00c8 stata quindi eccezionalmente consentita, anche in difformit\u00e0 dai precedenti costituzionali e dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, di cui \u00e8 stata data una lettura possibilista in quanto il decreto-legge non era stato convertito ed il relativo disegno di legge di conversione era stato ritirato dal Governo, una reiterazione di alcune sue parti.<\/p>\n<p>Tra queste c&#8217;\u00e8 la parte cosiddetta salva Roma che affronta la situazione molto grave in cui versa la Capitale dal punto di vista delle finanze e della gestione amministrativa.<\/p>\n<p>La situazione di Roma, moltiplicata almeno per dieci, rappresenta un po&#8217; il punto esponenziale di una situazione di crisi che riguarda l&#8217;intero sistema dell&#8217;amministrazione municipale. Sulla crisi della finanza locale (che \u00e8 strutturale e sulla quale penso bisogner\u00e0 fare una riflessione in quanto questa potr\u00e0 essere superata solo con un ripensamento dell&#8217;assetto organizzativo degli enti locali), sulla situazione di crisi della citt\u00e0 di Roma si innestano gli effetti di una <em>mala gestio<\/em> che ha caratterizzato il Comune negli ultimi anni e che ha riguardato soprattutto il sistema delle cosiddette municipalizzate, che sono la fonte principale del dissesto finanziario del Comune. Dobbiamo infatti chiamare le cose con il loro nome: il Comune di Roma \u00e8 virtualmente un Comune in dissesto, per la semplice ragione che non ha pareggio di bilancio. La situazione cui si \u00e8 trovato di fronte il sindaco Marino, eletto a gestire qualcosa che forse non ipotizzava avesse connotati cos\u00ec drammatici, presentava un disavanzo di quasi di un miliardo di euro, che questo decreto riduce di circa la met\u00e0, senza tuttavia risolvere sostanzialmente il problema.<\/p>\n<p>Ricordiamo che precedentemente, nel 2008, lo Stato si era accollato, mettendolo praticamente in una sorta di <em>bad company<\/em> &#8211; o di <em>bad municipality<\/em> (possiamo chiamarla anche cos\u00ec) &#8211; tutto lo <em>stock<\/em> del debito maturato fino a quella data e, quindi, ripulendo il bilancio di quella enorme zavorra che condizionava l&#8217;avvio della gestione Alemanno.<\/p>\n<p>In Commissione abbiamo ascoltato il commissario straordinario per il piano di rientro del debito pregresso di Roma Capitale Varazzani il quale, presentandoci una ricognizione fino al luglio 2010, ci ha confermato che a quella data lo <em>stock<\/em> del debito trasferito alla gestione commissariale ammontava a circa 20 miliardi di euro; ha inoltre dichiarato che quel debito viene oggi pagato con una rata di liquidit\u00e0 pari a 500 milioni di euro cos\u00ec coperta: per 300 milioni di euro provvede lo Stato e per altri 200 milioni di euro si provvede con una parte di addizionale IRPEF pagata dai romani e con una parte di altre tasse pagate da tutti i contribuenti italiani quando si imbarcano in uno degli aeroporti romani. Complessivamente sui contribuenti pesano altri 500 milioni di euro. Come per\u00f2 affermato dal commissario Varazzani, questi soldi non sono sufficienti perch\u00e9 in prospettiva, dal 2016, si avr\u00e0 bisogno di altro denaro solo per pagare quei 20 miliardi di euro gi\u00e0 trasferiti alla gestione commissariale.<\/p>\n<p>Nel primo decreto salva Roma era stato previsto non solo un trasferimento dello Stato, ma anche un&#8217;ulteriore addizionale IRPEF a carico dei romani, operazione che \u00e8 stata bocciata da quest&#8217;Aula su nostra iniziativa e saggiamente non riproposta dal Governo nel nuovo decreto. Questo, per il semplice motivo che, se venisse introdotta un&#8217;ulteriore addizionale IRPEF, a Roma (e nel Lazio, in quanto Roma capoluogo della Regione), tra il 2014 e il 2015 si verrebbe a pagare il 5,3 per cento in pi\u00f9 di IRPEF (che \u00e8 gi\u00e0 assicurato), pi\u00f9 lo 0,3 per cento. Questo non ha solo un effetto insostenibile per i contribuenti romani, ma ha anche un effetto di depressione dell&#8217;economia che crea un moltiplicatore di diseconomia anche per il bilancio del comune di Roma e della regione Lazio. Cio\u00e8, noi siamo oltre quel livello superato il quale la pressione fiscale eccessiva crea decrescita economica e quindi riduzione del gettito fiscale. Questo, perci\u00f2, non si pu\u00f2 fare. Allora, cosa bisogna fare? Bisogna cercare di evitare che questo disavanzo si riproduca, altrimenti l&#8217;effetto sar\u00e0 che nel 2016 non solo dovremo pagare di pi\u00f9 per ammortizzare i debiti che gi\u00e0 ci sono, ma avremo anche altri debiti da caricare sul bilancio dello Stato, a un ritmo che attualmente corre, come si \u00e8 visto, ad un miliardo per esercizio.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che occorrono delle cure radicali e occorre soprattutto l&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 di un&#8217;intera classe dirigente, quella romana, che ha complessivamente prodotto questa situazione, anche se negli ultimi quattro anni c&#8217;\u00e8 stato un aggravamento innegabile. Questa situazione \u00e8 data da alcuni numeri. Nel settore delle municipalizzate (per occuparci solo di quelle, perch\u00e9 il comune di Roma ha anche un rapporto tra dipendenti e abitanti di gran lunga superiore rispetto alla media dei Comuni italiani: ma lasciamo perdere, perch\u00e9 questo si giustifica col fatto che il suo territorio \u00e8 molto vasto, molto disperso, dunque ci sono molte circoscrizioni, si contano ben 21 partecipazioni dirette e in via indiretta il Comune di Roma detiene 140 pacchetti azionari). Il complesso di queste aziende occupa circa 25.000 dipendenti. Il grosso \u00e8 assorbito da ATAC, che occupa quasi pi\u00f9 dipendenti di Alitalia, e da AMA, ma ci\u00f2 che va sottolineato \u00e8 che tra il 2008 e il 2010 questo perimetro di dipendenti \u00e8 aumentato di quasi 4.000 ulteriori unit\u00e0, non solo nelle societ\u00e0 di pubblico servizio, ma anche nelle cosiddette societ\u00e0 <em>in house<\/em>, cio\u00e8 quelle che svolgono per il Comune delle attivit\u00e0 di rilevanza pubblica, come la progettazione immobiliare e la gestione dei servizi culturali, e che il Comune stesso finanzia a pi\u00e8 di lista trasferendo l&#8217;ammontare dei contratti di servizio.<\/p>\n<p>Allora, se non si aggredisce tutto questo sistema, il bilancio del Comune di Roma non potr\u00e0 essere risanato. Noi crediamo che il federalismo sia responsabilit\u00e0 e che non si possa invocare l&#8217;autonomia delle scelte da parte di chi ha prodotto irresponsabilmente questa situazione, scaricandola su tutti i contribuenti italiani. Da questo punto di vista siamo molto delusi. Abbiamo avviato un confronto con la relatrice e con il Governo, e ne parler\u00f2 quando entreremo nel merito. Intanto per\u00f2 posso dire che non c&#8217;\u00e8 la determinazione delle scelte nel rapporto tra Governo, quindi responsabilit\u00e0 nazionale, ed enti locali, quindi responsabilit\u00e0 locali. Non solo: accordi pienamente fondati e realistici che si erano trovati all&#8217;interno della maggioranza sono saltati per l&#8217;influenza esterna dei partiti romani, che danno cos\u00ec il segno di non aver ancora capito la gravit\u00e0 della situazione. Se Roma vuole che non si dichiari il dissesto e che non provveda un commissario a fare ci\u00f2 che va fatto, la politica romana deve intervenire. In questo senso noi insisteremo, anche nel corso della discussione, perch\u00e9 questo testo venga rafforzato. <em>(Applausi dal Gruppo SCpI e dei senatori Candiani e D&#8217;Onghia)<\/em>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL DISSESTO DEL BILANCIO DEL COMUNE DI ROMA: UN MILIARDO DI DEBITO OGNI ANNO &#8211; A DETERMINARLO CONCORRONO IN MODO DECISIVO 25.000 STIPENDI PAGATI DA IMPRESE PARTECIPATE INEFFICIENTI E IN GRAN PARTE DEL TUTTO INUTILI Intervento di Linda Lanzillotta nella seduta antimeridiana del Senato del 20 febbraio 2014 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;articolo di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,12],"tags":[],"class_list":["post-30144","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-22-lavoro-pubblico","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30144"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30144\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}